Come guardi?

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Qualcuno vede una foglia.

Qualcuno vede una foglia a forma di cuore.

Qualcun’altro vede un cuore meraviglioso.

La differenza la facciamo sempre noi, con il nostro approccio nel guardare e affrontare le situazioni di ogni giorno.

E tu, come guardi?

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Immensi

A loro non importa da dove vieni e come ci sei arrivato. Non importa di che colore sei. Non giudicano chi ami e come ami. Non importa se sei buono e cattivo, ma sappi che sanno riconoscere le emozioni.

Loro ti offrono il loro tronco per appoggiarti, ti accolgono sotto le loro figlie per proteggerti, ti offrono i loro frutti per nutrirti.

Potrebbero farti sentire piccolo piccolo, ma ti donano la loro immensità

Come comunichi?

 

Come comunichi? Una domanda che rivolgo spesso durante i miei corsi, e che rivolgo spesso a me stessa. La comunicazione è il mio pallino, il mio maggior ambito di interesse, di studio e di continua evoluzione.

Come comunichiamo oggi? In una società come la nostra, sempre più ad alto contenuto tecnologico, in cui le relazioni sono sempre più filtrate  e mediate dai computer, dai social, dai cellulari e dall’apparente, poco tempo a disposizione?

Ogni volta che parlo e insegno la “comunicazione” mi rendo conto di come sia difficile, oggi, relazionarsi l’un l’altro:  il valore di una comunicazione è dato dalla nostra capacità di dedicare del tempo ad essa: di essere empatici, di essere accoglienti, di essere fiduciosi. Di osservare senza giudizio. Di ascoltare, per davvero. Un dono che facciamo all’altro. Un dono che facciamo a noi stessi. Ogni volta  mi sento dire che non è facile.

L’intelligenza umana è una delle più alte forme di adattamento all’ambiente, lo diceva Piaget, grande psicopedagogista svizzero, e oggi è fondamentale utilizzare, bene,  gli strumenti che abbiamo a disposizione per relazionarci agli altri.

Possiamo usare intelligenza emotiva ed empatia per comunicare attraverso i social?

La risposta è naturalmente sì! Ogni volta che parlo e insegno la comunicazione ricevo in dono la ricchezza, l’esperienza, la voglia di migliorarsi e di trasformarsi dei miei discenti. Un dono reciproco di ricchezza e crescita reciproca.

Ed è stato così anche questa volta: un mese a parlare di comunicazione nell’ambito  di un Corso di  Digital Marketing e Social Media Management organizzato da Timiopolis  per giovani disoccupati.

Ana, Alice, Sara, Salam, Usman, Enver, Francesco, Andrea: un bellissimo gruppo di lavoro che ogni giorno, ha saputo mettersi in gioco, impegnarsi fino in fondo, collaborare, migliorare e crescere, imparare e insegnare, esprimendo emozioni e paure, dubbi e piccoli, meravigliosi successi.

” colgo l’occasione per ringraziarLa dello splendido lavoro che ci ha permesso di fare su noi stessi, grazie alle sue bellissime lezioni.” A.

Non smetterò mai di dire che la formazione è sempre una meravigliosa esperienza di crescita per chi impara ma anche per chi insegna.

Un grande privilegio… Grazie.

 

 

 

Origami

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Ogni volta che scrivo una fiaba personalizzata è come fare un viaggio, come andare a trovare una nuova amica o un nuovo amico. Far parte per un po’ della sua vita, della sua storia e delle sue emozioni. Non mi stancherò mai di dirlo: è un grande privilegio di cui sono molto grata.

Ma non c’è solo la scrittura della fiaba: ci sono i disegni, bellissimi, di  Elena Bertoloni , illustrator di grande talento e grande sensibilità. E poi, prima di essere consegnata, la fiaba deve essere vestita con cura, per portare il suo prezioso messaggio. Così anche la confezione è creata attorno alla storia, attorno alla persona a cui è dedicata, come un vestito che deve far sentire a proprio agio, che deve appartenere.

Sono sempre alla ricerca di cose nuove per le mie fiabe, cose speciali, come sono le persone a cui la fiaba è dedicata – e per caso sono arrivata agli origami. Come, per alcune cose, che ora sono fondamentali nella mia vita, ne ho sempre sentito parlare, ma non ho mai approfondito la cosa. Forse non mi interessava. Probabilmente non era il tempo.

Ori piegare, e Kami carta, ma anche dei. Un’ antica arte sacra che crea bellissime figure da un quadrato di carta colorato. Già al primo origami che ho fatto, tentato di fare,  mi sono resa conto di come la carta venga educata, educata con cura e attenzione alla forma che dovrà prendere. Come per prepararla all’onore di diventare un leggero, fragile, oggetto prezioso. Eppure la carta sottile  non si rompe, nonostante venga piegata e piegata più volte, ma resta intatta e cambia forma seguendo il movimento delle dita che la trasformano.

Quasi per celebrare l’onore di diventare una cosa nuova.

La cultura giapponese insegna  che il cambiamento fa parte della vita dell’individuo, che nulla ci appartiene e che ogni esperienza, anche dolorosa è un prezioso supporto alla nostra evoluzione. Come il kintsugi: ogni ferita deve essere valorizzata.

Le fiabe fanno lo stesso. Aprono  alla ricerca,  ti invitano al cambiamento, ti insegnano ad affrontare ogni prova, e ti indicano la strada per evolvere in nuove forme 

Fare un origami è quasi una pratica meditativa, una riflessione profonda su come possiamo educarci a cambiare -lo possiamo fare, dipende da noi –  per trasformarci in un nuovo “noi stessi”, e di come i segni che portiamo addosso, siano la guida preziosa per indicarci nuove forme, nuove idee, nuovi pensieri. 

Nuova vita…

 

Il cuore

A volte, se guardi molto attentamente i sassi, riesci a capire l’oceano… T.P.

Guarda con attenzione chi hai davanti, guardalo con cura. Ascoltalo come se fosse un dono. Solo così puoi cogliere tutti i suoi piccoli  particolari, perché è da questi che puoi indovinare il suo cuore…

Questo è il Dono del Bosco

Ce li hai 5 minuti?

Guarda questo video solo se puoi prenderti 5 minuti solo per te.

Fallo solo se puoi toglierti le scarpe e sollevare le gambe sul tavolo. O rilassarti su una poltrona o sistemarti meglio sulla tua sedia.

Fallo se puoi usare le cuffiette per ascoltare, ascoltare con la tua anima.

Fallo solo se puoi guardare, guardare  con il cuore.

Questo, è il Dono del Bosco…