Pinocchio. Il coraggio di diventare umani

Ci sono fiabe che non smettono mai di parlarci.

Fiabe che ritornano quando il mondo si fa duro,
quando il cuore rischia di dimenticare,
quando diventare umani non è più qualcosa di scontato.

Pinocchio è una di queste.

Non una storia per bambini.
Ma un viaggio simbolico attraverso coscienza, empatia, responsabilità e trasformazione.

🌿 “Pinocchio. Il coraggio di diventare umani” 🌿

Pinocchio non è soltanto una favola per bambini.

È una delle più grandi storie simboliche sulla trasformazione dell’essere umano.

Un pezzo di legno che prende vita.
Un essere che parla, desidera, corre, sbaglia…
ma che deve ancora imparare cosa significhi essere umano davvero.

Perché diventare umani non è automatico.

Pinocchio attraversa inganni, seduzioni, bugie, paura, fame, perdita, manipolazione.
Fugge.
Si lascia trascinare.
Dimentica il cuore.
Dimentica chi ama.

E ogni volta la vita lo richiama.
Lo rimette davanti alle conseguenze.
Alla responsabilità.
Alla coscienza.

Finché lentamente qualcosa cambia.

Non diventa umano quando è perfetto.
Diventa umano quando inizia a sentire davvero.

Ed è forse per questo che oggi questa fiaba ci riguarda più che mai.

Viviamo in un tempo in cui il dolore rischia di diventare rumore.
In cui ci abituiamo alle immagini della guerra, della violenza, della sopraffazione.
In cui le persone smettono di essere persone e diventano numeri, schieramenti, bersagli.

E allora la domanda di Pinocchio torna viva:

Cosa ci rende ancora umani?

Forse la capacità di restare sensibili.
Di non trasformarci in legno davanti alla sofferenza.
Di non perdere empatia.
Di non dimenticare il valore della vita, anche quando il mondo sembra averlo dimenticato.

Per questo oggi forse dovremmo rileggere Pinocchio.

Non per nostalgia.
Ma perché parla di noi.

Parla delle parti che scappano.
Che cercano scorciatoie.
Che vivono nell’impulso.
Nel rumore continuo.
Nella paura.
Nel bisogno di appartenere.

E ci ricorda qualcosa di essenziale:
la coscienza non nasce automaticamente.
Va costruita.

Rileggere Pinocchio oggi significa fermarsi e chiedersi:

🌿 Riesco ancora a sentire davvero gli altri?
🌿 Sto vivendo in modo automatico o consapevole?
🌿 Mi sto indurendo per sopravvivere?
🌿 Cosa accade dentro di me quando incontro il dolore del mondo?

Perché diventare umani forse non significa essere impeccabili.

Significa continuare a scegliere il cuore.

Fiabe in Costruzione
Le fiabe come mappe dell’anima e della trasformazione

Nasce “Le radici delle fiabe” — un nuovo viaggio

Nel tempo, in questo spazio, ho parlato spesso delle fiabe.
Del loro linguaggio simbolico, della loro capacità di parlare al cuore, della loro forza nel toccare parti profonde dell’essere umano.

Le fiabe non sono semplici racconti.
Sono mappe interiori.
Sono memoria antica.
Sono passaggi di trasformazione.

Nel mio lavoro di formazione con gli adulti utilizzo spesso le fiabe come strumento di ascolto e consapevolezza.
Chiedo spesso alle persone quale sia la fiaba che amano di più o quella che ricordano con maggiore intensità.

La risposta ha sempre un grande valore simbolico.

La fiaba che ci abita, quella che ci accompagna fin dall’infanzia o che continua a parlarci nel tempo, racconta qualcosa del nostro cammino interiore, delle nostre sfide, delle nostre ferite e delle nostre risorse.

Ogni volta che entriamo davvero in una fiaba, qualcosa dentro di noi si muove, si ricorda, si trasforma.

Da questo ascolto nasce oggi un nuovo spazio.

Nasce “Le radici delle fiabe” — una rubrica dedicata alle fiabe antiche lette in chiave simbolica ed evolutiva, per riscoprirne il significato profondo e il loro valore per il cammino umano.

In questo viaggio attraverseremo insieme storie originarie, archetipi, immagini e simboli che parlano della crescita, dell’ombra, della trasformazione e della relazione con la vita.

Non sarà un’analisi intellettuale,
ma un’esperienza di ascolto.

Un ritorno alle radici.
Un incontro con ciò che le fiabe custodiscono da sempre: la conoscenza dell’anima, il linguaggio del simbolo, la saggezza del cammino.

Se senti il richiamo del bosco,
se senti che dentro le fiabe vive qualcosa che parla anche a te,
questo spazio è per te.

Il viaggio inizia ora.

Qual è la fiaba che vive in te?”

Se questo tema ti ha toccato…

Il lavoro sul simbolo e sull’ascolto interiore è parte anche dei percorsi di crescita e relazione proposti in AnimalREIKI Academy.

Scopri i percorsi oppure scrivimi a fiabeincostruzione@gmail.com

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Quando una fiaba diventa radice…

“Grazie ancora per ciò che hai realizzato, sarà una storia indelebile e permanente ❤️” E.

Una nuova fiaba è stata consegnata.
Non è solo una storia, ma una traccia lasciata nel tempo.
Una fiaba scritta su misura, nata dall’ascolto profondo,
dove ogni parola trova il suo posto come una foglia nel bosco.

Ha portato con sé un messaggio prezioso,
profumato di verde, di radici, di verità gentili.
Quelle verità che non spiegano, ma accompagnano.
Che non insegnano, ma ricordano.

Le fiabe personalizzate non finiscono con l’ultima pagina.
Restano.
Crescono insieme a chi le riceve.
Diventano rifugio, forza, memoria viva.

E ogni volta che vengono riaperte,
il bosco è ancora lì.
Ad aspettare.

Se senti che anche tu, o qualcuno che ami,
avete una storia che chiede di essere ascoltata e raccontata,
scrivimi.

Le fiabe personalizzate non si inventano:
si ascoltano, si raccolgono,
e diventano parole che accompagnano nel tempo.

Il bosco è sempre pronto ad aprirsi,
quando qualcuno è pronto a entrare. 🌿

Scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com oppure compila il modulo di seguito

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La Magia dei Libri Antichi. Le Fiabe di Leonardo Da Vinci

Sono sempre alla ricerca di libri antichi, soprattutto di Fiabe: da sempre amo i libri. L’odore della carta stampata ha sempre avuto il potere di farmi sentire bene. Di farmi sentire a casa.

L’odore della carta di un vecchio libro, delle sue pagine ingiallite, della sue imperfezioni e fragilità che sono il Dono degli anni – e proprio per questo hanno un grande valore – mi fanno sentire avvolta in amorevole abbraccio. Un abbraccio forte, e tenero nello stesso tempo, un abbraccio profumato di vecchio e pulito. L’odore buono che hanno i nonni.

Una passione, un nutrimento. Quando ho trovato una vecchia edizione del libro Favole e Leggende di Leonardo da Vinci, sono rimasta incantata. Anche perché non le avevo mai lette – e conoscete la magia dei libri no? Loro e le loro storie ci vengono a cercare solo quando è arrivato il momento giusto di incontrarsi.

Trovare le parole antiche – ancora così attuali – che hanno raccontato storie, create dalla penna di un personaggio così geniale e unico, e forse per questo così misterioso, è stato davvero un Dono prezioso.

Leonardo Da Vinci segnava le sue storie, per la maggior parte inventate, sui sui famosi codici. L’unico e costante personaggio delle sue favole e leggende, è la natura: l’acqua, l’aria, il fuoco, la pietra, le piante e gli animali hanno una vita, un pensiero, una parola. L’uomo invece vi compare e agisce come strumento inconsapevole del Fato, la cui azione, cieca e inarrestabile, distrugge spesso vinti e vincitori.

L’uomo è il Guastatore d’ogni cosa creata- scrisse Leonardo nel libro delle profezie, e mai come oggi , nella lunga storia del nostro pianeta, una sentenza è stata più vera e più tragicamente attuale” Leonardo da Vinci – Favole e leggende – Edizioni Giunti Nardini Editore.

Non smettiamo mai di leggere le Fiabe…

Scrittura Creativa e Fiabe: Un Minicorso Gratuito per Te

Come superare il ri-inizio dopo vacanze? Come affrontare il cambiamento in arrivo? Qualche consiglio e un piccolo dono prezioso...
Accetti la sfida?

Le vacanze sono finite, si riprende la solita routine, il lavoro, la scuola. Le mille cose da fare!

A volte può essere stressante. In questo momento ancora di più perché sono giorni di grande cambiamento: stanno arrivando i nuovi giorni del Signor Autunno – il mio preferito e amato- e ogni passaggio di stagione richiede tanta energia per affrontarlo. Ancora di più il nostro corpo chiede riposo e la nostra anima chiede nutrimento. Come superare il trauma da ri-inizio?

Prima di tutto continuiamo a dedicarci alle cose che ci appassionano. Non esiste dire non ho più tempo!

Questo gentile Signore, il Tempo, è molto democratico e uguale per tutti. Gestire il proprio tempo, vuol dire imparare a gestire sé stessi.

E poi?

Leggete, leggete, leggete! Possibilmente Fiabe che sono sagge e messaggere millenarie…

E poi?

Restiamo in sintonia con la Madre Natura e i suoi ritmi: passate le esplosioni luminose tipiche dell’ estate, arriva la quiete pensosa dell’autunno. Seguiamo il consiglio dei Maestri Alberi e lasciamo andare quello che non ci appartiene più: è il momento migliore per liberarsi di oggetti inutili. Di abitudini logoranti. Di credenze limitanti. Di relazioni tossiche. Prepariamo il terreno per una nuova semina…

Occupiamoci delle piccole cose preziose che ci danno gioia, che ci fanno stare bene.

E per finire, noi abbiamo un suggerimento, e ti proponiamo una piccola sfida. Un prezioso regalo per te: ti piace scrivere? Hai una storia dentro il cuore che non trova le parole per essere liberata? O hai solo voglia di mettere alla prova il tuo talento letterario?

La scrittura è una meravigliosa pratica catartica che ci connette al nostro inconscio e fa uscire le parole che nemmeno sappiamo di avere.

Ecco IN REGALO un minicorso di scrittura fiabe che mette in gioco la tua creatività e fantasia.

Cosa fare per averlo: invia una mail con il tuo nome e indirizzo mail, oppure compila il modulo che trovi di seguito indicando la tua mail, ed è fatto!

Riceverai una mail al giorno per una settimana, con esercizi e prove di scrittura.

Accetti la sfida?

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Cappuccetto Rosso: Un Viaggio di Crescita e Trasformazione

Amo la fiaba di Cappuccetto Rosso e non è un caso che lei e il lupo siano insieme, vicini, quasi avvinghiati, nel logo di Fiabe in costruzione.

Quando ho iniziato il mio meraviglioso viaggio nelle fiabe, l’ho portata con me, ovunque, una piccola, immensa ambasciatrice delle fiabe, per diffonderle, per narrarle, per ascoltarle. 

Per risvegliare. Per trasformare. Per accogliere. Per crescere e cambiare; anche il mondo, perchè le fiabe, possono cambiare questo mondo: portano il cambiamento.

La piccola Cappuccetto è stata nel verde umido e profumato dei boschi, sola e timorosa nel misterioso silenzio della nebbia, gioiosa, rinfrescata dagli spuzzi di un ruscello di montagna. 

Ha avuto paura, appoggiata al guard-rail di un’autostrada, si è immensamente divertita a un matrimonio gay e si è commossa perchè ha visto il vero amore, ha fatto mille nuove amicizie che l’hanno accolta,  si è innamorata di due braccia tatuate che l’hanno stretta in un sensuale abbraccio, si è sentita bene, immensamente bene – si è sentita a casa – fra i graffiti di una fantastica metropoli…

Raccontando fiabe... E qualcuno che non le aveva mai lette, ha comprato libri, qualcuno che non le aveva mai ascoltate, ha narrato  la sua prima fiaba al proprio figlio. 

Qualcuno che non piangeva mai, si è  commosso fino alle lacrime, qualcuno che era senza fiducia,  ha trovato nuovi sentieri da percorrere con nuova energia.

Questo era il mio sogno. Questo è il mio sogno. Il viaggio iniziato anni fa, prosegue, con nuove cose da imparare, nuove idee, nuove persone e fiabe sempre da scoprire.

Fiabe da portare in giro, da portare ovunque, fra i sassi morbidi e puliti in riva al lago, o fra la sporcizia di una strada trafficata delle città.

Perché le fiabe sono di tutti e ora più che mai, il Viaggio continua: il mondo ha bisogno di cambiare.

Il mondo ha bisogno di Fiabe.

Madre Sambuco

“Può inventarne una” disse il bambino “la mamma dice che tutto quello che lei guarda diventa favola, e che da tutto quello che lei tocca ricava una storia.”
“Sì, ma quelle storie e quelle favole non valgono nulla! No, quelle vere vengono da sole, mi bussano sulla fronte e dicono: Eccomi qui!”
“Non stanno per bussare?” chiese il fanciullo, e la madre rise, mise il tè di sambuco nella teiera e vi versò sopra l’acqua bollente.
“Racconti, racconti!”
“E già, come se le favole venissero spontaneamente, ma queste fanno le preziose, vengono solo quando hanno voglia. Alt!” disse improvvisamente. “Eccone una: stai attento, adesso si trova sulla teiera!”
Il bambino guardò verso la teiera; il coperchio si sollevava sempre più, e i fiori di sambuco uscirono freschi e bianchi, gettarono lunghi e grandi rami, uscirono persino dal becco verso tutti i lati e diventarono sempre più grandi; si era formato un meraviglioso cespuglio di sambuco, un intero albero, che arrivava fino al letto e spostava le tendine di lato; oh, che fiori, che profumo! In mezzo all’albero si trovava una vecchia molto garbata con uno stranissimo vestito addosso: tutto verde, come le foglie dell’albero di sambuco, e ricamato con grandi fiori bianchi di sambuco; al primo momento non si capiva se era stoffa o se era davvero fatto di verde e di fiori.
“Come si chiama quella donna?” chiese il bambino.
“Be’, i greci e i romani” spiegò il vecchietto “la chiamavano Driade, ma noi questo non lo capiamo; giù al quartiere dei marinai hanno trovato un nome migliore per lei, la chiamano Madre Sambuco, e adesso devi stare attento a lei; ascoltala e guarda quel bell’albero di sambuco.” Madre Sambuco – Hans Cristian Andersen

Sette volte ci si inchina davanti a Madre Sambuco per ringraziarla per i suoi sette doni a noi.

Il sambuco, un tempo, era uno degli alberi medicali più importanti di tutti. Si credeva che lavarsi il viso con la rugiada raccolta dai fiori di sambuco preservasse la bellezza di una donna. Ancora oggi i derivati ​​del sambuco continuano ad essere utilizzati come ingrediente di detergenti per la pelle.  Dalle bacche si producono i coloranti blu e viola, mentre dalle foglie si ottengono il giallo e il verde e dalla corteccia il nero.

Capiamo quindi perché il sambuco fosse così importante per la sopravvivenza del clan, tanto da impedire di tagliarlo, pena la morte.

Il sambuco è legato alle fate. Esse amano la musica e adorano particolarmente la musica degli strumenti fatti in legno di sambuco. Questo si presta bene alla realizzazione di fischietti, flauti e altri strumenti musicali. I rami contengono infatti un’anima morbida che i liutai rimuovono per creare tubi cavi. Ancora oggi in Italia con il sambuco si produce la zampogna. fonte

Nella tradizione celtica, a cui sono molto legata, il sambuco è rappresentato con RUIS, il simbolo dell’antico alfabeto ogham , e i druidi lo utilizzavano spesso per invocare l’energia della rinascita e per guidare le persone attraverso i momenti di passaggio. Questo simbolo rappresentava la loro connessione con il divino e la loro comprensione della vita come parte di un ciclo eterno.

Il Sambuco è sempre presente nelle mie fiabe, una pianta saggia e magica che spesso si trova in mezzo a un bivio: quale sentiero prendere? Quante volte ci troviamo nell’incertezza di quale strada scegliere, di quale percorso iniziare? La Driade che vive nelle sue verdi radici, adornata dal bellissimo cappellino bianco dei suoi fiori, è una Madre. Un’antica leggenda danese racconta che Madre Sambuco è una guardiana che perseguita chi abbatte un albero. Ma sa essere saggia e gentile quando riconosce un cuore puro e rispettoso.

Se hai la fortuna di camminare in un bosco, in questi nuovi giorni, potrai incontrarla e ascoltare le sue bellissime storie. E quando sarai pronto, ti indicherà la strada…

La fiaba che insegna il Team Building

Un uomo aveva un asino che lo aveva servito assiduamente per molti anni; ma ora le forze lo abbandonavano e di giorno in giorno diveniva sempre più incapace di lavorare. Allora il padrone pensò di toglierlo di mezzo, ma l’asino si accorse che non tirava buon vento, scappò e prese la via di Brema: là, pensava, avrebbe potuto fare parte della banda municipale. Dopo aver camminato un po’, trovò un cane da caccia che giaceva sulla strada, ansando come uno sfinito dalla corsa. “Perché‚ soffi così?” domandò l’asino. “Ah,” rispose il cane, “siccome sono vecchio e divento ogni giorno più debole e non posso più andare a caccia, il mio padrone voleva accopparmi, e allora me la sono data a gambe; ma adesso come farò a guadagnarmi il pane?” – “Sai?” disse l’asino. “Io vado a Brema a fare il musicante, vieni anche tu e fatti assumere nella banda.” Il cane era d’accordo e andarono avanti. Poco dopo trovarono per strada un gatto dall’aspetto molto afflitto. “Ti è andato storto qualcosa?” domandò l’asino. “Come si fa a essere allegri se ne va di mezzo la pelle? Dato che invecchio, i miei denti si smussano e preferisco starmene a fare le fusa accanto alla stufa invece di dare la caccia ai topi, la mia padrona ha tentato di annegarmi; l’ho scampata, è vero, ma adesso è un bel pasticcio: dove andrò?” – “Vieni con noi a Brema: ti intendi di serenate, puoi entrare nella banda municipale.” Il gatto acconsentì e andò con loro. Poi i tre fuggiaschi passarono davanti a un cortile; sul portone c’era il gallo del pollaio che strillava a più non posso. “Strilli da rompere i timpani,” disse l’asino, “che ti piglia?” – “Ho annunciato il bel tempo,” rispose il gallo, “perché‚ è il giorno in cui la Madonna ha lavato le camicine a Gesù Bambino e vuol farle asciugare; ma domani, che è festa, verranno ospiti, e la padrona di casa, senza nessuna pietà, ha detto alla cuoca che vuole mangiarmi lesso, così questa sera devo lasciarmi tagliare il collo. E io grido a squarciagola finché‚ posso.” – “Macché‚ Cresta rossa,” disse l’asino, “vieni piuttosto con noi, andiamo a Brema; qualcosa meglio della morte lo trovi dappertutto; tu hai una bella voce e, se faremo della musica tutti insieme, sarà una bellezza!” Al gallo piacque la proposta e se ne andarono tutti e quattro. 

I nostri quattro amici arrivano davanti a una casa e lì decidono di fermarsi perchè sono stanchi e affamati. Spiando alla finestra vedono una tavola imbandita con ogni ben di Dio e dei briganti seduti attorno ad essa; i quattro decidono di cacciare i briganti e dopo averci ragionato, hanno un’idea: il cane salta sulla groppa dell’asino, il gatto su quella del cane e il gallo su quella del gatto, e cominciano a fare un gran baccano.

Uno raglia, uno abbaia, uno miagola e l’altro canta così forte che i briganti si spaventano e scappano, pensando ci sia uno spettro. Così i nostri amici entrano in casa e ne prendono possesso, e quando i briganti tornano per vedere se davvero c’è un mostro, riescono a scacciarli definitivamente usando, ognuno, le proprie armi: un bel calcio, unghie affilate, un morso, e un chicchirichì gridato nelle orecchie.

Inutile dire che i nostri eroi rimangono nella casa, per sempre sereni e contenti: una bella rivincita, per chi, ritenuto troppo vecchio e ormai incapace di produrre lavoro, viene messo in disparte, metaforicamente, viene fatto morire.

Questa bellissima fiaba dei fratelli Grimm, I musicanti di Brema, ci mostra due cose importanti: l’essere umano ha la capacità di non farsi abbattere dalle difficoltà ma può sempre trovare nuove soluzione utilizzando le proprie risorse interiori, soprattutto quando opera in gruppo – attivazione del team buildingogni personaggio trova un suo ruolo specifico attraverso cui riesce a realizzare le proprie personali attitudini e capacità – Bastone. Le fiabe raccontate agli adulti –  e proprio dal lavoro comune trova la forza di diventare un ottimo problem solving e riesce a  raggiungere il proprio fine.

E come non notare che il gruppo si realizza al meglio proprio grazie alla diversità di ognuno di loro? Sono le loro  caratteristiche, uniche e personali che riescono a cacciare i briganti!

Un messaggio di integrazione ancora più attuale ai nostri giorni, in un Tempo pervaso da egoismo e individualismo. Lavorare insieme per raggiungere un obiettivo che diventa comune e rafforza competenze importanti, la creatività, la negoziazione, e la consapevolezza delle proprie capacità.

Mi occupo del benessere psicofisico dei 2 e 4 zampe, con gli insegnamenti dei Maestri Animali, la Saggezza millenaria del Reiki e delle Fiabe Millenarie

Fiabeincostruzione – AnimalREIKI Vuoi saperne di più? Scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com oppure compila il modulo di seguito

Dieci Anni di Fiabe: un Viaggio di Emozioni

Dieci anni fa il primo post, la partenza di Fiabe in costruzione, l’inizio di un Sogno, partito leggero quasi per gioco che è diventato, poi, una incredibile realtà. Il testimone allora era il mio Cesar, inconsapevole assistente, che ancora non sapeva quanto era ed è importante per il mio lavoro. Ogni storia scritta lui era, ed è accanto a me.

Non basterebbe un post, ma nemmeno 100 post, per raccontare i Doni, le Fatiche, le Delusioni e gli incredibili Successi di questi 10 anni. Le persone che si sono unite al Viaggio e hanno fatto un tratto di strada insieme a me, hanno lasciato tracce preziose del loro passaggio e io ne sono immensamente grata. Gli incontri, i progetti, la stanchezza a volte. Ma sempre la voglia di raccontare, di scrivere, di emozionare ed emozionarsi.

Siamo entrate piano piano nella Vita delle persone che avevano una storia che chiedeva di essere narrata, ma non trovavano le parole. Che grande privilegio poter trovare il filo prezioso delle loro emozioni.

Ho studiato le fiabe antiche, letto, insegnato e imparato e a ogni passo le fiabe sono sempre state accanto a me, potenti, umili e Maestre di Vita. Mi hanno lasciato andare via quando ho seguito la strada di altri Sogni, di altre Chiamate, e ho scoperto che loro ne facevano parte. Sempre.

Le Fiabe fanno parte della vita dell’uomo e da sempre la raccontano.

Il Viaggio dell’eroe delle Fiabe è anche il Viaggio dell’eroe di AnimalREIKI, e le ho ritrovate su questo sentiero tanto amato che mi ha connesso ai Maestri Animali, anime immense.

Pazienti e amorevoli le fiabe mi sono state accanto anche in questo cammino.

Ma quando è arrivato il momento, si sono ripresentate, nel modo unico e speciale che solo loro sanno avere: una storia ascoltata alla radio – un cantastorie improbabile, perché la stazione è di musica rock – mentre ero in macchina e fuori pioveva, che mi ha fatto riprovare l’emozione di sentire una fiaba narrata. E una chiave, trovata, ritrovata per terra, che mi ha fatto ricordare che da lì tutto era partito.

Per festeggiare e onorare questo anni di incredibile crescita ed evoluzione, voglio ripercorrere i primi passi di Fiabe in Costruzione… proprio come se raccontassi una vecchia fiaba.

Abbiamo bisogno di fiabe, più che mai ora in questo mondo.

Scopri il Magico Mondo delle Fiabe Personalizzate

Hai mai scritto una fiaba per fare una proposta di matrimonio? ❤❤

Noi siiii!

Scrivere fiabe dedicate è un lavoro meraviglioso, e un dono unico per chi la riceve.

Vuoi imparare a farlo?

Il Corso Cantastorie di Emozioni parte il 1 ottobre e se ti iscrivi entro il 20 settembre puoi usufruire di un “magico ribasso”

Per informazioni fiabeincostruzione@gmail.com oppure compila il modulo di seguito

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