Anche le maestre vanno a scuola

I bambini hanno bisogno di regole, hanno bisogno di aver adulti – i genitori prima e poi le insegnanti nella scuola, poi – che siano un fondamentale punto di riferimento sociale e che li preparino a vivere e a crescere in un mondo che è fatto da regole.

La scuola d’infanzia ha la funzione di accompagnare il bambino, in un’alleanza continua con la famiglia, sempre più auspicabile – a diventare un adulto sereno, consapevole e responsabile. Un compito importantissimo, che deve essere fatto al meglio.

Per questo anche le maestre vanno a scuola, e lo fanno per imparare cose nuove ed essere sempre più preparate per i loro bambini. Ogni aggiornamento professionale diventa un momento unico per fermarsi, fare il punto della situazione sul proprio lavoro, sulla propria motivazione e possibilità di migliorarsi. 

L’individuo cresce e impara in ogni momento della propria vita.

Lo dico sempre che quando insegno, ricevo, a mia volta, grandi insegnamenti, e la cosa più gratificante è incontrare professioniste competenti, attente e soprattutto appassionate del proprio lavoro, che vogliono dare il meglio ad ogni loro piccolo alunno…

Grazie di cuore alle bravissime maestre, educatrici, e alla direttrice, della scuola dell’infanzia G.Tovini di Marcheno per la condivisione , le importanti riflessioni e il reciproco confronto.

Il secondo giorno

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Come lo accoglieremmo oggi? Un bambino povero, di un paese lontano, portato dai genitori che hanno fatto un lunghissimo e faticoso viaggio – per scappare dalla paura e dalla morte – e che cercano solo quiete e un posto caldo. Come lo accoglieremmo?

Il secondo giorno

Ormai non seguivano più il sentiero, ma seguivano  la luce che la Stella, magnifica nel cielo, indicava loro.

Maria camminava senza fatica ora, e Giuseppe, senza saperne il motivo e avvolto dal mistero della sua giovane moglie, avanzava con una nuova energia.

Erano arrivati a Betlemme a notte inoltrata. Avevano seguito la luce della Stella incuranti del freddo, finché erano arrivati ad una piccola stalla, illuminata da una piccola lanterna. Giuseppe aveva aperto piano la porta e aveva visto che il terreno era cosparso di morbido fieno.

All’interno un piacevole tepore. Una mucca ruminava tranquilla in un angolo e dall’altro lato c’era un piccolo asino.

Giuseppe sorrise. Erano arrivati.

Ricordi

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Ogni volta che vedevo le canne di fiume provavo sempre un’incomprensibile emozione, ma poi lei, la mia bambina interiore, mi ha fatto ricordare un fidanzatino 5enne che me le regalava sempre.

E me lo sono rivisto, improvvisamente davanti, impacciato, con la sua immancabile maglietta blu, e sono tornata la bambina con le ginocchia sempre sbucciate, che lo guardava emozionata .

Come dice Pavese, non si ricordano i giorni, ma si ricordano gli attimi…

Attimi preziosi. Ricordare, vuol dire ricordare chi siamo, da dove veniamo.

E tu? Riesci a ricordare? Qual è l’ attimo prezioso che porti nel cuore?