Perchè noi, il viaggio lo continuiamo…

 

Prima lezione del corso ON LINE Scriviamo una fiaba -avanzato, una vera palestra di scrittura per fare i muscoli a creatività e liberare le parole che sono nascoste dentro di noi.

Una nuova, magica avventura: insieme a nuove eroine della rete, armate di carta e penna, siamo partite per questo nuovo viaggio.

Un viaggio, fuori e dentro di noi, perché scrivere fiabe, è un percorso guidato dalla saggezza e dalla bellezza delle storie antiche.

Dopo i primi aggiustamenti tecnici, prove e tentativi vari, finalmente tutto procede alla meraviglia e siamo virtualmente nella stessa stanza, ognuna, comodamente seduta, nella propria poltrona preferita.

Un bellissimo gruppo di lavoro ricco di energia e sono certa di bellissimi doni.

Grazie a Rossana, Marta, Martina, Michela, Roberta, Bruna e Simona

La felicità non è per le streghe

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Continuano le piccole fiabe preziose nate dal binomio perfetto VIRUS E FELICITA’, un esercizio piccolo ma molto potente che aiuta a combattere la paura, ad affrontare e vincere il nemico. Perché questo insegnano le fiabe; dopo aver affrontato il tuo drago, poi  andrà tutto bene, e troverai il tuo tesoro!

Aspettiamo la tua fiaba, intanto ecco la bella fiaba di Noris Calì

C’era una volta un bellissimo villaggio, circondato da colline verdeggianti e prati in fiore, il suo nome era “Sorriso”.

Era un luogo di pace e felicità, gli abitanti vivevano in armonia tra loro, si aiutavano a vicenda, godevano di buona salute e di prosperità. L’idea che ci fosse un villaggio così felice faceva tanta rabbia a Magarpia, Magaracchia e Magagracchia, le tre sorelle streghe della nera radura, le quali avevano escogitato un piano malvagio per distruggere quella felicità. Così, all’ alba volarono sul villaggio con le loro scope e liberarono nell’aria un virus che contagiò di tristezza, l’intero villaggio.

Da quel momento tutto cambiò… Le persone piangevano senza motivo, i bambini non giocavano più nei viottoli, tutti si chiudevano in casa e non uscivano più nemmeno per una passeggiata, mentre le streghe se la ridevano a crepapelle per il loro piano perfettamente riuscito. Però,per fortuna, le tre malvagie sorelle non avevano calcolato un particolare molto importante, ovvero la contagiosità del virus, infatti, dopo qualche giorno furono contagiate anche loro.

E così, anziché ridere, cominciarono a piangere come delle bambine disperate, e si misero subito all’ opera preparando una pozione magica”acchiappavirus”. Piangendo e disperandosi, sparsero nel cielo la pozione magica e in men che non si dica scacciò via la tristezza riportando la felicità a tutti gli abitanti del villaggio.

Ma allora perché’ le tre streghe continuavano a piangere ininterrottamente?

Semplice, il filtro magico non aveva effetto sulle tre sorelle; si erano condannate da sole a piangere una vita intera, ma ben gli stava, non credete?

Buongiorno a colori

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Così senza pensarci tanto, scende dal lettino prende un pastello giallo, e disegna sul buio un bellissimo sole con tanti raggi lunghi, lunghi che arrivano fino all’armadio.

 E ora nel buio splende il sole con due occhietti sorridenti, e un bel naso a patata.

Sofia resta sorpresa con il suo pastello giallo a mezz’aria: allora il buio si può colorare! I colori di Sofia

Una nuova versione de I colori di Sofia , con i bellissimi disegni di Elena Bertoloni, perché oggi più che mai, abbiamo bisogno di colorare le nostre giornate.

Così, vi doniamo il sorriso di un magnifico sole giallo pastello, disegnato sui  muri della vostra camera, sul frigorifero insieme alle fotografie di chi amate, sui mobili del salotto e sullo specchio del bagno, perché  la vostra giornata inizi con la sua luce brillante e gioiosa.

Il libro si legge in un batter di ciglia….eppure riesce in così poco tempo e spazio a donare speranza. Un modo per sostenere i bambini rispetto alla grande paura del buio che spesso hanno, ma un racconto che offre un utile spunto di riflessione, guidando verso una soluzione possibile, anche le paure degli adulti o le loro zone buie interiori. Come se quel bimbo dentro l’adulto chiedesse di essere tirato fuori da quel buio bloccante. Grazie all’autrice e complimenti alla illustratrice x avermi dato personalmente, uno spunto importante da utilizzare con i miei due figli ….la più grande ha gli anni di Sofia e per aver risvegliato in me il desiderio di far uscire le mie parti buie. Infatti la mia bambina interiore che non vede l’ora di colorare con la fantasia il suo mondo. Da leggere!  Alessia B.

Buon giorno a colori!

 

 

 

 

Il tempo di cambiare

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Questo è il tempo. Improvvisamente abbiamo tanto tempo a disposizione, tempo allargato, sospeso, rallentato. Tempo che potremmo utilizzare per fare quelle cose che ci siamo sempre lamentati, prima, nella vita di prima, di non avere mai tempo di fare: per i propri hobbies, per stare di più con i figli, o con le persone che si amano. Per leggere quel libro che ammuffisce sul mobile. Per dormire. Per guardare quel film.

Per stare a casa, finalmente, che sono sempre di corsa e non mi fermo mai.

Ma ora che abbiamo tempo  quasi non riusciamo a fare quello che prima ci sembrava di desiderare. Anzi ci sentiamo stressati dal tempo libero che ora si presenta, quasi minaccioso davanti a noi.

E mentre, noi umani – che ora, mentre  abbiamo una porta spalancata su una nuova opportunità di essere – continuiamo a sentirci pericolosamente in gabbia, la natura si sta risvegliando, si sta prendendo spazi, spazi che sono sempre stati suoi, ma noi gli abbiamo portato via.

Qualcuno a dire il vero, ha cominciato a sbirciare al limite della propria porta che è aperta solo un poco, e si è accorto che gli uccellini cantano più forte, che se ti svegli all’alba, il canto dei galli sembra una fanfara – e che c’è davvero un gran, meraviglioso casino: sembra una vera festa.

Che nelle vie dello shopping di alcune città, ora passeggiano indisturbate anatre, e pavoni reali. Che nei porti italiani, sono tornati i delfini. Che l’aria è più pura.

Che la natura sembra stia tirando un gran sospiro di sollievo. Fa davvero impressione se pensiamo che stiamo lottando contro un virus che il respiro, lo toglie.

Qualcuno ha già cominciato a pensare che, per quanto ci manchi la vita di prima, non potremo più tornarci. Non vorremo, più tornarci, perché questi strani giorni, ci fanno paura ma ci stanno anche dando un grande insegnamento. Ci stanno mostrando il valore di cose,  e di persone che forse prima non ce l’avevano. O semplicemente non vedevamo più.

Ci stanno insegnando l’importanza di rispettare Madre Terra, che ci dà la vita, di avere cura e rispettare la sua natura, animali e alberi. Perché solo così potremo tornare a respirare, insieme ad essa. E imparare il rispetto per noi stessi. 

E’ il risveglio di una nuova coscienza. Un nuovo ciclo vitale, come la primavera che arriva dopo l’apparente sonno invernale. Un rinnovamento  per tanti ma non per tutti.

La natura è generosa, dà la stessa lezione a tutti i suoi figli, ma li lascia liberi di scegliere, se imparare o meno. Se evolvere o restare fermi.

Così, dopo, ci sarà ancora chi lascerà spazzatura nei boschi, nelle acque immense dei mari, nel silenzio della montagna. Chi continuerà a non rispettare, distruggere, uccidere. A prevaricare e sottomettere. A pensare al proprio sporco interesse e non rispettare regole e divieti anche se questo comporta che qualcuno ci muoia…

Questi ci saranno sempre. Ma quando parte il cambiamento è come un’onda immensa che travolge ogni cosa, e non puoi più fermarla. E se ti lasci andare, senza opporti,  anche se fa paura, e fluisci con lei, in armonia, quando sarai arrivato a destinazione, lei ti depositerà delicatamente sulla riva di un nuovo mondo.

E tutto potrà iniziare di nuovo…

La via per uscire passa dalla porta. Chissà perché nessuno la prende mai.
(Confucio)

Il terzo chakra, Manipura, la coscienza di sè

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In sanscrito il terzo  chakra Manipura significa gioiello lucente. Detto anche  chakra del plesso solare, si trova fra la  zona superiore dell’ombelico, e il diaframma.

Il suo colore è il giallo, e in natura corrisponde al colore giallo del sole, dei campi di grano e del fuoco.

Questo chakra rappresenta aspetti quali la volontà, il proprio potere e la propria identità. E’ molto importante per lo sviluppo della personalità, la consapevolezza e l’autoaffermazione. Quando Manipura è aperto e in equilibrio, consente lo sviluppo di un IO forte,  ci sentiamo energici, e siamo consapevoli del nostro potere personale e delle nostre possibilità di auto-realizzazione, e nella volontà e capacità di perseguire i propri obiettivi.

La ghiandola corrispondente  è la milza (che in realtà è un organo vascolare e linfatico) che  depura il sangue e funge da serbatoio dello stesso, e  l’organismo vi  attingere in caso di necessità. Nella milza vengono depositati ferro, piastrine, ha  quindi un ruolo immunitario eccellente e contribuisce ad accrescere le difese dell’organismo, una cosa fondamentale sempre, ma in questi giorni più che mai.

Quando siamo arrabbiati, stressati, quando viviamo situazioni che ci coinvolgono emotivamente, ci innamoriamo, o quando finisce un amore, o perdiamo il lavoro; scarichiamo tutto sul chakra Manipura

Quando questo chakra è chiuso, in carenza di energia, ci sentiamo insicuri, incapaci di orientarsi nelle scelte che ci pone la vita ogni giorno, incapaci di prendere in mano la propria vita, e lasciandoci vivere dalle situazioni. A livello fisico, si manifesta con problemi digestivi e intestinali.

Come attivarlo? Il reiki è uno strumento fondamentale per l’attivazione di ogni chakra e per il ri-equilibrio psico fisico, come ogni altra pratica energetica. Circondatevi di giallo, indossatelo, e guardatelo, Approfittate di queste  giornate primaverili, per stare al sole, e ricaricarvi.

Non soffocate le emozioni fino a farle scoppiare: esprimetele, con la scrittura, il disegno, e ogni attività artistica che vi appartenga.

E come dico sempre, le parole sono semi che piantiamo nel nostro inconscio, per farle germogliare e crescere, forti e potenti.

Possiamo ripetere i nostri  mantra per attivare il chakra Manipura :

Prendo le  mie decisioni con forza e consapevolezza

Utilizzo il mio potere personale per aiutare gli altri

 

Il folletto Virus

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Una nuova storia nata dal  binomio perfetto di due parole che non c’entrano nulla, l’una con l’altra, ma insieme diventano piccole, potenti storie di catarsi e speranza.

Un esercizio che puoi fare anche tu: crea una piccola storia utilizzando VIRUS E FELICITA’ come protagonisti, e poi invia la tua fiaba a fiabincostruzione@gmail.com.

Lascia che le tue emozioni raccontino questi strani giorni…

Ecco la bella fiaba di Marta Tessera:

In un grande villaggio arrivò un giorno un piccolo signore, in realtà un piccolo folletto.

Il suo nome era Virus. Ovunque andasse le persone iniziavano a ballare, ma a ballare così tanto che non riuscivano a fermare i loro piedi.

All’inizio le persone del villaggio presero un po’ sottogamba gli effetti del piccolo folletto e si riversarono nelle piazze ballando di felicità.

Il loro sorriso svanì quando i più deboli iniziarono a cadere sfiniti per il troppo ballare: una volta che si iniziava a ballare non ci si poteva più fermare e solo i più forti continuavano imperterriti.

Virus era davvero soddisfatto del suo lavoro. Un altro villaggio sarebbe rimasto sotto il suo potere.

Un gruppo di bambini, però, visto ciò che stava succedendo, iniziarono a correre e a urlare casa per casa di non uscire in strada, di stare in casa, dove la musica di Virus non avrebbe potuto raggiungerli. Ci avrebbero pensato loro a quel malefico folletto.

Con la loro forza e giovinezza ballarono e ballarono così tanto che, alla fine, fu lui, il folletto, a stramazzare al suolo.

Con le ultime forze se ne andò lentamente, lasciando per sempre il villaggio.

Un urlo di gioia echeggiò da tutte le case che finalmente furono aperte per far riversare le persone per strada a festeggiare, insieme.

 

 

Virus e felicità

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Non smetterò mai di dirlo, la scrittura e le fiabe sono un rimedio naturale, potentissimo, per superare difficoltà, sciogliere nodi, vincere le emozioni che ci fanno stringere il cuore, come la paura.

In questi strani giorni, prendiamo carta e penna e scriviamo, lasciamo uscire le parole e le emozioni che non sappiamo esprimere, perché questo è il modo migliore per liberarle. 

Io organizzo corsi di scrittura di fiabe e ogni volta, vedo gli effetti meravigliosi delle parole scritte, sulla nostra anima.

Ho proposto ai miei corsisti un piccolo, potente esercizio, che oggi propongo anche a voi. 

Come insegna Rodari, cosa succede quando due parole, che non c’entrano nulla si incontrano? Si provocano, e più distanti sono e meglio è, perché solo così si può avere un binomio perfetto. E quali parole più distanti di VIRUS E FELICITA’? 

Prendete queste due parole e create una piccola storia che abbiano come protagonisti VIRUS E FELICITA’.

Sono nate piccole storie preziose, che hanno portato sulla carta, speranza e sorrisi; hanno raccontato paure e domande... Dopo averle lette, sono arrivate anche le risposte.

Oggi pubblico il primo di questi racconti speciali, e pubblicherò ogni giorno, ogni piccola storia nata dal binomio perfetto. Aspetto anche il vostro – potete inviarlo via mail fiabeincostruzione@gmail.com –  e lo pubblicherò come gli altri. Diamo voce alle emozioni, condividiamole, perché questo cammino diventa meno difficile, se lo facciamo insieme!

Ecco la bellissima  fiaba  di Rossana M.

C’era una volta un virus tanto triste perché nessuno lo voleva.
Tutti lo scandivano o lo mandavano via in malo modo.
Un giorno mentre si aggirava triste in un bosco, incontrò un bimbo che correva e saltellava qua e là nel prato, il bimbo vedendolo si bloccò gli occhi sgranati!
Il virus si avvicinò e gli disse:
“Perché hai paura di me?”
Il bimbo rispose:
“Tutti dicono che sei cattivo!”
“Ma io voglio solo far amicizia” Ribatté il virus.
“Dimostrami che è vero.”
Disse il bimbo.
Allora il virus cominciò a girare su se stesso fin quando si divise in tante bolle colorate.
Una di queste si posò sul bimbo e subito spuntò un sorriso, il cuore scoppiava di…
“Ma cos’è?” Chiese il bimbo.
Felicità!