HANSEL E GRETEL. Il viaggio nell’abbandono e il ritorno alla casa interiore

Ci sono fiabe che non rassicurano.
Fiabe che non addolciscono.

Hansel e Gretel è una di queste.

Parla di quando la sicurezza viene meno.
Di quando ci si sente soli, senza protezione…
e si prova a tornare indietro, ma non è più possibile.

È lì che nasce la vera trasformazione.

Nel bosco.
Nella paura.
Nel fuoco.

Perché ciò che sembra distruggere
può diventare ciò che libera.

E forse questa fiaba parla proprio di questo:

non trovare la strada fuori…
ma costruire casa dentro.

Hansel e Gretel è una delle fiabe più antiche e crude.
Non addolcisce. Non protegge. Non consola.

Racconta ciò che accade quando la sicurezza primaria viene meno.

Quando il mondo, all’improvviso, non è più un luogo sicuro.

C’è una paura che non ha parole.
Una paura che non nasce da ciò che accade, ma da ciò che manca.

È la paura primaria.
Quella dell’abbandono.

Hansel e Gretel non vengono lasciati nel bosco per caso.
Vengono lasciati perché qualcuno, che avrebbe dovuto proteggerli, non ha avuto la forza di restare.

E questa è una ferita che molti portano dentro: quando chi doveva esserci… non c’era davvero.

All’inizio, Hansel prova a controllare la paura.
Lascia briciole.

Segni.
Strategie.
Tentativi di non perdersi.

Ma le briciole vengono mangiate.

E qui accade qualcosa di fondamentale:

le strategie esterne non bastano più.

Quando non possiamo più tornare indietro, si apre una possibilità nuova:

andare dentro.

Nel bosco incontrano la casa di marzapane.
Dolce. Accogliente. Apparentemente salvifica.

Ma non è casa.

È una illusione di nutrimento.
È tutto ciò che nella vita sembra amore…
ma nutre solo la superficie.

La strega non è “il male”.

È quella parte del mondo (e a volte di noi)
che:

  • attira quando siamo vulnerabili
  • promette sicurezza
  • ma ci intrappola nella dipendenza

E allora il passaggio non è evitare la strega.
È attraversarla.

Il fuoco della trasformazione

Nel cuore della casa della strega c’è il forno.
Il fuoco.

Un fuoco che all’inizio fa paura.
Perché è lo stesso fuoco che può distruggere.

Ma è anche l’unico che può trasformare. Gretel, a un certo punto, cambia posizione.

Non è più la bambina che subisce.
Non è più quella che aspetta.

 vede chiaramente,  sceglieagisce

E usa proprio quel fuoco.

 Il forno diventa passaggio.

Non più luogo di prigionia, ma luogo di trasmutazione.

Questo è il punto più profondo della fiaba:

. ciò che ti ha ferito
può diventare ciò che ti libera

. ciò che sembrava pericoloso
può diventare alleato

 . ciò che distrugge
può anche trasformare

Solo attraversando il fuoco
i due bambini possono uscire davvero dal bosco.

E solo allora possono tornare.

Ma non tornano come sono partiti.

Non tornano più cercando una casa fuori.

 portano dentro la loro casa.

Questa fiaba  parla di te quando:

  • hai sentito di doverti arrangiare da solo
  • hai cercato amore dove non poteva esserci
  • hai provato a controllare la paura
  • e a un certo punto… non ha più funzionato

E allora succede questo:

perdi la strada, ma trovi te

 La vera casa

non è quella che ti accoglie

è quella che diventi


E forse questa è la domanda che Hansel e Gretel ti lasciano:

Dove sto ancora cercando fuori
quella casa che posso iniziare a costruire dentro?