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Le responsabilità dell’amore


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Siamo responsabili dell’amore che provochiamo?”

Certo, sempre! risponde sicura Martina e scuote i morbidi capelli castani facendo il suo tipico sorriso lento, di adolescente ancora inconsapevole degli stuoli di giovani ammiratori che restano confusi al suo passaggio.

Rido… abbiamo letto la fiaba del Re Bazza di Tordo, della  principessa bellissima, ma superficiale e sciocca che lo deride per il suo brutto viso con il mento grosso. Il re viene rifiutato dalla bella principessa ma il vecchio padre della fanciulla, stanco dei suoi capricci, la dà in moglie al primo, squattrinato suonatore che passa al castello, per punirla, senza sapere che il suonatore è, in realtà, sempre il Re Bazza di Tordo che solo alla fine si svelerà alla principessa.

La fanciulla deve adattarsi a vivere nella povertà, a lavorare come sguattera e a vivere accanto ad un marito che non avrebbe mai voluto, rimpiangendo il Re Bazza di Tordo che aveva rifiutato  –  deve superare molte prove per crescere e diventare finalmente una donna capace di vivere un rapporto equilibrato e maturo,  – e solo allora può avere il suo Re, –  il Re Bazza di Tordo che, nonostante il suo rifiuto, è innamorato di lei e ha scelto di trasformarsi:

E quando ella lo guardò, vide che era di nuovo il re Bazza di Tordo. -Non aver paura- le disse questi -io e il suonatore che abitava con te nella misera casetta siamo la stessa persona: per amor tuo mi sono travestito così:

Anche lui  ha dovuto trasformarsi –  diventare un  povero suonatore squattrinato  –  per poterla cambiare – un cambiamento, una trasformazione che hanno dovuto fare entrambi; cambiare vuol dire guardare all’altro e crescere insieme.

“Vedi?” dico a Martina – alla fine la principessa ha capito che l’amore, che il  re aveva per lei, era importante e, superando prove, anche difficili, gli è stata vicina – è cambiata per luiha dovuto fare la sguattera – e lui è cambiato con lei – si è travestito da suonatore e poi è tornato Re. 

Questo dovrebbe essere l’amore. Avere cura di chi ti ama; quando fai innamorare qualcuno sei capace di guardarlo? Guardarlo davvero intendo. Vuol dire andare oltre  un viso che ti sembra sgradevole perchè ha il mento grosso – quando non corrisponde ai tuoi desideri, alle tue aspettative e alle tue illusioni, che magari non sono nemmeno quelle reali, e ti fai ingannare dai tuoi finti bisogni.

Vuol dire guardare la sua anima. L’amore va sempre rispettato.

E vale anche per l’amore donato. Il più delle volte ci innamoriamo di qualcuno senza sapere nemmeno chi è realmente, non lo guardiamo, e vediamo, solo, quello che il nostro bisogno di amore ci fa vedere.

Il Re Bazza di Tordo, invece, ha capito di amare la sua principessa perchè è andato oltre i suoi atteggiamenti indisponenti e antipatici,  oltre l’apparenza; ha superato i  veli delle fragili illusioni,  e  ha guardato fino dentro alla sua anima: solo così ha potuto vedere il suo oro nascosto. Lo ha riconosciuto, e di  quello si è innamorato.

“E, se chi si innamora di te, proprio non ti piace? Cioè, anche se lo guardi, per davvero, ma non riesci a trovare il suo oro?” chiede Martina tutta seria – questa faccenda dell’oro interiore l’ha colpita.

“Ti rifaccio la domanda allora: Siamo responsabili dell’amore che cerchiamo negli altri, che doniamo a chi forse non lo chiede? Opure dell’amore che provochiamo? Anche quando non lo vogliamo? 

Martina mi guarda confusa e non risponde, e la capisco perchè non è una risposta semplice. Ma noi creiamo la nostra realtà e attiriamo storie e persone.  Le chiamiamo. Anche quelle che in realtà non avremmo voluto avere vicino.

O crediamo di non avere voluto vicino…

Così rifaccio la domanda a chi voglia rispondere:  Siamo sempre responsabili del nostro amore?

Le donne della fiabe

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Le donne delle fiabe sono giovani fanciulle rinchiuse su una Torre senza porte, per allontanarle dal mondo, come la piccola Raperenzolo,  o sono figlie gentili cedute al diavolo per la stupidità el’ ingordigia di un padre,  come Nella ragazza senza braccia.

Sono giovani costrette a vivere fra la cenere di un fuoco, maltrattate e derise dalle sorellastre cattive, come Cenerentola. Oppure sono principesse messe alla porta da un padre egoista e insensibile e costrette a vagare nel bosco con indosso soltanto una pelliccia di topo, proprio come la Principessa Pel di Topo.

O ancora, sono bellissime ragazze date in sposa a qualche bestia mostruosa per riparare all’errore fatto dal Re, come avviene per le Tre Sorelle o Per la Bella e la Bestia.

Possono anche essere bimbette capricciose che non vogliono ascoltare  i consigli della mamma e si fermano lungo il bosco ad ascoltare le false lusinghe di un lupo cattivo… proprio come fa Cappuccetto Rosso.

Di queste donne vogliamo parlare oggi, oggi che è il giorno dedicato alle donne: di tutte le protagoniste delle fiabe, perchè le fiabe raccontano la vita vera ed insegnano che le difficoltà servono a crescere; ognuna di queste antiche storie ci racconta che le donne delle fiabe riescono a superare ogni ostacolo, ad addentrarsi senza paura nel bosco, a superare con astuzia le imposizioni  e le angherie.

Insegnano a non mollare, ad avere la capacità di modificarsi, proprio come fa Alice nel paese delle Meraviglie, per adattarsi alle nuove situazioni.

E insegnano a diventare Regine, superando la propria diversità, e a diventare così forti e autonome da regnare da sole, senza un Re accanto, proprio come la  Elsa di Frozen. Bastone.

Le donne delle fiabe  cercano l’amore ma fanno  innamorare perdutamente il lupo, come nella “Città delle Fiabe”:  una bambina disubbidiente   diventa la protettrice della Città delle Fiabe, come la nostra Cappuccetto Rosso, il simbolo della vera donna selvaggia che è in noi.

Vogliamo  augurarvi di essere un pò streghe, di connettervi con l‘energia vitale della Terra, e finalmente usare la magia buone e potente che ogni donna ha in sè.

Vogliamo augurare a tutte le donne di essere come le donne delle fiabe, forti, intelligenti e astute; donne che sanno imparare dai propri errori e sono consapevoli del proprio potere interiore,  e senza paura sanno affrontare gli ostacoli e ribaltare le situazioni avverse per poter diventare infine la Regina che è in ognuna di noi…

Per dirla alla Pinkola Estes nel suo Donne che corrono con i lupi, un libro illuminante che vi consiglio di leggere se non l’avete fatto:

Le storie sono disseminate di istruzioni che ci guidano nella complessità della vita:

La donna sana assomiglia molto al lupo; robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale errante. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa si che la personalità delle donne diventi povera spettrale, sottile. Non siamo nate per essere cuccioli spelacchiati, incapaci di balzare in piedi, incapaci di cacciare, incapaci di generare una vita” Pinkola Estes  – Donne che corrono con i lupi

Bisogna ritrovare la propria profonda natura psichica istintiva, chè è la nostra grandissima forza interiore, la nostra parte selvaggia.

molti sono i modi e i mezzi per vivere con la propria natura istintiva, e le risposte cambiano quando voi cambiate… ho cercato di capire come fanno i lupi a vivere così in armonia. Vi suggerirò di cominciare con una voce di questo elenco, per cominciare, consigliando per chi sta lottando, di partire dalla numero 10″ –Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi

1 -mangiare
2 -riposare
3 -vagabondare
4 -mostrare lealtà
5 – amare i piccoli
6 -cavillare al chiaro di luna
7 – accordare le orecchie
8 – occuparsi delle ossa
9 – fare l’amore
10 -Ululare spesso

Auguri a tutte le donne!

 

 

 

Facciamo sentire i nostri NO!

 

Oggi, 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza alle donne e noi vogliamo far sentire le nostre voci. Abbiamo chiesto di aiutarci a preparare un video per raccontare perchè abbiamo scritto una fiaba che parla di violenza di genere e abbiamo raccolto l’adesione di chi ha voluto prestare non solo la voce, ma anche il proprio volto per dire NO.

NO, non solo oggi, ma ogni giorno della nostra vita, dobbiamo dare voce al nostro sdegno per ogni forma di violenza contro le donne e contro i più deboli. Dobbiamo imparare la verità sull’amore perch’ chi fa del male in nome di un sentimento non c’entra niente con l’amore.

Grazie a Federica, bibliotecaria, ai piccoli Emma, 5 anni e Andrea 2 anni, adorabili , con le idee chiare e senza paura; cosi devono crescere gli uomini e le donne di domani, Rossella, mamma di Emma e Andrea e commessa, Eleonora, insegnante, Sergio vicepreside, e tutti i meravigliosi ragazzi della 5A del liceo Artistico Canova di Vicenza che hanno urlato tutti insieme per farsi sentire. 

Grazie a Patrizia la nostra illustrator, che ha fatto la voce narrante. Grazie sempre a Vittoria Grazi che ha interpretato la fiaba con i suoi bellissimi disegni.

Impariamo la verità sull’amore. Ognuno di noi può far sentire la propria voce!

Autunno

foglie

Cadete foglie, cadete fiori e svanite,
notte distenditi, accorciati giorno,
ogni foglia mi parla di pace soave
staccandosi con un sussurro dall’albero autunnale
(Emily Bronte)

E’ il momento della quiete, dell’introspezione. Della raccolta.

E’ il momento del perdono, e dell’amore.  E’ il momento di accondiscendere alla

struggente, consolante  malinconia. E’ il momento di ascoltarsi, e di ascoltare le storie che i caldi

colori della natura ci  vogliono raccontare

Benvenuto Autunno…

 

Le fiabe sono per tutti

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“Ah, ah! Vorresti uscire dal fosso? E che ne  sai tu della volontà, del libero arbitrio, del servo arbitrio? Sempre così l’ignoranza! …Che ignoranza, che ignoranza!”  E si allontanò scrollando la testa tutto sdegnato.  Fiabe dei fratelli Grimm, apologhi e raccontini torinesi, di Ghilarza e del carcere.  – Antonio Gramsci

Le fiabe sono per tutti… Per le donne in gravidanza, per le donne lesbiche in gravidanza, per le donne extracomunitarie in gravidanza.

Le fiabe sono anche per gli ignoranti, perchè magari imparano qualcosa…

Le parole dimenticate

Nuove lettrici per la nostra fiaba “Le parole di Tobia il coniglietto che colora il mondo” , la fiaba scritta per l’AID Associazione Italiana Dislessia in occasione della settimana della dislessia lo scorso Ottobre, e pubblicata da Govanelli Edizioni.

Ma queste sono lettrici speciali perchè sono le insegnanti che di occupano di formazione AID in Valle Sabbia e offrono la loro opera volontariamente:  Federica, Chiara, Fiore, Francesca e Clara, presidente dell’ infopoint AID Garda e Vallesabbia.  Sono insegnanti di sostegno che incontrano ogni giorno i piccoli Tobia e li aiuano a ritrovare le loro parole dimenticate.

La nostra fiaba sostiene il loro lavoro e il lavoro di tutti i volontari dell’AID. La puoi acquistare su IBS.

Guarda anche tu il mondo con gli occhi di Tobia!