La notte magica

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illustrator Patrizia Kovacs

 

Questa notte è la notte giusta per tornare bambini, per ascoltare le sensazioni del cuore, e per lasciarsi andare al privilegio di sentirsi emozionati, tanto da non riuscire a dormire.

Perchè è bello ascoltare la notte, vivere i suoi silenzi e la magia del suo gelido cielo pieno di stelle. Perchè a volte è proprio bello non dormire, per stare vicini vicini a parlare; non aspettare l’ora di colazione per preparare caffè e brioches. Per leggere un libro, per disegnare… per scrivere.

Per aspettare Santa Lucia… lo sapete, lei porta splendidi doni anche ai grandi.

Questa notte non dimenticate di desiderare… vi auguriamo una notte magica, piena di meraviglia e di piccole cose preziose.

 

Era la notte di Santa Lucia, la notte più lunga e magica di tutto l’anno; tutti i bambini erano nei loro lettini, incapaci di dormire ma con gli occhi serrati, perché si diceva che Santa Lucia, che portava i giocattoli ai bambini, non voleva farsi vedere da loro e se li avesse incontrati, avrebbe gettato nei loro occhi una polvere scura.

Nessun bambino voleva farla arrabbiare perché Santa Lucia portava doni meravigliosi, e ascoltava sempre le richieste dei bambini. Ogni bimbo, prima di andare a dormire lasciava sulla finestra di casa un po’ di latte e fieno per il suo asinello, che doveva essere stanco con tutto quel peso sulla schiena. Lui portava i sogni di tutti i bambini del mondo.

Ma non solo i bambini aspettavano Santa Lucia; nella cameretta di una bambina, c’era una bambola che desiderava tanto tanto avere un orsacchiotto.

-Che storia sciocca è questa – protestò Keil- le bambole non possono desiderare, sono solo bambole.

La piccola Gemma, invece di mettere il muso, si fece seria, seria – Una strega cattiva le aveva fatto un incantesimo, e lei stava tutto il tempo seduta su un mobile perché quella bambina, che aveva tanti giochi, non giocava mai con lei e la bambola si sentiva sola. Non se lo ricordava più, ma una volta era stata anche lei una bimba. –

Keil non replicò e senza accorgersi di avere gli occhi sgranati, restò in ascolto

Così la bambola– proseguì la piccola Gemma- voleva un orsacchiotto, tutto per lei, così avrebbe avuto qualcuno con cui giocare. Detto fatto, si fece aiutare dai pennarelli colorati che stavano sul mobile e scrisse una lettera a santa Lucia, tutta colorata perché lei non la dimenticasse. E poi, con un bel sorriso sulle labbra, attese…

Venne la notte di Santa Lucia e mentre tutti i bambini dormivano, la bambola aspettava seduta sul suo mobile sperando con tutto il suo povero cuoricino da bambola di ricevere il dono tanto desiderato, ma tanta era l’emozione che alla fine si addormentò e sognò il suo orsacchiotto.

Quando la mattina la bambola si svegliò, si sentì davvero strana; sentiva caldo allo stomaco e qualcosa di strano più su, dove lei non sapeva ancora, c’era il suo cuore: non sapeva ancora di stare provando l’emozione: guardandosi le manine e i piedini vide che non erano più da bambola: era diventata una bambina che dormiva in un lettino vero, e accanto a lei c’era l’orsetto che le aveva portato Santa Lucia e che divenne il suo inseparabile amico. 

La bambola e il suo orsacchiotto – Calendario dell’Avvento 2017

 

 

 

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