Crowdfunding e fiabe

 

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Nelle fiabe, ma anche nella vita reale, credetemi, quando vuoi davvero qualcosa ti viene mostrata la strada che devi percorrere; per dirla alla Coelho, che scrive bellissime favole  di paesi lontani “Quando desideri una cosa tutto l’Universo trama affinchè tu possa realizzarla.”

Sulla strada puoi incontrare anche le persone che condividono le tue passioni da piccola sognatrice, e così, quasi per caso, la tua idea, diventa un progetto.

Un progetto che nasce è la realizzazione di un sogno che richiede cure e supporto per crescere. Come fare, quando hai solo dalla tua la grande passione e  la voglia incredibile di metterti in gioco?

Noi siamo state fortunate: sulla nostra strada, abbiamo incontrato Maurizio: sarà stato  per il titolo del suo futuro libro: Possible. Crowdfunding Tales, o per i suoi fantastici  assistenti, Risultati immagini per pinocchio statuetta di legno vendita

o perchè è un professionista davvero preparato e disponibile.

O forse perchè sa davvero tutto sul Crowdfunding

sostenere un progetto di crowdfunding significa partecipare attivamente ad un progetto che condividi, che ti appassiona o che semplicemente ti piace. Significa permettere a storie e idee di nascere dal basso, insieme, in modo condiviso, attivo e disintermediato.

Significa partecipare ad un sogno, credere in un progetto, supportare la storia delle persone che lo promuovono ed essere parte di una community.” Produzioni dal basso

Abbiamo capito che il nostro progetto doveva essere condiviso perchè  solo con il supporto di altri sognatori, può crescere e diventare reale.

Il crowdfunding della Città delle Fiabe, il crowdfunding di Fiabe in costruzione; una storia ancora da scrivere , una copertina vuota che aspetta un titolo…

Ma che c’entra il crowdfunding con le fiabe?

1 marzo 2016: la magia ha inizio…

 

Il Crowdfunding della Città delle fiabe

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Patrizia Kovacs

Anno 2050. La città delle fiabe è in fermento. L’essere umano è sempre più preda dei problemi di vita, di lavoro, di relazioni, di stress; sta perdendo la capacità di orientarsi in questa società caotica e complessa, sempre più controllata dalla tecnologia e dai media. Non ha tempo di fermarsi, di guardarsi intorno. Non ha tempo per pensare.
Le fiabe sono state abbandonate e nessuno le legge più.
Racconti per bambini che nemmeno i bambini considerano più. Eppure le fiabe, quelle più antiche, hanno raccontato la vita vera dell’uomo, le sue difficoltà, le sue paure. Ci hanno raccontato che solo quando l’essere umano sa affrontare le difficoltà può superarle, perché ha in sé le risorse necessarie per farlo. Ma deve impararlo.
La Città delle Fiabe è in fermento, ogni personaggio delle fiabe è uscito dal proprio libro, e si aggira per le strade colorate della città per trovare un rimedio: l’uomo ha bisogno delle fiabe, della loro saggezza millenaria, dei loro preziosi messaggi, dei loro profondi significati.

Come aiutare l’uomo? Cappuccetto Rosso, e il suo amico inseparabile, il Lupo, sono stati scelti, fin dalla nascita, per difendere il messaggio della città delle Fiabe: solo con l’aiuto e il supporto di ogni abitante della città, dal più piccolo e minuscolo, al più potente e magico potranno trovare il modo di aiutare l’essere umano: dovranno unire le proprie forze: il crowdfunding della Città delle Fiabe sarà la soluzione. E le streghe? Furiose e gelose del potere della Città delle Fiabe useranno ogni incantesimo per scoprire i loro segreti…”

Una nuova storia ha inizio. Seguici!

 

La Città delle Fiabe

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Anno 2050. Cosa sta succedendo nella Città delle Fiabe? I libri aperti, abbandonati dai loro legittimi proprietari…

Perchè i personaggi delle fiabe sono usciti dai loro libri e si aggirano per le strade confuse della loro città?  Persino il Lupo…

Una nuova storia ha inizio. Seguici!

Fiabe e formazione

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Una anno fa circa vi abbiamo parlato di un libro,   Le fiabe raccontate agli adulti,  scritto dalla  dott.ssa Antonella Bastone, pedagogista, laureata in Scienze dell’Educazione e in Formazione dei Formatori – che ci aveva illuminato, e non solo perchè davvero ben scritto, ma perchè trattava un tema per noi molto importante: fiabe e formazione.

Formare gli adulti oggi è un compito sempre più difficile , in una società come la nostra,  in cui l’essere umano  sta perdendo, sempre più i propri punti di riferimento; le crisi dei mercati, la conseguente mancanza di lavoro, e la continua innovazione tecnologica, il costante dominio dei media:  precariato, disoccupazione ed instabilità lavorativa portano  conseguenze profonde perchè vengono messe in discussione le proprie certezze esistenziali.

L’uomo fatica sempre più, sia nella vita privata che in quella professionale,  ad orientarsi in un contesto sociale che riconosce sempre meno;

parallelamente la spinta della libertà individuale può rendere complicato anche lo sviluppo personale, dal momento che gli appuntamenti sociali tradizionali (maturità professionale, matrimonio, genitorialità) non sono più tanto vincolanti, ma passaggi possibili e spesso reinterpretabili nella vita dell’individuo.“Antonella Bastone – Le fiabe raccontate agli adulti.

Le fiabe raccontate agli adulti Storie di ieri ed oggi per la formazione, pubblicato sul sito Il mio libro, è l’evoluzione del suo  primo testo, in cui la Dott.ssa Bastone ripercorre idealmente il ciclo di vita dell’individuo; la nascita, l’adolescenza, la relazione di coppia, la genitorialità, la formazione, il tempo libero e il lavoro.

Scritto con attenzione e professionalità, il libro analizza le differenti e fondamentali tappe di vita dell’essere umano con il supporto delle fiabe; una lettura non solo molto bella ma un aiuto importante per chi si occupa di formazione o per chi vuole conoscere e approfondire il grande potere educativo delle fiabe, “che attraverso l’adozione suggestiva della metafora e di un linguaggio simbolico, diretto ed efficace, possono suggerire risorse , soluzioni creative o, semplicemente, fornire nuove  chiavi di lettura della realtà e di stessi.” Bastone

Le fiabe raccontano la vita vera dell’uomo. Non ci stancheremo mai di dirlo, e in quest’ultimo anno abbiamo sempre più studiato le fiabe, e ci siamo formate anche con noi con esse.

Un lavoro importante, svolto con passione e con la professionalità della Dott.ssa Bastone – non ce la siamo certo fatta scappare – ed a breve, anzi a brevissimo, vi parleremo di quello che stiamo preparando insieme.

Intanto, buona lettura!

Una fiaba per dire grazie

 

Una fiaba che racconta le giornate insieme, momenti preziosi perchè crescere è una meravigliosa avventura, e una  dedica:

insegnare è toccare una vita per sempre.”

Questo è il regalo che una classe di alunni ha fatto alle proprie maestre per ringraziarle dello splendido lavoro, dei giorni passati insieme, dei momenti difficili condivisi; per essere cresciute con loro, per averli supportati. Per averli anche sgridati, perchè a volte ci vuole! Per averli spronati, quando le cose sembravano tanto difficili, e per avere dedicato loro tempo reso prezioso, per poter rendere prezioso il loro tempo futuro.

Gli anni di scuola elementare sono  fondamentali per la formazione del bambino, e la figura della maestra, dopo la famiglia, è fondamentale per concorrere al suo corretto equilibrio emotivo e psicologico. Un pò come una seconda mamma, che però di bambini ne ha tanti, e se li ricorda tutti, anche quando questi diventano grandi e se ne vanno in giro per il mondo, a vivere la vita, e  magari un pò si dimenticano di lei. Solo un pò…

Così, se state pensando a quale regalo fare per ringraziare la vostra maestra, pensate ad una fiaba; una fiaba che la racconta, e che racconta il vostro anno, o i vostri anni  di scuola insieme.

Un regalo prezioso per una persona preziosa.

Vuoi sapere di più? Scrivici : fiabeincostruzione@gmail.com

 

Cercate le parole

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Illustrator Alexandra Junge – aufbau – verlag

«Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o micro eventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad aver tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.» Gianni Rodari  – Grammatica della fantasia.

Il potere delle parole; parole che un maestro come Rodari sa usare con eleganza ed attenzione per raccontarci che da una sola parola, buttata magari lì a caso, senza farci troppa attenzione, possono nascere tantissime  cose: nel caso più semplice, qualche associazione con altre parole, parole simili, non difficili da trovare; sono associazioni pigre “una parola urta l’altra, per inerzia. E’ difficile che ciò basti a far scoccare la scintilla. Ma non si può mai dire.”

Tipo, sasso con tasso,o con grasso, facili… fanno la rima. O sasso con marmo, anche questo facile, gli sta accanto. Ma provate a fare attenzione, davvero attenzione ad una singola parola, magari una che dite spesso, che non vi piace nemmeno tanto. Cercate il “tema fantastico“, facendo accostamenti strani, fra parole che nemmeno si salutarebbero se si incontrassero per strada,tipo…mattone e canzone. Una bella coppia, che c’entra come i cavoli a merenda, ma da cui può nascere una storia:

c’era una volta un omino che sistemava mattoni, uno sopra l’altro ogni giorno e la sua vita era uguale, giorno dopo giorno, mattone su mattone, quando un giorno come tutte gli altri, mentre prendeva in mano il suo ennesimo mattone, sentì cantare; una voce melodiosa stava cantando la canzone più bella del mondo…  Lascio a voi decidere il finale!

La stesse parola distratta, se rivalutata può  prendere altre direzioni:può cadere dritta, affondare nel mondo del passato, scivolare nella memoria e rotolando fa affiorare presenze sommerse, ricordi, sensazioni apparentemente dimenticate; una parola può essere dolce come miele,  o dolorosa come una stilettata.

Può farti volare in alto, o abbatterti in volo.

Non sottovalutate le parole, rispettatele, sfruttate la lora carica liberatoria.  Abbiatene cura; il loro potere è immenso; cercatele, ascoltateleusatele per immaginare, e  fantasticare nuove storie! Giocate con loro, mettele alla prova, lanciatevi in virtuosismi lessicali e osate. Le parole sono vive!

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)

La signora di Gollerus

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            Puoi avere l’amore con l’inganno, ma il cuore conosce ogni verità…

“Una bella mattina d’estate, proprio allo spuntar del giorno, Dick Fitzgerald stava sulla spiaggia del porto di Smerwick a fumare la sua pipa”

Dick il pescatore, ammira il sole che sta sorgendo e pensa commosso che quello che gli manca è proprio una moglie con cui condividere quell’ emozione. E mentre passeggia pensoso, scopre vicino ad uno scoglio una creatura bellissima che si pettina i capelli colore del mare.

Dick indovinò subito che si trattava di una sirena, anche se non ne aveva mai vista una prima di allora, perchè aveva scorto, appoggiato sulla spiaggia, accanto a lei , il piccolo berretto magico che il popolo delle acque usa per tuffarsi nell’oceano.”

Tutti sanno che senza il cappellino magico, rosso a tre punte, le Sirene non possono tornare in acqua…

Così Dick, già perdutamente innamorato della giovane Sirena le ruba il cappellino e quando lei scoppia  in lacrime credendo  di averlo perso, lui è pronto a consolarla. Il gioco è fatto; la Sirena non può tornare nel suo mare e Dick se la porta a casa, e i due si innamorano.

Così Padre Fitzgibbon sposò Dick Fitzgerald alla Sirena e come una qualunque coppia innamorata essi se ne tornarono a Gollerus ben contenti.”

Dick è un uomo felice; la sua giovane moglie è attenta e premurosa,  e dopo tre anni i due hanno tre figli che lei accudisce con amore.  E il cappellino? Dick lo tiene nascosto nei suoi attrezzi da pesca, ben attento a non farlo trovare alla sua adorata moglie, ma con il passare del tempo diventa disattento ed un giorno che deve recarsi a Traale, lei si mette a fare pulizie e lo trova.

La Sirena si siede con il suo cappellino fra le mani, ed in un attimo si ricorda la sua vita precedente, il suo mare, suo padre, il Re delle Onde, e tutto quello che ha perso e le viene voglia di tornare a casa. Solo per una visita, perchè la Sirena pensa ai suoi figli e all’amore di Dick e sa che gli spezzerebbe il cuore se la dovesse perdere.

Ma – dice- non mi perderà del tutto, perchè tornerò da lui.” Così dopo aver baciato i suoi figli, esce di casa e si dirige verso il mare, e avvicinandosi all’acqua, crede di sentire un dolce canto, che la invita ad entrare; si infila il cappellino, e in un attimo tutto la sua vita precedente la avvolge: Dick e i bambini sono subito dimenticati.

La sera Dick torna a casa e si accorge della mancanza della moglie, e si dispera quando i vicini gli raccontano che l’hanno vista camminare sulla spiaggia con in mano uno strano cappellino rosso.

La leggenda racconta che Dick non ha mai smesso di credere che lei sarebbe tornata, sicuro che lei  non avrebbe mai abbandonato suo marito e i suoi figli, perchè era sempre stata una madre ed una moglie modello;  lo racconta a chiunque voglia ascoltarlo, tanto che negli anni a venire gli abitanti del villaggio parlarono di lei come La Signora di Gollerus.

Dick non ha mai smesso di attenderla. La leggenda racconta che ancora oggi la sua anima inquieta cammina sulla spiaggia aspettando di rivederla, seduta accanto allo scoglio mentre si pettina i lunghi capelli colore del mare.

 

La signora di Gollerus – Fiabe Irlandesi – William Butler Yeats

Un concorso da Fiaba

 

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Scrivere, disegnare e leggere le fiabe antiche non ci basta: ora vogliamo leggere le vostre fiabe, e anche premiarle! Vi avevamo preannunciato qualche sorpresa e questa è la prima: vi presentiamo il  1° concorso letterario per Fiabe, organizzato dal  Comune di Padenghe sul Garda e la sua bella Biblioteca comunale, con la  collaborazione di Fiabe in Costruzione:  una bellissima iniziativa un’opportunità unica, per  mettervi alla prova, per dimostrare il vostro talento e far uscire, finalmente,  tutta la vostra creatività.

Un’ottima occasione per conoscere meglio la storia – ammirare il suo castello che domina il paese –  la bellezza e le tradizioni di Padenghe sul Garda, un piccolo gioiello della bella Valtenesi,un tranquillo paese, posto sulle colline che dolcemente degradano verso la sponda occidentale del Lago di Garda, dove maggiore è la larghezza del bacino lacustre” Andrea Nodari – Padenghe sul Garda.

L’iscrizione è gratuita ed il concorso è aperto  ai grandi ma anche ai piccoli che possono divertirsi,  con lo splendido esercizio educativo della scrittura, usando tutta la loro naturale fantasia.

BANDO DI CONCORSO PAESE DA FIABA

Per conoscere le modalità di partecipazione consultate  il regolamento pubblicato sul sito del Comune di Padenghe sul Garda.
Per informazioni potete rivolgervi direttamente alla Biblioteca di Padenghe,   al numero 030 9907647 e parlare con le responsabili del servizio,  Federica e Flavia, o mandare una mail a questo indirizzo: biblioteca@comune.padenghe.brescia.it.
La magia ha inizio!
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Tutte le immagini e i disegni sono Copyright Fiabe in Costruzione

Le fiabe italiane

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Illustrator Anastassija Archipova – ed. Esslinger

“… non è vero che l’Italia sia più povera di narrazioni fantastiche di altri popoli. Tutt’altro! la ricchezza e la varietà d questi racconti non ha nulla da invidiare a quelle di altre raccolte popolari comr Grimm o Afanasjev. E il merito va tutto al popolo italiano che aveva, e in tanti posti ha ancora, un’arte di raccontare fiabe piena di felicità, di inventiva fantastica, di spunti realistici, di gusto e saggezza.” Italo Calvino – Sulla fiaba

Così scriveva Italo Calvino nel 1956, come presentazione del libro  Fiabe italiane, una raccolte di tutte le fiabe popolari italiane, una ricerca durata due anni, commissionatagli dalla casa editrice Einaudi.

Duecento fiabe, raccolte in tutta Italia, molte volte dal racconto di una vecchina, di una balia o di un pastore. Ascoltate e trascritte nei loro dialetti originali; Calvino dovette imparare tutti i dialetti italiani, leggersi intere biblioteche e cercare fra tante versioni della stessa storia, quella migliore.

Fiabe molto belle, fiabe che raccontano la terra da cui provengono: in Sicilia, ad esempio, ogni fiaba ha la figura del  Re, e tutta la sua corte, descritta con attenta gerarchia. I Re delle fiabe siciliane normalmente non prendono mai decisioni strategiche senza consultare il Consiglio – Lu Re tocca campana di Cunsigghiu.. –

In Toscana, le fiabe non considerano tanto il potere del Re; il re può essere il  Signore, il proprietario di una casa; nella fiaba “La figlia mela” , due re vivono dirimpettai l’uno all’altro e si fanno visita di cortesia.

Ma poichè le fiabe popolari raccontano le storie dell’uomo, spesso iniziano con la storia di una famiglia povera, che deve cercare di ” far minestra” e manda i figli a cercare i cavoli – cavolicidarru nelle fiabe meridionali – e sotto il cavolo più grosso, può trovare una strega, o un innamorato dai magici poteri.

E poi la fiaba contadina che racconta il lavoro della terra, che misura il valore dell’uomo dalla sua forza di muovere l’aratro o la zappa. Ma poichè sono fiabe, lo zappatore ha poteri magici, e il piccolo Quattordici –  fiaba marchigiana  – che deve il nome ai suoi tredici fratelli :

“C’erano una mamma e un babbo con tredici figli tutti maschi. Ne nacque un altro,
e gli misero nome Quattordici. Crebbe in fretta e diventò grande; e la mamma
gli disse: – E’ ora che anche tu aiuti i tuoi tredici fratelli che sono nel Campo a zappare. Prendi questo cesto con la colazione per te e per loro e raggiungili.
Gli diede un cesto con quattordici pagnotte e quattordici forme di cacio e
quattordici litri di vino; e Quattordici andò. A meta strada gli prese fame e
mangiò tutte e quattordici le pagnotte e le forme di cacìo e bevve tutti e
quattordici i litri di vino.”

riuscirà a vincere il diavolo in astuzia!

Alcune fiabe, molto conosciute nelle versione europee, trovano una loro nuova identità perfettamente integrata alla terra in cui sono raccontate.

Le tre sorelle e il lupo – raccontata fra il mantovano e il lago di Garda – è la storia di tre sorelle, invece di tre porcellini,  che vivono in tre casette, e il lupo cattivo fa di tutto per riuscire a mangiarle!

E Barbablù che  è il diavolo e la stanza segreta è l’inferno!

Duecento storie, due anni di lavoro; un lavoro enorme che Calvino iniziò suo malgrado  “si venne nell’idea che lo dovessi fare io. Italo Calvino – introduzione alle Fiabe Italiane – ma che poi lo avvolse, felice e ammirato del suo viaggio attraverso le storie fantastiche, di boschi incantati, castelli e fate, sentendo sempre pù il desiderio di comunicare al mondo quello che le fiabe gli mostravano.

Fiabe che val la pena di conoscere, perchè fanno parte del nostro patrimonio culturale, e della nostra tradizione, che sapranno parlarci e incantarci come fecero con il grande autore, che alla fine del proprio lavoro scrisse:

“Ora il viaggio fra le fiabe è finito,il libro è fatto, scrivo questa prefazione e ne sono fuori. Riuscirò a mettere piedi sulla terra?”