Segui il sentiero dorato… –
Il Mago di Oz
Il ladro di sogni – Petrone Luca, Grazi Vittoria, Mateazzi Chiara, Pozzi Angela, Dishnica Najsa
Una meritata punizione – Miriam Giavarina, Nikita Ponzin, Tommaso Polito, Susanna Bedin, Caterina Dal Bianco
Lacrime – Beatrice Cavezza, Martina Schiavo, Giulia Maran, Martina Mosele, Davide Grazi.
Il messaggero – Giulia Menta, Laura Pellizzaro, Valentina Scagno, Chiara Ghiotto, Mattia Stella
White feeling – Maya Zullian, Silvia Carlan, Carolina Savio, Barbara De Rossi, Anna Luna Bedin, Micol Munaretto.
Avete le letto le bellissime fiabe metropolitane dei ragazzi della 3A del liceo Artistico Canova di Vicenza.
Vi abbiamo raccontato le emozioni e le soddisfazioni per le attività svolte insieme ai ragazzi – e alle loro insegnanti – la loro partecipazione e la bellezza della loro fantasia e creatività e la loro voglia di fare, perchè dopo aver scritto le fiabe metropolitane hanno cominciato subito a lavorare ai disegni, che accompagnanao le fiabe, guidati dalla loro brava insegnante d’arte Eleonora Pucci.
Così lavori in corso, perchè CreaTTivo non si è mai fermato, nemmeno durante le vacanze.
Ecco i primi schizzi, e la preparazione dei disegni.
Vi anticipiamo che i nostri bravissimi ragazzi, ora della 4A, vi stanno preparando meraviglie!

Unknowed – Berlin
“La donna sana assomiglia molto al lupo, robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale, errante”
Clarissa PInkola Estés

Der Rufer – Gerard Marcks -Berlin

Oggi inizia la scuola e anche se, il risultato di una piccola, informale intervista, condotta fra fieri studenti della scuola primaria, dice che tornare a scuola è bello – dato senz’altro positivo e molto interessante – si sa, torna la scuola e tornano i compiti, le interrogazioni, e le lunghe ore seduti in classe.
C’è una bella tradizione, poco conosciuta in Italia – che risale ai primi dell’800 – diffusa in Austria e Germania: il primo giorno di scuola, i bambini ricevono in dono dai genitori la Schultüte: un cono di cartone decorato con i personaggi preferiti delle fiabe, o i propri supereroi, che può essere acquistato, o preparato in casa – e nonostante ogni negozio li proponga di ogni misura e colore, sembra sia diffusa la moda del faidate, e ogni mamma sempre più, lo prepara personalmente per il proprio bambino.
I coni che sono riempiti con dolci – soprattutto – e penne colorate, gomme, libretti, e pupazzi, possono essere piccoli o a misura di bimbo, e intendo alti quanto lui! Ogni bambino porta a scuola la propria Schultüte ed è bello vedere per le strade, il primo giorno di scuola, gruppi di bambini con il prezioso cono colorato infilato nello zaino.

In Italia non abbiamo la Schultüte, non ancora almeno, così abbiamo pensato di regalarne noi una, a tutti i bambini che oggi iniziano la scuola; una Schultüte virtuale, naturalmente, ma il bello è, che ogni bambino può immaginare di metterci dentro quello che vuole, e non mi riferisco solo a dolci e piccoli giochi, ma anche qualche bel voto, dei compagni simpatici e dei maestri che non perdono la pazienza – e a volte sappiamo che ne serve tanta –
Anche noi ci mettiamo dentro qualcosa: l’augurio di usare la fantasia, di essere curiosi, di aver voglia di imparare, di aver voglia di conoscere, conoscere per davvero, anche chi abbiamo di fronte e, magari, è tanto diverso da noi.
Vi auguriamo di avere una scuola che rispetta le differenze, e le valorizza, e che vi aiuta a crescere e a scoprire la luce meravigliosa che è dentro ognuno di voi e aspetta solo di poter brillare.
E poi fiabe – non potremmo fare diversamente – fiabe da leggere, da raccontare e da inventare.
Abbiamo detto più volte di come i nostri ragazzi, piccoli e meno piccoli, con i giusti stimoli possano dare risultati meravigliosi – ad esempio creaTTivo , e il recente bellissimo lavoro fatto dalle maestre della scuola Primaria di Padenghe con i loro piccoli alunni, nell’ambito del Concorso letterario Un Paese da Fiaba.
Ci auguriamo sempre più che la nostra Scuola sappia adeguarsi al cambiamento, e che non diventi la solita sterile occasione di strumentalizzazione politica; che sappia rinnovarsi per dare la giusta attenzione e i giusti strumenti agli insegnanti – e ad ogni addetto ai lavori – per rispondere adeguatamente al bisogno educativo – fondamentale – di cui hanno bisogni oggi i nostri bambini, i nostri adolescenti, gli adulti di domani: saranno loro a portare avanti il mondo!

Ci sono cose da fare di notte,
chiudere gli occhi, dormire
avere sogni da sognare
orecchie per non sentire.

“Un giorno Odino, travestito da viandante, bussò alla porta di una piccola casa e chiese ospitalità. Venne accolto e gli venne offerto persino il letto, l’unico che possedevano. Si trattava di una famiglia numerosa e i genitori erano così poveri che non avevano di che vestire i figli. Padre e madre si vergognavano di ciò e presentarono allo straniero solo la metà dei loro figli. Il Padre degli Dei li trovò amabili e chiese alla madre se ne avesse altri oltre a quelli. La donna rispose di no. Naturalmente il buon Dio sapeva benissimo che aveva altri figli e domandò ancora: “Mia buona donna, mi hai davvero presentato tutti i vostri figli?”. “Certamente – mentì la donna sorridendo -Non sono forse abbastanza?”. Odino si accontentò di questa risposta e si sedette a tavola per la cena con i genitori e la metà dei loro figli. Notò che quella famiglia era molto pia e ringraziava il Signore per il cibo e, nonostante fosse appena sufficiente per loro, lo condivisero con lo straniero. Odino notò con approvazione che tutti i bambini si misero in tasca un po’ di pane secco da portare ai loro fratelli e sorelle nascosti. Il giorno seguente prima di andarsene, il dio disse alla famiglia tanto ospitale: “Ciò che è stato nascosto a me verrà nascosto anche agli occhi degli estranei”. Da quel momento, i bambini nudi diventarono invisibili; i genitori li percepivano e gli altri uomini potevano vederli soltanto quando lo desideravano i bimbi stessi.”
La leggenda, tramandata dagli antichi racconti della tradizione popolare islandese, racconta che i bambini invisibili, a cui Odino donò le ali, da allora vennero chiamati Alfar- Elfi – e diventarono creature fatate, che si nascondevano agli occhi dell’uomo, ma potevano mostrarsi se incontravano un cuore puro.
Ancora oggi, se vi capitasse di fare un viaggio nelle bellissima, fredda e magica Islanda il cui nome signifca terra ghiacciata – un paesaggio dalla natura incontaminata, circondata da laghi, dai fiumi glaciali, e dai vulcani – potreste incontrare qualcuna di queste piccole creature fatate.
E’ una cosa abbastanza comune nel paese nordico, dove la maggior parte della sua popolazione crede fermamente nell’esistenza degli elfi, e non mi riferisco ad una credenza magica, ma ad una percezione superiore che consente di vedere oltre quello che mostrano gli occhi, unito al profondo rispetto per la natura che li circonda. Gli adulti possono incontrarli, se hanno un buon cuore, mentre per i bambini è più semplice, perchè sono ancora puri.
Un masso non è solo un masso, ma potrebbe essere la casa degli Alfar e se guardate bene potreste vedere anche le luci all’interno; non bisogna distrubarli e, in Islanda sono molto rispettati e molti sono i racconti di chi li ha incontrati per davvero: sono creature che normalmente sono buone e amichevoli, ma possono fare terribili dispetti se li fate arrabbiare.
Ne sanno qualcosa i lavoratori di un’azienda di costruzione che hanno dovuto dissotterrare un masso per placare l’ira del popolo invisibile, che era stato disturbato dai lavori di costruzione di una strada e mostrava la propria ira causando una serie di incidenti, ai macchinari e alle persone.
“Sveinn Zophoniasson, dell’azienda Bass, ha raccontato al giornale una serie di disavventure capitate a Siglufjördur, nel nord, per aver ricoperto con tonnellate di detriti in agosto 2015 la Alfkonusteinn, ovvero la “roccia di madama elfo”.
La strada in costruzione è stata inondata, ci sono state frane, l’uomo che è andato a controllare i danni s’è ferito, una macchina movimento terra s’è rotta, un giornalista andato a filmare i fatti è finito in un mare di fango ed è stato salvato a fatica e così via. “Nessuno aveva pensato alla roccia”, ha detto l’imprenditore contrito.
E non è un caso isolato:
Nel 1971, per spostare una loro roccia vicino a Reykjavik, fu necessario che le autorità aprissero una trattativa complessa e lunga. Non poterono tuttavia svolgerla direttamente: dovettero affidarsi a un medium.”fonte
Sembra che dopo questa trattativa, gli elfi abbiano deciso di cambiare zona e i lavori siano potuti proseguire.


Il concorso Un Paese da Fiaba è terminato ma non sono terminate le soddisfazioni e le soprese che questo Concorso ci ha regalato.
Abbiamo pubblicato le fiabe finaliste e quelle vincitrici del nostro Concorso Un Paese da Fiaba organizzato dal Comune di Padenghe sul Garda e dalla Biblioteca Comunale con la collaborazione di Fiabe in Costruzione;
Vi abbiamo fatto leggere bellissime fiabe, e ora vi mostriamo i disegni che raccontano fiabe; disegni che i bambini della scuola primaria di Padenghe hanno realizzato per il Concorso.
Ogni bambino ha partecipato al Concorso scrivendo una fiaba e facendo un disegno, e poi alcune fiabe sono state lette in aula e gli alunni hanno potuto commentarle dando consigli, e suggerimenti con grande collaborazione ed entusiasmo; mentre i più piccoli, che ancora non sanno scrivere, hanno disegnato le fiabe che alcuni compagni più grandi hanno letto loro.
Una grande partecipazione di tutti gli alunni della scuola, che grazie al gruppo delle maestre della Scuola Primaria di Padenghe, grazie alla loro passione e amore per il proprio lavoro – elementi che possono muovere le montagne – hanno realizzato un bellissimo laboratorio scolastico che ha visto coinvolto non solo i bambini e le loro maestre, in un bellissimo lavoro di gruppo, ma anche altre persone al di fuori dell’ambito scolastico, che hanno collaborato, portando le proprie esperienze professionali e di vita con le maestre e i bambini.
Lo studio delle fiabe rientra nel programma scolastico della scuola primaria, e quale miglior occasione della partecipazione ad un concorso di fiabe, per fare diventare una materia di studio, un’attività gratificante che è diventata una bellissima esperienza di condivisione: i nonni hanno partecipato con i propri nipoti alla creazione delle fiabe, e alcuni di loro sono andati in classe a raccontare i loro ricordi di vita, raccontando la storia del Paese, – anche i giochi che si facevano una volta – una memoria storica importanti che i bambini hanno ascoltato incantati; una valorizzazione fondamentale del rispetto per la storia e per gli anziani che la storia l’hanno vissuta!
Il gruppo delle maestre della Scuola Primaria ha inoltre coinvolto l’Associazione Artisti di Padenghe, artisti che spesso hanno esposto le loro belle opere per le strade del Paese, e che hanno partecipato con grande generosità ed entusiasmo: i bambini sono stati divisi per classi e poi – ottima occasione per visitare il paese -sono stati accompagnati al lago, al nostro Castello o alla foce del Rì, il nostro fiume – conosciuto perchè è il fiume più corto del mondo – e lì, ogni artista ha spiegato la tecnica del disegno e l’uso del colore donando la propria competenza ed esperienza artistica.
Un’attività bellissima per tutti i bambini che ha coniugato bellezza, arte, cooperazione, rispetto per la nostra storia, passione e divertimento; un lavoro che merita di essere preso ad esempio e ci teniamo a ringraziare il Gruppo delle Maestre della Scuola Primaria di Padenghe, oltre che per il loro splendido lavoro, perchè hanno regalato al nostro Concorso una nuova e bellissima gratificazione.
Ed ora, la parola ai disegni!