Se non vai nei boschi…

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-Non andare nel bosco, non uscire- dissero.

-E perché no? Perché non dovrei andare nel bosco stasera?- domandò lei.

-C’è un lupo grande grande che mangia le creature come te. Non andare. Non andare. Diciamo sul serio-

Naturalmente, lei uscì.

Clarissa Pinkola Estes. Donne che corrono con lupi

Quando sei pronta ad andare nel bosco e incontrare il tuo lupo, sei pronta per il tuo viaggio…

Puoi fare un pezzo della tua  strada insieme a noi. Se vuoi informazioni sui nostri corsi individuali  e di gruppo per la crescita personale, con il supporto delle fiabe, scrivi a

fiabeincostruzione@gmail.com

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I messaggi delle fiabe

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“Così si mise a cercare il buco della serratura, ma non riusciva a trovarlo. Alla fine, lo vide, ma era così piccolo che lo si poteva appena vedere. Provò la chiave e questa entrò perfettamente. La girò una volta e… adesso dobbiamo aspettare che sollevi il coperchio per sapere quali grandi meraviglie la scatola contiene.”

La chiave d’oro – F.lli Grimm

Tutti noi, anche chi non lo sa ancora, e forse non lo saprà mai, stiamo cercando la piccola serratura. Abbiamo trovato lo scrigno magico che ci appartienema guarda, era sempre stato lì e non l’avevo mai visto, -ma non sappiamo come aprirlo.

Qualcuno  è fermo immobile davanti allo scrigno e non sa cosa fare. Forse ha paura: cosa ci sarà dentro?

 Altri hanno iniziato subito a cercare la chiave – non importa se la neve è gelida e le mani fanno male – e ora cercano la serratura per aprire lo scrigno – lì c’è dentro il mio tesoro – 

Qualcun altro, si è voltato e si è allontanato, pensando che ha cose più importanti da fare, problemi da risolvere, preoccupazioni da affrontare.

E qualcuno, ha trovato la piccola serratura e sta aprendo il suo scrigno magico…

“Ognuno di noi ha un tesoro che aspetta solo di essere portato alla luce; a volte è nascosto così profondamente che nemmeno sappiamo di averlo.  A volte siamo troppo pigri per guardare così a fondo, o per faticare nella ricerca.

A volte fa un po’ paura perché l’idea di cambiare qualcosa ci spaventa. A volte la scatola che lo contiene non ha nemmeno la serratura”.  I messaggi delle fiabe 

Da oggi I messaggi delle fiabe è in vendita anche sul sito Il Giardino dei Libri.it

per acquistarlo vai qui.

Le fiabe ci vengono a cercare, portano sempre messaggi preziosi, basta saper ascoltare…

Ritrova il tuo bambino interiore

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Che bambino o bambina eri?Come giocavi? Cosa ti dava gioia? Cosa ti spaventava?
Quel bambino, quella bambina, sono ancora dentro di noi, solo che crescendo, abbiamo smesso di ascoltarli. Ci siamo dimenticati di loro.
Ritrovare la connessione con la nostra parte bambina ci consente di conoscere e superare le sue paure e integrare la sua dimensione vitale e gioiosa.
Il bambino, la bambina che eri, cammina ancora accanto a te. Devi solo prendergli/le la mano,
Ritrova la connessione con il tuo bambino interiore, un laboratorio di due giornate, un percorso di evoluzione e crescita.
Il viaggio continua…
#ilviaggiodelleroe #bambinointeriore

Leggiamo una fiaba?

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Perché è importante leggere le fiabe ai bambini? A che età è bene iniziare a leggere le fiabe?
Quali fiabe leggere? È giusto leggere le fiabe che fanno paura? Come leggere una fiaba?
E se volessi inventare una fiaba con il mio bambino?

Tante domande che spesso trovano tante risposte diverse e magari creano un po’ di confusione. Le fiabe sono fondamentali per accompagnare la crescita e lo sviluppo infantile. La narrazione è uno strumento importantissimo di comunicazione nella relazione educativa, e la comunicazione alimenta il bisogno del bambino di relazione e conoscenza, insegnando empatia e accoglienza.

 

Un laboratorio rivolto a genitori, educatori, insegnanti, per lavora nel settore dell’infanzia, per che semplicemente ama le fiabe.

Leggere una fiaba ai piccoli, vuol dire creare uno spazio prezioso, di condivisione, amore, sicurezza, benessere e crescita. Scoprirai che il magico potere delle fiabe funziona anche per mamma e papà.

Presso La Ninfea Via Girelli, 8, 25017 Lonato BS

Ingresso. 20,00 euro – È richiesta la prenotazione

Per informazioni e prenotazioni: 0039 3496501558 – fiabeincostruzione@gmail.com

Le relazioni di cura

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L’uomo chiuse la porta e vi si appoggiò con un sospiro, l’ennesimo.

Fece mentalmente un rapido resoconto della situazione: ok, non sembrava male. A parte la tartaruga. Ci mancava solo uno stupido animale. Marcus non gli aveva detto di darle da mangiare o altro, e menomale, non aveva certo il tempo di badare a niente e a nessuno.  Ce la faceva a malapena con sé stesso.

Improvvisamente distrutto, andò in camera, si stese sul letto e dopo due minuti dormiva profondamente.

La tartaruga, nella sua scatola, si puntò sulle zampine e tirò in alto il muso annusando l’aria. C’era un odore nuovo: odore di umano ok, misto a quello della paura, della solitudine, e del dolore. Li riconosceva, lei aveva lo stesso odore.

Ma ne sentiva un altro, diverso da tutti gli altri. Era un odore buono”-  L’uomo e la tartaruga

Un’ accurata, e attenta lettura del messaggio più profondo che la nostra favola, L’uomo e la tartaruga, Giovanelli Edizioni – con la bella copertina della brava Elena Bertoloni –  porta con sé e che ci fa onore, e del resto ogni contributo di Antonella Bastone, che ringraziamo, ci rivela i meravigliosi significati delle fiabe (Le fiaba raccontate agli adulti – Storie di ieri e di oggi per la formazione – A. Bastone.

“Le relazioni di cura hanno caratteristiche ben precise: richiedono capacità di decentramento sull’altro, empatia, complicità. Richiedono di riuscire a fare uno spazio dentro sé per accogliere l’altro,  partecipare ai vissuti dell’altro e restituire infine benessere. A volte relazioni di questo tipo capitano in un momento particolare della vita, quando la vita stessa è messa alle strette e ha bisogno di rimettersi in moto. Allora si scopre che la relazione di cura dell’altro è una relazione che cura innanzitutto se stessi, come succede all’uomo della storia: il rapporto con la tartaruga, chiara proiezione della propria vita, è innanzitutto l’opportunità per rimettere in gioco la propria storia. Ecco che le più basilari operazioni di accudimento (cibo, igiene, ripristino dello spazio vitale) sono in realtà i passaggi simbolici di un rinnovamento esistenziale” –Antonella Bastone

L’uomo la tartaruga, non a caso è ambientata in una metropoli; grandi città  dove spesso l’uomo  diventa troppo individualista per difesa, e non riesce a vedere  le piccole cose, preziose, che sono intorno a lui, e che invece potrebbero salvarlo.

Come farà la piccola tartaruga…

Puoi acquistare il libro su IBS.

Raccogliamo le ossa

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Dico sempre che noi donne, dopo i 50, non siamo più ‘grandi’ ma siamo più ‘consapevoli’. Consapevoli delle nostre risorse, della nostra autonomia e della nostra forza.
Della forza delle nostre emozioni. Così sappiamo che possiamo ancora amare, con tutte noi stesse, ma sappiamo andare via da un amore che non ci nutre. Sappiamo che la mancanza può essere struggente come la consolazione. E diventare una ricchezza. Sappiamo che anche se lasciamo andare qualcuno, ci resterà sempre nel cuore. Sappiamo che possiamo vedere i volti delle piante e abbracciarle per ascoltare la loro voce antica. Anche se siamo in mezzo ad un sacco di gente. E commuoverci davanti all’immensità del mare e sentirci in totale connessione con la bellezza dell’universo. Sappiamo che ogni piccolo attimo che viviamo con intensità, bello o brutto che sia, è un piccolo tesoro. Andiamo a raccogliere sassi, a raccogliere ossa, per ricostruirci, per ritrovarci. Per nutrire la nostra anima.❤️

Se vuoi informazioni sui nostri percorsi di crescita ed evoluzione personale scrivi a: fiabeincostruzione@gmail.com

Il creatore

il creatore

Illustrator Eleonora Pea

“Gli archetipi sono immagini primordiali, idee e informazioni psichiche innate e predeterminate dell’inconscio umano; codici di messaggio universali, trasmessi in modo ereditario fino dall’inizio dei tempi.

Ogni individuo porta in sé più archetipi, alcuni consapevoli e altri che ancora non sa di avere, che se gestiti correttamente concorrono alla sua corretta autorealizzazione.

Jung ne individua dodici fondamentali – dodici come i mesi dell’anno, come le ore, come i cavalieri, come le tribù di Israele: il dodici è un numero che rappresenta la dimensione esistenziale – ognuno dei quali ha una natura positiva e una negativa  e una delle due può prevalere quando viene attivata. Gli archetipi sono presenti nell’uomo per tutto il percorso di vita e alcuni prevalgono nei primi anni di vita, come l’innocente o l’orfano; ma poi si attivano a seconda delle esperienze, delle situazioni e dei problemi che incontriamo sulla nostra strada, e ci accompagnano durante il nostro viaggio.  I messaggi delle fiabe”

Capire quali archetipi sono presenti e ci agiscono nei percorsi della nostra vita, ci permetterebbe di comprendere le nostre azioni e le nostre risposte alle situazioni nelle varie situazioni,  nella vita privata, nelle relazioni, nel lavoro.

Ci permetterebbe di indirizzare meglio le nostre risorse, ci guiderebbe nella nostra ricerca. Nel nostro Viaggio…

Gli archetipi da tempo ci accompagnano nel nostro  viaggio dell’Eroe e il nostro cammino  ci ha portato ad incontrare nuovi Viaggiatori, a creare nuove connessioni preziose, a visitare posti davvero speciali.

Dall’incontro con Eleonora Pea,  la magia  della sua cascina didattica Catena Rossa alle porte delle Fate  e  il mistero del suo bellissimo Bosco Fatato, sono nate meravigliose sincronicità e connessioni

Abbiamo unito creatività, fantasia, passione, intenti visionari – devono esserlo per creare –  e progetti.  Abbiamo parlato di archetipi e fiabe – le fiabe ne sono l’espressione pura; li abbiamo studiati, e li abbiamo rappresentati e ci siamo appassionate  a  un nuovo progetto di formazione per gli adulti e nelle aziende: sono nate  quindici carte, bellissime e potenti, che rappresentano gli archetipi fondamentali;  carte nate dal talento e dalla creatività di Eleonora Pea 

Siamo guidate dall’archetipo del Creatore, una forza della natura, la sua parte in luce,  alla continua ricerca della propria evoluzione, alla realizzazione dei propri desideri.

Il suo pensiero  “Noi diventiamo quello che pensiamo“, il suo simbolo è la spirale, simbolo di continuo movimento, crescita ed evoluzione, che indica le infinite possibilità contenute nel suo centro.

Vi portiamo con noi in questo nuovo viaggio…

Per informazioni relative alle nostre proposte per la formazione in azienda: fiabeincostruzione@gmail.com

 

 

 

 

 

 

Archetipi e fiabe

 

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Jr. Korpa

Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero, teorizzava che l’ inconscio alla nascita contenga delle impostazioni psichiche innate, informazioni trasmesse in modo ereditario, fin dall’inizio dei tempi. Queste informazioni – codici di messaggi universali –  appartengono a tutti i popoli e sono definiti archetipi. Secondo Jung gli archetipi hanno sede nell’inconscio collettivo, un sistema psichico più profondo dell’inconscio personale che, invece, raccoglie le esperienze personali dell’individuo.

Le fiabe sono l’espressione degli archetipi, cioè di queste immagini primordiali,  idee innate e predeterminate dell’inconscio umano. Prima c’erano i miti: l’uomo, che non sapeva spiegarsi il mondo intorno a sé,  raccontava storie meravigliose per spiegare la propria esistenza, per comprendere la vita.  Nei miti, l’uomo si rapportava agli Dei, alle divinità che regolavano le leggi, per lui incomprensibili, della natura; i miti erano strettamente legati al sistema sociale e religioso dei popoli e quando questo decadde, decaddero anche i miti e lasciarono il posto alle fiabe: dal divino meraviglioso si passò al magico umano – non più Dei, ma esseri magici, streghe, fate, re e gnomi.

Ma le fiabe hanno continuato a raccontare le storie dell’uomo.

Gli archetipi sono spesso presenti nelle fiabe soprattutto quelle antiche; ad esempio l’archetipo dei riti di iniziazione: nell’antichità  i giovani – nel passaggio dell’infanzia alla età adulta – dovevano superare il rito dell’iniziazione: dovevano abbandonare la propria casa e andare – allontanamento – nelle foreste, per incontrare gli sciamani,superare prove, quasi sempre molto dure, che potevano portarli alla morte. Ma se sopravvivevano, voleva dire che erano passati in una nuova fase di vita, di crescita:  molti protagonisti delle fiabe più conosciute  devono allontanarsi dalla propria casa, o devono iniziare un viaggio,   – andare nel bosco, come Cappuccetto Rosso, – o sono abbandonati nel bosco, come Hansel e Gretel, e devono superare delle prove – affrontare il lupo, o essere catturati e uccidere la strega.

O devono trovare un tesoro, come deve fare il grullo delle le Tre piume dei Fratelli Grimm.

Il viaggio nel bosco rappresenta la metafora della crescita interiore dell’individuo, il bosco è il luogo iniziatico per eccellenza. Nel bosco tutto può succedere, tutto è possibile.

Il linguaggio semplice delle fiabe è accessibile a tutti i livelli e per questo rappresenta l’archetipo nella sua forma più purale fiabe  parlano al profondo dell’uomo e lo aiutano nel processo di crescita e realizzazione, che Jung definisce il Sé, la totalità psichica dell’individuo, la perfetta integrazione fra conscio e inconscio, fra impulsi positivi e negativi, e solo la conoscenza e l’equilibro di queste istanze,  presenti nell’uomo, lo porta al fondamentale processo di individuazione di sé stesso.

Ognuno di noi ha in sé molti archetipi, alcuni consapevoli e altri che non sappiamo di avere, che agiamo, più o meno, a seconda del periodo e delle esperienza che stiamo vivendo: ci accompagnano nel nostro percorso di crescita e di vita – nel nostro viaggio–  e ogni archetipo ha il suo corrispondente positivo e negativo, due parti che esistono singolarmente proprio perché esiste la loro parte opposta corrispondente.

Capire quale archetipo è più presente, o dominante in noi,  può aiutarci meglio a comprendere il percorso che stiamo affrontando.

Ne parliamo insieme? Ai prossimi post…