La comunicazione a scuola

 

Lo sapete? Anche le maestre vanno a scuola, e lo fanno per imparare cose nuove ed essere sempre più preparate per i loro bambini. La cosa più bella è incontrare professioniste che amano il loro lavoro, lo fanno ogni giorno con passione e amano il loro piccoli, piccoli alunni, e per loro sanno mettersi in gioco e mettersi alla prova.

La scuola d’infanzia e il nido, sono, insieme alla famiglie, le prime e più importanti e preziose strutture educative per la crescita e il benessere dei bambini.

Famiglia e scuola sono alleate per educare, e indirizzare al meglio il futuro delle piccoli uomini e donne di domani.

Grazie di cuore alle bravissime maestre ed educatrici, e alla direttrice, per la condivisione, il confronto e il grande reciproco insegnamento

I colori della dislessia

 

“Ciao Amici sono Carolina, oggi vi parlo di un libro davvero speciale, Le parole di Tobia, il coniglietto che colora il mondo, si tratta di una fiaba che spiega cos’è la dislessia a noi bambini… la scrittrice Mariarosa Ventura in questo libricino formato tascabile è riuscita a toccare il mio cuore e a farmi capire con la guida della mia mamma, come aiutare nel mio piccolo, chi ha la dislessia.

La storia si svolge in un bosco dove c’è una bellissima scuola, circondata da cespugli di more selvatiche e da distese do piccole margheritine primaverili.

Anche gli animali vanno a scuola, devono imparare a leggere, a scrivere e a contare come noi bambini e anche loro possono incontrare difficoltà. Tobia arriva tardi a scuola perché confonde le strade e le parole e i numeri quando legge a volte si mischiano sul foglio… lui si rattrista e si scoraggia perché non chiede aiuto e gli altri lo deridono perché non sanno… comunicare è molto importante, spesso aiuta a migliorare la nostra vita!

La prima parte di una  nuova e bella recensione per la nostra fiaba “Le parole di Tobia, il coniglietto che colora il mondo” , una fiaba per parlare di dislessia, Giovanelli Editore. 

Una fiaba fortunata, scritta per l’AID associazione italiana dislessia, e disegnata dai bambini delle scuole primaria della provincia di Brescia, e che sostiene l’associazione e tutti i volontari che lavorano ogni giorno con passione e professionalità.

Grazie al blog Il Bruco Carolina , che ha raccontato la nostra fiaba! Andate a fare una visita sul blog e potrete leggere il seguito della recensione.

W la scuola!

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Oggi inizia la scuola e anche se, il risultato di una piccola, informale  intervista, condotta fra fieri studenti della scuola primaria, dice che tornare a scuola è bello – dato senz’altro positivo e molto interessante – si sa, torna la scuola e tornano i compiti, le interrogazioni, e le lunghe ore seduti in classe.

C’è una bella tradizione, poco conosciuta in Italia – che risale ai primi dell’800 – diffusa in Austria e Germania: il primo giorno di scuola, i bambini ricevono in dono dai genitori la Schultüte: un cono di cartone  decorato con i personaggi preferiti delle fiabe, o i propri supereroi, che può essere acquistato, o preparato in casa – e nonostante ogni negozio li proponga di ogni misura e colore, sembra sia diffusa la moda del faidate, e ogni mamma sempre più,  lo prepara personalmente per il proprio bambino.

I coni che sono riempiti con dolci – soprattutto – e  penne colorate, gomme, libretti, e  pupazzi, possono essere piccoli o a misura di bimbo, e intendo alti  quanto lui! Ogni bambino porta a scuola la propria Schultüte ed è bello vedere per le strade, il primo giorno di scuola,  gruppi di bambini con il prezioso cono colorato infilato nello zaino.

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In Italia non abbiamo la Schultüte, non ancora almeno, così abbiamo pensato di regalarne noi una, a tutti i bambini che oggi iniziano la scuola;  una Schultüte virtuale, naturalmente, ma il bello è, che ogni bambino può immaginare di metterci dentro quello che vuole, e non mi riferisco solo a dolci e piccoli giochi, ma anche qualche bel voto, dei compagni simpatici e dei maestri che non perdono la pazienza – e a volte sappiamo che ne serve tanta –

Anche noi ci mettiamo dentro qualcosa: l’augurio di usare la fantasia, di essere curiosi, di aver voglia di  imparare,   di aver voglia di conoscere, conoscere per davvero, anche chi abbiamo di fronte e, magari,  è tanto diverso da noi.

Vi auguriamo di avere una scuola che rispetta le differenze, e le valorizza, e che vi aiuta a crescere e a scoprire la luce meravigliosa che è dentro ognuno di voi e aspetta solo di poter brillare.

E poi fiabe – non potremmo fare diversamente – fiabe da leggere, da raccontare e da  inventare.

Abbiamo detto più volte di come i nostri ragazzi, piccoli e meno piccoli, con i giusti stimoli possano dare risultati meravigliosi – ad esempio creaTTivo , e il recente bellissimo lavoro fatto dalle maestre della scuola Primaria di Padenghe  con i loro piccoli alunni, nell’ambito del Concorso letterario Un Paese da Fiaba.

Ci auguriamo sempre più che la nostra Scuola  sappia adeguarsi al cambiamento, e che non diventi la solita  sterile occasione di strumentalizzazione politica; che sappia rinnovarsi per  dare la giusta attenzione e  i giusti strumenti agli insegnanti – e ad ogni addetto ai lavori –  per  rispondere adeguatamente al bisogno educativo – fondamentale – di cui hanno bisogni oggi i nostri bambini, i nostri adolescenti,  gli adulti di domani:  saranno loro a portare avanti il mondo!

 

Cosa insegnano le fiabe?

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Published by The Art Group Limited, London  Printed in England – “And away they all flew to never land Disney 4835”

Un bell’articolo ed una bella recensione per   Antonella Bastone pedagogista esperta di formazione e nostra formatrice, pubblicata sul sito ilmiolibro, che parla dell’importanza delle fiabe nella formazione, un tema per noi davvero importante, la base del nostro progetto di crowdfunding Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe.a cui la Dott.ssa Bastone ha dato il suo prezioso supporto prefessionale

L’articolo Le belle fiabe non scadono mai. Sei fiabe che tutti gli adulti dovrebbero rileggere

dà una prima lettura di come le fiabe, qui ne sono citate alcune, possono supportare l’uomo nel suo percorso di crescita personale e professionale.

Ci sono storie che non smettono mai di insegnarci qualcosa. Ci sono fiabe che non hanno età. E ce ne ne sono alcune che andrebbero rilette più volte nella vita, soprattutto in età adulta.

La letteratura psicologica e pedagogica ha ampiamente dimostrato da tempo la funzione educativa della fiaba per la formazione dei bambini. Tuttavia, è solo recentemente che si sta valutando la possibilità di sperimentarne l’applicazione e la funzionalità nella formazione degli adulti. Le fiabe, infatti, non rappresentano semplicemente “uno strumento per addormentare i bambini”, ma tramandano un’antica saggezza capace di risvegliare la coscienza, di accompagnare l’essere umano a riconoscere e superare le sfide quotidiane, di modificare il proprio atteggiamento nei confronti della vita”
Ecco, secondo la pedagogista Antonella Bastone, vincitrice della prima edizione di Keywords – il concorso per autori di saggistica promosso dall’Espresso in collaborazione con ilmiolibro.it – con il libroLe fiabe nella formazione professionale alcune fiabe che dovremmo rileggere anche da adulti per affrontare meglio le esperienze del quotidiano”

Così scopriamo che la fiabe di Alice nel Paese delle meraviglie ci insegna come orientarci nella nostra società complessa, o Peter Pan, l’eterno bambino, ci spiega quali sono le reali paura di un adulto che non vuole crescere.

E ancora, Le avventure di Simbad il marinaio ci racconta l’importanza del viaggio, come metafora del percorso inconscio incontro a ciò che è nuovo, diverso.

Le fiabe non smettono mai di donare i loro preziosi insegnamenti, perchè raccontano da sempre la vita vera dell’uomo. Noi vogliamo far conoscere il grande potere educativo delle fiabe, non solo per i bambini ma anche e soprattutto per la crescita personale e professionale dell’adulto.

Segui il nostro progetto Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe.

Se vuoi maggiori informazioni scrivici : fiabeincostruzione@gmail.com

 

Le storie dello spazzolino

“Tommy era un orsetto birbone che giocava tutto il giorno nel bosco con i suoi amici Edo il leprotto e Pongo lo scoiattolo. Inseguivano le farfalle e si rotolavano ridendo nell’erba, e spesso andavano a caccia di miele. Quando tornava a casa con il muso tutto appiccicato di miele, mamma Orsa mandava Tommy subito in bagno a lavarsi i dentini. Ma Tommy era un pò pigro…”

Come prosegue la storia di Tommy l’orsetto birbone? Riuscirà mamma Orsa a fargli lavare i dentini?

Ecco la seconda storia da raccontare ai vostri bambini mentre si lavano i denti, per farli divertire educandoli ad una corretta igiene dentale.

Il bel progetto di storytelling ideato da   Iaki   e Aquafresh Italia in collaborazione con Fiabe in costruzione.

Raccontate la storia di Tommy, l’orsetto birbone che ama mangiare il miele…

Andate  alla pagina facebook di  Aquafresh Italia e raccontate Le storie dello spazzolino: lo spazzolino da denti  diventa protagonista di bellissime avventure, e insegna  ai vostri bambini l’importanza di lavarsi i denti ogni sera.

 

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