Una favola metropolitana in concorso

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Illustrator Patrizia Kovacs

Come tutte le fiabe che si rispettino, anche questa è adatta sia agli adulti che ai bambini. Ma forse soprattutto agli adulti. Con la storia di questo uomo dall’aspetto rude e apparentemente insensibile che alla fine si fa toccare il cuore da un animaletto piccolo, proprio come una tartaruga. Molto più piccolo di lui, talmente piccolo da essere considerato fin dal primo incontro quasi un “oggetto” inutile. Mentre invece pagina dopo pagina, la simpatia e la dolcezza della tartaruga riesce a fare breccia nell’animo dell’uomo con una dose di umanità addirittura superiore a quella dell”umano”. E’ la vittoria del sentimento sulla razionalità. Una storia che sottolinea ancora una volta che il più debole (almeno apparentemente) in realtà non lo è affatto, e riesce a vincere anche chi pensa di essere al di sopra delle parti. Mette in evidenza il fatto che spesso, anche le persone apparentemente meno sensibili e più menefreghiste, sotto sotto e se prese nel modo giusto, hanno sentimenti profondi…”

Una nuova bellissima recensione  che puoi leggere integralmente sulla nostra pagina, per la nostra favola L’uomo e la tartaruga con le bellissime immagini metropolitane di Patrizia Kovacs , e che partecipa al concorso Il mio esordio promosso dal sito Il mio libro.

Puoi leggere le prime pagine, puoi cliccare sul tasto supporta, per votare la favola al concorso, e puoi anche comprarla!

Hai mai visto il sorriso di una tartaruga?

 

 

L’ uomo e la tartaruga

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Illustrator Patrizia Kovacs

“La tartaruga, nella sua scatola, si puntò sulle zampine e tirò in alto il muso annusando l’aria. C’era un odore nuovo: odore di umano, ok, misto a quello della paura, della solitudine, e del dolore. Li riconosceva, lei aveva lo stesso odore.

Ma ne sentiva un altro, diverso da tutti gli altri. Era un odore buono.”

Regala o regalati per Natale : L’uomo e la tartaruga  una dolcissima  favola metropolitana, con le belle illustrazioni di Patrizia Kovacs 

Non  solo per i più piccoli, ma anche per i grandi, che a volte, alle prese con lo stress e i problemi di ogni giorno si dimenticano di fermarsi, e di guardarsi intorno. Questa fiaba metropolitana racconta la storia, vera, di un uomo buono, che ha salvato una tartaruga dall’ignoranza e dalla cattiveria dell’essere umano. E le ha regalato una vita migliore. Perché nessun animale è un oggetto…

Il sorriso di una tartaruga

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Avete mai visto il sorriso di una tartaruga? Qualche mese fa vi abbiamo parlato della nostra favola,  L’uomo e la tartaruga, una favola metropolitana – disegnata dall’artistica mano dispettosa di Patrizia Kovacs.
Teniamo molto a questa piccola favola morale, che è pubblicata, ed è in vendita  sul sito ilmiolibro ; e non diciamo altro; oggi lasciamo parlare le recensioni e i commenti di alcuni lettori.
Grazie.

È una vera favola quella che l’autrice ci offre in questo libro. Narrata con stile letterario e cura di particolari, presenta un protagonista dall’anima agitata per un passato tumultuoso ed un emozionante ritorno nella propria città. Qui avviene un incontro importante per la sua esistenza: si imbatte in una tartaruga che, immediatamente, percepisce l’odore dell’uomo, “un odore buono”. L’uomo instaura un dialogo profondo con la tartaruga, a tratti scarica le sue frustrazioni esistenziali per, poi, prendersi cura della sua alimentazione e di tutti i suoi bisogni. I due personaggi si scoprono reciprocamente sofferenti “avevano perso entrambi il colore del loro sole ed erano caduti nel buio”. ….. Da questo incontro entrambi i protagonisti rinasceranno a nuova vita……. Una fiaba dai contenuti universali in cui è manifesto l’amore che si deve eticamente a tutti gli animali ; sicuramente questo dare diviene anche un ricevere per l’uomo in quanto l’uomo e l’animale sono esseri che viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda”. Angela

Questa è la storia vera, di un uomo buono”. Così inizia “L’uomo e la tartaruga”, una fiaba incantevole, garbatissima, che affonda le sue radici nella realtà. Una realtà fatta di fretta, di disinteresse, di mal di vivere e di vivere male. La storia è semplice, come tutte le migliori storie: un uomo (solo “l’uomo”, senza nomi a definirlo ulteriormente perché può essere chiunque tra noi), torna a Berlino dopo una lunga assenza, non senza un carico di dolore e di insoddisfazioni. La sua vita, evidentemente ad un bivio, deve scegliere quale strada prendere, ma non è facile. L’incontro (casuale?) con una tartaruga rugosa e bistrattata, bisognosa di cure, risveglierà in lui la passione per la vita. Per la sua e per quella degli altri. Il racconto è breve, perfetto per essere letto ai bambini e può contare su immagini davvero bellissime e su una narrazione precisa e scorrevole, che scaturisce da un’ottima penna. Ma non è solo ai più piccoli che si rivolge “L’uomo e la tartaruga”; la trama vuole che uno abbia bisogno dell’altra e viceversa. Ai pensieri dell’uomo si affiancano quelli del piccolo animale, che percepisce subito, grazie forse ad un istinto millenario, la bontà. E’ una fiaba sulla condivisione, sul rapporto con gli altri, animali e umani che siano, sulla civiltà. Un dito puntato contro il traffico degli animali, strappati al loro ambiente, ma anche un chiaro ed esplicito invito agli esseri umani a non tenere relegata in un angolo, come la tartaruga, la loro umanità. Ottimo”. Lauretta

“Un libro interessante ed importante per la tematica esaltata dal modo di porgere al mondo giovanile contenuti non semplici: si potrebbe definire come un libro per tutti, ma non per tutti. Ci sono valori fondanti della vita umana, come il rispetto, l’amore, il prendersi cura dell’altro anche nelle banalità quotidiane che possono apparire tali, ma sono invece le fondamenta della nostra esistenza. La scrittura risulta essere semplice ed elegante così come le immagini tra la pop art e la pittura murale di oggi, sempre con un aggancio con il tema del libro. Ottimo lavoro, ovviamente da leggere e rileggere ( non fa mai male )”. Vincenzo

“Una fiaba diversa, ambientata in una grande metropoli come Berlino, e il suo protagonista, un uomo che non ha nome, volutamente perché in questa fiaba un nome ce l’ha solo il “cattivo” quale a volerlo sottolineare. L’uomo invece potrebbe essere ognuno di noi: un uomo che deve ricostruire la propria vita, che deve ripartire da zero, e va a Berlino dove tutto era cominciato.
Un uomo che non ha tempo da perdere, non ne ha nemmeno per occuparsi di sé stesso figuriamoci di una “stupida tartaruga”. Eppure il loro incontro sarà unico e fondamentale, perché grazie all’animale, l’uomo capirà che non serve tornare indietro per ricominciare: bisogna sempre guardare avanti e trovare la forza in sé stessi, anche quando fa paura e ti sembra di non farcela più. Anche quando fa male.
Una fiaba che parla della cattiveria e dell’ignoranza dell’essere umano, ma anche della bellezza che ognuno di noi può avere in sé; basta farla uscire. Basta fermarsi un attimo nella frenesia dei problemi di ogni giorno, e guardarsi intorno; guardare con attenzione, con la voglia di meravigliarsi ancora; guardare negli occhi di una tartaruga per comprendere il profondo messaggio della sua anima pura, perché ogni animale ha una piccola anima e nessun animale è un oggetto!
Una piccola fiaba preziosa, che consiglio di leggere agli adulti perché è proprio quando smettiamo di essere bambini che perdiamo la capacità di vedere il bello nelle piccole cose”. Edy

Una morale di vita, tra la magia di una fiaba! Trovar la vita tra le cose morte, parlar d’amore se pure il cuor non batte… Filosofia
Una morale di vita, tra la magia di una fiaba! Trovar la vita tra le cose morte, parlar d’amore se pure il cuor non batte… Filosofia intrinseca nell’uomo , come un cieco che non può vedere, trovare la luce nelle minuzie e osservare il dono e l’immensità, cornice preziosa del nostro esistere. Leggere il sorriso di una tartaruga, è la vita ritrovata di un uomo che riconosce, l’integrità dell’amore per ritrovarsi in un cammino da fiaba! ingegnoso e forte il messaggio, tra immagini che ridestano i colori della vita e rivestono i nudi del cuore. Grazie Maria Rosa Ventura per averci regalato questo piccolo scrigno di preziosi. Buona continuazione”. Cira
Tutte le recensioni sono visibili sul sito ilmiolibro