Un percorso di crescita e rinnovamento

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Una nuova, attenta, profonda e davvero bella recensione di Simona Platè, scrittrice, 

per il mio libro Bella Addormentata a chi? Grazie di cuore!

Questo saggio di Mariarosa Ventura è un vademecum che spiega bene il tabagismo degli amori confusi, che non sono amori, e nello stesso tempo lo cura.

Tutte e tutti noi sappiamo che ci sono amori/dipendenza che nascono da bisogni distorti e paure che ci fanno ammalare, proprio come il tabacco. In alcuni casi siamo anche molto consapevoli del circolo vizioso in cui ci troviamo e sappiamo bene cosa dovremmo fare, ma solo razionalmente. Il dramma è proprio agire sul livello inconscio che ci spinge in quella spirale negativa e riuscire a recuperare e ricollegare il filo della nostra autostima che si è spezzato in qualche momento lontano della nostra crescita.

Per raggiungere le ragioni profonde delle dipendenze è necessario parlare al nostro inconscio con simboli e Maria Ventura ha preparato e selezionato con cura fiabe che ci propone come strumento di consapevolezza profonda e percorso di rinascita: proprio per il loro potere simbolico, immaginifico e sanatorio. L’autrice ci offre fiabe che non hanno un finale spingendoci a concluderle, iniziando così il nostro viaggio dell’eroe. Un percorso che prevede una valigia in cui raccogliere tutte le briciole del nostro coraggio. Senza coraggio non si parte.

Mariarosa Ventura ha scritto un saggio e non lo dimentica mai. Per tutte quelle donne e quegli uomini che ancora non sanno dare un nome e un volto a quei meccanismi che le/li legano alle persone sbagliate, l’autrice consegna una spiegazione per far franare gli argini dei nostri alibi, che bloccano il flusso della guarigione. Ci impedisce di mentirci, di nasconderci sotto il tappeto del salotto. Ci regala le parole giuste e ce le spiega: orbiting, philofobia, per esempio, o comunicazione, parola di cui pensiamo di conoscere perfettamente il significato ma che non usiamo mai correttamente. Davanti a queste parole non ci sono più vittime, ma complici.

L’autrice ci fa capire che finché non accettiamo le nostre debolezze che nascondono le ragioni che ci hanno portato in quella direzione, finché non ci osserviamo con sguardo profondo, onesto e affettuoso, ma non protettivo e vittimistico, non riusciremo a vivere relazioni appaganti e sane.

Non crediate che sia un saggio che analizza solo gli amori di coppia, lo è solo in apparenza, ma ogni passaggio è applicabile ad ogni forma di amore o incontro: quello di una madre o di un padre per i figli ad esempio. Perché spesso gli amori sbagliati che scegliamo nascono dagli imprinting dei primi amori incontrati nella nostra vita, che hanno vincolato tutte le nostre relazioni.

Le cause che generano rinnovamenti nelle persone sono innumerevoli, credo che il libro di Mariarosa Ventura possa veramente essere una di queste cause, un atto psicomagico di liberazione e crescita; consiglio di leggerlo fino alla fine.

Concludo la recensione con una frase del saggio: “Noi siamo responsabili dell’amore che provochiamo e dell’amore che proviamo. Lo siamo per noi e per gli altri.”

Vuoi riscrivere il finale delle storie che ti hanno fatto soffrire e che si ripetono ogni volta?  Bella addormentata a chi? E in vendita qui

 

 

La signora di Gollerus

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            Puoi avere l’amore con l’inganno, ma il cuore conosce ogni verità…

“Una bella mattina d’estate, proprio allo spuntar del giorno, Dick Fitzgerald stava sulla spiaggia del porto di Smerwick a fumare la sua pipa”

Dick il pescatore, ammira il sole che sta sorgendo e pensa commosso che quello che gli manca è proprio una moglie con cui condividere quell’ emozione. E mentre passeggia pensoso, scopre vicino ad uno scoglio una creatura bellissima che si pettina i capelli colore del mare.

Dick indovinò subito che si trattava di una sirena, anche se non ne aveva mai vista una prima di allora, perchè aveva scorto, appoggiato sulla spiaggia, accanto a lei , il piccolo berretto magico che il popolo delle acque usa per tuffarsi nell’oceano.”

Tutti sanno che senza il cappellino magico, rosso a tre punte, le Sirene non possono tornare in acqua…

Così Dick, già perdutamente innamorato della giovane Sirena le ruba il cappellino e quando lei scoppia  in lacrime credendo  di averlo perso, lui è pronto a consolarla. Il gioco è fatto; la Sirena non può tornare nel suo mare e Dick se la porta a casa, e i due si innamorano.

Così Padre Fitzgibbon sposò Dick Fitzgerald alla Sirena e come una qualunque coppia innamorata essi se ne tornarono a Gollerus ben contenti.”

Dick è un uomo felice; la sua giovane moglie è attenta e premurosa,  e dopo tre anni i due hanno tre figli che lei accudisce con amore.  E il cappellino? Dick lo tiene nascosto nei suoi attrezzi da pesca, ben attento a non farlo trovare alla sua adorata moglie, ma con il passare del tempo diventa disattento ed un giorno che deve recarsi a Traale, lei si mette a fare pulizie e lo trova.

La Sirena si siede con il suo cappellino fra le mani, ed in un attimo si ricorda la sua vita precedente, il suo mare, suo padre, il Re delle Onde, e tutto quello che ha perso e le viene voglia di tornare a casa. Solo per una visita, perchè la Sirena pensa ai suoi figli e all’amore di Dick e sa che gli spezzerebbe il cuore se la dovesse perdere.

Ma – dice- non mi perderà del tutto, perchè tornerò da lui.” Così dopo aver baciato i suoi figli, esce di casa e si dirige verso il mare, e avvicinandosi all’acqua, crede di sentire un dolce canto, che la invita ad entrare; si infila il cappellino, e in un attimo tutto la sua vita precedente la avvolge: Dick e i bambini sono subito dimenticati.

La sera Dick torna a casa e si accorge della mancanza della moglie, e si dispera quando i vicini gli raccontano che l’hanno vista camminare sulla spiaggia con in mano uno strano cappellino rosso.

La leggenda racconta che Dick non ha mai smesso di credere che lei sarebbe tornata, sicuro che lei  non avrebbe mai abbandonato suo marito e i suoi figli, perchè era sempre stata una madre ed una moglie modello;  lo racconta a chiunque voglia ascoltarlo, tanto che negli anni a venire gli abitanti del villaggio parlarono di lei come La Signora di Gollerus.

Dick non ha mai smesso di attenderla. La leggenda racconta che ancora oggi la sua anima inquieta cammina sulla spiaggia aspettando di rivederla, seduta accanto allo scoglio mentre si pettina i lunghi capelli colore del mare.

 

La signora di Gollerus – Fiabe Irlandesi – William Butler Yeats