Il calendario dell’Avvento

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Due fratellini, Keil e Gemma stanno giocando insieme, in mezzo alla neve;la loro nonna li chiama in casa perchè sta iniziando a nevicare e fa freddo.

I bambini si mettono davanti al fuoco e mentre si scaldano i piedini intirizziti dal freddo chiedono alla nonna di raccontare una storia.

E la nonna si siede, sulla sua vecchia poltrona accanto al fuoco e racconta: la magia di tante piccole storie, una per ogni giorno, che ci accompagneranno fino al Natale.

Vi raccontiamo spesso la bellezza di donare una fiaba, un piacere per chi la riceve ma anche per chi la regala; le piccole o grandi storie donate restano indelebili sulla carta e nei cuori, e parlano alle nostre anime , attraverso il potere meraviglioso delle parole e la bellezza eloquente dei disegni.

Abbiamo preparato un  Calendario dell’ Avvento speciale: 23 piccole storie raccolte in un libro e 23 carte preziose con bellissimi disegni che le accompagnano, e che possono essere appese al vostro albero di Natale; storie  da scoprire e raccontare giorno per giorno, da condividere con  i vostri bambini, con la vostra  famiglia, o da regalare per fare un dono unico e prezioso: per iniziare la vostra giornata con una dimensione magica,  o per ascoltare magiche storie prima di dormire,    per accompagnarvi  alla preparazione del Natale, e per dargli il giusto valore di sacralità  e  bellezza, che purtroppo stiamo perdendo sempre di più.                

Con le bellissime illustrazioni della nostra artista Patrizia Kovacs  e i nostri pensieri, le nostre piccole storie; per ritrovare la meraviglia dell’ emozione e della bellezza dell’attesa, per ritornare un pò bambini.

Per acquistare il nostro Calendario dell’Avvento puoi compilare il modulo che troverai di seguito, e se vuoi, una delle storie può personalizzata con i nomi dei tuoi bambini.

Un regalo prezioso e unico. Fatti accompagnare alla magia del Natale

 

 

 

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Il rosso uccellino

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Illustrator Patrizia Kovacs

24° giorno di Avvento

La neve sul davanzale era candida e intatta e la piccola Gemma, che stava guardando incantata il paesaggio imbiancato, si accorse improvvisamente delle piccole tracce, che leggere la disegnavano.

-Nonna, guarda!- gridò agitata – Cosa sono queste?

La nonna guardò fuori dalla finestra con attenzione e poi esclamò;

-Sono orme di uccellino- e per un attimo si fermò a ricordare, e i suoi occhi di vecchia si inumidirono. Le succedeva sempre più spesso con i ricordi.

-Un uccellino!? – Keil era agitato.

-Evviva, un uccellino – disse Gemma contenta, ma poi aggiunse subito preoccupata:

-Come fanno a mangiare gli uccellini quando nevica? –

– Chissà che freddo sentiranno- disse Keil

-Mettiamo un po’ di briciole di pane sul davanzale così  se torna,  avrà qualcosa da mangiare- disse la nonna e provò la stessa emozione di quando da bambina  lasciava le briciole di pane sul davanzale  della sua cameretta. La mamma le aveva detto che quando un uccellino dal petto rosso si posava  sul davanzale di casa voleva dire che qualcuno che ami ed è lontano da te, ti pensa e ti è vicino; portano un messaggio d’amore, per questo hanno il petto rosso, perché parlano al cuore.

Subito Keil e Gemma aprirono la finestra e lasciarono un po’ di briciole sulla neve, e poi rimasero a guardare a lungo, sperando di vedere arrivare un piccolo uccellino. Anche la nonna rimase con loro sperando con il suo cuore di bambina di poterlo vedere; molti di quelli che amava erano ormai tanto lontano da lei.

La mattina, quando si svegliarono Gemma e Keil andarono subito alla finestra, seguiti dalla nonna, per vedere se c’erano ancora le briciole di pane, e con gli occhi pieni di  meraviglia, videro un piccolo pettirosso che, posato sul davanzale, cantava il suo messaggio d’amore.

Il focolare

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Illustrator Patrizia Kovacs

La neve aveva imbiancato ogni cosa: il piccolo villaggio, le stradine strette che lo attraversavano, il bosco incantato e la piccola casa con le finestre illuminate.

Tutto sembrava magico, un nuovo mondo candido e silenzioso. Keil e Gemma avevano giocato tutto il pomeriggio con la neve, rotolandosi in essa, buttandosi le palle morbide sul viso, e avevano costruito un piccolo pupazzo vicino al giardino; le loro grida gioiose avevano disturbato  gli scoiattoli che vivevano nel  bosco, ed erano arrivati curiosi a vedere cosa fosse la causa di tanto rumore.

Con il primo buio della sera, la neve aveva ripreso la sua danza e,  candidi, leggeri fiocchi stavano già coprendo le orme disordinate dei loro giochi.

Keil e Gemma tornarono in casa, e la nonna li aiutò a togliersi le giacche bagnate e gli scarponi gelati.

-Mettetevi davanti al fuoco per scaldarvi, presto, presto.-

Keil e Gemma si sedettero per terra con i piedi davanti al fuoco che subito regalò loro il suo prezioso calore.

-Nonna adesso è  Natale?- chiese la piccola Gemma

-Noooo, dobbiamo aspettare- rispose  paziente Keil, che per il suo anno in più, di diritto, sapeva tutto.

-Raccontaci una storia, nonna- chiese ancora Gemma.

E la nonna sorridendo, si sedette sulla vecchia poltrona vicino al fuoco: sulla stessa poltrona in cui si era seduta sua madre, la madre di sua madre, e la nonna di sua madre.

Fuori il buio aveva avvolto ogni cosa, e la neve ora scendeva copiosa. Keil e Gemma erano attenti e con lo sguardo già colmo di meraviglia: la nonna raccontava sempre storie bellissime.

-Dobbiamo aspettare ancora un pò per il Natale mia piccola Gemma. Ma in questa attesa vi racconterò le storie del Natale, ma del mio Natale, di quando ero piccola come voi…-

Si sistemò meglio sulla poltona consunta e un pò sformata, e per un attimo la donna rivide sua nonna, seduta accanto a lei e sentì la sua voce ripetere insieme alla propria.

-C’era una volta… –