Ritorno a casa

 

Una bellissima serata, accolte nel giardino segreto di MiamoBio eccellente ospite, abbiamo narrato, ascoltato, ricordato, accompagnate dalle parole antiche e sagge delle fiabe.

Loro, ci hanno mostrato la strada per tornare a casa…

 

Un sacco di fiabe…

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Aung Soe Min

E’ scaduto ieri 29 marzo, il termine per la consegna delle fiabe che partecipano alla quarta edizione del magico concorso Paese da fiaba organizzato dal Comune di Padenghe sul Garda e dalla biblioteca “Alda Merini” in collaborazione con Fiabe in costruzione.

Sono arrivate un sacco di fiabe e la giuria è già pronta e impaziente per leggerle e farsi incantare. Ogni anno le vostre fiabe sono sempre più belle…

Per i ritardatari nessuna paura: farà fede il timbro postale.

 

 

Il viaggio inizia qui…

Ieri ultimo incontro del  laboratorio Il Viaggio dell’Eroe, una lunga serata, intensa, di narrazione, ascolto e bellissima condivisione. Il gruppo ha accolto, accompagnato e supportato, circondato da una potente energia e guidato dalle fiabe e dalle carte della fiabe di Paola Biato, potenti portali per l’anima.
Grazie di cuore ai nuovi speciali viaggiatori 💖 Elena, Claudio, Vanna, Paola, Francesco, Manuela, Silvia, Rossana.
Grazie a MIAMObio per la calda accoglienza.

Ogni Viaggio è un privilegio…

 

 

Il diario creativo

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Gabrielle Cole

Ho ricominciato da poco a tenere un diario. Scrivo fiabe, curo un blog e già, questa, è  una forma per raccontare, ad altri e per altri, raccontando di sè. C’ è sempre una parte di noi in quello che scriviamo.

Scrivere per un blog è quasi come tenere un diario. Quasi, perchè l’atto di prendere un taccuino –  può essere un  quaderno, un blocco; l’ importante è che ti piaccia – aprirlo, guardare le pagine che hai scritto nei giorni precedenti – già questo ti regala un senso di appartenenza – e arrivare alla pagina bianca che aspetta solo di essere riempita di parole… E’ già un rito.

Tenere un diario vuol dire scrivere di sè, per sè, ogni giorno, ogni volta che ne abbiamo voglia, due righe o un papiro; ma vuol dire raccontarsi, esprimere le emozioni inconsce che non sappiamo far uscire con le parole e che senza la scrittura restano sparse, in modo disordinato, nella nostra mente, e nel nostro cuore.

Vuol dire fare ordine, fare il punto della situazione, perchè rileggere quanto abbiamo scritto qualche tempo prima ci fa capire a che punto siamo, ci fa comprendere quello di cui abbiamo bisogno per davvero.

La narrazione è la modalità principale con cui, dall’età infantile a quella adulta, si sviluppano la mente e l’identità personale, e la nostra mente, ogni giorno, interpreta la vita, le persone e le situazioni in forma narrativa;  struttura e organizza ogni informazione, ogni evento e grazie a questo meccanismo, si orienta. La nostra mente mette in ordine, altrimenti sarebbe il caos.

George Mandler, psicologo americano  afferma, che ciò che non viene strutturato in forma narrativa, nella memoria, viene dimenticato.

Raccontare, diventa un modo per costruire un pensiero auto-biografico su di sé,   vuol dire dare un senso alla propria vita personale e professionale.  Ci aiuta  a riflettere sulle proprie credenze circa il cambiamento e a riorganizzarle in modo che assumano un significato diverso.

Oltre a questo, scrivere un  diario ha una serie di benefici immediati,  nel breve,   e nel lungo termine, per il nostro benessere: puoi cominciare il tuo diario creativo – via libera a istinto e fantasia –  dalle piccole cose, quelle a cui, normalmente  non facciamo caso:

  • raccontare di qualcosa che ti ha fatto sorridere, o ti ha sorpreso. Scrivere di cosa sei grato – e una volta che inizi a farlo,  ti  rendi conto di quante cose possono farti dire grazie ogni giorno, e inizierai a sentirti meglio;
  • scrivere sul proprio diario  i piccoli insuccessi ci aiuta a elaborarli e rileggendoli ci fa capire come possiamo modificare gli atteggiamenti sbagliati,  ma celebrare le piccole vittorie è una potente gratificazione, una grande motivazione.
  • Puoi scrivere il modo in cui vuoi iniziare la tua giornata, con le convinzioni potenzianti che ti accompagnano nel tuo lavoro, o una parola chiave che ti può supportare con  un nuovo progetto.
  • Puoi fare uno schizzo, un disegno, o scrivere – di getto –  senza pensare per almeno 15 minuti, senza badare alla forma, o alla sintassi. Un vero esercizio catartico – la scrittura espressiva – che aiuta a sciogliere blocchi e aumenta la consapevolezza su di sè.

Potrei continuare questa lista infinita ma la cosa migliore è provarla; se non ti  è naturale scrivere, prendilo come un piccolo allenamento iniziale, che diventerà poi una meravigliosa abitudine.

 

 

 

 

C

 

Salta!

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Brandon Wong

Quando eravamo piccoli, salire sull’altalena era un bellissimo gioco, perchè l’emozione di poter volare in alto era una meravigliosa sensazione di libertà, di avventura, con l’aria che colpiva il viso spezzando il respiro.

La paura del vuoto e il suo magico richiamo.

Peccato che sia non  possibile farlo anche da grandi, e forse anche se lo facessimo, saremmo così attenti a non farci male, a non cadere, da non provare nemmeno più la bellezza del lasciarsi andare, al volo, all’aria, al gioco.

Nel mio lavoro, incontro sempre più  persone che vorrebbero cambiare qualcosa nella loro vita, per migliorarla, per crescere, per vivere meglio, ma non riescono a farlo; cambiare è difficile, lo sappiamo, lo leggiamo e lo sentiamo ovunque. 

Abbiamo paura di fare scelte sbagliate, di muoverci in modo sbagliato; è come  salire su quell’altalena: avremmo paura di cadere e farci male.

Ma noi creiamo la nostra vita e il futuro è di chi sa immaginarlo… così in questo giorno speciale di quasi fine d’anno, ti suggerisco  un piccolo esercizio speciale… una piccola meditazione:  prendi qualche minuto di solitudine e quiete; chiudi gli occhi, chiama il tuo bambino interiore – non serve tanto, lui non aspetta altro – e poi prova ad immaginarti su un’altalena, grande e alta, altissima. 

Comincia a dondolarti, prima lentamente e senti sul viso i primi gentili soffi di aria tiepida e poi comincia a muoverti più forte, ed ora non senti più il terreno sotto i piedi, e sali così in alto che l’aria sul viso ti blocca il respiro, avanti e indietro e ti senti sicuro. Tieni con consapevolezza le mani chiuse alle catene dell’altalena; noi hai paura. Voli sempre più in alto, e sorridi con gli occhi chiusi, perchè su quell’altalena cominci a ridere, ridere forte, perché la sensazione è di pura gioia e libertà.

E poi, quando ti senti così in alto, che potresti vedere i misteri del cielo sopra di te, decidi, senza pensarci, senza timore, di saltare, nel vuoto, nel nulla sotto di te.

Apri piano le mani dalle  catene e ti aiuti con un piccola spinta; lascia l’altena dietro di te e ti lasci andare, senza più nessun riferimento, senza nessun contatto con quello che conosci.

E cominci a scendere, nell’ignoto, ma ti senti leggero e protetto. In quel volo, libero e senza costrizioni, senza paura, arrivano  doni, risposte, aiuti magici, e soluzioni. 

Finalmente, puoi  vedere le meraviglie del mondo  che è nascosto dentro di te…

Una delle due: o il pozzo era straordinariamente profondo o ella ruzzolava giù con grande lentezza, perchè ebbe tempo, cadendo, di guardarsi intorno e di pensar meravigliata alle conseguenze. Aguzzò gli occhi, e cercò di fissare il fondo, per scoprire qualche cosa; ma in fondo era buio pesto e non si scopriva nulla. Guardò le pareti del pozzo e s’accorse che erano rivestite di scaffali di biblioteche; e sparse qua e là di mappe e quadri, sospesi a chiodi. Mentre continuava a scivolare, afferrò un barattolo con un’etichetta, lesse l’etichetta: “Marmellata d’Arance” ma, ohimè! con sua gran delusione, era vuoto; non volle lasciar cadere il barattolo per non ammazzare chi si fosse trovato in fondo, e quando arrivò più giù, lo depose su un altro scaffale.

“Bene, — pensava Alice, — dopo una caduta come questa, se mai mi avviene di ruzzolare per le scale, mi sembrerà meno che nulla; a casa poi come mi crederanno coraggiosa! Anche a cader dal tetto non mi farebbe nessun effetto!” (E probabilmente diceva la verità).

E giù, e giù, e giù! Non finiva mai quella caduta? .L.Carrol – Alice nel Paese delle meraviglie

Ci racconti il tuo volo?

A caccia di sogni

 

Per acchiappare i propri sogni bisogna saper immaginare un altro sè, perchè quello che conosciamo, molto bene, è quello che si limita a desiderare, a scrivere liste di ” vorrei” sperando che un giorno arrivino i doni a cui aneliamo tanto.

Siamo così concentrati sull’obbiettivo da raggiungere, da non vedere altro intorno a noi; non ci rendiamo nemmeno conto che, magari, vogliamo qualcosa, che non siamo nemmeno pronti ad avere;  perchè quando vuoi ottenere qualcosa, tutto il tuo essere deve volerlo, e per questo è necessario cambiare i comportamenti che fino ad ora non ti hanno consentito di realizzare i tuoi sogni.

Io voglio leggere i 30 libri che aspettano pazienti sul comodino –  l’ho già detto, sono un’acquirente compulsiva di libri e taccuini;  libri che poi non ho mai il tempo di leggere,  – e per farlo, devo modificare il mio atteggiamento di  procastinatrice passionale e confusionaria,  cambiando il mio modo di essere e, di conseguenza,  la mia modalità alla lettura perchè la mia motivazione  non basta se non parto da un desiderio dell’essere e non dell’avere.  

Se voglio qualcosa, devo partire da come potrei o vorrei  essere, per ottenerlo; lo sapete, il cambiamento parte sempre da noi.

Ieri alcune intrepide cacciatrici di sogni hanno lavorato insieme, per costruire una nuova, personale modalità dell’essere per raggiungere gli obiettivi che si sono poste per il prossimo anno e,  utilizzando le mappe mentali e la loro creatività e fantasia, hanno messo su carta il loro, speciale e magico anno nuovo,  per ricordarsi, ogni giorno, che sì, noi possiamo creare la nostra realtà, e disegnarla a misura dei nostri sogni.

A proposito: io ne sto realizzando uno: ora, posso leggere un libro a settimana…

Prepara i tuoi sogni…

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Arriva un nuovo anno... desideri, sogni, aspettative, brutte abitudini, o vizi meravigliosi… un nuovo lavoro, un nuovo amore… cosa ci portiamo nel nuovo anno e cosa vogliamo lasciare?

O cosa vogliamo migliorare di quello che già abbiamo? Non è sempre così facile cambiare le cose, anche quando non ci piacciono, ma il cambiamento parte sempre da noi!

Come? Piccolo work shop creativo per realizzare un nuovo anno a misura dei nostri sogni…

Quando? Il 27 dicembre alle ore 20.00.

Dove? Presso la biblioteca di Padenghe sul Garda.

Per prenotare scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com o chiama al 3496501558.

Prepara i tuoi sogni…