Le tre domande

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Potresti dover camminare a lungo e potresti perdere il sentiero più volte…

Potresti smarrirti, e sentire una voce dolce e terribile che chiama il tuo nome; non fermarti, e non voltarti indietro! Sono i dispettosi gnomi del Bosco che ti mettono alla prova e ti ritroveresti al punto di partenza.

Ma forse, quando comincerai a sentirti davvero stanco, arriverai al punto più profondo del Bosco e la vedrai: la millenaria pianta di gelso nel cui tronco possente vive lo Spirito dei Boschi.

Se sei fortunato potrai  vedere il suo volto antico nella fessura aperta del vecchio tronco rovinato, e sentirai una struggente consolazione nel cuore, che ti commuoverà fino alle lacrime.

Forse, potrai sentire la sua voce saggia ma prima “loro” ti fermeranno: sono  le piccole streghe, potenti e terribili guardiane dello Spirito del Bosco.

Ti faranno tre domande…  Solo tu puoi decidere se proseguire il tuo cammino.

Sei pronto a rispondere?

 

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Biscotti

Copia di Snookie's Cookies Gift Certificate Layout

Con un panno pulì la base di marmo del grande tavolaccio che stava al centro della calda cucina, poi con un gesto gentile e misurato della mano lasciò cadere la farina, come leggera neve. Unì lo zucchero e il lievito, qualche cubetto di burro, un po’ di scorza di limone e della vaniglia in polvere. Quella non mancava mai nei suoi biscotti.

Fece un buco nella montagnola farinosa che emanava già un profumo dolce e intenso e per finire, ruppe due uova e con grazia centrò il morbido foro. Questo era il momento più importante: con movimenti lenti e sapienti, Nina la pasticcera, cominciò a impastare la pasta e, a ogni movimento, i vari ingredienti si univano, si mischiavano, si legavano sempre più fra di loro.  Le dita grassocce e sapienti sembravano massaggiare il prezioso impasto e quando fu pronta, Nina prese alcuni vecchi stampi e cominciò a dare la forma ai suoi biscotti.

Una stella, un cuore, una casina, un cerchio, un fiore. Fece una pallina di impasto e lo mischiò con un po’ di farina integrale e poi lo tagliò con una grossa forma rettangolare.

I biscottoni di Nina erano sempre apprezzati e richiesti.

Nella stella unì un poco di panna, nel cerchio aggiunse piccoli bottoni di cioccolato, sparse granelli di zucchero che sembravano piccoli diamanti, sul cuore, aggiunse granella rossa sul fiore e, infine, li mise tutti in una leccarda foderata e aprì il forno.

Dopo mezz’ora erano pronti: Nina appoggiò la pentola bollente sul tavolo e li lasciò lì a riposare.

-Finalmente – disse il biscotto a forma di stella, stirando le sue cinque punte. -Sono molto soddisfatta della mia forma. Che ne dite amici? –  

Una nuova fiaba. 

Che parla di biscotti. Che parlano. Che discutono e si innamorano. 

Che hanno dei sogni. 

Anzi, un sogno: quello di essere mangiati. In fondo è il loro destino.La missione della loro anima..

Forse dopo averla letta, farai davvero fatica a buttare via del cibo…

Quello che per te è da buttare, per altri, è da mangiare…

Origami

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Ogni volta che scrivo una fiaba personalizzata è come fare un viaggio, come andare a trovare una nuova amica o un nuovo amico. Far parte per un po’ della sua vita, della sua storia e delle sue emozioni. Non mi stancherò mai di dirlo: è un grande privilegio di cui sono molto grata.

Ma non c’è solo la scrittura della fiaba: ci sono i disegni, bellissimi, di  Elena Bertoloni , illustrator di grande talento e grande sensibilità. E poi, prima di essere consegnata, la fiaba deve essere vestita con cura, per portare il suo prezioso messaggio. Così anche la confezione è creata attorno alla storia, attorno alla persona a cui è dedicata, come un vestito che deve far sentire a proprio agio, che deve appartenere.

Sono sempre alla ricerca di cose nuove per le mie fiabe, cose speciali, come sono le persone a cui la fiaba è dedicata – e per caso sono arrivata agli origami. Come, per alcune cose, che ora sono fondamentali nella mia vita, ne ho sempre sentito parlare, ma non ho mai approfondito la cosa. Forse non mi interessava. Probabilmente non era il tempo.

Ori piegare, e Kami carta, ma anche dei. Un’ antica arte sacra che crea bellissime figure da un quadrato di carta colorato. Già al primo origami che ho fatto, tentato di fare,  mi sono resa conto di come la carta venga educata, educata con cura e attenzione alla forma che dovrà prendere. Come per prepararla all’onore di diventare un leggero, fragile, oggetto prezioso. Eppure la carta sottile  non si rompe, nonostante venga piegata e piegata più volte, ma resta intatta e cambia forma seguendo il movimento delle dita che la trasformano.

Quasi per celebrare l’onore di diventare una cosa nuova.

La cultura giapponese insegna  che il cambiamento fa parte della vita dell’individuo, che nulla ci appartiene e che ogni esperienza, anche dolorosa è un prezioso supporto alla nostra evoluzione. Come il kintsugi: ogni ferita deve essere valorizzata.

Le fiabe fanno lo stesso. Aprono  alla ricerca,  ti invitano al cambiamento, ti insegnano ad affrontare ogni prova, e ti indicano la strada per evolvere in nuove forme 

Fare un origami è quasi una pratica meditativa, una riflessione profonda su come possiamo educarci a cambiare -lo possiamo fare, dipende da noi –  per trasformarci in un nuovo “noi stessi”, e di come i segni che portiamo addosso, siano la guida preziosa per indicarci nuove forme, nuove idee, nuovi pensieri. 

Nuova vita…

 

Comprensione…

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Se non hai comprensione per te stesso, come puoi averla per gli altri?

 

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Ogni nuovo viaggio è un privilegio

 

Da oggi puoi trovare “I messaggi delle fiabe” in vendita su IBS ,Amazon, Feltrinelli

Le fiabe portano messaggi, invitano alla ricerca, ti esortano a partire, a cercare l tuo sentiero , a iniziare il tuo cammino nel bosco della vita.

Se deciderai di iniziare il tuo viaggio, incontrerai draghi e streghe, troverai aiutanti magici e magici doni. A volte avrai paura, e ti sentirai infinitamente stanco; a volte sarai così forte che ti sentirai invincibile, e comprenderai che ogni Viaggio è un privilegio.

Il mio viaggio, meraviglioso, continua. E tu , quale strada stai percorrendo?

Ri-trovarsi…

Conoscilo
Ascoltalo
Amalo
Quando sei felice è il bambino, la bambina dentro di te che sta ridendo.
Quando sei triste o hai paura, e’ il bambino, la bambina dentro di te che ha bisogno di essere coccolata e rassicurata…

Mancano pochi giorni al nostro laboratorio nel bosco per ritrovare il tuo, la tua bambina interiore…
Per iscrizioni fiabeincostruzioni@gmail.com – 3496501558
eleonora.pea@gmail.com – 335 8328548

I desideri ridicoli

SAMSUNG CSC

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C’era una volta un taglialegna, il quale, stanco della vita — così almeno diceva — aveva gran voglia di andarsene al mondo di là. Da che era venuto al mondo, a sentir lui, il cielo spietato non avea mai voluto esaudire un solo dei suoi voti.
Un giorno che così si lamentava nel bosco, gli comparve Giove con in mano un fulmine. Figurarsi la paura del pover’uomo! “Niente voglio, esclamò gettandosi a terra, niente desideri, niente fulmini, e siamo lesti! ”
“Non temere, lo rassicurò Giove. Commosso ai tuoi pianti, vengo a mostrarti il torto che mi fai. Ascoltami. Io, sovrano del mondo, ti prometto di esaudire i primi tre desideri che ti verranno in mente, quali che essi siano. Pensa a quel che meglio potrebbe formare la tua felicità; ma poiché questa dipende tutta dai tuoi voti, pensaci bene prima di farli. ”
Ciò detto, disparve. E il taglialegna, caricatosi il suo fardello, che gli parve ora una piuma, se ne tornò tutto lieto a casa.
 Bisogna – diceva cammin facendo – contenersi con giudizio; bisogna anche, vista la importanza del caso, pigliar consiglio da mia moglie.”

I tre desideri – I desideri ridicoli  il titolo nella versione francese – è una fiaba di Perrault pubblicata nel 1703, dopo la sua morte,  che narra la storia di un taglialegna che riceve in dono la possibilità di esaudire tre preziosi desideri. Il pover’uomo torna a casa, lo racconta subito alla moglie e i due decidono di pensarci per bene, perché un’opportunità così non si ripresenterà un’ altra volta.

Così il marito, soddisfatto, si siede a pensare davanti al fuoco, beve un bicchiere di vino e dice:
– Certo che, con del vino rosso così buono ci vorrebbe una bella e lunga salsiccia –
Detto fatto; una fumante salsiccia appare sul tavolo. La moglie inferocita – che già stava pensando a desiderare diamanti, cibi succulenti e ricchezze varie – comincia ad inveire al marito per avere sprecato in modo così stupido un prezioso desiderio.

I due cominciano a litigare e ad un certo punto il marito dice alla moglie:
Gli uomini disse, son davvero nati per soffrire! Maledetta sia la salsiccia e la tua malagrazia! Piacesse al cielo, brutta strega, che ti pendesse alla punta del naso!”
La preghiera fu all’istante esaudita. Detto fatto, il metro di salsiccia s’attaccò al naso della povera moglie.”

Bisogna dire che l’uomo valutò per un attimo di usare il terzo ed ultimo desiderio per sé, e magari farsi Re, e lasciare la moglie con quel coso attaccato al naso; ma poi pensò che da Re non era molto elegante avere accanto una Regina con cotanto naso, ed utilizzò il desiderio per far tornare la moglie come prima.

La fiaba, molto divertente, avvisa i bambini – ma anche i grandi –  sulle possibili, non piacevoli conseguenze dei desideri avventati – magari un po’ cattivi – e nello stesso tempo li rassicura sul fatto che questi desideri hanno scarse conseguenze, e quando il desiderio si è estinto, tutto torna alla normalità, soprattutto se la volontà di far tornare tutto come prima è davvero sincera.

Ogni bambino ha momenti in cui si lascia trasportare dalla rabbia:
“ … qualcosa che il bambino non è in grado di evitare. Ma la fiaba è abbastanza accorta da non aspettarsi l’impossibile dal bambino, e da non generare in lui ansia perché ha desideri ispirati dalla collera e non può fare a meno di averli. Da una parte ammonisce che lasciarsi trasportare dalla collera o dall’impazienza significa andare incontro a guai, dall’altre parte rassicura garantendo che la buona volontà e le buone azioni possono annullare tutto il male procurato dai cattivi desideri” (Bettelheim)

Nella Fiaba di Pierino Porcospino, il padre arrabbiato per la sterilità della moglie, desidera di avere un figlio qualsiasi, anche un porcospino. Desiderio esaudito, arrivo un bambino con il corpo da bimbo e la testa di un porcospino. Il piccolo Pierino aiuterà un Re che, nonostante l’aspetto, per ringraziamento gli darà in sposa la propria figlia, e la prima notte di nozze Pierino si trasformerà in uno splendido principe.

E’ importante insegnare al bambino che la rabbia, come altre emozioni negative, é normale, e non è sbagliato provarle e la fiaba lo aiuta – aiutando il suo sviluppo sociale e relazionale – ad elaborare e comprendere quali sono gli atteggiamenti che danno  risposte positive.