I messaggi delle fiabe

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Le fiabe da sempre raccontano la vita degli uomini, raccontano la vita vera.  E portano messaggi, fondamentali per la nostra crescita e per la nostra realizzazione.

Ho studiato le fiabe antiche – alcune fra le più conosciute, e altre meno conosciute ma altrettanto belle –  e i loro profondi e preziosi significati, e ho raccolto i miei appunti, post ed emozioni in un libro.

I messaggi delle fiabe    è un piccolo viaggio nel mondo meraviglioso delle fiabe, nei loro simboli, nei loro archetipi.

Questo libro partecipa al Concorso @ilmioesordio indetto dal sito @ilmiolibro.it, puoi leggerlo integralmente per i primi 30 giorni, lasciare un commento e se ti piace puoi supportarlo!
#imessaggidellefiabe #contestletterario

 

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Guarda chi legge…

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Nuove, fantastiche lettrici per la nostra fiaba La corona del Re!

E voi cosa aspettate? Questa fiaba, con i bellissimi disegni di Ilaria Tira partecipa al concorso ilmioesordio . Potete leggere la fiaba, lasciare un commento o una recensione e supportarla.

Questo per noi è un viaggio meraviglioso… venite con noi?

Alla Porta delle Fate

C’ è un posto dove i bambini possono sentirsi davvero liberi di essere bambini, di giocare, di sperimentare e di mettersi alla prova. Liberi di crescere, giocando.

C’è un posto dove i grandi possono sentirsi davvero liberi di entrare in connessione con quella parte bambina che è sempre dentro di noi ma, crescendo, dimentichiamo. Se le lasciassimo prendere il sopravvento, ogni tanto, potremmo vedere le piccole cose preziose che il nostro cuore distratto non riesce più a vedere.

In questo posto, c’è un bosco fatato, un vero bosco fatato, intendo, dove dagli alberi pendono lenti magiche, cuori, fili colorati, e nei tronchi ci sono piccole porticine che ti portano chissà dove. 

Il posto perfetto, in cui si dice, dimori lo spirito di una fata. 

Il posto perfetto per incontrare nuove bellissime persone, nuovi sognatori, nuovi viaggiatori…  il posto perfetto per sedersi in cerchio, e lasciare che la meravigliosa energia della natura ci accolga; il posto perfetto per meditare, accompagnati dalla musica, e lasciarci guidare nel nostro cammino interiore, senza temere di incontrare il drago; sappiamo che il nostro Re ci ha chiamato perché siamo pronti a intraprendere il nostro viaggio. (tratta da il viaggio dell’eroe. Paola Biato)

Il nostro Eroe ci guida nel cammino. 

E alla fine del  nostro percorso, troviamo le Carte delle Fiabe, create da una Maestra, ideatrice del metodo Psicofiaba, Paola Biato, carte Archetipiche, potenti: ci parlano attraverso i simboli e le meravigliose immagini. 

Tu  scegli la tua carta,  ma in realtà lei sceglie te, per parlare alla tua anima. Apre alla ricerca. Ti accompagna nel tuo viaggio. Ti aiuta a scrivere la fiaba che hai nel cuore…

C’è un posto perfetto dove la bellezza, la voglia di fare, di creare cose nuove, la passione aprono le porte del Tutto-Possibile,  dove il talento si fonde armoniosamente con una geniale fantasia, dove basta uno sguardo per capire che sì, che insieme si possono fare cose speciali, che si può immaginare e poi creare. 

Il viaggio continua…

 

 

Archetipi e fiabe

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Illustrator Patrizia Kovacs

 

Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero, teorizzava che l’ inconscio alla nascita contenga delle impostazioni psichiche innate, informazioni trasmesse in modo ereditario, fin dall’inizio dei tempi. Queste informazioni – codici di messaggi universali –  appartengono a tutti i popoli e sono definiti archetipi. Secondo Jung gli archetipi hanno sede nell’inconscio collettivo, un sistema psichico più profondo dell’inconscio personale che, invece, raccoglie le esperienze personali dell’individuo.

Le fiabe sono l’espressione degli archetipi, cioè di queste immagini primordiali,  idee innate e predeterminate dell’inconscio umano. Prima c’erano i miti: l’uomo, che non sapeva spiegarsi il mondo intorno a sé,  raccontava storie meravigliose per spiegare la propria esistenza, per comprendere la vita.  Nei miti, l’uomo si rapportava agli Dei, alle divinità che regolavano le leggi, per lui incomprensibili, della natura; i miti erano strettamente legati al sistema sociale e religioso dei popoli e quando questo decadde, decaddero anche i miti e lasciarono il posto alle fiabe: dal divino meraviglioso si passò al magico umano – non più Dei, ma esseri magici, streghe, fate, re e gnomi.

Ma le fiabe hanno continuato a raccontare le storie dell’uomo.

Gli archetipi sono spesso presenti nelle fiabe soprattutto quelle antiche; ad esempio l’archetipo dei riti di iniziazione: nell’antichità  i giovani – nel passaggio dell’infanzia alla età adulta – dovevano superare il rito dell’iniziazione: dovevano abbandonare la propria casa e andare – allontanamentonelle foreste, per incontrare gli sciamani, superare prove, quasi sempre molto dure, che potevano portarli alla morte. Ma se sopravvivevano, voleva dire che erano passati in una nuova fase di vita, di crescita:   molti protagonisti delle fiabe più conosciute  devono allontanarsi dalla propria casa, o devono iniziare un viaggio,   – andare nel bosco, come Cappuccetto Rosso, – o sono abbandonati nel bosco, come Hansel e Gretel, e devono superare delle proveaffrontare il lupo, o essere catturati e uccidere la strega.

O devono trovare un tesoro, come deve fare il grullo delle le Tre piume dei Fratelli Grimm.

Il viaggio nel bosco rappresenta la metafora della crescita interiore dell’individuo, il bosco è il luogo iniziatico per eccellenza.

Il linguaggio semplice delle fiabe è accessibile a tutti i livelli e per questo rappresenta l’archetipo nella sua forma più pura: le fiabe  parlano al profondo dell’uomo e lo aiutano nel processo di crescita e realizzazione, che Jung definisce il Sé, la totalità psichica dell’individuo, la perfetta integrazione fra conscio e inconscio, fra impulsi positivi e negativi, e solo la conoscenza e l’equilibro di queste istanze,  presenti nell’uomo, lo porta al fondamentale processo di individuazione di sé stesso.

Ognuno di noi ha in sé molti archetipi, alcuni consapevoli e altri che non sappiamo di avere, che agiamo, più o meno, a seconda del periodo e delle esperienza che stiamo vivendo: ci accompagnano nel nostro percorso di crescita e di vita – nel nostro viaggio –  e ogni archetipo ha il suo corrispondente positivo e negativo, due parti che esistono singolarmente proprio perché esiste la loro parte opposta corrispondente.

Capire quale archetipo è più presente, o dominante in noi,  può aiutarci meglio a comprendere il percorso che stiamo affrontando.

Ne parliamo insieme? Ai prossimi post…

 

 

Sognatori…

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Gli piaceva stare da solo, e pensare i suoi pensieri.
Il guaio è che i grandi si illudono di sapere che cosa succede dentro la testa di un bambino di dieci anni. Ed è impossibile sapere di una persona che cosa pensa, se quella persona non lo dice.

Peter si ritrovò da solo ai margini del cortile. Guardando, chiunque avrebbe visto un bambino vicino al muro che fissava lo  nel vuoto, senza fare niente. In realtà, Peter pensava molto intensamente.” L’inventore di sogni – Ian McEwan.

Piccoli momenti perfetti quando i sognatori si incontrano…

 

Gli occhi

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“E in fondo ad ognuno di quegli occhi abitavo io, ossia abitava un altro me, una delle immagini di me, e s’incontrava con l’immagine di lei, la più fedele immagine di lei, nell’ultramondo che s’apre attraversando la sfera semiliquida delle iridi, il buio delle pupille, il palazzo di specchi delle rètine, nel vero nostro elemento che si estende senza rive né confini”

– Italo Calvino – Le Cosmicomiche (1965)

Maschere

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Painter Mart Matra

“Tutti sanno che un clown dev’essere malinconico per essere un buon clown , ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria da morire, fin lí non arrivano.”

Heinrich Boell – Opinione di un clown