Storie di lupi

Sono capitata per caso sulla pagina di Ezio Giuliano Filmmaker, un po’ di tempo fa, ma la prima immagine che ho visto è stata quella di questa lupa. Un vecchio video che la riprendeva insieme al suo branco.

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L’attimo in cui ho guardato i suoi occhi fieri e puri, puntati dritti alla mia anima, è stato, probabilmente il momento in cui, senza nemmeno saperlo, ho desiderato di scrivere un libro su di lei. Sui lupi. Sulle storie meravigliose degli animali che Ezio Giuliano Filmmaker ha incontrato e incontra ogni giorno per il suo lavoro.

Sulle emozioni, sul rispetto, e sulla fatica che questo lavoro chiede e che ogni essere umano dovrebbe sentire per la natura.

Da allora ci sono stati incontri, parole, tante parole, immagini bellissime e la voglia condivisa di raccontare l’amore per la natura. Anche in questi giorni ci siamo incontrati per raccontare le emozioni, le storie.

Per scrivere il nostro libro.

A proposito, lei si chiama Regina, ed è stata una meravigliosa lupa capobranco fiera e coraggiosa.

L’avventura continua…

#scrivereunlibro#amoreperlanatura#rispettoperalnatura

L’Uomo Verde

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Nella nostra epoca gli alberi ci sfidano ad andare più in profondità, a guardare oltre, a risvegliare i ricordi del passato. Possono trasportarci in altri mondi e lo fanno sotto l’egida di una singola figura, che è con noi sin dagli albori del tempo e non smetterà mai di accompagnarci. Questa personalità è l’Uomo Verde, il cui volto ammicca spesso fra il fogliame… Spiriti delle Natura – J. Mattthews e Will Worhington

Se saprai  riconoscerlo, comincerai a ricordare, e poi, non potrai più guardare un albero, senza commuoverti…

La fata

Cosa vedi? Un volto? Una donna con lunghi capelli dorati, e lo sguardo triste? Oppure, non vedi nulla?

Quello che i tuoi occhi non riescono ancora a vedere, lo puoi ascoltare con il tuo cuore. Ti racconterà una storia, antica e bellissima che parla di una fata, di amore e di scelte.

Di quando gli uomini e gli alberi erano fratelli e le Fate erano guardiane del bosco e dei suoi segreti.

Di quando una Fata si innamorò di un giovane cavaliere ma poi dovette scegliere fra lui e il suo mondo.

Di quando si appoggiò al tronco di suo padre e la sua pelle cominciò a diventare rugosa e forte, e la sua linfa vitale tracciò le parole segrete che da sempre abitano gli alberi.

Si racconta che il suo amato l’abbia cercata ovunque nel bosco, chiamando e gridando il suo nome

Il canto

urla

Da sempre ha parlato con gli uomini… li ha amati e accolti. Ha perdonato i loro errori e e i loro tradimenti.

Non ha mai smesso di parlare agli uomini, ma una volta gli bastava sussurrare, piano, come il vento leggero del primo mattino che lo svegliava, ruotando pigramente fra le sue foglie.

Una volta l’uomo ascoltava il suo sussurro. Ma ora, l’uomo non ascolta più…

E lui, povero vecchio, romantico e testone, non ha smesso di raccontare le sue storie agli uomini,  e urla, urla per farsi sentire, e il vento, fedele amico, porta con sé, la voce antica, che intrecciata con le sue correnti gentili, sembra una melodia.

Se ti capitasse di passare vicino a quel bosco, potresti sentirlo, un canto dolcissimo e struggente…

Vi portiamo con noi…

Possiamo uscire a fare qualche passeggiata, è vero, ma come è giusto, solo lo stretto indispensabile;  stanno chiudendo i parchi, e non tutti hanno la fortuna di abitare vicino al bosco.

Così, io e la mia anima gemella a quattro zampe, vi portiamo con noi, nel bosco... qualche minuto in mezzo al suo colore, al suo calore di umido e verde, accompagnati dai suoi profumi e dai suoi rumori.

Basta lasciarsi andare, respirare, a lungo e concedersi pochi minuti di quiete… e lasciare che le immagini e i suoni parlino alla nostra anima.

Restiamo in ascolto…

Il cuore

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Il vecchio si avvicinò al grande albero, affannato per la lunga camminata, ma doveva andare da lui, per salutarlo. Era stato via troppo a lungo… Si sentiva così stanco, ma un vecchio amico vale la pena di un po’ di fatica.

Quando si trovò davanti al suo tronco maestoso vi appoggiò la mano, come aveva fatto la prima volta che si erano incontrati, come aveva fatto ogni volta che era andato da lui, e come sempre sentì l’energia pura e pulita che arrivava dalle sue potenti radici, e sorrise.

Ciao amico mio… disse con voce commossa.

Ciao amico mio, rispose l’albero.

E quando il vecchio tolse la mano dal tronco, gli restò fra le dita un piccolo pezzo di legno, e lui lo guardò prima sorpreso, e poi vide la traccia gentile che si era svelata

E sorrise…

 

Radici…

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Ho visto mio fratello tagliato, reciso colpo su colpo, fendenti ferire il suo  vecchio tronco, la resina sgorgare come sangue profumato. Ho sentito il suo dolore, forte come il mio, e ho pianto con lui,  per il tradimento dell’uomo: eppure gli aveva donato ombra e fresco nelle giornate più assolate, e l’aveva protetto con la sua folta chioma, durante le tempeste estive.

Gli aveva donato, generoso, i suoi frutti. L’aveva amato.

Poveri uomini, ancora non sanno che siamo così simili,  ancora non sanno che quando ci feriscono, feriscono loro stessi. Ancora non sanno che  nei  nostri sogni li desideriamo e custodiamo la loro fragile essenza, nelle nostre radici.