Risveglio

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Mara Amir

Proprio ora. Quello che nei mesi passati ha perso ogni foglia gentile e ha mostrato solo lo scheletro dei propri rami alzati al cielo, che è rimasto nudo senza il vestito dei suoi fiori colorati. Che è rimasto al freddo, proteggendo i suoi instancabili semi. 

Che sembrava dormire. Che sembrava morto. Che non aveva paura.

Che attendeva.

Ora, proprio ora, sta vivendo la magia della rinascita,  nuova linfa vitale che porta nuovi colori, nuovi germogli, nuova vita.

Noi siamo come la meravigliosa natura che ci circonda. Siamo parte della sua potente energiaOra è il momento di tagliare, senza paura, ogni cosa vecchia, lasciare andare chi non ci appartiene più, chi non ci arricchisce, quello che non ci serve più, che ci appesantisce, che ci soffoca.

Che ci limita.

Ora, proprio ora, è il momento di lasciar spazio ai nostri  nuovi germogli. 

Buon risveglio!

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Scuola, fiabe e creatività

Un progetto formativo organizzato da Cesvip Lombardia per le  insegnanti di scuola infantile.

Creatività, fiabe e teatralizzazione, nuovi spunti, idee  e la grande forza della condivisione,  per aggiornarsi,  avere nuove competenze e trovare nuove modalità di lavoro da utilizzare con  i piccoli alunni: abbiamo incontrato ventisette insegnanti di sei scuole d’infanzia della zona Val Trompia, motivate e appassionate  per il proprio lavoro, che svolgono con grande  professionalità e amore, ogni giorno.

Un lavoro fondamentale: insieme alla famiglia, la scuola d’infanzia, pone le basi per la vita futura degli uomini e delle donne di  domani.

Dico sempre che, chi insegna, impara tanto,  da chi apprende e anche questa volta è stato un dono reciproco. Tutte le insegnanti hanno saputo   mettersi in gioco e anche giocare, per essere sempre più vicine al mondo dei loro piccoli alunni.

Una bellissima esperienza che ho condiviso con la mia collega e cara amica Eleonora Pea – in realtà Fata Smemorina. –  di Catena Rossa alla Porta delle Fate e la sua travolgente fantasia e grande preparazione artistica.

Per noi la conferma continua  che unire passione e intenti regala sempre grandi risultati.

Vuoi avere informazioni dei nostri corsi di formazione rivolti a insegnanti di scuola infantile, primaria e secondaria? Scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com

Il Respiro degli Alberi

Da quando leggo, scrivo, studio e vivo le fiabe, ho sempre cercato di ri-avvicinarmi e di ri-avvicinare l’individuo all’integrazione più naturale con il proprio sé, un viaggio interiore fondamentale per la propria evoluzione, un cammino  che è facilitato dal contatto e dalla connessione con la natura, con il proprio cuore, e con le proprie emozioni più profonde.
Nelle fiabe, il bosco è il posto iniziatico per eccellenza, il luogo magico in cui tutto succede. Un luogo che comprende due mondi: il  mondo ordinario, che tutti conosciamo e il mondo stra-ordinario che incontriamo da piccoli ma che, poi, crescendo, dimentichiamo;  per questo, da grandi,  non riusciamo più a vederlo. Ma è sempre lì; il mondo stra-ordinario, con la sua  potente energia pura, con la sua voce antica e sommessa, con il suo popolo sacro e spirituale.
Quando Andrea Gozzi  di Turismo in Rete mi ha parlato del percorso Il Respiro degli Alberi” a Lavarone, Trento, è stata solo la conferma che ci sono, ovunque intorno a noi, luoghi speciali che aspettano solo di essere scoperti, per offrire i loro doni.
Il Respiro degli alberi e un percorso di ca, 5 chilometri – totali fra andata e ritorno; un sentiero che si snoda fra le alte piante di faggio, larici e maestosi abeti, e che ospita alcune opere d’arte, di autori locali, che raccontano la bellezza del bosco e della sua natura, con il grande rispetto che essa merita, unendosi con essa, senza disturbarla, ma rivelandola.

Insieme all’opera dell’uomo, gli alberi, protagonisti e  “guardiani silenziosi della vita”offrono, a chi sa guardare,  la loro arte: preziose opere naturali disegnate sui loro possenti tronchi. Camminare, respirando il loro respiro… un’esperienza unica, una cura per l’anima. Una sorta di meditazione in cammino. . 
Per continuare la magia di questa giornata non poteva mancare la cena allo Chalet Tana Incantata, raggiunto con le motoslitte – altra nuova, bellissima suggestione – ed essere accolti dal calore, dalla cordialità e dall’ottimo cibo di Veronica e Mirko, e di tutto il loro bravissimo staff. Da replicare e da donare.

Se volete vi portiamo con noi…

 

Il creatore

il creatore

Illustrator Eleonora Pea

“Gli archetipi sono immagini primordiali, idee e informazioni psichiche innate e predeterminate dell’inconscio umano; codici di messaggio universali, trasmessi in modo ereditario fino dall’inizio dei tempi.

Ogni individuo porta in sé più archetipi, alcuni consapevoli e altri che ancora non sa di avere, che se gestiti correttamente concorrono alla sua corretta autorealizzazione.

Jung ne individua dodici fondamentali – dodici come i mesi dell’anno, come le ore, come i cavalieri, come le tribù di Israele: il dodici è un numero che rappresenta la dimensione esistenziale – ognuno dei quali ha una natura positiva e una negativa  e una delle due può prevalere quando viene attivata. Gli archetipi sono presenti nell’uomo per tutto il percorso di vita e alcuni prevalgono nei primi anni di vita, come l’innocente o l’orfano; ma poi si attivano a seconda delle esperienze, delle situazioni e dei problemi che incontriamo sulla nostra strada, e ci accompagnano durante il nostro viaggio.  I messaggi delle fiabe”

Capire quali archetipi sono presenti e ci agiscono nei percorsi della nostra vita, ci permetterebbe di comprendere le nostre azioni e le nostre risposte alle situazioni nelle varie situazioni,  nella vita privata, nelle relazioni, nel lavoro.

Ci permetterebbe di indirizzare meglio le nostre risorse, ci guiderebbe nella nostra ricerca. Nel nostro Viaggio…

Gli archetipi da tempo ci accompagnano nel nostro  viaggio dell’Eroe e il nostro cammino  ci ha portato ad incontrare nuovi Viaggiatori, a creare nuove connessioni preziose, a visitare posti davvero speciali.

Dall’incontro con Eleonora Pea,  la magia  della sua cascina didattica Catena Rossa alle porte delle Fate  e  il mistero del suo bellissimo Bosco Fatato, sono nate meravigliose sincronicità e connessioni

Abbiamo unito creatività, fantasia, passione, intenti visionari – devono esserlo per creare –  e progetti.  Abbiamo parlato di archetipi e fiabe – le fiabe ne sono l’espressione pura; li abbiamo studiati, e li abbiamo rappresentati e ci siamo appassionate  a  un nuovo progetto di formazione per gli adulti e nelle aziende: sono nate  quindici carte, bellissime e potenti, che rappresentano gli archetipi fondamentali;  carte nate dal talento e dalla creatività di Eleonora Pea 

Siamo guidate dall’archetipo del Creatore, una forza della natura, la sua parte in luce,  alla continua ricerca della propria evoluzione, alla realizzazione dei propri desideri.

Il suo pensiero  “Noi diventiamo quello che pensiamo“, il suo simbolo è la spirale, simbolo di continuo movimento, crescita ed evoluzione, che indica le infinite possibilità contenute nel suo centro.

Vi portiamo con noi in questo nuovo viaggio…

Per informazioni relative alle nostre proposte per la formazione in azienda: fiabeincostruzione@gmail.com

 

 

 

 

 

 

Sette in un colpo

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Una mattina d’estate, un piccolo sarto sedeva al suo tavolo, davanti alla finestra, e cuciva. Giù per la strada veniva una contadina gridando: -Marmellata buona! Marmellata buona!-. Queste parole suonarono piacevoli all’orecchio del piccolo sarto; sporse la testolina dalla finestra e chiamò: -Quassù, brava donna! Qui spaccerete la vostra merce-. La donna salì e dovette aprire tutta la sua cesta. L’omino ispezionò bene ogni pentola, e infine comprò soltanto un quarto di libbra, cosicché‚ la donna se ne andò di pessimo umore e brontolando. -Che Dio benedica la mia marmellata- disse il piccolo sarto -e mi dia forza e vigore!- Prese del pane, ne tagliò un pezzo per il lungo e ci spalmò sopra la marmellata. -Deve avere un buon sapore- disse -ma prima di morderlo voglio finire il farsetto.- Mise il pane accanto a s‚, riprese a cucire e dalla gioia faceva punti sempre più lunghi. Nel frattempo l’odore della marmellata era salito su per la parete fino ad arrivare a un nugolo di mosche che si precipitarono giù. Ma il piccolo sarto ogni tanto si voltava a guardare il pane, e così scoprì le intruse. -Olà- esclamò -chi vi ha invitato?- e le cacciò via. Ma le mosche, che non capivano la lingua, non si lasciarono respingere e tornarono ancora più numerose. Il piccolo sarto perse la pazienza, prese un pezzo di stoffa dalla sua cassetta e: -Aspettate, ve la darò io!- e giù colpi. Quando la smise e contò, ben sette mosche gli giacevano davanti morte stecchite. -Sei così bravo?- disse ammirato fra se’ e se’. -Deve saperlo tutta la città.- E in fretta e furia si tagliò una cintura, la cucì e vi ricamò sopra a grandi lettere: -Sette in un colpo!-. -macché‚ città!- proseguì -tutto il mondo lo deve sapere!-

Un piccolo evento, una cosa da poco, ma per il piccolo eroe cuorcontento della fiaba “Il coraggioso piccolo sarto” dei fratelli Grimm, , diventa un atto di puro valore ed eroismo.

Attraverso il gesto di uccidere sette mosche con uno straccio, cosa da poco in realtà, il piccolo sarto vivrà il momento magico di un’improvvisa intuizione di sè, del proprio valore, delle proprie qualità -capita a volte di avere una magica visione del proprio eroismo, magari proprio quando ci troviamo davanti ad un problema che sembra irrisolvibile; questi sono momenti preziosi in cui comprendiamo che possiamo fare tutto e tutto può accadere.

Il piccolo sarto non si limita a pensarlo ma lo rende vero, vero per sè e per il mondo, evocandolo in un motto che si scrive sulla cintura “sette in un colpo”, e improvvisamente non sono più solo sette mosche, ma potrebbero essere sette briganti, o sette orchi: la sua forza non sta nella dimensione del nemico ma dal potere del suo motto che diventa una formula magica. Vivere la magia delle fiabe  – Brasey e Debailleul.

Grazie ad esso il piccolo sarto passa dalla dimensione ordinaria di una vita banale a quella straordinaria di una vita magica, che gli consente di combattere giganti, unicorni e cinghiali, e alla fine di diventare persino Re.

Questa storia è la nostra storia: anche noi possiamo avere una visione ispirata di noi stessi ed evocarla in un motto come quello del piccolo sarto “Sette in un colpo” e affiggerlo in chiare lettere – scriverlo sulla cintura – prima di renderlo in atto nel mondo.

Se manteniamo l’adesione alla nostra nuova qualità, se crediamo fermamente al nostro nuovo  eroismo e alla nostra capacità di rendere “Tutto possibile” – gli orchi e i giganti – i nostri ingombranti blocchi e limiti –  che fino ad ora l’avevano tenuta nascosta, saranno eliminati e potremo, finalmente, vedere l’infinito di possibilità che abbiamo a disposizione.

Ogni giorno facciamo piccoli atti eroici – quando troviamo il lato positivo ad un probema , quando sorridiamo davanti ad una difficoltà, o quando sappiamo ringraziare perchè ogni giorno è un giorno nuovo.

Ma il più delle volte non ce ne rendiamo conto e ci lasciamo sfuggire  la consapevolezza di risorse, competenze che sono fondamentali per la nostra crescita, per il nostro viaggio da Eroi nella vita di ogni giorno.

Troviamo la nostra qualità, la nostra forza, affermiamola, scriviamola a caratteri cubitali ovunque possiamo vederla, e ripetiamola come un mantra.

Mostriamola e mostriamoci  al mondo. Ogni giorno siamo Eroi!

Qual è il vostro motto? 

Il viaggio inizia qui…

Ieri ultimo incontro del  laboratorio Il Viaggio dell’Eroe, una lunga serata, intensa, di narrazione, ascolto e bellissima condivisione. Il gruppo ha accolto, accompagnato e supportato, circondato da una potente energia e guidato dalle fiabe e dalle carte della fiabe di Paola Biato, potenti portali per l’anima.
Grazie di cuore ai nuovi speciali viaggiatori 💖 Elena, Claudio, Vanna, Paola, Francesco, Manuela, Silvia, Rossana.
Grazie a MIAMObio per la calda accoglienza.

Ogni Viaggio è un privilegio…

 

 

Archetipi e fiabe

 

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Jr. Korpa

Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero, teorizzava che l’ inconscio alla nascita contenga delle impostazioni psichiche innate, informazioni trasmesse in modo ereditario, fin dall’inizio dei tempi. Queste informazioni – codici di messaggi universali –  appartengono a tutti i popoli e sono definiti archetipi. Secondo Jung gli archetipi hanno sede nell’inconscio collettivo, un sistema psichico più profondo dell’inconscio personale che, invece, raccoglie le esperienze personali dell’individuo.

Le fiabe sono l’espressione degli archetipi, cioè di queste immagini primordiali,  idee innate e predeterminate dell’inconscio umano. Prima c’erano i miti: l’uomo, che non sapeva spiegarsi il mondo intorno a sé,  raccontava storie meravigliose per spiegare la propria esistenza, per comprendere la vita.  Nei miti, l’uomo si rapportava agli Dei, alle divinità che regolavano le leggi, per lui incomprensibili, della natura; i miti erano strettamente legati al sistema sociale e religioso dei popoli e quando questo decadde, decaddero anche i miti e lasciarono il posto alle fiabe: dal divino meraviglioso si passò al magico umano – non più Dei, ma esseri magici, streghe, fate, re e gnomi.

Ma le fiabe hanno continuato a raccontare le storie dell’uomo.

Gli archetipi sono spesso presenti nelle fiabe soprattutto quelle antiche; ad esempio l’archetipo dei riti di iniziazione: nell’antichità  i giovani – nel passaggio dell’infanzia alla età adulta – dovevano superare il rito dell’iniziazione: dovevano abbandonare la propria casa e andare – allontanamento – nelle foreste, per incontrare gli sciamani,superare prove, quasi sempre molto dure, che potevano portarli alla morte. Ma se sopravvivevano, voleva dire che erano passati in una nuova fase di vita, di crescita:  molti protagonisti delle fiabe più conosciute  devono allontanarsi dalla propria casa, o devono iniziare un viaggio,   – andare nel bosco, come Cappuccetto Rosso, – o sono abbandonati nel bosco, come Hansel e Gretel, e devono superare delle prove – affrontare il lupo, o essere catturati e uccidere la strega.

O devono trovare un tesoro, come deve fare il grullo delle le Tre piume dei Fratelli Grimm.

Il viaggio nel bosco rappresenta la metafora della crescita interiore dell’individuo, il bosco è il luogo iniziatico per eccellenza. Nel bosco tutto può succedere, tutto è possibile.

Il linguaggio semplice delle fiabe è accessibile a tutti i livelli e per questo rappresenta l’archetipo nella sua forma più purale fiabe  parlano al profondo dell’uomo e lo aiutano nel processo di crescita e realizzazione, che Jung definisce il Sé, la totalità psichica dell’individuo, la perfetta integrazione fra conscio e inconscio, fra impulsi positivi e negativi, e solo la conoscenza e l’equilibro di queste istanze,  presenti nell’uomo, lo porta al fondamentale processo di individuazione di sé stesso.

Ognuno di noi ha in sé molti archetipi, alcuni consapevoli e altri che non sappiamo di avere, che agiamo, più o meno, a seconda del periodo e delle esperienza che stiamo vivendo: ci accompagnano nel nostro percorso di crescita e di vita – nel nostro viaggio–  e ogni archetipo ha il suo corrispondente positivo e negativo, due parti che esistono singolarmente proprio perché esiste la loro parte opposta corrispondente.

Capire quale archetipo è più presente, o dominante in noi,  può aiutarci meglio a comprendere il percorso che stiamo affrontando.

Ne parliamo insieme? Ai prossimi post…