Le connessioni delle fiabe

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Le fiabe creano connessioni:  trame leggere come i petali di un fiore –  seta preziosa – ma profonde come le radici sotterranee di un bosco millenario: indicano nuovi sentieri da percorrere, raccontano nuove, meravigliose storie di uomini e portano nuovi doni.

E nuovi incontri, con persone davvero speciali.

Grazie Bruna!

Il 4’ giorno

A volte siamo così presi dalle cose che facciamo ogni giorno e non ci rendiamo nemmeno conto di quanto ci pesano. Non lo sappiamo. Non lo sappiamo che cambiare il nostro sguardo sul proprio mondo, lo cambia, lo trasforma. A volte è come svegliarsi da un lungo sonno…

Il 4′ giorno

Il pastorello sedeva vicino ad un albero, distratto e assonnato. Si era alzato prima dell’alba, come sempre, per portare fuori le pecore, ed ora, nel pomeriggio inoltrato aveva mangiato quasi tutto il formaggio e il pane che gli aveva dato la madre, e aveva bevuto il latte caldo di mungitura.

Aveva fame. Ma non voleva mangiare l’ultimo pezzo di formaggio rimasto, era lunga arrivare a sera. E aveva sonno.

Le sue pecore pascolavano quiete, quando improvvisamente una di loro, la solita, scappò verso il sentiero. Il pastorello le corse dietro, chiamando, imprecando e ridendo perchè finalmente poteva correre un pò. Era quasi come giocare, e non gli capitava spesso. Raggiunse la pecora che si era fermata vicino alla strada sterrata che andava verso Betlemme, ed era rimasta li immobile a guardare lontano.

Forse fu il silenzio improvviso, o la notte che scese avvolgendolo, ma sentì il proprio cuore sussultare.

Guardò il cielo e vide la stella lucente, magnifica che brillava nel cielo luminoso, e la sua piccola anima semplice si sentì chiamare.

Doveva andare. Prese la pecora e tornò al resto del gregge. Doveva andare a Betlemme.

Storie itineranti

Un regno in pericolo, un incantesimo, una mappa magica. Un tesoro da trovare. Vento che spazza via ogni cosa.

Pioggia ed emozioni. Scrivere mentre cammini, essere qualcun’altro in posti che conosci da sempre. Stupirsi. Arrabbiarsi: troppo poco il tempo. È difficile! Ma poi le storie arrivano.

E fanno emozionare. Bravissimi!!!Grazie Simona, Greta, Angela, Sara, Letizia, Serena, Silvia, Ugo❤️un piccolo primo assaggio della nostra lezione di scrittura itinerante, per il corso di scrittura fiabe organizzato con Residenza Idra

Il viaggio continua…

(Mappa, Bucella-Giudice)

Origami

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Ogni volta che scrivo una fiaba personalizzata è come fare un viaggio, come andare a trovare una nuova amica o un nuovo amico. Far parte per un po’ della sua vita, della sua storia e delle sue emozioni. Non mi stancherò mai di dirlo: è un grande privilegio di cui sono molto grata.

Ma non c’è solo la scrittura della fiaba: ci sono i disegni, bellissimi, di  Elena Bertoloni , illustrator di grande talento e grande sensibilità. E poi, prima di essere consegnata, la fiaba deve essere vestita con cura, per portare il suo prezioso messaggio. Così anche la confezione è creata attorno alla storia, attorno alla persona a cui è dedicata, come un vestito che deve far sentire a proprio agio, che deve appartenere.

Sono sempre alla ricerca di cose nuove per le mie fiabe, cose speciali, come sono le persone a cui la fiaba è dedicata – e per caso sono arrivata agli origami. Come, per alcune cose, che ora sono fondamentali nella mia vita, ne ho sempre sentito parlare, ma non ho mai approfondito la cosa. Forse non mi interessava. Probabilmente non era il tempo.

Ori piegare, e Kami carta, ma anche dei. Un’ antica arte sacra che crea bellissime figure da un quadrato di carta colorato. Già al primo origami che ho fatto, tentato di fare,  mi sono resa conto di come la carta venga educata, educata con cura e attenzione alla forma che dovrà prendere. Come per prepararla all’onore di diventare un leggero, fragile, oggetto prezioso. Eppure la carta sottile  non si rompe, nonostante venga piegata e piegata più volte, ma resta intatta e cambia forma seguendo il movimento delle dita che la trasformano.

Quasi per celebrare l’onore di diventare una cosa nuova.

La cultura giapponese insegna  che il cambiamento fa parte della vita dell’individuo, che nulla ci appartiene e che ogni esperienza, anche dolorosa è un prezioso supporto alla nostra evoluzione. Come il kintsugi: ogni ferita deve essere valorizzata.

Le fiabe fanno lo stesso. Aprono  alla ricerca,  ti invitano al cambiamento, ti insegnano ad affrontare ogni prova, e ti indicano la strada per evolvere in nuove forme 

Fare un origami è quasi una pratica meditativa, una riflessione profonda su come possiamo educarci a cambiare -lo possiamo fare, dipende da noi –  per trasformarci in un nuovo “noi stessi”, e di come i segni che portiamo addosso, siano la guida preziosa per indicarci nuove forme, nuove idee, nuovi pensieri. 

Nuova vita…

 

Emozioni in azienda

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Ben White

Sempre più, le grandi aziende scelgono di parlare del proprio lavoro raccontando una storia: che sia il ricordo del nonno che ha fondato l’azienda, o il bimbo che nasce in un supermercato la notte di Natale, o la nonna di Cappuccetto Rosso che tiene in mano un cellulare, la tendenza è quella di emozionare i propri clienti, di creare una relazione con il proprio pubblico.

Perché le aziende sono fatte di persone, persone che hanno immaginato, che hanno costruito e si sono  impegnate; persone che lavorano ogni giorno, che faticano, che hanno successo, o si arrabbiano.

Grafici e brochure  possono raccontare  i numeri ma non le emozioni.

Le storie invece sì, perché la narrazione ha il grande potere di coinvolgere, di far ricordare: ascoltare storie è un atto che l’uomo ha fatto fin dalla notte dei tempi.

Noi scriviamo fiabe, e con le fiabe abbiamo raccontato la storia di aziende, i loro valori, la loro missione e i loro prodotti. Anche i loro numeri, ma creando emozioni.

Alcuni dei nostri clienti:

  • Aquafresh  
  • Saef
  • Centro Analisi Santa Maria 
  • Artistique Haircut
  • Becomes

Volete avere più informazioni? Volete avere un preventivo senza impegno? Contattateci: via mail   a fiabeincostruzione@gmail.com o  compilando il modulo.

Buon Natale

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fiabeincostruzione.com

Per ogni storia che ci avete raccontato, per ogni momento, anche piccolo piccolo, che ci avete dedicato… per averci donato le vostre emozioni, grazie!

Vi auguriamo un Natale colmo di piccole cose preziose, di silenzi appaganti e gioiose condivisioni; di bellissime storia raccontate guardandosi negli occhi.

Vi auguriamo di tornare un pò bambini e di desiderare…

Vi auguriamo uno splendido Natale 

 

La slitta

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La neve ha  finalmente smesso di scendere copiosa, e il  cielo si sta illuminano di un pallido sole. Il piccolo Mario, che sta con il nasino appoggiato alla finestra, grida gioioso: – ha smesso di nevicareeeeee, andiamo a giocare! – e comincia a saltellare allegramente per la casa.

Mario è  sempre così: un piccolo tornado che porta tanta allegria in casa. Arrivano anche le sue due sorelle, Elena che batte le manine – lei è sempre contenta – e Anna, la più grande, una piccola donnina già saggia  e responsabile.

Tutti e tre guardano fuori dalla finestra: il prato davanti a casa e la piccola collina vicina sono carichi di meravigliosa morbida, candida neve.

Andiamooo- dice Anna.

– Evvivaaaa-  dice Elena, mentre il piccolo Mario è già in giardino, senza nemmeno  la giacca pesante.

Gemma sorride; il piccolo Mario è così divertente e lui e le sue sorelle le sono già simpatiche.

-cosa fanno poi, nonna? – La nonna continua:

La mamma Luisa arriva appena in tempo e riesce a infilare la giacchetta e il berretto a Mario, mentre Anna ed Elena sono già fuori, e sapete dove vanno così di fretta?

Gemma e Keil incantati fanno no con la testa, anche loro adorano la neve.

Anna, prende la vecchia slitta gialla, e la tira fino in cima alla collina mentre Elena e Mario un po’ la aiutano e un po’ le saltellano intorno contenti; non vedevano l’ ora di usarla.

Arrivano in cima alla collina e il piccolo Mario si siede davanti, dietro di lui Elena, e già stanno ridendo come matti,  e dietro si siede Anna che protettiva li abbraccia entrambi e… via! La slitta comincia a scendere piano, piano e poi prende sempre più velocità ed è bellissimo sentire l’aria fredda addosso, e la neve che arriva sul viso; sembra di volare.

Il piccolo Mario, Elena e Anna urlano felici la loro gioia, e le loro grida arrivano fino al cielo; gli scoiattoli curiosi, che vivono nei tronchi degli alberi, spiano fra i rami il motivo di tanto chiasso mentre il pallido sole sorride bonario contagiato dalla loro allegria.