Scriviamo una fiaba?

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“Scriviamo una fiaba”, la seconda edizione del laboratorio base di creatività e scrittura di fiabe parte anche quest’anno a Padenghe sul Garda presso la Biblioteca “Alda Merini”.

Ognuno di noi ha dentro una bellissima storia che aspetta solo di essere scritta. Lo facciamo insieme?

Per  informazioni e iscrizioni : fiabeincostruzione@gmail.com

 

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Un paese da fiaba, 3° edizione!

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illustrator Marta Perciaccante – copertina fiabe vincitrici 2° edizione

Dopo il successo della seconda edizione, ritorna il nostro bel Concorso ” Paese da fiaba” per l’anno 2018:

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Il comune di Padenghe sul Garda, la Biblioteca Comunale con la collaborazione di Fiabe in costruzione – scriviamo Fiabe su misura – organizza il 3 °concorso letterario per fiabe, rivolto a tutti residenti in Lombardia.  Il Concorso è aperto a tutti (scrittori esordienti e non) e a tutte le età (anche i minorenni possono partecipare, in caso di qualificazione come finalista è necessaria la presenza di uno dei genitori per il ritiro del premio).

BANDO DI CONCORSO: PAESE DA FIABA

3° Premio letterario per fiabe, per promuovere la letteratura per l’infanzia e la bellezza, la tradizione e la storia del paese di Padenghe sul Garda.

Il  Comune di Padenghe sul Garda, la biblioteca comunale, in collaborazione con “Fiabe in Costruzione”- scriviamo fiabe su misura- organizza la terza edizione del concorso di fiabe rivolto a tutti i residenti in Lombardia.

Il concorso è aperto a tutti (scrittori esordienti e non) e a tutte le età.

 

Anche per  questa edizione aspettiamo le vostre bellissime fiabe che dovranno contenere questi tre elementi:

– Il lago
– Il pescatore o il contadino
– Lo scrigno

Per tutte le informazioni leggete il bando del concorso.

Aspettiamo le vostre fiabe!

Un pomeriggio da fiaba

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Bellissimo “pomeriggio da fiaba” nella bella cornice della Biblioteca Di Padenghe che da oggi porta il nome di Alda Merini, meravigliosa, indimenticabile poetessa.

Poi, le premiazioni dei vincitori del “Concorso un paese da Fiaba”:
– Gedeone – 1′ classificato categoria autori – Davide Neva
– Jim e la cerva del lago – 1′ classificato categoria ragazzi – Valentina Tonin
– Doppio incantesimo per Bignè – menzione speciale – Lucia Tameni.

E ancora  i disegni dei bambini, e il bellissimo spettacolo del Teatro Il Telaio.

Grazie alla amministrazione comunale di Padenghe, nella persona del  nostro Sindaco Patrizia Avanzini,  all’assessore alla cultura Luisella Girardi, al nostro consigliere comunale , area cultura, Gabriella Alati – bravissima presentatrice – sempre presente e instancabile, alle preziose Federica Zanoni  e Flavia De Togni della biblioteca comunale.

Grazie alle mie fantastiche colleghe di giuria: Alice Paghera, Elena Stefania Pietra
Veronica Sorza, Laura Valente con le quali ho condiviso una bellissima esperienza.

E grazie  a tutti voi che avete condiviso con noi questo giorno speciale!

A breve saranno pubblicate le fiabe vincitrici!

Concorso letterario “un Paese da Fiaba”, al via la 2° edizione

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Illustrazione di Chiara Orio 

Dopo il successo dello scorso anno nella sua prima edizione torna il magico “Concorso Letterario di fiabe” organizzato dal Comune di Padenghe sul Garda  e dalla   sua bella Biblioteca con la collaborazione di Fiabe in costruzione.

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per partecipare al 2 Concorso Letterario “Un paese da Fiaba” aperto a tutti i residenti in Lombardia, scrittori esordienti e non, di tutte le età.

Quale migliore occasione per mettersi alla prova, attivare creatività e fantasia? Ognuno di noi ha dentro di sè una storia meravigliosa  da raccontare…

Aspettiamo le vostre fiabe!

Per modalità di partecipazione e regolamento visionate il Bando del concorso .

 

 

I disegni che raccontano fiabe

Il concorso Un Paese da Fiaba è terminato ma non sono terminate le soddisfazioni e le soprese che questo Concorso ci ha regalato.

Abbiamo pubblicato le fiabe finaliste e quelle vincitrici del nostro Concorso  Un Paese da Fiaba organizzato dal Comune di Padenghe sul Garda e dalla Biblioteca Comunale con la collaborazione di Fiabe in Costruzione;

Vi abbiamo fatto leggere bellissime fiabe, e ora vi mostriamo i disegni che raccontano fiabe; disegni che i bambini della scuola primaria di Padenghe hanno realizzato per il Concorso.

Ogni bambino ha partecipato al Concorso scrivendo una fiaba e facendo un disegno, e poi alcune fiabe sono state lette in aula e gli alunni hanno potuto commentarle dando consigli, e suggerimenti con grande collaborazione ed entusiasmo; mentre i più piccoli, che ancora non sanno scrivere, hanno disegnato le fiabe che alcuni   compagni più grandi hanno letto loro.

Una grande partecipazione di tutti gli alunni della scuola, che grazie al gruppo delle maestre della Scuola Primaria di Padenghe,  grazie alla loro passione e amore per il proprio lavoro – elementi che possono muovere le montagne – hanno realizzato un bellissimo laboratorio scolastico che ha  visto coinvolto non solo i bambini e le loro maestre, in un bellissimo lavoro di gruppo, ma  anche altre persone al di fuori dell’ambito scolastico, che hanno collaborato, portando le proprie esperienze professionali e di vita con le maestre  e i bambini.

Lo studio delle fiabe rientra nel programma scolastico della scuola primaria, e quale miglior occasione della partecipazione ad un concorso di fiabe, per fare diventare una materia di studio, un’attività  gratificante che è diventata una bellissima esperienza di condivisione: i nonni hanno partecipato con i propri nipoti alla creazione delle fiabe, e alcuni di loro sono andati in classe a raccontare i loro ricordi di vita,  raccontando la storia del Paese, – anche i giochi che si facevano una volta – una memoria storica importanti che i bambini hanno ascoltato incantati; una valorizzazione fondamentale del rispetto per la storia e per gli anziani che la storia l’hanno vissuta!

Il gruppo delle maestre della Scuola Primaria ha inoltre coinvolto l’Associazione Artisti di Padenghe, artisti che spesso hanno esposto le loro belle opere per le strade del Paese, e che hanno partecipato con grande generosità ed entusiasmo: i bambini sono stati divisi per classi e poi   – ottima occasione per visitare il paese -sono stati accompagnati  al lago, al nostro Castello o alla foce del Rì, il nostro fiume – conosciuto perchè è il fiume più corto del mondo – e lì, ogni artista ha spiegato la tecnica del disegno e l’uso del colore donando la propria competenza ed esperienza artistica.

Un’attività bellissima per tutti i bambini che ha coniugato bellezza, arte, cooperazione, rispetto per la nostra storia, passione e divertimento; un lavoro che merita di essere preso ad esempio e ci teniamo a ringraziare il Gruppo delle Maestre della Scuola  Primaria di Padenghe, oltre che per il loro splendido  lavoro,  perchè  hanno regalato al nostro Concorso una nuova e  bellissima gratificazione.

Ed ora, la parola ai disegni!

Il fantasma, la strega e gli incantesimi tecnologici – epilogo

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Lorenza Bianchi

Cosa farà la povera Ermengarda, fiera principessa longobarda figlia di Re Desiderio, per combattere l’incantesimo della strega? Una lotta tecnologica fra nickname, profili Facebook e App innovative.! Anche le streghe si adeguano! Ecco la seconda parte della bella  fiaba vincitrice, per la categoria Autori, del nostro bel  concorso  Un Paese da Fiaba 

Ancora complimenti alla sua autrice Lorenza Bianchi!

Il fantasma, la strega e gli incantesimi tecnologici

“I genitori scrissero tutti su Facebook chiedendo spiegazioni, ma Bennie –  aka Condora – fingendosi Adgar – e cioè Garda’s – rispose prontamente che aveva stabilito nuove regole e raccomandò di seguirle e di farle seguire attentamente anche ai propri figli. Quando Garda’s – aka Adgar – si accorse del problema trasalì, si mise le mani sul lenzuolo che la ricopriva dove avrebbero dovuto esserci i capelli, e poi pianse prima di dolore e poi di rabbia. Terminato l’attimo di sconforto si mise subito al lavoro. Impostò nuovamente il sito e Facebook, cambiò la password e poi comunicò a tutti i suoi seguaci che qualcuno aveva svolto un’azione di “phishing” e cioè si era impadronito della sua password, e poi era entrato nel suo profilo FB e nel suo sito e aveva modificato tutti i contenuti della sua App. Immediatamente i genitori e i ragazzi le risposero che nessuno di loro aveva creduto veramente che fosse stata lei a scrivere quelle cose, e colsero l’occasione per ringraziarla ancora una volta per tutto ciò che faceva per la comunità. La strega, leggendo quelle risposte si arrabbiò all’inverosimile e fu attraversata dall’antica invidia, la stessa che le aveva fatto decidere, molti anni prima, di trasformare Garda’s in un fantasma. Decise di giocare d’astuzia, creò un profilo su Facebook che chiamò “Sono una mamma speciale” e poi chiese l’amicizia a tutti gli amici di Garda’s – aka Adgar – tralasciando quest’ultima. In breve tempo, grazie anche a un trucco tecnologico, tantissimi genitori aderirono alla sua richiesta di amicizia. Bennie – aka Condora – a quel punto, iniziò a commentare e ad instillare un grande dubbio nei genitori: qualcuno sapeva chi fosse effettivamente Adgar? Chi era la persona che si nascondeva dietro a quel profilo? Qualche genitore l’aveva mai vista o conosciuta personalmente? Adgar stava diventando per tutti i bambini un punto di riferimento, e i genitori avrebbero dovuto incontrarla e parlare con lei. E la strega fu ancora più subdola: suggerì ai genitori di dedicarle una grande festa e di raccogliere dei soldi per regalarle un grande mazzo di fiori. Dato che aveva trasformato Garda’s in un fantasma invisibile agli occhi umani e destinato a vagare nel castello per sempre, sarebbe stata impossibile la sua partecipazione alla festa e, di conseguenza, Adgar avrebbe perso, agli occhi dei genitori, qualsiasi tipo di credibilità.

Bennie – aka Condora – tramite il suo profilo “Sono una mamma speciale” inviò dei messaggi a tutti i genitori raccomandando di non far sapere ad Adgar – aka Garda’s – della festa, in quanto avrebbe dovuto essere una sorpresa, non pensando che ogni rappresentante di classe avrebbe dato ad ogni allievo una busta da portare ai propri genitori per raccogliere i soldi per i fiori. E fu così che quando Ander chiese i soldi per la colletta alla propria madre, Garda’s venne a conoscenza del piano di “Sono una mamma speciale”. Dapprima si angosciò perché, in quanto fantasma, non avrebbe potuto presenziare alla festa e quindi non sarebbe stata più creduta né dai genitori e neppure dai ragazzi. Successivamente si chiese quale vantaggio traesse “Sono una mamma speciale” nel mettere in dubbio la sua identità, e chi si nascondesse dietro quel profilo. Pensò che molto probabilmente si trattava della stessa persona che aveva sabotato il suo sito internet e anche Facebook. Dopo un giorno e una notte di indagini approfondite scoprì la colpevole e decise di tenderle un tranello per renderla inoffensiva. Chi conosce il mondo delle streghe e dei maghi sa che il Gran Magano, capo di tutte le streghe, ogni trecentosessantacinque giorni, nella giornata di venerdì, premia tutte le streghe che nel corso dell’anno abbiano compiuto un grande maleficio. Garda’s – aka Adgar – finse di essere il Gran Magano e inviò una mail a Bennie – aka Condora –  nella quale si congratulò per l’ottimo lavoro svolto nel sabotaggio della “App della felicità”. Aggiunse poi di aver creato un premio apposta per lei che consisteva in una speciale pozione a base di spezie in grado di donare un’incredibile memoria. Specificò che la pozione si trovava presso le segrete del castello, ma affinché svolgesse rapidamente il suo effetto, sarebbe stato necessario berla tutta d’un fiato allo scoccare delle ore ventuno di quella stessa sera. La strega, che ormai data l’età era quasi senza memoria, non appena lesse il messaggio esultò e, dentro di sé, ringraziò il Gran Magano per averle fornito un’opportunità così preziosa. Garda’s – aka Adgar – sapeva che Bennie – aka Condora –  non reggeva l’alcool, perciò preparò un’abbondante dose di vino “Garda Classico Groppello”, cui aggiunse molto zucchero per aumentarne la gradazione alcolica, e vari tipi di spezie. La strega alle venti e cinquanta entrò nelle segrete direttamente dal finestrino e, con la sua scopa computerizzata, effettuò un atterraggio di tutto rispetto. Attese lo scoccare delle ore ventuno e ansiosa di ottenere una memoria prodigiosa, trangugiò rapidamente la “magica pozione” preparata dal fantasma che, nascosto in un armadio, seguiva con trepidazione la scena. Dopo aver bevuto, Bennie – aka Condora – emise un rutto pazzesco seguito da un singhiozzo rumoroso e poi stramazzò a terra svenuta. Garda’s – aka Adgar – passò attraversò l’armadio, raccolse da terra la scopa computerizzata e digitò con furia sul pc nel tentativo di collegarsi al computer principale della strega. L’operazione non riuscì subito, ci volle del tempo durante il quale, il fantasma, per la paura che la strega riprendesse i sensi, si mise a sudare così copiosamente da inumidire tutto il lenzuolo che lo ricopriva. Quando il sito si aprì Garda’s – aka Adgar – rimase a bocca aperta: scoprì che Bennie – aka Condora – non solo aveva congegnato un sistema per distruggere completamente la start-up della felicità, ma aveva creato un programma denominato “Le scatole del male” che aveva lo scopo di far scomparire i bambini e i ragazzi bravi. Il programma era virtuale e composto da tante scatole diverse, ma il progetto consisteva nel rendere reali le scatole e regalarle alle scuole, in modo che tutti i bambini e i ragazzi potessero accedervi. Ad esempio la scatola dei “Nasi finti” conteneva nasi di maiale e nasi di Pinocchio, e i bambini e i ragazzi che li avessero indossati sarebbero stati trasformati rispettivamente in maiali costretti a rotolarsi nel fango per sempre, e in burattini di legno uguali a Pinocchio obbligati a raccontare solo bugie. C’era anche la scatola dei “Dolci ingrassanti” colma di pasticcini apparentemente normali, ma se solo un bambino o un ragazzo ne avesse assaggiato uno, avrebbe avuto fame di dolci per tutta la vita e con il tempo sarebbe diventato una persona obesa, ma così obesa da non riuscire a passare neppure più dalla porta. Per non parlare della scatola dei “Finti videogiochi”: sarebbe stato sufficiente giocare una sola volta con un finto videogioco per dimenticare tutta la storia e la geografia imparate sino a quel momento. Il peggio era sicuramente rappresentato dalla finta lotteria: chi avesse aperto i biglietti della lotteria gratuiti non sarebbe più stato capace di leggere un libro, in questo modo i bambini e i ragazzi, sarebbero rimasti ignoranti e si sarebbe potuto raccontare loro ciò che si voleva e questi ci avrebbero creduto. L’ultima scatola conteneva delle poltrone di plastica gonfiabili, i bambini e i ragazzi che le avessero gonfiate e si fossero seduti sopra sarebbero rimasti incollati con la schiena ed il sedere e, con il tempo, i muscoli sarebbero scomparsi del tutto, impedendo loro persino di camminare! Il fantasma cancellò in un battibaleno tutto quanto e si affrettò a cercare la formula che gli avrebbe consentito di trasformarsi nella bella ragazza dei tempi precedenti al sortilegio. Quando l’ebbe trovata recitò le parole magiche e, come per incanto, il lenzuolo si dissolse e lei si ritrovò di nuovo… umana. Garda’s – aka Adgar – provò una strana sensazione: pochi istanti prima era trasparente e senza peso ed ora, invece, poteva vedere e toccare il proprio corpo.

Si avvicinò ad uno specchio per verificare il suo aspetto, ma proprio in quel momento la strega emise un rantolo e la ragazza, per la paura che ritornasse in sé, cercò nel computer una formula che la rendesse innocua. Ne trovò una che avrebbe trasformato Bennie -aka Condora – in sottili goccioline di pioggia; si apprestò a recitare la formula magica, ma proprio mentre stava per pronunciare le due ultime parole, la strega emise uno starnuto fortissimo, rinvenne e si rialzò. Resasi conto di ciò che stava per succedere, afferrò il pettine che aveva tra i capelli e fece per scagliarlo in direzione di Garda’s: se fosse riuscita a colpirle la bocca il sortilegio non avrebbe sortito effetto. La ragazza, però, riuscì a terminare la formula, e il pettine, ormai vicinissimo alle sue labbra, fece un’improvvisa inversione a “u”, raggiunse Bennie – aka Condora – ed evaporò insieme a lei. Garda’s si sentì pervadere da un enorme senso di sollievo mentre osservava le goccioline innalzarsi verso il cielo, poi però, si mise a tremare all’idea di quello che sarebbe potuto succedere se la strega avesse attuato il suo piano. Si soffermò a guardare il suo corpo e si rese conto che, finalmente, avrebbe potuto vivere senza un ingombrante lenzuolo addosso, ma soprattutto, avrebbe potuto lasciare il castello e ciò le avrebbe permesso di conoscere la gente. Era stanca di avere amicizie solo virtuali ed inoltre pensava fosse sciocco comunicare attraverso un computer quando esisteva la possibilità di guardare negli occhi le persone, osservarne le espressioni del viso e, a volte, poterle persino abbracciare! L’antica pendola scandì ventidue rintocchi e, dato che la festa indetta dai genitori in suo onore avrebbe avuto luogo il giorno seguente, si rese conto di avere a disposizione pochissimo tempo per trasformare i suoi vestiti e la sua elaborata acconciatura. La ragazza tolse le forcine dalle trecce che le incorniciavano il capo, sciolse i lunghissimi capelli e, ispirandosi ad un taglio moderno che aveva visto su una delle riviste della madre di Ander, li accorciò all’altezza delle spalle e li scalò leggermente. Poi, con l’aiuto della macchina da cucire, trasformò i suoi vestiti che nonostante l’età, (risalivano al 760), erano ancora in perfetto stato.  Dall’ampia gonna ricavò un bel vestito, e con la camicetta ricamata realizzò un’elegante stola. Il giorno successivo tutto andò alla perfezione, Garda’s ricevette molti onori ed anche un’entusiasmante proposta di lavoro nell’ambito dell’informatica, ma quel che più le fece piacere fu la possibilità di conversare con le persone e stringere loro le mani, poiché nessuna chat e nessun telefono può e potrà sostituire il contatto umano! Il sole fu presente per buona parte della giornata, ma nel tardo pomeriggio una nuvola, dalla stessa forma del pettine della strega Bennie, lo coprì parzialmente e subito dopo caddero delle sottili goccioline di pioggia. Un bambino chiamò la mamma, indicò il cielo e disse: -Guarda mamma, c’è il sole eppure piove, vuol dire che si sta pettinando una strega! – Garda’s sorrise tra sé e pensò che quel bambino aveva proprio           ragione.


                                          Fine