Il respiro della natura

Basta guardarsi intorno e restare in ascolto.

La natura ci sta parlando e da troppo tempo non l’ascoltiamo.

E’ arrivato il momento di inchinarci ai silenzi nobili degli alberi secolari e ascoltare le voci antiche che li abitano. Un tempo alberi e uomini erano fratelli…

E’ arrivato il momento di prenderci cura della natura, di proteggere Madre Terra, e tutte le sue meravigliose creature.  Lei, maestra, ci concede il Dono di imparare.

Lei sta combattendo contro lo stesso virus con il quale  sta combattendo l’uomo. Ma il suo virus siamo noi.

E’ arrivato il momento, di comprendere che il suo respiro è anche il nostro…

Il tempo di cambiare

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Questo è il tempo. Improvvisamente abbiamo tanto tempo a disposizione, tempo allargato, sospeso, rallentato. Tempo che potremmo utilizzare per fare quelle cose che ci siamo sempre lamentati, prima, nella vita di prima, di non avere mai tempo di fare: per i propri hobbies, per stare di più con i figli, o con le persone che si amano. Per leggere quel libro che ammuffisce sul mobile. Per dormire. Per guardare quel film.

Per stare a casa, finalmente, che sono sempre di corsa e non mi fermo mai.

Ma ora che abbiamo tempo  quasi non riusciamo a fare quello che prima ci sembrava di desiderare. Anzi ci sentiamo stressati dal tempo libero che ora si presenta, quasi minaccioso davanti a noi.

E mentre, noi umani – che ora, mentre  abbiamo una porta spalancata su una nuova opportunità di essere – continuiamo a sentirci pericolosamente in gabbia, la natura si sta risvegliando, si sta prendendo spazi, spazi che sono sempre stati suoi, ma noi gli abbiamo portato via.

Qualcuno a dire il vero, ha cominciato a sbirciare al limite della propria porta che è aperta solo un poco, e si è accorto che gli uccellini cantano più forte, che se ti svegli all’alba, il canto dei galli sembra una fanfara – e che c’è davvero un gran, meraviglioso casino: sembra una vera festa.

Che nelle vie dello shopping di alcune città, ora passeggiano indisturbate anatre, e pavoni reali. Che nei porti italiani, sono tornati i delfini. Che l’aria è più pura.

Che la natura sembra stia tirando un gran sospiro di sollievo. Fa davvero impressione se pensiamo che stiamo lottando contro un virus che il respiro, lo toglie.

Qualcuno ha già cominciato a pensare che, per quanto ci manchi la vita di prima, non potremo più tornarci. Non vorremo, più tornarci, perché questi strani giorni, ci fanno paura ma ci stanno anche dando un grande insegnamento. Ci stanno mostrando il valore di cose,  e di persone che forse prima non ce l’avevano. O semplicemente non vedevamo più.

Ci stanno insegnando l’importanza di rispettare Madre Terra, che ci dà la vita, di avere cura e rispettare la sua natura, animali e alberi. Perché solo così potremo tornare a respirare, insieme ad essa. E imparare il rispetto per noi stessi. 

E’ il risveglio di una nuova coscienza. Un nuovo ciclo vitale, come la primavera che arriva dopo l’apparente sonno invernale. Un rinnovamento  per tanti ma non per tutti.

La natura è generosa, dà la stessa lezione a tutti i suoi figli, ma li lascia liberi di scegliere, se imparare o meno. Se evolvere o restare fermi.

Così, dopo, ci sarà ancora chi lascerà spazzatura nei boschi, nelle acque immense dei mari, nel silenzio della montagna. Chi continuerà a non rispettare, distruggere, uccidere. A prevaricare e sottomettere. A pensare al proprio sporco interesse e non rispettare regole e divieti anche se questo comporta che qualcuno ci muoia…

Questi ci saranno sempre. Ma quando parte il cambiamento è come un’onda immensa che travolge ogni cosa, e non puoi più fermarla. E se ti lasci andare, senza opporti,  anche se fa paura, e fluisci con lei, in armonia, quando sarai arrivato a destinazione, lei ti depositerà delicatamente sulla riva di un nuovo mondo.

E tutto potrà iniziare di nuovo…

La via per uscire passa dalla porta. Chissà perché nessuno la prende mai.
(Confucio)

Vi portiamo con noi…

Possiamo uscire a fare qualche passeggiata, è vero, ma come è giusto, solo lo stretto indispensabile;  stanno chiudendo i parchi, e non tutti hanno la fortuna di abitare vicino al bosco.

Così, io e la mia anima gemella a quattro zampe, vi portiamo con noi, nel bosco... qualche minuto in mezzo al suo colore, al suo calore di umido e verde, accompagnati dai suoi profumi e dai suoi rumori.

Basta lasciarsi andare, respirare, a lungo e concedersi pochi minuti di quiete… e lasciare che le immagini e i suoni parlino alla nostra anima.

Restiamo in ascolto…

Il bacio

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Si incontrarono ogni giorno nel bosco e sotto le ali spiegate di un faggio millenario si raccontarono i segreti che solo gli innamorati, conoscono.

Quando si scambiarono il primo bacio, i loro cuori tremarono: la forza della sua bellezza, la sua consolazione struggente e la fragilità della loro natura di umani. Come avrebbero potuto proteggere un dono così prezioso dalla meschinità, dalle aspettative e dalla debolezza dell’amore? Insieme, desiderarono, che quell’attimo potesse essere infinito, custodito, protetto e puro… Quale natura poteva essere così perfetta?

Il vecchio bosco sorrise, e li trasformò in alberi…

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Radici…

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Ho visto mio fratello tagliato, reciso colpo su colpo, fendenti ferire il suo  vecchio tronco, la resina sgorgare come sangue profumato. Ho sentito il suo dolore, forte come il mio, e ho pianto con lui,  per il tradimento dell’uomo: eppure gli aveva donato ombra e fresco nelle giornate più assolate, e l’aveva protetto con la sua folta chioma, durante le tempeste estive.

Gli aveva donato, generoso, i suoi frutti. L’aveva amato.

Poveri uomini, ancora non sanno che siamo così simili,  ancora non sanno che quando ci feriscono, feriscono loro stessi. Ancora non sanno che  nei  nostri sogni li desideriamo e custodiamo la loro fragile essenza, nelle nostre radici.

Il giorno degli alberi…

Ci sono betulle che di notte levano le loro radici e tu non crederesti mai che gli alberi, di notte, camminano o diventano sogni. Alda Merini

Oggi, abbraccia un albero – ogni giorno – e ringrazialo per il suo dono meraviglioso

Santuari

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Tra le fronde degli alberi stormisce il mondo, le loro radici affondano nell’infinito; tuttavia non si perdono in esso, ma perseguono con tutta la loro forza vitale un unico scopo: realizzare la legge che è insita in loro, portare alla perfezione la propria forma, rappresentare se stessi. Niente è più sacro e più esemplare di un albero bello e forte.
Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi li sa ascoltare, conosce la verità. Essi non predicano dottrine e precetti, predicano, incuranti del singolo, la legge primigenia della vita.
(Hermann Hesse)

E loro, umili nella loro immensità,  non chiedono altro che di essere ascoltate…