Emozioni in azienda

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Ben White

Sempre più, le grandi aziende scelgono di parlare del proprio lavoro raccontando una storia: che sia il ricordo del nonno che ha fondato l’azienda, o il bimbo che nasce in un supermercato la notte di Natale, o la nonna di Cappuccetto Rosso che tiene in mano un cellulare, la tendenza è quella di emozionare i propri clienti, di creare una relazione con il proprio pubblico.

Perché le aziende sono fatte di persone, persone che hanno immaginato, che hanno costruito e si sono  impegnate; persone che lavorano ogni giorno, che faticano, che hanno successo, o si arrabbiano.

Grafici e brochure  possono raccontare  i numeri ma non le emozioni.

Le storie invece sì, perché la narrazione ha il grande potere di coinvolgere, di far ricordare: ascoltare storie è un atto che l’uomo ha fatto fin dalla notte dei tempi.

Noi scriviamo fiabe, e con le fiabe abbiamo raccontato la storia di aziende, i loro valori, la loro missione e i loro prodotti. Anche i loro numeri, ma creando emozioni.

Alcuni dei nostri clienti:

  • Aquafresh  
  • Saef
  • Centro Analisi Santa Maria 
  • Artistique Haircut
  • Becomes

Volete avere più informazioni? Volete avere un preventivo senza impegno? Contattateci: via mail   a fiabeincostruzione@gmail.com o  compilando il modulo.

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Grazie per la risposta. ✨

Colorare il buio

A volte, anche i grandi hanno paura del buio…

“I colori di Sofia” con i bellissimi disegni di Elena Bertoloni. Questa fiaba partecipa al contest ilmioesordio 2018 con ilmiolibro

 

 

 

Donne in cammino

Un bellissimo incontro ieri, con un gruppo di meravigliose viaggiatrici, nella bella cornice della biblioteca Alda Merini di Padenghe sul Garda.

Un gruppo che ha creato una speciale energia, per un viaggio dell’eroe al femminile, accompagnate, accolte e guidate dalle Carte delle fiabe di Paola Biato ,  counselor professionale e creatrice del metodo Psicofiaba, 

Un cammino interiore, profondo nel mondo delle fiabe e degli archetipi che le abitano e che ci abitano per esprimere Intenti, cercare Risposte, trovare i Tesori che  sono  a noi destinati.

Grazie di cuore a Kikka, Jessica, Elena, Michela,Debora, Gabriella, Guja, Ornella, Silvia Adriana : ascoltare le vostre storie,  – le storie profonde che avete nel cuore –  è stato un  grande privilegio

 

 

 

 

 

Una fiaba per la dislessia

 

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Le parole di Tobia, il coniglietto che colora il mondo. Una fiaba per la dislessia” è una dolcissima storia che affronta con delicatezza il tema della dislessia, comune a tanti giovani alunni. L’autrice fa la scelta di raccontare la fiaba direttamente al piccolo protagonista che mostra al lettore il suo punto di vista, gli fa indossare i suoi panni per capire cosa si prova a sentirsi un diverso agli occhi di tutti. Allo stesso tempo imparerà il rispetto per le differenze altrui, che non devono essere considerati difetti ma grandi fonti di ricchezza che rendono unici ognuno di noi.”

Una bella recensione per il piccolo Tobia, il coniglietto che insegna e impara ad accogliere e apprezzare le diversità. Una fiaba a cui sono molto legata perché  Tobia  mi ha regalato il privilegio di entrare nel suo mondo e vedere con occhi diversi, i suoi meravigliosi colori.

Le parole di Tobia, il coniglietto che colora il mondo: una fiaba per la dislessia – con Giovannelli Edizioni  –  che porta un messaggio importante e ha un compito importante perché sostiene l’AID Associazione Italiana Dislessia e il magnifico lavoro dei suoi volontari.
Grazie al blog Leggere insieme a mamma e papà

I messaggi delle fiabe

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Le fiabe da sempre raccontano la vita degli uomini, raccontano la vita vera.  E portano messaggi, fondamentali per la nostra crescita e per la nostra realizzazione.

Ho studiato le fiabe antiche – alcune fra le più conosciute, e altre meno conosciute ma altrettanto belle –  e i loro profondi e preziosi significati, e ho raccolto i miei appunti, post ed emozioni in un libro.

I messaggi delle fiabe    è un piccolo viaggio nel mondo meraviglioso delle fiabe, nei loro simboli, nei loro archetipi.

Questo libro partecipa al Concorso @ilmioesordio indetto dal sito @ilmiolibro.it, puoi leggerlo integralmente per i primi 30 giorni, lasciare un commento e se ti piace puoi supportarlo!
#imessaggidellefiabe #contestletterario

 

Lentezza

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Tutto ciò che hai visto, tutto ciò che hai provato, amaro e dolce, pioggia e sole, freddo e notte, è dentro di te, e pesa, ed essendo così piccola quel peso ti rende lenta.” 

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza – Louis Sepulveda

Portiamo dentro di noi la nostra storia, le nostre esperienze, belle e brutte. A volte come  un peso, che ci rallentano.  A volte come un grande tesoro che ci dona il grande privilegio della lentezza.

Dipende solo da noi…

Alla Porta delle Fate

C’ è un posto dove i bambini possono sentirsi davvero liberi di essere bambini, di giocare, di sperimentare e di mettersi alla prova. Liberi di crescere, giocando.

C’è un posto dove i grandi possono sentirsi davvero liberi di entrare in connessione con quella parte bambina che è sempre dentro di noi ma, crescendo, dimentichiamo. Se le lasciassimo prendere il sopravvento, ogni tanto, potremmo vedere le piccole cose preziose che il nostro cuore distratto non riesce più a vedere.

In questo posto, c’è un bosco fatato, un vero bosco fatato, intendo, dove dagli alberi pendono lenti magiche, cuori, fili colorati, e nei tronchi ci sono piccole porticine che ti portano chissà dove. 

Il posto perfetto, in cui si dice, dimori lo spirito di una fata. 

Il posto perfetto per incontrare nuove bellissime persone, nuovi sognatori, nuovi viaggiatori…  il posto perfetto per sedersi in cerchio, e lasciare che la meravigliosa energia della natura ci accolga; il posto perfetto per meditare, accompagnati dalla musica, e lasciarci guidare nel nostro cammino interiore, senza temere di incontrare il drago; sappiamo che il nostro Re ci ha chiamato perché siamo pronti a intraprendere il nostro viaggio. (tratta da il viaggio dell’eroe. Paola Biato)

Il nostro Eroe ci guida nel cammino. 

E alla fine del  nostro percorso, troviamo le Carte delle Fiabe, create da una Maestra, ideatrice del metodo Psicofiaba, Paola Biato, carte Archetipiche, potenti: ci parlano attraverso i simboli e le meravigliose immagini. 

Tu  scegli la tua carta,  ma in realtà lei sceglie te, per parlare alla tua anima. Apre alla ricerca. Ti accompagna nel tuo viaggio. Ti aiuta a scrivere la fiaba che hai nel cuore…

C’è un posto perfetto dove la bellezza, la voglia di fare, di creare cose nuove, la passione aprono le porte del Tutto-Possibile,  dove il talento si fonde armoniosamente con una geniale fantasia, dove basta uno sguardo per capire che sì, che insieme si possono fare cose speciali, che si può immaginare e poi creare. 

Il viaggio continua…

 

 

Accogli…

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Non dimenticarlo mai…tu sei l’ artefice del tuo destino.

Forse ti sei confrontato con qualcuno o qualcosa che ti ha turbato, che ti ha fatto stare male. Magari hai cercato di allontanarlo dalla tua vita senza riuscirci, così hai provato a fingere di dimenticarlo attraverso il  compassionevole meccanismo della rimozione e sei andato avanti, con un nodo nel cuore che ti sei impegnato a non  ascoltare.

Fingi che tutto sia risolto, anche con chi ti è vicino e ti ha ascoltato, ha ascoltato la tua frustrazione così a lungo che ora ti vergogneresti a parlarne ancora.

Magari per un po’ sei sicuro di averla avuta vinta sul dolore.

Ma poi, basta una parola,  un pensiero, un profumo o un sorriso incrociato per sbaglio  e il muro di fragile creta che ti sei costruito  attorno, si sgretola e ti lascia nudo davanti alla realtà.

“Non tenere tutto dentro. Ricordati che nessuno ha davvero potere sulla tua vita e certe esperienze sei tu che le attiri e confrontandoti con esse acquisisci ancora più esperienza e consapevolezza. In realtà ciò che stai vivendo è esattamente quello di cui la tua coscienza ha bisogno in questo momento” – Rossetti – numeri e archetipi – l’angelo Caduto

I personaggi delle fiabe non cercano di cacciare via il male, la frustrazione, o il disagio. Quando si presenta loro il problema, partono per il viaggio che li sta aspettando, portando con sé ogni emozione che fa loro paura. Affrontandola, vivendola, indossandola, come Pel di topo che vaga 7 anni nel bosco, prima di trovare la sua nuova vita come regina, vestita di un mantello di pelli di Topo,  simbolo della follia paterna che la voleva sposare e poi al suo rifiuto la vuole uccidere.  O come La fanciulla senza mani che privata delle mani per la debolezza del padre che stringe un patto con il diavolo, deve ritrovare la sua autonomia – la sua capacità  di fare – usare le mani senza dover dipendere dai genitori, o da un uomo.

Accolgono. Vivono e affrontano…

Queste bellissime fiabe di potere e di trasformazione ci insegnano che ogni cosa ha un tempo e va rispettato.

Se non riusciamo ad allontanare  qualcosa o qualcuno dalla nostra vita, vuol dire che il suo compito con noi non è ancora finito. Non è il momento. Non ora.

Non ancora.

Accoglilo, abbraccialo come un vecchio amico.  Portalo con te nel tuo viaggio

Bella addormentata a chi?

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Photo by Fancycrave on Pexels.com

“La fanciulla dormiva da cento anni almeno e con lei dormiva tutto il palazzo.

Sognava, spesso, e sognava di essere sveglia, di essere viva, di correre e di mangiare. Sognava, sapendo di sognare.

Ma lo sapeva che sarebbe arrivato un principe azzurro a svegliarla. Non succede così nelle fiabe? Sì, c’è proprio una fiaba che parla di una fanciulla addormentata. Lei alla fine viene svegliata dal bacio del suo principe. Bello. Fico. E io? Chi mi sveglierà? Speriamo che sia carino. Dolce. Che mi faccia ridere. E che parli con me. Che mi sappia ascoltare. Che mi ami.

Ecco. Così vai avanti a dormire per altri cento anni! Cominciamo con la cosa più importante: che mi ami.

Per iniziare basta quello.”

Cosa potrebbe succedere alla Bella Addormentata se si svegliasse ai nostri giorni? E come sarebbe la sua storia d’amore con il Principe Azzurro? Un amore da fiaba, oppure…

Leggi la piccola fiaba moderna   Bella Addormentata a chi?   pubblicata sul sito ilmiolibro;  se ti piace, puoi supportarla per farla salire in classifica.

Per tutte le Belle Addormentate di oggi, che stanno aspettando un bacio per essere svegliate…

Il tempo dell’attesa

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Photo by Pixabay on Pexels.com

La Baba Jaga sedette per pranzare; mangia e Vasilissa sta lì in silenzio. “ Perché non mi dici nulla?”chiese la Baba Jaga. «Stai lì come una muta!» “Non ho il coraggio di parlare,” rispose Vasilissa “ ma se permetti vorrei chiederti una cosa.” “ Chiedi; però non tutte le domande portano al bene. Se sai molte cose, invecchi prima!” Vassilissa la bella

La Baba Jaga, la vecchia strega, presente nelle fiabe della tradizione russa,  che vive in una casa  che si muove su zampe di gallina ed è costruita con ossa umane, sa essere terribile – mangia gli uomini, soprattutto quando sono troppo curiosi – ma sa dare anche giusti consigli. Questa fiaba – Vassilissa la bella, la versione russa di Cenerentola – ci racconta che non è sempre saggio sapere troppo. A volte bisogna saper attendere perché le risposte arrivano quando è il loro giusto  tempo.

Anche La bella addormentata ci parla del tempo: la fanciulla punta dal fuso deve dormire cento anni prima di essere risvegliata dal bacio del suo principe, per poter proseguire la sua crescita interiore: la liberazione di ciò che dorme, inconscio o bloccato, può richiedere molto lavoro: solo dopo cent’anni riesce ad arrivare il principe azzurro, il principio vitale, la vita che ci ama. Egli deve faticosamente avanzare all’interno di una selva intricata e a volte bisogna attendere molto per vedere il tanto atteso. (Biato)

Ne’ La fanciulla senza mani – un’antica e bellissima fiaba dei fratelli Grimm-  un padre si lascia ingannare dal diavolo e deve cedergli la propria adorata figlia come sposa. Dopo tre anni il diavolo vuole prendersi quello che gli spetta, e  nonostante la disperazione dei genitori, la figlia si sottomette al terribile patto e poiché il Diavolo non riesce ad usare il suo potere su di lei – il suo candore  è la forza psichica che non riesce a dominare  – ordina al padre di tagliarle le mani – tagliare le mani alla fanciulla vuol dire togliere la sua capacità psichica di afferrare, trattenere, aiutare se stessa e gli altri. Vuol dire annullarla.

Alla fine il diavolo non riuscirà ad avere la fanciulla e lei, ormai mutilata deciderà di lasciare la sua casa e di vagabondare per il mondo. Incontrerà il suo Re e lo sposerà ma poi per un nuovo inganno del diavolo tornerà a vagabondare. Il suo viaggio durerà sette anni – la durata di una stagione nella vita di una donna, il numero ricorrente nel tempo sacro, i sette giorni della creazione. Sette è il numero dell’iniziazione (Pinkola). Un periodo necessario per la crescita interiore della fanciulla – una rinascita –  che vedrà ricrescere le proprie mani, prima quelle di una bambina, poi quelle di una fanciulla e infine quelle di una donna.

Sette anni sarà anche il tempo necessario al suo Re, il suo sposo, per ritrovarla. Sette anni di dolore, non mangerà per sette anni, e di grande trasformazione. La fanciulla senza mani, come Vassilissa la Bella e La bella addormentata sono fiabe che portano profondi messaggi e meritano ben altri approfondimenti. Per ora ci basti vedere che per ognuna di queste storie, il tempo, e l’attesa hanno un valore fondamentale, la catarsi per prepararsi al viaggio.

Le fiabe ci insegnano che ogni cosa ha un tempo per essere svelata, e che il viaggio di ogni individuo alla ricerca del proprio sé ha bisogno del tempo necessario perché avvenga la trasformazione che porta alla crescita. Nessun tempo deve essere forzato

C’è un tempo per ogni cosa: un tempo per il dolore, che va onorato e mai evitato, e c’è un tempo per la gioia, che va accolta e mai data per scontata. C’è un tempo per avere le risposte, e a volte si fanno attendere molto a lungo, perché non è il nostro tempo per sapere.

Quello che stiamo cercando, quello che ci è destinato, arriva quando siamo pronti ad accoglierlo. Anche quando pensiamo di non esserlo. L’ attesa, è il tempo perfetto che ci prepara al dono e il tempo dell’attesa va rispettato, anche quando ci sembra interminabile.

Ho imparato che nulla va forzato, io che vivo sempre in conflitto con il mio tempo, che non è mai troppo veloce, o non è mai abbastanza, o che è troppo lento. Ho imparato che non devo sempre avere tutte le risposte, non subito! Non ora! Arriveranno.  Ho imparato che io creo la mia realtà – tutti noi lo facciamo – e che saper attendere, senza fermarsi – è un grande privilegio.

Alice: “Per quanto tempo è per sempre?” Bianconiglio: “A volte solo un secondo.”