La notte dell’attesa…

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Lo so. Siete grandi. Ma questa notte magica è per tutti. Basta ricordare: l’emozione dell’attesa, la paura – se la guardi ti butta  la cenere negli occhi – e la meraviglia al risveglio. 

E’ incredibile come la notte di Santa Lucia abbia conservato la sua incantevole magia, per i nostri piccoli di oggi, e per i grandi di ogni età,  che in molti casi, sono più emozionati.

E deve essere così. Siate bambini, insieme ai vostri bambini, o anche da soli, o insieme ai vostri animali: Santa Lucia arriva anche per loro.

Oppure insieme a chi amate. Per una sera, per questa sera, lasciatevi andare alle emozioni, e celebrate questa notte magica. 

E’ la notte più lunga dell’anno, è la notte in cui si realizzano i desideri, in cui  le promesse sussurrate sono legate con l’oro, e il tempo si riempie di parole che allontanano il sonno.

E l’attesa, diventa un prezioso privilegio…

Avete chiesto il vostro dono?

Buona Santa Lucia.

Basta una matita gialla…

Basta una matita gialla per colorare uno splendente, meraviglioso sole!

Vuoi conoscere il colore delle tue emozioni? Manca poco al nostro laboratorio; le iscrizioni chiudono giovedì 28 novembre.

Scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com

Cambiare

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Comincia così. Improvvisamente senti che qualcosa non è proprio a posto.

Solo una sensazione. Però presente, come un piccolo fastidio. In realtà pensi che va tutto bene e probabilmente hai tutto quello che ti serve.

Allora cos’è quella strana sensazione, come di disagio? Se ci pensi è come indossare un vestito, che hai portato per tanto tempo ma improvvisamente non ti sta più bene; ti stringe da una parte, ti  tira dall’altra. Ti fa quasi soffocare.

Eppure ti piaceva così tanto… 

Ma  hai quel dolore fastidioso dietro il collo – o al braccio, alla mano,  e non c’è niente che lo faccia passare, nè medicinali, nè massaggi…

Oppure, quelle relazioni che non funzionano mai – perchè sono ancora sola/solo? – Non sapere quale strada prendere, non saper fare delle scelte importanti…

Il nostro inconscio cerca sempre di farci comprendere quando è il momento di cambiare qualcosa nella nostra vita: corpo e psiche sono strettamenti connessi, e se non ascoltiamo il nostro disagio, è il corpo che ci chiede di ascoltare!

Ma cambiare fa paura, guardarsi dentro fa paura. Fa paura affrontare i propri mostri interiori, i propri limiti, e a volte succede che  ci abituiamo così tanto al nostro disagio da farlo diventare quasi consolante.

Il primo passo per affrontare il cambiamento è accogliere la nostra fragilità: noi siamo umanamente fragili e questa è la nostra bellezza ha scritto  lo psichiatra Andreoli, autore di un bellissimo libro che  s’intitola L’uomo di vetro. Partiamo dalle nostre paure, dai nostri dubbi e dalla voglia di migliorarci. 

Ogni piccolo passo, anche quello più  sofferto, è un grande privilegio. 

Nel mio lavoro accompagno le persone a ritrovare il proprio sentiero, a superare i propri limiti e sciogliere i propri blocchi; con l’utilizzo delle fiabe, – aiutano ad affrontare draghi e streghe, a trovare aiutanti magici  – le proprie magiche risorse.

Con la scrittura – meravigliosa pratica catartica – che consente di far uscire il proprio mondo interiore, di fermarsi, anche solo per un attimo e darsi la meravigliosa possibilità, di assistere alla propria vita come spettatori, per ricordare, guardare, sentire e sentirsi. Assaporarsi. E poter poi riscrivere una nuova storia di sè.

Con le tecniche dolci ed  energetiche, come il Reiki – REIKI è una parola giapponese composta da due sillabe REI e KIREI significa “Energia Vitale Universale” KI invece esprime “Energia che scorre nel Corpo” o “Forza Interiore”, che interviene per sciogliere nodi antichi e portare consapevolezza, benessere  e nuovi equilibri.

Un percorso che possiamo fare nell’intimità di una stanza,  nel silenzio immoto del bosco, o anche on line, nella comodità della tua casa.

“Mi sono rivolta a Maria perchè mi sentivo in difficoltà in certi passaggi della mia vita è avevo bisogno di capire di più.
Il progetto intrapreso é un percorso interiore e Maria é un supporto fondamentale, si lavora insieme. Incontro dopo incontro escono sempre più aspetti del mio mondo interiore e riusciamo a mettere sempre più a fuoco la direzione da prendere. Ci sono momenti in cui sembra davvero difficile quasi impossibile..ma poi ad un tratto sembra tutto così chiaro e risolvibile, il cambiamento può avvenire.
È un percorso che consiglio a chi vuole davvero mettersi in gioco e Maria é la persona giusta con cui affrontarlo.” C.A.

Vuoi saperne di più? Chiedi informazioni tramite il modulo di seguito o scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com

 

 

Dopo un pò, impari…

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Kristina Tripkovic

Dopo un po’ impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bambino.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perché il terreno di domani
è troppo incerto per fare piani.
Dopo un po’ impari che il sole scotta, se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.
E impari e impari e impari. Con ogni addio impari.

(Veronica Shoffstall)

Dopo un pò impari che la solitudine è un traguardo da raggiungere e non qualcosa da cui scappare.

Dopo un pò impari che quando sei colma della tua ricchezza, puoi solo accoglierne altra, e la scarsità altrui non ti interessa più per colmare i tuoi vuoti.

Tu hai già riempito il tuo,  al punto che quando qualcosa e qualcuno si allontanerà da te, sapraì accogliere il dolore, elaborarlo e farlo diventare energia per andare avanti.

E imparerai a lasciar andare. Imparerai che qualcosa deve morire per far nascere il nuovo. E, in totale connessione con Madre Terra seminerai  nuovi semi, riconoscente per quello che hai lasciato alle spalle – per quello che hai saputo lasciare andar via, e coltiverai il tuo giardino, con amore e cura,  per prepararlo ai nuovi germogli.

La leggenda di Hollyoak

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Fotografia di Guido Bonvicini –  Emontzioni

Secondo una leggenda degli Indiani Anasazi del Virgin River (ora Zion Nat. Park), una potente sciamana e strega del popolo dei Parrusit (tribù meridionali degli indiani Paiute), decise di esiliarsi sul monte Aries (Ariete) per nascondersi dal suo rivale e grande sciamano di magia nera chiamato Heyoka Azazuk.
Heyoka Azazuk, racconta la leggenda, era lo sciamano più potente di tutto il territorio delle tribù del Nord e del Sud, aveva la capacità di occultarsi in moltissime forme, animali e vegetali allo scopo di sorprendere le sue vittime.
Azazuk, era uno sciamano perduto, un “Acyasaiko”, o uomo non cresciuto e Heyoka, cioè colui che opera al contrario.
Il suo potere più grande era quello di assorbire l’energia vitale di uomini e animali attraverso riti magici di grandissima potenza; durante le notti della luna rossa, diventava così assetato di energia umana che lasciava le sue ignare vittime senza forza e con la mente offuscata.
Solo Hollyoak, la strega Anasazi sapeva come tenergli testa.
Lo stregone provò per molte lune a rubare l’energia a Hollyoak ma non gli fu mai possibile.

Lo stregone  è molto potente, un potere che gli dona il bastone della montagna e,  ogni notte, ruba l’energia agli uomini deboli, e  diventa sempre più potente e cattivo, mentre Hollyoak, la strega,  cerca di tenergli testa, con il supporto del natura e degli animali che le sono amici.

Una lotta millenaria, finchè un giorno Hollyoak riesce a strappargli il bastone e scappa sulla montagna :

La Sciamana allora spariva per molto tempo, andava a rigenerare le proprie energie sulle montagne rocciose intorno al Virgin River, in alto, sopra pareti verticali dove gli animali faticavano ad arrivare e dove  Azazuk, a causa della troppa roccia non si azzardava ad avventurarsi.

Ma la lotta è sempre più difficile: lo  stregone  teme gli alberi, perchè non può ingannare il loro spirito puro, ma ha sempre più potere, perchè sempre più sono gli uomini che cercano l’apparenza e non la verità delle cose, e per questo, sono sue facili prede.

Hollyoak sa che, presto, lui salirà le montagne rocciose per riprendersi il suo bastone, e sarà la fine dell’uomo; così decide di trasformarsi in albero:

La Grande Sciamana Hollyoak da allora chiamata Lordly Holly Oak sacrificò se stessa trasformandosi in un maestoso albero, sapendo che mai Azazuk avrebbe osato toccarla.
Gli uomini del popolo Parrusit sanno che Lordly Holly Oak tornerà tra loro; lo farà
solo quando Heyoka Azazuk sarà troppo vecchio e debole per riuscire a combatterla.

Ma quel momento non è ancora arrivato. Finchè ci saranno uomini e donne Acyasaiko, solo attenti all’apparire e al possedere, Heyoka Azazuk non potrà essere definitivamente sconfitto

Una bellissima leggenda indiana che mi è stata donata da un sognatore, appassionato di montagna e sempre alla ricerca di emozioni, da provare e da donare : Guido Bonvicini, guida alpina, che ha creato Emontzioni e ha coinugato la sua esperienza, la sua preparazione, e la sua passione, con la voglia di trasmettere la bellezza e le emozioni che la Montagna, immota e immortale Signora, sa donare.

Nel tuo viaggio, incontri sempre chi sta percorrendo i tuoi stessi sentieri e, a volte, condividi il cammino, costruendo nuove strade, nuove idee e progetti…

Da quel giorno il ginepro della strega, protegge tutti gli scalatori, camminatori ed esploratori dello Zion National Park.

 

 

 

I doni del bosco

I doni del bosco sono innumerevoli. Fai un respiro profondo… poi un altro ancora… e guarda.

Guarda con il cuore, con attenzione…

So che inizi a sentire una sensazione di quiete. Di pace. Ma c’è molto di più.

Il bosco ha doni meravigliosi per chi sa guardare❤️

I desideri ridicoli

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SAMSUNG CSC

 

C’era una volta un taglialegna, il quale, stanco della vita — così almeno diceva — aveva gran voglia di andarsene al mondo di là. Da che era venuto al mondo, a sentir lui, il cielo spietato non avea mai voluto esaudire un solo dei suoi voti.
Un giorno che così si lamentava nel bosco, gli comparve Giove con in mano un fulmine. Figurarsi la paura del pover’uomo! “Niente voglio, esclamò gettandosi a terra, niente desideri, niente fulmini, e siamo lesti! ”
“Non temere, lo rassicurò Giove. Commosso ai tuoi pianti, vengo a mostrarti il torto che mi fai. Ascoltami. Io, sovrano del mondo, ti prometto di esaudire i primi tre desideri che ti verranno in mente, quali che essi siano. Pensa a quel che meglio potrebbe formare la tua felicità; ma poiché questa dipende tutta dai tuoi voti, pensaci bene prima di farli. ”
Ciò detto, disparve. E il taglialegna, caricatosi il suo fardello, che gli parve ora una piuma, se ne tornò tutto lieto a casa.
 Bisogna – diceva cammin facendo – contenersi con giudizio; bisogna anche, vista la importanza del caso, pigliar consiglio da mia moglie.”

I tre desideri – I desideri ridicoli  il titolo nella versione francese – è una fiaba di Perrault pubblicata nel 1703, dopo la sua morte,  che narra la storia di un taglialegna che riceve in dono la possibilità di esaudire tre preziosi desideri. Il pover’uomo torna a casa, lo racconta subito alla moglie e i due decidono di pensarci per bene, perché un’opportunità così non si ripresenterà un’ altra volta.

Così il marito, soddisfatto, si siede a pensare davanti al fuoco, beve un bicchiere di vino e dice:
– Certo che, con del vino rosso così buono ci vorrebbe una bella e lunga salsiccia –
Detto fatto; una fumante salsiccia appare sul tavolo. La moglie inferocita – che già stava pensando a desiderare diamanti, cibi succulenti e ricchezze varie – comincia ad inveire al marito per avere sprecato in modo così stupido un prezioso desiderio.

I due cominciano a litigare e ad un certo punto il marito dice alla moglie:
Gli uomini disse, son davvero nati per soffrire! Maledetta sia la salsiccia e la tua malagrazia! Piacesse al cielo, brutta strega, che ti pendesse alla punta del naso!”
La preghiera fu all’istante esaudita. Detto fatto, il metro di salsiccia s’attaccò al naso della povera moglie.”

Bisogna dire che l’uomo valutò per un attimo di usare il terzo ed ultimo desiderio per sé, e magari farsi Re, e lasciare la moglie con quel coso attaccato al naso; ma poi pensò che da Re non era molto elegante avere accanto una Regina con cotanto naso, ed utilizzò il desiderio per far tornare la moglie come prima.

La fiaba, molto divertente, avvisa i bambini – ma anche i grandi –  sulle possibili, non piacevoli conseguenze dei desideri avventati – magari un po’ cattivi – e nello stesso tempo li rassicura sul fatto che questi desideri hanno scarse conseguenze, e quando il desiderio si è estinto, tutto torna alla normalità, soprattutto se la volontà di far tornare tutto come prima è davvero sincera.

Ogni bambino ha momenti in cui si lascia trasportare dalla rabbia:
“ … qualcosa che il bambino non è in grado di evitare. Ma la fiaba è abbastanza accorta da non aspettarsi l’impossibile dal bambino, e da non generare in lui ansia perché ha desideri ispirati dalla collera e non può fare a meno di averli. Da una parte ammonisce che lasciarsi trasportare dalla collera o dall’impazienza significa andare incontro a guai, dall’altre parte rassicura garantendo che la buona volontà e le buone azioni possono annullare tutto il male procurato dai cattivi desideri” (Bettelheim)

Nella Fiaba di Pierino Porcospino, il padre arrabbiato per la sterilità della moglie, desidera di avere un figlio qualsiasi, anche un porcospino. Desiderio esaudito, arrivo un bambino con il corpo da bimbo e la testa di un porcospino. Il piccolo Pierino aiuterà un Re che, nonostante l’aspetto, per ringraziamento gli darà in sposa la propria figlia, e la prima notte di nozze Pierino si trasformerà in uno splendido principe.

E’ importante insegnare al bambino che la rabbia, come altre emozioni negative, é normale, e non è sbagliato provarle e la fiaba lo aiuta – aiutando il suo sviluppo sociale e relazionale – ad elaborare e comprendere quali sono gli atteggiamenti che danno  risposte positive.