Disegna un sole!

sole

“nel buio, non c’è niente di cattivo, è solo che tutto si colora di nero; il nero è solo un colore e i colori non fanno paura.”
I colori di Sofia.

A volte il buio non è solo fuori, a volte è anche dentro di noi. Ma ognuno può far brillare il proprio bellissimo sole. Colori meravigliosi sono già dentro di noi.

Elena Bertoloni illustrator – Benvenuta nello staff 

 

Per sempre

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Alice: “Per quanto tempo è per sempre?” Bianconiglio: “A volte solo un secondo.”

Alice nel paese delle meraviglie – Lewis Carrol

Dipende da noi. Dipende da noi rendere immortali attimi preziosi che riempiono la vita come anni. Siamo così prigionieri  del tempo, e troppo volte ci sembra di non averne mai abbastanza, o di non saperlo riempire nel modo giusto.  O di riempirlo troppo, di troppe, inutili cose… L’importante è non fermarsi  a pensare.

O di sprecarlo…

Ma possiamo fermare il tempo quando sappiamo accogliere e riconoscere  le piccole cose preziose, quelle che restano nel cuore, anche quando il loro tempo passa.

Quando sappiamo dare loro, il giusto valore. Quando pochi secondi diventano per sempre.

Uno sguardo, un sorriso, un pensiero, un incontro. Una risata. Un giorno di pioggia. Un abbraccio. Il naso umido del tuo cane che ti soffia addosso, proprio quando ne hai un estremo bisogno.

Pensaci… Quei pochi secondi in cui, quasi distrattamente, hai  pensato ” oh sì, questo è un momento perfetto”.

Qual è il tuo “per sempre“?

 

Storie

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“Se una storia è un seme, noi siamo il suo terreno…  Se ascoltiamo la storia di un lupo, dopo, per qualche tempo, andiamo vagando come un lupo, o come un lupo sappiamo” –

Clarissa Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi.

Le storie sono tutte intorno a noi, dobbiamo solo concederci il meraviglioso privilegio di raccontarle!

Le fiabe in azienda

fiabe in azienda

Sempre più, le grandi aziende scelgono di parlare del proprio lavoro raccontando una storia: che sia il ricordo del nonno che ha fondato l’azienda, o il bimbo che nasce in un supermercato la notte di Natale, o la nonna di Cappuccetto Rosso che tiene in mano un cellulare, la tendenza è quella di emozionare i propri clienti, di creare una relazione con il proprio pubblico.

Perchè le aziende sono fatte di persone, persone che hanno immaginato, che hanno costruito e si sono  impegnate; persone che lavorano ogni giorno, che faticano, che hanno successo, o si arrabbiano.

Grafici e brochure  possono raccontare  i numeri ma non le emozioni.

Le storie invece sì, perchè la narrazione ha il grande potere di coinvolgere, di far ricordare: ascoltare storie è un atto che l’uomo ha fatto fin dalla notte dei tempi.

Noi scriviamo fiabe, e con le fiabe abbiamo raccontato la storia di aziende, i loro valori, la loro missione e i loro prodotti. Anche i loro numeri, ma creando emozioni.

Alcuni dei nostri clienti:

Aquafresh 

Saef

Centro Analisi Santa Maria 

Artistique Aircut

Volete avere più informazioni? Volete avere un preventivo senza impegno? Contattateci: via mail   a fiabeincostruzione@gmail.com o  compilando il modulo.

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Grazie per la risposta. ✨

Cosa portiamo nel nuovo anno?

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La valigia è fatta, colma di tutto quello che vogliamo portare con noi in questo nuovo anno:  abbiamo portato le cose essenziali ma è lo stesso molto pesante, ma non ci preoccupa, noi non sentiamo il peso delle cose che amiamo. 

Siamo pronte per partire per questa nuova avventura: stiamo preparando cose nuove per voi, e vogliamo farlo al meglio: la nostra valigia è carica di libri, di voglia di fare e di costruire cose nuove su quello che abbiamo lasciato nel vecchio anno. 

La nostra valigia è’ carica di cuore, di passione per il nostro lavoro. E’ carica di fiabe, del loro meraviglioso potere, dei loro preziosi messaggi. Portiamo anche noi un pizzico di magia, quella non può mai mancare. E abbiamo le stelle, stelle lucenti che ci illuminano la strada.

Volete fare questo viaggio con noi?

Buon Natale

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fiabeincostruzione.com

Per ogni storia che ci avete raccontato, per ogni momento, anche piccolo piccolo, che ci avete dedicato… per averci donato le vostre emozioni, grazie!

Vi auguriamo un Natale colmo di piccole cose preziose, di silenzi appaganti e gioiose condivisioni; di bellissime storia raccontate guardandosi negli occhi.

Vi auguriamo di tornare un pò bambini e di desiderare…

Vi auguriamo uno splendido Natale 

 

La notte magica

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illustrator Patrizia Kovacs

 

Questa notte è la notte giusta per tornare bambini, per ascoltare le sensazioni del cuore, e per lasciarsi andare al privilegio di sentirsi emozionati, tanto da non riuscire a dormire.

Perchè è bello ascoltare la notte, vivere i suoi silenzi e la magia del suo gelido cielo pieno di stelle. Perchè a volte è proprio bello non dormire, per stare vicini vicini a parlare; non aspettare l’ora di colazione per preparare caffè e brioches. Per leggere un libro, per disegnare… per scrivere.

Per aspettare Santa Lucia… lo sapete, lei porta splendidi doni anche ai grandi.

Questa notte non dimenticate di desiderare… vi auguriamo una notte magica, piena di meraviglia e di piccole cose preziose.

 

Era la notte di Santa Lucia, la notte più lunga e magica di tutto l’anno; tutti i bambini erano nei loro lettini, incapaci di dormire ma con gli occhi serrati, perché si diceva che Santa Lucia, che portava i giocattoli ai bambini, non voleva farsi vedere da loro e se li avesse incontrati, avrebbe gettato nei loro occhi una polvere scura.

Nessun bambino voleva farla arrabbiare perché Santa Lucia portava doni meravigliosi, e ascoltava sempre le richieste dei bambini. Ogni bimbo, prima di andare a dormire lasciava sulla finestra di casa un po’ di latte e fieno per il suo asinello, che doveva essere stanco con tutto quel peso sulla schiena. Lui portava i sogni di tutti i bambini del mondo.

Ma non solo i bambini aspettavano Santa Lucia; nella cameretta di una bambina, c’era una bambola che desiderava tanto tanto avere un orsacchiotto.

-Che storia sciocca è questa – protestò Keil- le bambole non possono desiderare, sono solo bambole.

La piccola Gemma, invece di mettere il muso, si fece seria, seria – Una strega cattiva le aveva fatto un incantesimo, e lei stava tutto il tempo seduta su un mobile perché quella bambina, che aveva tanti giochi, non giocava mai con lei e la bambola si sentiva sola. Non se lo ricordava più, ma una volta era stata anche lei una bimba. –

Keil non replicò e senza accorgersi di avere gli occhi sgranati, restò in ascolto

Così la bambola– proseguì la piccola Gemma- voleva un orsacchiotto, tutto per lei, così avrebbe avuto qualcuno con cui giocare. Detto fatto, si fece aiutare dai pennarelli colorati che stavano sul mobile e scrisse una lettera a santa Lucia, tutta colorata perché lei non la dimenticasse. E poi, con un bel sorriso sulle labbra, attese…

Venne la notte di Santa Lucia e mentre tutti i bambini dormivano, la bambola aspettava seduta sul suo mobile sperando con tutto il suo povero cuoricino da bambola di ricevere il dono tanto desiderato, ma tanta era l’emozione che alla fine si addormentò e sognò il suo orsacchiotto.

Quando la mattina la bambola si svegliò, si sentì davvero strana; sentiva caldo allo stomaco e qualcosa di strano più su, dove lei non sapeva ancora, c’era il suo cuore: non sapeva ancora di stare provando l’emozione: guardandosi le manine e i piedini vide che non erano più da bambola: era diventata una bambina che dormiva in un lettino vero, e accanto a lei c’era l’orsetto che le aveva portato Santa Lucia e che divenne il suo inseparabile amico. 

La bambola e il suo orsacchiotto – Calendario dell’Avvento 2017

 

 

 

Autunno

foglie

Cadete foglie, cadete fiori e svanite,
notte distenditi, accorciati giorno,
ogni foglia mi parla di pace soave
staccandosi con un sussurro dall’albero autunnale
(Emily Bronte)

E’ il momento della quiete, dell’introspezione. Della raccolta.

E’ il momento del perdono, e dell’amore.  E’ il momento di accondiscendere alla

struggente, consolante  malinconia. E’ il momento di ascoltarsi, e di ascoltare le storie che i caldi

colori della natura ci  vogliono raccontare

Benvenuto Autunno…

 

La fanciulla senza mani

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Illustrator Patrizia kovacs

La fanciulla senza mani è una fiaba dei fratelli Grimm, antica e molta bella; una fiaba che racconta il viaggio interiore dell’universo femminile; una fiaba per le donne, per quelle donne che non hanno potere – che non vogliono avere potere – contro le decisioni di un uomo – padre, o marito – ma poi, nel loro percorso di vita imparano a scegliere, a decidere per sè stesse.

Con le mani puoi toccare, puoi tenere, puoi prendere... la fanciulla senza mani dovrà percorrere un lungo cammino per raggiungere la sua vera identità, la sua vera essenza.

E’ una fiaba importante, da leggere e rileggere. Da comprendere.

Partiamo dal disegno della nostra  Patrizia Kovacs

“In primo piano c’è La Grande Madre Selvaggia, nella fiaba la vecchia Regina, che affonda le sue radici nelle viscere della terra.  Piega i suoi rami, i rami del pero, per sfamare la fanciulla.
Il frutto maturo è simbolo della consapevolezza e della creatività.
Di fianco a sx della fanciulla, un piccolo Angelo, simbolo dello spirito bianco
che la protegge lungo il suo cammino. A destra ai margini il Diavolo,  il predatore dell’anima.
In fondo il giardiniere, che con il suo lavoro custodisce, rigenera il seme
del suolo e della radice dell’anima.
Più in basso un daino, esso rappresenta il sacrificio, il dover camminare solo
con le nostre forze, e il sacrificio del daino è volto a liberare l’energia
delicata di noi donne ma vincolante al daino.
Dal cordone ombelicale, dal sesso della Regina (la Grande Madre Selvaggia)
partono una serie di fitte radici che compongono la figura del figlio, l’IO-Bambino, che diventerà Re quando intraprenderà il cammino alla ricerca della sua Amata sposa e che troverà solo dopo aver vagabondato e sofferto ….(il viaggio, la discesa nel sottobosco deve essere fatta da entrambi -forza femminile e forza maschile) la nuova unione sarà completa con la Donna che il Re si troverà davanti…

Lei ma non più Lei …. non più fanciulla ma sposa, poiché ha attraversato i diversi cicli della donna, di sette anni, rappresentati dalle sette fasi lunari (sopra la testa della fanciulla e l’albero).
Le mani d’argento rappresentano il colore speciale del mondo e della luna, sono
veri esseri umani…. una per il mondo di sopra, per sentire gli altri,  e una per il mondo sotterraneo rappresentata con un occhio per vedere attraverso il buio. Patrizia Kovacs

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cipolla gentile che non sa ancora amare

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Una nuova recensione per la nostra fiaba “Storia di un Porro e di una Farfalla, che riporto integralmente perchè non solo è molto bella ma ha colto perfettamente il senso della fiaba e del suo messaggio, un progetto a cui teniamo molto.

Grazie Blustella, di cuore.

Se vuoi anche tu puoi leggere le prime pagine della nostra fiaba, lasciare un commento e anche comprarla

Buona lettura

Care Mariarosa e Vittoria, scrivere e disegnare è la stessa arte, con due strumenti diversi… la penna ed il pennello… ho scelto di leggere la vostra favola perché incuriosita dalla bella copertina, provenzale, e dal nome buffo del “Porro”. 
Mi aspettavo una favola leggera e scanzonata…invece avete trasmesso un messaggio molto profondo e la favola ha un retrogusto amaro, che colpisce, spiazzandolo, il lettore. All’inizio mi ha colpito il gioco, immagino voluto, tra la descrizione regale e distinta ed il nome un po’ ridicolo dell’ortaggio protagonista, un porro… un porro che altro non è se non una variante della comune cipolla.
Seppur “cipolla gentile”, il porro sempre cipolla rimane… ma tutti gli abitanti dell’orto lo ammirano per il suo elevarsi al cielo e poter danzare nel vento… è una creatura semplice ma a cui è stato offerto un grande dono da Madre Natura. Quando ama la farfalla e lui si sente inadeguato ed invidioso della sua libertà, il porro agisce con egoismo e profonda cattiveria, fino ad uccidere l’amata, spezzandole le ali con lo stesso suo capo su cui lei si posava per amarlo… la parte del porro da lei più amata diviene la sua prigione e la sua fine.
Ancora più amaro, almeno per me, è “l’ultimo sguardo” che i due amanti si scambiano perché non è specificato se si tratti dell’ultimo sguardo della giornata, e quindi la farfallina ritornerà il giorno dopo da lui… oppure se si tratta dell’ultimo sguardo che i due si scambieranno nella loro vita… è questo è un concetto per me molto toccante, perché chi ha il privilegio di provare Amore e di vivere il raro sentimento dell’innamoramento non dovrebbe mai sciuparlo, mai tradire quel moto di vita e di felicità del cuore.
Pensare a quell’”ultimo sguardo” come ad un addio fa male, ma è cruciale la presa di coscienza della farfalla, che nonostante abbia ridato fiducia al porro, viene tradita per la seconda volta da lui, rischiando addirittura la vita per aver creduto al pentimento dell’amato.
La vostra è una favola molto profonda, che può insegnare un messaggio ai bambini, sensibilizzarli e quindi credo potrebbe essere proposta in lettura nelle Scuole.
Con grande affetto,

Blustella