Guarda chi legge…

chi legge 2.jpg

Nuove, fantastiche lettrici per la nostra fiaba La corona del Re!

E voi cosa aspettate? Questa fiaba, con i bellissimi disegni di Ilaria Tira partecipa al concorso ilmioesordio . Potete leggere la fiaba, lasciare un commento o una recensione e supportarla.

Questo per noi è un viaggio meraviglioso… venite con noi?

Annunci

La corona del Re

COPERTINA (1)

Illustrator Ilaria Tira

Perché nessuno vede la sua corona? Un Re smarrito, che cerca Risposte, che ha bisogno di Certezze: dov’è il suo Regno? Forse è stato rubato. Forse un incantesimo… ma lui è un Re e parte alla ricerca del suo Regno perduto. Un viaggio onirico, un viaggio interiore, l’archetipo fondamentale della vita di ogni individuo: la ricerca del sé.”

Amo ogni fiaba che scrivo, ogni storia, ogni personaggio, ogni loro emozione vive dentro di me, anche dopo che la loro storia è stata scritta, anche quando il libro è stato letto e riposto da qualche parte.  Ogni personaggio che ho creato vive nella città delle fiabe con la sua storia stretta fra le braccia, perché non vuole essere dimenticato. Per questo bisogna leggere e rileggere le fiabe, perché i loro personaggi possano continuare a vivere, donandoci  ogni volta, insegnamenti preziosi.

Ma lo ammetto, ho un debole per il Re smarrito de “La corona del Re, una fiaba a cui tengo tantissimo; scrivendola mi sono quasi innamorata di questo Re che è alla Ricerca di Risposte, che ha perso il suo Regno, che è così   confuso  da avere, sempre sul volto, un’espressione a punto di domanda.

Un volto che è stato molto ben  interpretato dai disegni di una giovane, molto brava, e  davvero promettente illustratrice che ha saputo cogliere, in pieno,  l’essenza del protagonista e della fiaba: Ilaria Tira, una laurea triennale in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e una specializzazione  in Illustrazione alla Scuola Comics di Brescia, e che siamo molto contente di avere nel nostro staff.

La corona del Re partecipa al Concorso Ilmioesordio per la sezione fiabe e storie illustrate, indetto dal sito Ilmiolibro, e puoi leggere le prime pagine, e se ti piace puoi supportarla e votarla.

Inizia una nuova avventura!

Bella addormentata a chi?

art artwork beautiful beauty

Photo by Fancycrave on Pexels.com

“La fanciulla dormiva da cento anni almeno e con lei dormiva tutto il palazzo.

Sognava, spesso, e sognava di essere sveglia, di essere viva, di correre e di mangiare. Sognava, sapendo di sognare.

Ma lo sapeva che sarebbe arrivato un principe azzurro a svegliarla. Non succede così nelle fiabe? Sì, c’è proprio una fiaba che parla di una fanciulla addormentata. Lei alla fine viene svegliata dal bacio del suo principe. Bello. Fico. E io? Chi mi sveglierà? Speriamo che sia carino. Dolce. Che mi faccia ridere. E che parli con me. Che mi sappia ascoltare. Che mi ami.

Ecco. Così vai avanti a dormire per altri cento anni! Cominciamo con la cosa più importante: che mi ami.

Per iniziare basta quello.”

Cosa potrebbe succedere alla Bella Addormentata se si svegliasse ai nostri giorni? E come sarebbe la sua storia d’amore con il Principe Azzurro? Un amore da fiaba, oppure…

Leggi la piccola fiaba moderna   Bella Addormentata a chi?   pubblicata sul sito ilmiolibro;  se ti piace, puoi supportarla per farla salire in classifica.

Per tutte le Belle Addormentate di oggi, che stanno aspettando un bacio per essere svegliate…

Lo spirito del bosco

 

 

Vive in nel tronco rovinato di un castagno  millenario, e conosce il mondo, lo ha visto nascere.  Conosce l’ uomo, la sua immensa fragilità e la sua grande forza.  Sa che può essere piccolo piccolo, ma a volte anche se così piccolo può avere un cuore e un coraggio da gigante. E conosce l’amore, la sua debolezza e le sue meschinità. Ma ha fiducia nella sua purezza e nella sua sincerità e quando lo incontra negli occhi dell’uomo, lo protegge.

Ma sa essere crudele se incontra la falsità e l’inganno, e non osate danneggiare la natura del suo bosco, lui è il suo guardiano e il suo sacro spirito.

La sua punizione sarebbe terribile. Solo i puri di cuore possono trovare il sentiero, intricato di spine e rovi, che porta al suo regno.

E porre un’unica domanda, e se la tua anima è sincera, lui ti risponderà.

Che immenso privilegio sentire la sua voce…

 

 

Il cuore

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Illustrator Patrizia Kovacs

Terza domenica di Avvento; il sole è calato e potrebbe arrivare un vento gelido.

Guardate con attenzione, potreste incontrare la Fata Bianca…

La giornata volgeva al tardo pomeriggio e il pallido sole aveva già lasciato il posto ad una nebbia leggera che aveva avvolto ogni cosa, e il paesaggio conosciuto era diventato un nuovo, magico mondo.

Il vento arrivò improvviso e gelido, sollevando le foglie secche e i rametti dei pini che l’uomo aveva tagliato per decorare le proprie case per il Natale e poi con forza scivolò nel grande prato vicino al villaggio, sollevando la nebbia che si sciolse in mille goccioline minuscole e, sempre più gelido, portò con sé i primi fiocchi di neve; era l’inverno più pazzo mai ricordato dall’uomo e strani presagi aleggiavano nell’aria.

Quella sera, molti raccontarono di averlo visto, una macchia rossa fra i fiocchi candidi e le foglie appassite, e molti ammisero di aver sentito un’improvvisa, inspiegabile tristezza. 

Tutti conoscevano l’antica storia della Fata Bianca, la Regina dei boschi, che si innamorò di un umano che non poteva amare: il destino delle Fate non è legato a quello degli uomini, e per la loro debolezza furono puniti. Lei fu trasformata in vento e a lui fu rubata la memoria e si dimenticò del suo amore.

Si racconta che, a volte, nel mese più freddo e magico dell’anno, il vento arriva improvviso, gelido e potente, e porta con sé qualunque cosa incontri sul suo cammino: si racconta che quel vento è la Fata Bianca che torna nel mondo degli uomini, per cercare il suo amore.

Se guardi bene, ancora oggi, nei mulinelli di vento colmi di neve, puoi vederla, camminare leggera sul prato, con le mani sul cuore.

La piccola Gemma corse alla finestra che dava sul prato davanti a casa. Mentre la nonna raccontava, il vento aveva cominciato a fischiare attraverso il camino e le fiamme di fuoco si erano ravvivate.

Mentre Keil faceva una smorfia – l’amore… roba da femmine – Gemma rimase a lungo, sospirando, a scrutare nel buio della sera.

Calendario dell’Avvento – Fiabe in costruzione

La bambina dei fiammiferi

la piccola fiammiferaia

Vittoria Grazi – illustrator

Il post di Vittoria Grazi – Illustrator

“La protagonista di questa storia vive tra persone che non si curano di lei, che non mostrano alcuna attenzione alle sue necessità, né alle sue potenzialità (rappresentate dai fiammiferi). Il calore dovrebbe essere l’obiettivo principale della piccola fiammiferaia, lei invece cerca di vendere i fiammiferi, la sua fonte di calore, e con il passare del tempo si congela.

Una donna che si circonda di persone che non sostengono la sua arte, la sua vita, è destinata a vivere un’esistenza parziale che raffredda pericolosamente la sua psiche, i suoi pensieri, la speranza.

Se una donna, come la piccola fiammiferaia, non ha amici, si congela per l’angoscia, e a volte anche per la collera.[…]Dunque, se vi rendete conto di trovarvi tra persone che non si curano di voi, che non vi sostengono davvero, che non vi fanno “fiorire”, allontanatevi, ribellatevi, non cedete alla rassegnazione. Non sprecate i vostri fiammiferi crogiolandovi nella fantasia che qualcosa di buono prima o poi accadrà, non vestite gli stracci della piccola fiammiferaia ma portate le vostre risorse là dove possono essere accolte e sostenute. Toglietevi dal gelo e muovetevi verso il sole, verso le persone calde che possono far fiorire la vostra vita creativa”

Fonte: Clarissa Pinkola Estés – Donne che corrono coi lupi – Milano, 2013 Frassinelli