Il viaggio continua…

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Il viaggio è iniziato cinque anni fa. Non sapeva dove l’avrebbe portata, chi avrebbe incontrato. Forse a volte si è sentita preoccupata. E qualche volta ha avuto paura, ma non si è mai sentita sola. Il naso umido e il fiato caldo nell’incavo della mano, non è mai mancato: io ci sono.

Quella era, è la sua strada. E su quella strada ha trovato chi la stava aspettando per fare un pezzo di cammino, lungo o breve, insieme a lei.

Sognatori, visionari, anime quiete,  inquiete e anime creatrici, danzatori, fate e streghe, un Cappellaio matto, un Re, un Re vero, amici, che l’hanno fatta ridere e a volte l’hanno fatta piangere, ma ogni volta le hanno lasciato doni preziosi.

Ha insegnato e ogni volta ha imparato ed è diventata più ricca.

Ha viaggiato in piccoli paesi, e in enormi metropoli; è stata catturata dal sapore di una città,  dal mistero di un lago ed è rimasta senza parole davanti al volto di un albero. Conserva nel cuore   l’odore del bosco, umido e verde dopo un temporale e il colore delle foglie autunnali.

Si è innamorata di un sogno, di un’idea, di un ricordo,  di una risata e di uno sguardo. Poi si è commossa ad un matrimonio gay, perché lì ha visto il vero amore. Ha parlato, raccontato, scritto, un sacco, e poi ha letto, ha sognato e scritto ancora.

Non ha dimenticato, ma ha perdonato e questo l’ha resa libera. Più forte e più sicura.

E’ diventata più grande e ha imparato che il silenzio è un amico prezioso e che la solitudine è una dolce maestra. E non ha mai smesso di scrivere e  raccontare le sue fiabe.

E non ha mai smesso di cercarlo.

Il viaggio, meraviglioso, continua…

 

Una nuova storia…

Ogni cosa a suo tempo. E c’è un tempo per ogni cosa.

Una fiaba nata nella meravigliosa foresta di Gruenewald a Berlino – impossibile camminare nei suoi profumati percorsi senza immaginare nuove storie – e poi, rimasta nel cuore, in attesa.

Ogni cosa a suo tempo.

E’ tornato l’autunno – la stagione che amo –  con i suoi colori, i suoi profumi e ora sento il suo impellente bisogno di vita: succede sempre così, i suoi protagonisti mi svegliano al mattino, sempre troppo presto, e mi distraggono mentre lavoro ad altre storie. Vogliono essere raccontati.

Ora è tempo. L’inizio di una nuova fiaba…

 

La Vigilia di Mezza Estate

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Non pensate che i folletti siano sempre piccoli. Ogni cosa è mutevole in loro, anche la grandezza. Sembra che assumano ogni dimensione o forma desiderata. Le loro principali occupazioni sono far festa, lottare, fare all’amore e suonare la musica più bella. C’è solamente una persona industriosa in mezzo a loro, il Leprecano, il calzolaio fatato. Forse i folletti consumano le scarpe a forza di ballare. Vicino al villaggio di Ballisodare c’è una donnetta che è vissuta con loro per sette anni. Quando ritornò a casa le sue scarpe non avevano più le punte: le aveva consumate ballando. 

Hanno tre grandi feste: la Vigilia di Maggio, la Festa di Mezza Estate e la vigilia di Novembre.

… Alla Vigilia di Mezza Estate quando su ogni collina sono accesi i falò in onore di San Giovanni, il popolo fatato è nel momento di maggior allegrezza, e a volte rapisce belle fanciulle mortali per farne sue spose.

Quando sono arrabbiati, i folletti paralizzano uomini e bestie con le loro frecce magiche.

Quando sono allegri, cantano. Molte sventurate fanciulle li hanno sentiti e, per amore di quel canto si sono consumate di dolore.” Williams Butler Yeats – Fiabe Irlandesi

Andate a raccogliere le erbe preziose nei campi e fate attenzione, questa è la notte delle streghe, potreste incontrare una, ma se avete con voi un piccolo fiore di iperico non vi disturberà. E‘ la notte per ricongiungersi alla Madre Terra  e offrirle le nostre cure e il nostro rispetto.

Questa è la notte degli incantesimi, la notte dei falò e la notte dei desideri. E’ la notte in cui potete incontrare  l’amore, quello vero, ma solo se lo desiderate con tutto il vostro cuore. 

Buona Vigilia di Mezza Estate.

 

Bella addormentata a chi?

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“La fanciulla dormiva da cento anni almeno e con lei dormiva tutto il palazzo.

Sognava, spesso, e sognava di essere sveglia, di essere viva, di correre e di mangiare. Sognava, sapendo di sognare.

Ma lo sapeva che sarebbe arrivato un principe azzurro a svegliarla. Non succede così nelle fiabe? Sì, c’è proprio una fiaba che parla di una fanciulla addormentata. Lei alla fine viene svegliata dal bacio del suo principe. Bello. Fico. E io? Chi mi sveglierà? Speriamo che sia carino. Dolce. Che mi faccia ridere. E che parli con me. Che mi sappia ascoltare. Che mi ami.

Ecco. Così vai avanti a dormire per altri cento anni! Cominciamo con la cosa più importante: che mi ami.

Per iniziare basta quello.”

Cosa potrebbe succedere alla Bella Addormentata se si svegliasse ai nostri giorni? E come sarebbe la sua storia d’amore con il Principe Azzurro? Un amore da fiaba, oppure…

Leggi la piccola fiaba moderna   Bella Addormentata a chi?   pubblicata sul sito ilmiolibro;  se ti piace, puoi supportarla per farla salire in classifica.

Per tutte le Belle Addormentate di oggi, che stanno aspettando un bacio per essere svegliate…

Lo spirito del bosco

 

Vive in nel tronco rovinato di un castagno  millenario, e conosce il mondo, lo ha visto nascere.  Conosce l’ uomo, la sua immensa fragilità e la sua grande forza.  Sa che può essere piccolo piccolo, ma a volte anche se così piccolo può avere un cuore e un coraggio da gigante. E conosce l’amore, la sua debolezza e le sue meschinità. Ma ha fiducia nella sua purezza e nella sua sincerità e quando lo incontra negli occhi dell’uomo, lo protegge.

Ma sa essere crudele se incontra la falsità e l’inganno, e non osate danneggiare la natura del suo bosco, lui è il suo guardiano e il suo sacro spirito.

La sua punizione sarebbe terribile. Solo i puri di cuore possono trovare il sentiero, intricato di spine e rovi, che porta al suo regno.

E porre un’unica domanda, e se la tua anima è sincera, lui ti risponderà.

Che immenso privilegio sentire la sua voce…