Le tre piume

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Micheile Henderson 

Le tre piume dei F.lli Grimm è un’antica e bellissima fiaba che porta importanti messaggi: il vecchio Re lanciando le tre piume per segnare il cammino che dovranno percorrere i suoi figli, lascia fare al destino – lanciare piume o   frecce, per indicare la strada, era un antico uso di origini germanica.

Il destino decide anche nella scelta del primo oggetto che devono trovare: il tappeto più bello. Nell’antichità tappeto era il nome dei preziosi lavori di intessitura delle Parche che intessevano il destino dell’uomo.

I due fratelli intelligenti seguono le loro piume e non sono interessati a trovare il vero tesoro perché sono certi che il loro fratello sciocco non cercherà niente di meglio, mentre quest’ultimo, che segue la strada che la sua piuma gli indica scende nel profondo della terra, simbolicamente entra nel proprio inconscio e lo affronta, mentre gli altri due restano alla superficie, non affrontano sé stessi.

La fiaba ci parla dei passaggi interiori che ogni essere umano deve compiere per crescere, per passare ad un livello superiore e positivo della propria crescita e del proprio sviluppo:

l’allontanamento, che richiama l’archetipo dei riti di iniziazione: i giovani venivano allontanati per segnare il loro passaggio nell’età adulta,

le prove a cui sono sottoposti: il giovane dovrà scendere nella botola, e affrontare l’oscurità del proprio inconscio per trovare il tesoro,

l’aiutante magico, in questa fiaba il rospo – che rappresenta la nostra parte interiore – che consegna al giovane i tesori meravigliosi da portare al padre, i tesori che completano la formazione della propria personalità. I messaggi delle fiabe – 

Ho usato spesso, questa fiaba  – che puoi ascoltare come audionella formazione per l’orientamento al lavoro, perché il suo profondo messaggio simbolico, aiuta chi si trova in difficoltà e si sente senza risorse – un sempliciotto – e pensa di non avere soluzioni  – la piuma che cade ai propri piedi. 

Se non hai tempo di leggerla, ascolta l’audiofiaba: in questi strani giorni, le sue parole sagge e antiche, possono essere di grande aiuto: il caso ha fatto cadere la piuma ai nostri piedi e sembra che non abbiamo nessuna possibilità di scegliere, e fare qualcosa per cambiare le cose. E ci sentiamo bloccati.

Ma noi abbiamo sempre la possibilità di scegliere, anche quando una situazione non dipende da noi: la fiaba insegna che bisogna guardare con attenzione le opportunità che abbiamo intorno, la botola, anche quando sembrano difficili e fuori dalla nostra portata, e dobbiamo trovare in noi stessi, le risorse necessarie per affrontare ogni nuova prova e trovare il nostro tesoro.  

“la saggezza arriva dalla profondità interiore, dalle esperienze importanti e dalla capacità di apprendere da esse:” – I messaggi delle fiabe

Tutto quello che ci serve, per superare i momenti difficili,  e la forza e la volontà per trovare nuove opportunità, è già dentro di noi.

Anche il bambino che legge la fiaba, e che spesso vive sentimenti di frustrazione e inadeguatezza di fronte al mondo che lo circonda, si può identificare nel giovane sempliciotto, l’eroe della fiaba, che grazie alle proprie forze riesce a realizzarsi.

 

 

Bella Addormentata a chi?

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Annie Spratt

Ma hai guardato con attenzione? Hai guardato, con cura, chi dici di amare?

Dire a qualcuno che lo ami più di qualsiasi cosa…

Dirgli, che lui ti completa…

Che ti rende felice,  e che senza di lui non puoi stare…

Questo non è amore.

Questo, è la rappresentazione del nostro bisogno di amare. È una costrizione.

Una prevaricazione.

Senza di te non posso stare… che cosa terribile da dire ad un’altra persona.

E le parole che diciamo sono importanti, sono semi che piantiamo nel terreno fertile della nostra mente…  Bella Addormentata a chi? – Mariarosa Ventura

 

Diciamocelo… questa faccenda dell’amore è sempre un gran caos.Conoscersi, parlarsi, innamorarsi. Poi non parlarsi più. O parlare, ma non capirsi. Poi, smettere di amarsi. Ma poi  lui, o lei, ti cerca ancora. 

Perché è così difficile trovare la persona giusta Oppure, perché mi capitano sempre questi uomini? Perché è così difficile stare insieme?

Con il mio lavoro, ho raccolto tantissime storie di donne e anche di uomini, che non riescono ad uscire dal labirinto emotivo in cui si trovano da un sacco di tempo, e vagano alla ricerca di una via d’uscita, alla ricerca di qualcuno, di quella persona, l’unica, che può  salvarle.

Tante storie che hanno in comune dinamiche, comportamenti inconsci, e situazioni che si ripetono. Sempre le stesse, tanto che ci ho scritto un libro.

Bella addormentata a chi? Un libro che parla di relazioni e del perché troppo spesso ci troviamo impigliati nei fili di un rapporto sbagliato. Un libro per le donne, ma che anche gli uomini dovrebbero leggere, perché avere relazioni di coppia appaganti ed equilibrate, è il risultato della conoscenza, dell’ascolto e del rispetto reciproco. E tutto questo, prima ancora per l’altro, dobbiamo averlo per noi stessi.

Ma io scrivo fiabe, e non potevo scrivere un libro senza di esse, perché sono una guida fondamentale nel nostro cammino e nella nostra crescita personale.

Fra pochi giorni, Bella Addormentata a chi? sarà pubblicato sul sito Il mio libro.

Un libro che parla dei perché dell’amore, che racconta fiabe e che è anche un percorso di scrittura, un viaggio interiore nel proprio cuore e nei propri sentimenti,  per risvegliarsi dal lungo sonno e scoprire chi è il vero principe azzurro.

 

Il virus che si credeva re

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Una nuova fiaba che racconta la storia di un virus che credeva di essere un Re.

Piccole, deliziose storie che nascono dall’unione di una coppia davvero improbabile: cosa può nascere da VIRUS E FELICITA’?  Come direbbe Rodari, un binomio perfetto, e in più, tante belle parole di speranza e positività.

Naturalmente aspettiamo anche la tua fiaba…

Ecco la nuova, bellissima storia di Bruna Andruccioli

In un paese lontano lontano c’era una volta un essere così piccolo che nessuno poteva vederlo e siccome aveva una specie di corona sulla testa, si credeva un re e si faceva chiamare Coronavirus. Il fatto che nessuno lo vedesse lo faceva arrabbiare moltissimo. Fu così che diventò assai cattivo e cominciò a torturare gli uomini.

Spadroneggiava dappertutto e diceva loro: – Dovete sottostare tutti al mio potere. Il re sono io e qui comando io. Ma gli uomini, che a loro volta si credevano i padroni della terra, non lo consideravano affatto e continuavano la loro vita frettolosa e disordinata. Allora cominciò una guerra senza quartiere.

Piccolo com’era, il virus riusciva a entrare di soppiatto nel corpo degli animali e poi delle persone e li faceva ammalare. Un giorno avvenne che, dopo vari tentativi, dal corpo di un pipistrello riuscì ad entrare in quello di un uomo. Il malcapitato cominciò a tossire, a tossire e alla fine non potendo respirare, morì. Com’era contento il virus di vederlo soffrire!

 All’inizio colpiva soprattutto i vecchi e quando si vantava dei suoi successi gli amici virus gli dicevano:

– Che sforzo che fai! Colpisci i vecchi che sono già malandati; sei un vigliacco; ti voglio vedere come te la cavi con quelli più giovani…

Da quel momento allora cominciò a dar la caccia anche ai più giovani e tutti erano molto impauriti, anche perché non sapevano dove si nascondesse. La gente fu costretta a tapparsi in casa, le strade diventarono silenziose, le porte chiuse, i giardini abbandonati. Fuori non c’erano più saluti né sorrisi, niente strette di mano. Non cinguettavano più neanche gli uccellini e non suonavano le campane. Sembrava che gli uomini avessero perso la loro parte più bella e più calda: vivevano distanti e angosciati.

Intanto però i nemici del virus cominciarono a combatterlo uniti e compatti e riuscirono a scacciarlo dal regno. Il Corona allora scappò nei paesi confinanti e, completamente impazzito per la paura, mieteva vittime a più non posso. I nemici capirono che la loro strategia funzionava e raddoppiarono gli sforzi.

Le persone barricate in casa, nel frattempo, costrette a fermarsi e a stare insieme, si impegnarono a trovare un modo per passare bene il tempo.

Fu così che ripresero una vita più lenta e tranquilla insieme ai loro cari. Dalle finestre trapelavano i profumi dei cibi cucinati insieme, le musiche di chi riscopriva talenti abbandonati, il canto di chi voleva mandare il suo messaggio d’amore. Meditavano sulla loro vita e qualcuno ringraziava il virus per avergli aperto gli occhi.

Intanto fuori la primavera stava preparando un mondo smagliante di luce e colori e ripuliva il cielo che diventava sempre più lucido e vivo; dentro il bozzolo delle case avveniva una lenta metamorfosi e gli uomini si preparavano a diventare tante farfalle colorate, pronte a librarsi nell’aria come un enorme arcobaleno.

Trovando porte e usci sbarrati, il virus s’indispettì, diventò ancor più cattivo e tentò di entrare dai camini, ma la fuliggine lo intrappolava e fu costretto ad andarsene, allora tentò di colpire i pochi che uscivano per fare la spesa, ma ebbe una brutta sorpresa: si erano coperti bocca e naso con una specie di museruola. Per quanto serrasse i pugni e battesse i piedi, non trovava nessun corpo in cui entrare.

Vistosi sconfitto, scappò a nascondersi sottoterra pieno di vergogna e non si vide mai più.

A questo punto porte e finestre si spalancarono, grandi e piccini sciamarono per le strade e nei giardini, gli uccellini ripresero a cantare e tutto ricominciò a funzionare. In quel periodo di sosta gli uomini avevano capito cosa serve per il loro benessere, la gioia invase i loro cuori e tutti si scambiarono gli abbracci e i baci che non si erano potuti dare prima.

Da quel momento iniziò il regno di Felicità e tutti vissero a lungo soddisfatti e contenti.

Buongiorno a colori

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Così senza pensarci tanto, scende dal lettino prende un pastello giallo, e disegna sul buio un bellissimo sole con tanti raggi lunghi, lunghi che arrivano fino all’armadio.

 E ora nel buio splende il sole con due occhietti sorridenti, e un bel naso a patata.

Sofia resta sorpresa con il suo pastello giallo a mezz’aria: allora il buio si può colorare! I colori di Sofia

Una nuova versione de I colori di Sofia , con i bellissimi disegni di Elena Bertoloni, perché oggi più che mai, abbiamo bisogno di colorare le nostre giornate.

Così, vi doniamo il sorriso di un magnifico sole giallo pastello, disegnato sui  muri della vostra camera, sul frigorifero insieme alle fotografie di chi amate, sui mobili del salotto e sullo specchio del bagno, perché  la vostra giornata inizi con la sua luce brillante e gioiosa.

Il libro si legge in un batter di ciglia….eppure riesce in così poco tempo e spazio a donare speranza. Un modo per sostenere i bambini rispetto alla grande paura del buio che spesso hanno, ma un racconto che offre un utile spunto di riflessione, guidando verso una soluzione possibile, anche le paure degli adulti o le loro zone buie interiori. Come se quel bimbo dentro l’adulto chiedesse di essere tirato fuori da quel buio bloccante. Grazie all’autrice e complimenti alla illustratrice x avermi dato personalmente, uno spunto importante da utilizzare con i miei due figli ….la più grande ha gli anni di Sofia e per aver risvegliato in me il desiderio di far uscire le mie parti buie. Infatti la mia bambina interiore che non vede l’ora di colorare con la fantasia il suo mondo. Da leggere!  Alessia B.

Buon giorno a colori!

 

 

 

 

Ninna nanna a colori

In questi strani giorni, quando il buio scende, forse fa un po’ più paura.

Anche a noi grandi… 

Ma noi abbiamo un segreto: il buio è un colore, e se prendi un pastello giallo, puoi disegnarci un bellissimo sole…

Buonanotte a colori…

I colori di Sofia, il colore delle tue emozioni –  Leggi la fiaba, con la bella copertina di Elena Bertoloni,  e colora i mandala:un viaggio interiore e intenso che porterà nuovi magnifici doni. 

Per informazioni fiabeincostruzione@gmail.com

 

 

 

La voce delle fiabe…

Scoprirai che il tuo viaggio ti metterà alla prova, che sarà terribile, che sarà meraviglioso.

Ti porterà ad una nuova crescita, a una nuova consapevolezza; ti aiuterà a scoprire le tue risorse nascoste, ad accettare e comprendere i tuoi limiti; ti darà nuovi aiuti magici e ti porterà al tesoro che stai cercando.

Ogni nuovo viaggio è un privilegio. Le fiabe possono aiutarti ad ascoltare la voce del tuo Re interiore, a scoprire il tuo Eroe, a trovare la strada e i magici doni che ti sono destinati. – I messaggi delle fiabe

Le fiabe possono accompagnarti nel tuo viaggio, leggile, ascoltale… vedrai la mappa sottile e indelebile che tracceranno nel tuo cuore, e seguirai il sentiero che ti indicheranno. E quando sarai stanco e sfiduciato, loro sapranno rincuorati e illuminare il tuo cammino.

Oggi più che mai, in questi strani giorni, è importante ascoltare la voce antica e la saggezza millenaria delle fiabe, e per questo da oggi e fino al 30 marzo  I messaggi delle fiabe è in offerta speciale sul sito Il mio libro

Io dico questo: le fiabe sono vere – Italo Calvino

Rosaspina

pexels-photo-271821Tanto tempo fa c’erano un re e una regina e ogni giorno dicevano: “Ah se avessimo un bimbo”, ma bambini non ne arrivavano.

Allora accadde che, mentre la regina faceva il bagno, dall’acqua saltò fuori un ranocchio, si avvicinò a riva e così parlò alla regina: “Il tuo desiderio sta per essere esaudito: in capo ad un anno partorirai una bambina”. Quello che il ranocchietto aveva detto si avverò e la regina partorì una bimba talmente bella che il re non sapeva più contenere la sua gioia e ordinò che venisse allestita una grandissima festa. E non invitò solo i parenti, gli amici e i conoscenti, ma anche le fate, perché fossero propizie e benevole con la piccola nata.

A quel tempo di fate nel regno del re ce n’erano tredici, ma poiché il re aveva solo dodici piatti d’oro per servir loro il pranzo, dovette rinunciare a invitarne una.

Durante le festa, piena di allegria e gioia, le fate donano alla piccola nata, virtù e ricchezze, ma prima che l’undicesima possa pronunciare il suo dono, arriva la tredicesima fata, che arrabbiata per non essere stata invitata, scaglia sulla piccola, un terribile incantesimo: al 15 anno di età si pungerà con un fuso e morirà.

Questa fiaba, bellissima e antica, dei fratelli Grimm, è anche una delle più conosciute: la piccola si punge con il fuso e cade addormentata.

 Come sentì la puntura cadde su un letto che si trovava in quella stanza e sprofondò in un sonno profondo. Quello stesso sonno si diffuse in tutto il castello, il re e la regina che erano appena rientrati quando raggiunsero la sala del trono caddero a terra addormentati, e con loro tutta la corte. E s’addormentarono i cavalli nella stalla, i cani nel cortile, le colombe sul tetto, le mosche sulle pareti, persino il fuoco che crepitava nel focolare si zittì e s’addormentò e l’arrosto smise di sfrigolare e il cuoco, che aveva afferrato lo sguattero e gli voleva dare una sberla perché ne aveva combinata una delle sue, lo lasciò andare e si addormentò. Il vento si addormentò e sugli alberi accanto al castello fu solo silenzio. 

Ho pensato a questa fiaba, in questi giorni, in cui il nostro tempo è rallentato, interrotto. In cui i nostri passi, sulla solita strada, sanno di silenzio e pacatezza, quasi non li riconosci…

Rosaspina si addormenta e con lei tutto il suo regno, persino il vento. Ho sempre amato l’immagine descritta, di ogni cosa, persona e animali che si addormentano nell’atto che stavano facendo. Restano lì, sospesi. In attesa.

Questa storia è la nostra storia, e parla del tempo. Del tempo di fermarsi, un tempo necessario per restare in ascolto; nelle fiabe il tema del sonno, della morte apparente è sempre molto presente: il simbolo del necessario periodo di raccoglimento, di riposo, per poi tornare alla vita, trasformati, con nuove risorse e nuove consapevolezza di sé.

Ogni cosa a suo tempo. Il principe non trova spine ma rose che si aprono al suo cammino,   perché era arrivato giusto il tempo del risveglio, non solo di Rosaspina, ma anche di tutto il suo Regno, di ogni parte del suo spirito e della sua anima.

Anche in natura, quando è inverno, ogni cosa sembra ferma, inerme, ma in realtà tutto si sta preparando alla nuova vita, al nuovo risveglio.

Non appena l’ebbe sfiorata col suo bacio, Rosaspina aprì gli occhi, si svegliò e gli sorrise. Allora entrambi scesero dalla torre e si svegliarono il re e la regina, e tutta la corte si svegliò e tutti si guardavano con sguardo pieno di stupore. E i cavalli nel cortile balzarono in piedi e si scrollarono, e i cani da caccia saltavano e scodinzolavano e le colombe sul tetto levarono la testina di sotto l’ala, si guardarono attorno e volarono via, e le mosche ripresero a muoversi sulla parete, e il fuoco in cucina si ravviò, si rimise ad ardere e ricominciò a cuocere il pranzo, l’arrosto riprese a sfrigolare, il cuoco diede allo sguattero quel famoso schiaffo e lo fece gridare e la serva finì di spennare il pollo. Poi furono celebrate le nozze con grande sfarzo tra il principe e Rosaspina e tutti vissero felici fino alla morte.

Questi sono  strani giorni, ma possono diventare giorni preziosi, se sappiamo ascoltare… Se sappiamo ascoltarci.

C’è  tempo per ogni cosa. Il nostro Regno si è addormentato e noi siamo in attesa… Ma l‘attesa può diventare tempo inestimabile per riscoprire parti di noi, della nostra vita, che abbiamo trascurato, che abbiamo dato per scontate o semplicemente dimenticato, e  che  potranno arricchire il nostro nuovo tempo.