Salviamo Ferdinando il Toro

imagesFerdinando è un toro dolcissimo che invece di combattere preferisce annusare fiori, e invece di attaccare il torero che gli offre il petto con ardore, gli dà una bella leccata sulla rosa tatuata.

Un cartone animato Walt Disney del 1938, vecchio di 80 anni, un piccolo tesoro, per ricordare che ogni animale va rispettato. Ferdinando il toro non vuole combattere e l’uomo lo riporta a casa fra i suoi fiori.

In Spagna a Tordesillas avviene ogni anno , in settembre, una terribile festa in cui gli abitanti cacciano e massacrano spietatamente un povero toro, che scappa impazzito per le urla e per il  dolore dei colpi inflitti.

Vogliamo combattere, e basta una firma, il massacro di un animale, che ha l’unica colpa di servire alla malvagità e stupidità dell’essere umano.

Dobbiamo fermare questa inutile violenza; potete firmare la petizione:  phttp://rompeunalanza.org/firma.

Nel mondo animale si uccide solo per necessità, per sfamarsi o per difesa. Nel mondo umano si uccide per divertimento, e ogni  giorno, putroppo, ci mostra dove ci sta portando l’assurdità dell’agire umano.

Ci piace pensare che le cose possono cambiare e che ognuno di noi dalla propria piccola posizione nell’universo può fare qualcosa. E non solo per salvare Ferdinando il toro, e permettergli di annusare fiori piuttosto che morire inutilmente nell’arena, ma per combattere  ogni forma di violenza e persecuzione nei confronti dei più deboli, uomini e animali che siano.

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E se i sentimenti avessero sentimenti?

 

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Geniale, bellissimo e formativo. La Pixar di Monster eCO e UP (dolcissimo) ha fatto ancora centro con il suo ultimo cartoon Inside Out, che spiega, nel modo più semplice e divertente cosa succede nella nostra testa quando le nostre emozioni prendono il sopravvento: gioia, rabbia, disgusto, paura e tristezza; emozioni che fanno parte della nostra vita e non devono mai essere nascoste, nemmeno ai bambini che guardando questo film capiscono, divertendosi, che si può essere tristi, o spaventati, e non si deve avere paura delle proprie emozioni.

Insegna anche ai grandi, che le emozioni belle o negative fanno parte di noi, ed  è importante assecondarle pittosto che reprimerle.

Una sorta di nuova lezione di psicologia evolutiva, per grandi e piccini, nata dalle domande –   fondamentali, per chi,  come me,  non ha ancora superato la propria fase animista,  – del suo creatore, il regista Pete Docter

“E se i giocattoli avessero sentimenti? E se le macchine avessero sentimenti? E se i sentimenti avessero sentimenti?”

Non perdetevelo!

 

La Luna

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L’incanto della luna, la magia dell’universo e il suo spazio infinito e misterioso. Un bambino  viene portato per la prima volta a lavorare insieme al padre e al nonno; ora tocca a lui imparare; e crescere…

A volte, crescere vuol dire per il bambino fare delle scelte, e sperimentare; e per il genitore, vuol dire lasciargli l’autonomia per farlo. Così si cresce insieme… senza perdere mai la capacità di meravigliarsi e far meravigliare. Delizioso cortometraggio della Disney Pixar, da guardare!

Magari questa notte abbiamo la stessa luna…

Ho un sogno anch’io

Delizioso, divertente, davvero divertente il film Rapunzel prodotto nel 2010 da Walt Disney. Se non lo avete ancora visto, ve lo consiglio vivamente; splendida animazione, i personaggi sono adorabili – vi prego, guardate questo video  – e la storia è molto carina.

Chiaramente è una rivisitazione della versione originale dei Fratelli Grimm: la vera storia di  Rapunzel non è così allegra e spensierata, anche se dopo innumerevoli traversie, ha un lieto fine.  Forse non sapete che la matrigna cattiva, dopo aver scoperto che Rapunzel ha un innamorato, le taglia i lunghissimi capelli dorati,  la esilia nel deserto di un paese lontano, e poi attende il povero principe nella torre, spacciandosi per la giovane. Quando  il principe entra nella torre si trova davanti la terribile strega che gli dice che Rapunzel è morta. Il povero giovane pazzo di dolore si butta dalla torre e cade su un rovo di terribili spine e rimane accecato. Per lunghi anni vaga piangendo la sua amata, finchè arriva nel paese lontano dove vive la povera Rapunzel, che sentendo la sua voce lo riconosce e i due si riuniscono. Le sue lacrime di gioia avranno il potere di ridare la vista al suo innamorato. Ma non solo; la Rapunzel dei Grimm, signora attempata, vecchia di duecento anni, porta con sè una nota di insolita attualità, considerati i tempi: esiliata incinta, è diventata madre di due gemelli. La famiglia ritrovata vivrà per sempre felice e contenta.

I sogni sono desideri

Cenerentola è una delle fiabe  popolari più conosciute, ma forse non tutti sanno che è una fiaba molto antica, le cui origini  risalgono al nono secolo A.C. in Cina: la versione cinese narra la storia di Ye Xian, una giovane fanciulla, dai piedini minuscoli, maltrattata dalla matrigna e dalle sorellastre,  che fuggendo dal castello del principe, perde un sandalo d’oro.

Di questa bellissima fiaba esistono circa 300 varianti, a seconda delle varie tradizioni popolari. Le versione più conosciute sono quelle di Charles Perrault , in cui Cenerentola perde la scarpetta di cristallo, e successivamente dei fratelli Grimm in cui la scarpetta è d’oro. La Cenerentola dei famosi fratelli tedeschi, nella versione originale racconta che le due sorellastre cattive, per riuscire ad infilare il loro piedone nella scarpetta persa da Cenerentola, si amputarono rispettivamente il ditone, e un calcagno, ma il loro inganno fu smascherato da due colombelle, e alla fine le due ebbero la fine, terribile e oscura, tipica dei Grimm,  che si meritavano: le colombe mangiarono loro gli occhi!

Aspettiamo di vedere il nuovo film  di Cenerentola a opera di Kennet Branagh, appena uscito nelle sale cinematografiche,  ma per noi resta inimitabile la versione animata della Walt Disney che risale al 1950, che ancora oggi riesce a farti sorridere, e perchè no, a farti sognare.