Il trapano e la felicità

 

Cosa c’entra un trapano con la felicità? Niente direte voi, ma vi sbagliate! Chiedetelo agli alunni delle classi  seconde, sezioni A e B,   della scuola primaria di Vobarno, che hanno scritto delle piccole storie preziose su questa insolita coppia,  perchè come ci ha insegnato Rodari, più le parole sono distanti fra loro e più il binomio è perfetto, e provoca la mente, che chiede aiuto alla fantasia per inventarsi cose meravigliose.

Ho incontrato ancora i bambini della scuola primaria di Vobarno per la seconda  parte del laboratorio di scrittura creativa e fiabe e, questa volta, abbiamo anche  usato “il domino delle carte”  le bellissime carte delle fiabe di Paola Biato, counselor professionale,  che hanno entusiasmato i bambini e anche la sottoscritta perchè seguendo la traccia dei disegni,  insieme alle loro  maestre – i bambini hanno inventato magiche storie di streghe sposate con orchi, di maghi che fanno pozioni per far trasformare i cattivi in farfalle, di una chiave preziosa e di un bellissimo castello.

Anche questa volta i bambini hanno dimostrato la loro infinita voglia di fare, di inventare e di lavorare in gruppo e mi hanno donato il privilegio di vivere una bellissima esperienza.

Ancora un gigante GRAZIE a tutti i piccoli alunni, che mi hanno fatto parte  della loro meraviglia e della loro allegria,  GRAZIE alle  loro maestre Cristina e Sara che li accompagnano ogni giorno, facendo con loro, e per loro un lavoro meraviglioso, fatto di passione, dedizione e cura, e GRAZIE a Clara presidente dell’infopoint AID Garda e Valsabbia che mi ha coinvolto in questa bellissima avventura.

Ma naturalmente, ora, voi vorrete sapere cosa c’azzecca un trapano con la felicità…

“Un giorno c’era un bambino che aveva sempre una felicità pazzesca e a lui gli piaceva usare il trapano perchè lui pensava che il trapano, quando faceva rumore, spruzzava fuori felicità e allora la voleva prendere.” Sabrina -classe 2A

In un mondo fantastico, un giorno è successa una catastrofe, oh santo cielo, disse un bambino – il trapano ha fatto un buco nella F e nella C di felicità, che catastrofe. Allora il trapano prese una vite per la F e una vite per la C e ad un certo punto: TRRRRRRRRR-TRRRRRRR-TRRRRR. – Cosa è successo – esclama il bambino – guardate, il trapano ha sistemato il guaio che aveva fatto un’ora fa. E da quel giorno FELICITA’ diventò così bella che tutti la volevano.” Aurora -2A

Le fiabe sono tutte intorno a noi…

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Le parole dimenticate

Nuove lettrici per la nostra fiaba “Le parole di Tobia il coniglietto che colora il mondo” , la fiaba scritta per l’AID Associazione Italiana Dislessia in occasione della settimana della dislessia lo scorso Ottobre, e pubblicata da Govanelli Edizioni.

Ma queste sono lettrici speciali perchè sono le insegnanti che di occupano di formazione AID in Valle Sabbia e offrono la loro opera volontariamente:  Federica, Chiara, Fiore, Francesca e Clara, presidente dell’ infopoint AID Garda e Vallesabbia.  Sono insegnanti di sostegno che incontrano ogni giorno i piccoli Tobia e li aiuano a ritrovare le loro parole dimenticate.

La nostra fiaba sostiene il loro lavoro e il lavoro di tutti i volontari dell’AID. La puoi acquistare su IBS.

Guarda anche tu il mondo con gli occhi di Tobia!

 

Diverso da chi?

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oggi faremo una lezione diversa: oggi niente dettato e lettura in classe. Oggi vi spiego l’importanza dell’essere diversi uno dall’altro – perché è questo che ci rende unici e speciali – e l’importanza del rispetto per queste differenze.”

Le parole di Tobia, il coniglietto che colora il mondo,  Giovanelli editore, racconta la dislessia, e insegna il rispetto per le differenze altrui, perché solo quello che non conosciamo ci fa paura: questo ci rende diversi.

Una fiaba per i più i piccoli e anche per i grandi che incontrano ogni giorno i piccoli Tobia del mondo e non vedono la luce meravigliosa che tengono nascosta nel cuore e chiede solo di poter uscire.

Questa fiaba sostiene l’AID associazione italiana dislessia: la puoi  acquistare on line:

Giovanelli editore

Libreria universitaria

IBS

Amazon

Le parole di Tobia in ebook

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Da oggi puoi acquistare la nostra fiaba che racconta la dislessia,  Le parole di Tobia, il coniglietto che colora il mondo –  Giovanelli editore – anche in  Ebook sul sito  Amazon , e in edizione cartacea e Ebook su IBS.

Siamo fiere di dirti che parte del ricavato dalla vendita di questa fiaba sarà devoluto alla Associazione Italiana Dislessia.

Guarda il mondo con gli occhi di Tobia!

 

 

I disegni per Tobia

 

La nostra  fiaba  ” Tobia, il coniglietto che colora il mondo”, una fiaba scritta in occasione della settimana della dislessia, e che ha vinto Il concorsoFloc, il bambino dei bambini e dei ragazzi” indetto dalla Giovanelli Editore, ha vinto ancora,  hanno vinto tutti i piccoli, silenziosi Tobia, e ha vinto la voglia di conoscere davvero ladislessia: hanno vinto i disegni dei bambini che hanno raccontato la storia del coniglietto che non trova le parole,  attraverso le loro bellissime immagini. 

In occasione della settimana della dislessia, organizzata dalla  Associazione Italiana Dislessia  lo scorso anno a ottobre,  hanno avuto luogo diverse manifestazioni in città e nelle scuole ed è stato indetto un concorso a livello provinciale “la dislessia  va a scuola” per i diversi ordini di scuola: primaria, secondaria di 1° grado, e secondaria di 2° grado.

I bambini delle scuole primarie hanno partecipato al concorso con i disegni dedicati alle fiaba del coniglietto Tobia, e i vincitori sono stati gli alunni della 4^A e a^B della Scuola Primaria di Sabbio Chiese -I.C. Sabbio Chiese.

Bravissimi tutti i partecipanti al concorso: i disegni erano tutti molto belli.

Il 29 Aprile ci sarà la premiazione dei vincitori e incontrerò  personalmente- un grande piacere e onore –   i piccoli artisti.

Chi legge?

 

Guido Petter, psicologo dell’età evolutiva e psicopedagogista, ha scritto che le fiabe sono un elemento fondamentale nel processo di crescita del bambino, e raccontare le fiabe ai nostri piccoli, dovrebbe essere obbligatorio per i genitori, per gli insegnanti e per tutti coloro che si occupano dell’educazione dei bambini.

L’atto di leggere una fiaba, oltre ad essere un momento fondamentale di amore, di vicinanza e di condivisione, lo aiuta a crescere, perché il bambino impara ad affrontare i temi negativi e le situazioni spiacevoli, come la paura, la morte e l’abbandono: Pollicino si perde nel bosco, ma poi viene ritrovato, e Biancaneve muore avvelenata dall’orribile strega ma poi arriva il principe e la salva con un bacio. I personaggi negativi sono indispensabili perché il bambino, attraverso la loro rappresentazione impara a distinguere il male dal bene, e può affrontare le proprie ansie, rivivendole e drammatizzandole, in una situazione emotivamente controllata, perché protetto dall’adulto.

Il cattivo viene sempre sconfitto, e il messaggio positivo aiuta il bambino ad avere fiducia in sé stesso, e ad imparare che le difficoltà possono essere superate! Inoltre, identificandosi nel protagonista, gli si affeziona e ne vive le emozioni, e questo è importantissimo per il suo sviluppo emotivo ed affettivo; e per quello sociale e morale, perché impara a riconoscere le modalità relazionali positive, come l’altruismo e il coraggio, da quelle negative, come la gelosia, l’inganno e l’invidia, e impara a conoscerne le conseguenze.

Il grandissimo valore pedagogico delle fiabe è utile anche per noi adulti, e sempre più spesso, sono utilizzate anche in contesti formativi per aziende, proprio per i messaggi di crescita e costruzione personale impliciti in ogni storia.

Leggere le fiabe ha un bellissimo effetto terapeutico di catarsi interiore, e dà la possibilità di sognare, per piccoli e grandi, e di concedersi piccoli spazi di tempo preziosi, perché il loro linguaggio arriva a toccare il nostro IO bambino, che spesso noi adulti dimentichiamo.

Non serve spiegare le fiabe, loro parlano al nostro profondo; le fiabe vanno ascoltate, lette, raccontate e donate.

Noi, con le nostre fiabe abbiamo raccontato le storie, le emozioni e i sogni di piccoli e grandi, abbiamo portato messaggi, abbiamo raccontato aziende e abbiamo insegnato a usare la fantasia e la creatività.

Vuoi sapere come? 

 

Una fiaba per la dislessia

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La maestra Mela fa un sospiro: anche quest’anno Tobia non avrà voglia di impegnarsi e non farà i compiti a casa, e la farà arrabbiare.

Lui è così. Pigro e svogliato, ma quest’anno lei sarà un po’ più severa e non gli permetterà di prenderla in giro.

E comincia a scrivere alla lavagna il suo benvenuto:

 BUONGIORNO E BENVENUTI A SCUOLA

 «Ed ora leggete e ripetete tutti insieme», e tutti gli alunni leggono e ripetono insieme; solo Tobia resta in silenzio e guarda la lavagna con occhi spaventati.

Lo sapeva già stamattina, quando si è svegliato, che sarebbe andata così; lo sapeva anche quando la mamma, prima di uscire, gli ha fatto mille raccomandazioni: «stai attento, non distrarti e ascolta quello che dice la maestra e stavolta, fai il bravo, impegnati!».

Lo sapeva quando ha visto la maestra scrivere sulla lavagna, e il suo cuoricino ha cominciato a battere forte forte, e avrebbe voluto scappare lontano da lì.

Tobia guarda le lettere scritte sulla lavagna e quelle dispettose, come fanno sempre, cominciano a tremare piano, e poi si spostano e girano disordinate sulla lavagna, come piccole farfalline, anzi, ora hanno anche le ali.

“Fermatevi per favore”, pensa Tobia mentre la maestra Mela lo sta già richiamando.

«Tobia, leggi e ripeti quello che c’è scritto sulla lavagna», il tono della maestra è già meno gentile, e lui vorrebbe davvero non farla arrabbiare ma le lettere continuano a girare in tondo e quando finalmente si fermano lui non riesce proprio a capire cosa c’è scritto.

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 E così, come succede sempre, Tobia resta in silenzio a guardare stupito le parole che non riesce a capire, mentre i compagni attorno a lui cominciano a ridacchiare e la maestra Mela comincia a perdere la pazienza.

«Tobia, non pensare di iniziare anche quest’anno come gli altri, devi smetterla di tirarmi in giro, come fai a non leggere quello che ho scritto!?».

Ora ha quasi urlato la maestra Mela, che si era promessa che non avrebbe perso la pazienza.

E Tobia rimane in silenzio, guardando le lettere indecifrabili sulla lavagna che hanno ripreso a volare e, ora, sono diventate davvero farfalline che se ne vanno dalla lavagna e si posano sui rami dei castagni e si infilano nei cespugli di more selvatiche, e lui le insegue con lo sguardo e pensa che, forse, anche lui potrebbe volare con loro e andarsene via da lì.”

Domenica 9 ottobre all’auditorium San Barnaba di Brescia ha avuto luogo l’evento Dislessia tra musica e parole che ha raccolto testimonianze, parole, storie e musica per raccontare la dislessia;  uno  degli eventi curati dalla  AID in occasione della settimana della dislessia,  in cui sono stati organizzati  incontri, sono state coinvolte scuole e  Università per parlare di dislessia, e per sensibilizzare  chi ancora non la conosce a fondo.

Un evento importante,  per una causa importante a cui siamo fiere di aver partecipato.

Le parole di Tobia, il coniglietto che colora il mondo è la fiaba che abbiamo scritto in occasione della  settimana della dislessia, e che  sarà utilizzata nelle scuole della provincia di Brescia, come strumento didattico e, a essa, sarà legato un concorso per i bambini delle scuole che dovranno disegnare le avventure del piccolo coniglietto, e dei suoi amici.

Un altro evento importante  che vi racconteremo presto!

Conoscere è importante, perchè ci aiuta a comprendere e ci permette di aiutare: visitate il sito della AID associazione italiana dislessia