



Adol Born- CBJ verlag
“Rammentate voi, bambini, il racconta-fiabe, colui che vi raccontò le storie di Spera di sole, di Ranocchino, di Cecina, di Testa-di-rospo, e di tant’altra gente meravigliosa?”
Inizia così, la prefazione del libro Tutte le fiabe di Luigi Capuana, scrittore giornalista, teorico del verismo, nato nel 1839 a Mineo in provinica di Catania, che scrisse romanzi e racconti ma come sentenziò lo stesso autore:
“Le fiabe saranno il lavoro nel quale, probabilmente, e vivrà il mio nome”, una considerazione profetica considerando il grande valore della sua produzione letteraria rivolta al mondo infantile.
Le fiabe di Capuana nascono dall’incontro tra il mondo fantastico e l’arte della scrittura, e fanno rivivere leggende, racconti reali, filastrocche che appartengono alla nostra tradizione popolare, tutta italiana, e che l’autore rivede con la sua incredibile capacità narrativa e la sua grande fantasia.
Reginotte, Reucci, Lupi mannari, Draghi e Orchi, e Principesse-serpenti, ranocchini, nani gobbi, ma anche mugnai, pescatori, falegnami; personaggi semplici e fantastici tratteggiati con maestria. Capuana plasma il linguaggio “così semplice, così efficace, così drammatico delle fiabe” per raccontare ai bambini le storie meravigliose e terribili dei suoi personaggi.
Racconti bellissimi che parlano di magie, di terribili incantesimi e di vita vera, quella contadina, quella che fatica e lavora, e di quella ricca, quella privilegiata, spesso ingiusta e scansafatiche. Storie che incantano per la bellezza delle immagini che sanno evocare, come la storia di Piuma d’oro, una reginotta maleducata e irrispettosa, che per la maledizione di una vecchina diventa leggera, leggera, e i suoi genitori, per non farla annoiare, le soffiano addosso tutto il giorno in modo che lei possa volare fra le alte stanze del castello.
Storie dolci come quella del Raccontafiabe che aveva perso le sue fiabe e non riusciva più a raccontarne di nuove:
“Fiabe nuove non ce n’è più; se n’è perduto anche il seme. Ora avvenne che non sapendo egli a qual altro mestier edarsi, rimase lungamente disoccupato. Passava le giornate al sole, davanti l’uscio di casa sua; e spesso pensava a quelle care fiabe, che gli si erano mutate in un pugno di mosche.
I bambini che lo vedevano sbadigliare su la soglia dell’uscio, gli domandavano: O che non ce n’hai più fiabe nuove, raccontafiabe?Egli alzava le spalle, scrollava la testa e non rispondeva. Dove andare a pescarle? Gli strani oggetti che gli erano stati regalati da fata Fantasia, non potevano più servire. Ognuno di essi gli aveva già suggerito la sua fiaba, appena egli l’aveva preso in mano; e dopo non c’era stato verso di cavarne più niente. Tornare da fata Fantasia gli pareva una bella sfacciataggine. E poi, come rintracciare un’altra volta Cenerentola, Cappuccetto rosso, Pelosina, Pulcettino e tutti gli altri che lo avevano condotto alla grotta della Fata e l’avevano pregata di aiutarlo? La fiera delle Fate ricorre una volta ogni mille anni; e il capitarvi in mezzo era stata proprio una rara fortuna. Per ciò egli sbadigliava, e con le mani in mano, godevasi il sole, in mancanza d’altro, su la soglia dell’uscio.
Una notte, non potendo chiuder occhio, gli passò pel capo di cercare il sacchettino dov’erano conservati il ranocchio, la stiacciata, l’arancia d’oro, la serpicina, l’uovo nero, i tre anelli e le altre cosettine regalategli dalla Fata.— Chi sa? Dopo tanto tempo, forse avevano ripreso la loro virtù.
Saltò dal letto, corse a cercare il sacchettino riposto in un armadio, e tentò di fare come soleva. Prese a caso i tre anelli, e disse:
— C’era una volta… Ma una volta, quantunque non sapesse neppure mezza parola di quel che doveva dire, appena aperta la bocca, la fiaba gli usciva filata, quasi l’avesse saputa a mente da gran tempo. Invano ora ripeté:
— C’era una volta…! C’era una volta…! Gli usciva di bocca soltanto il fiato. Stizzito, afferra il mortaio, ci vuota il sacchettino dentro, e poi pesta e pesta; ridusse in polvere ogni cosa. Ne prese un pizzico, e strofinandolo con disprezzo fra le dita, esclamò: — Così non mi verrà più la tentazione di provare, e dire: C’era una volta!…
Ma non aveva ancora finito di pronunziare queste parole, che già su la punta della lingua gli s’agitava una fiaba nuova. E se la raccontò da sé, divertendosi come un bambino.”
Così il Raccontafiabe trova di nuovo la sua magia e può raccontare nuove fiabe ai bambini, fino a che, per disgrazia, perde il suo sacchettino fatato:
“Chi non le ha udite, dalla bocca del raccontafiabe, può leggerle con comodo in questo libro. Sono proprio le ultime. l povero raccontafiabe è accaduta una disgrazia.Una sera, stanco di aver raccontato fiabe tutto il giorno, si buttò sopra un sedile di pietra del giardino pubblico e si addormentò. Allo svegliarsi, cerca e ricerca il sacchettino con la polvere portentosa che gli suggeriva le fiabe, non lo ritrovò più. E lo ricerca tuttavia, poverino!”
LUIGI CAPUANA – Roma, 13 settembre 1893
Non perdetevi le ultime fiabe, le fiabe italiane sono ricche della nostra tradizione popolare un tesoro inestimabile tutto da scoprire, da leggere e da raccontare, che mantengono immutato il loro incanto. E noi vogliamo aiutarvi a scoprirle…

“Non solo per i più piccoli, ma anche per i grandi, che a volte, alle prese con lo stress e i problemi di ogni giorno si dimenticano di fermarsi, e di guardarsi intorno. Questa favola metropolitana racconta la storia, vera, di un uomo buono, cha ha salvato una tartaruga dall’ignoranza e dalla cattiveria dell’essere umano. E le ha regalato una vita migliore. Perché nessun animale è un oggetto…!
L’uomo e la tartaruga la nostra favola metropolitana, con i disegni di Patrizia Kovacs.
Puoi leggere le prime pagine, commentarlo, e acquistarlo sul sito Il mio Libro.
Buona lettura!

La saggezza millenaria delle fiabe nei percorsi formativi degli adulti
Vogliamo mostrarti come puoi utilizzare le fiabe nelle tua attività di formatore, educatore, addetto alla selezione o alle politiche attive per il lavoro! Oppure sei un insegnante, o un manager di azienda; o gestisci un team di lavoro. O sei un genitore, il lavoro più difficile e meraviglioso del mondo. O semplicemente ti fai appassionare ancora dalle fiabe.
Manca poco. Partecipa, sostieni condividi

L’esenziale è invisibile agli occhi. – Il Piccolo Principe
Tu adulto vedi una razza, pesce della famiglia dei Raidi, pesci cartilaginei.
Se ti soffermi un secondo in più a guardarla e non passi subito ad altro, ti viene da pensare che si muove leggera ed elegante nel fondo marino. Sembra che voli .E’ una nomade del blu, bellissima nel suo volo elegante e leggero.
Poi, se ti concedi qualche minuto in più, vedi il suo sorriso. Ti accorgi che ti guarda.
E forse finalmente, ti lasci incantare.
Emma, 3 anni, mi concede un minuto del suo tempo prezioso, troppo indaffarata a gaurdare il mondo con i suoi occhi da bimba entusiasta e curiosa della vita:
“il pesce”, ride e batte le manine, poi mi dice che è la principessa del mare, non una fatina, attenzione – e sorride perchè le stanno facendo una fotografia, o forse è solo felice di avere accanto il suo fidanzato, la tartaruga.
Le fiabe sono tutte intorno a noi…

Patrizia Kovacs
Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”
Gianni Rodari
Scrivetelo su tutti i muri!
La paura rende prigionieri, ma noi impareremo a essere liberi…
Una serena Pasqua a tutti.
Stamattina il quotidiano la Stampa, l’importante quotidiano nazionale ci ha dedicato un articolo, raccontando il nosto lavoro, le nostre fiabe e i nostri progetti di formazione con le fiabe.
Inutile dire che per tutte noi di Fiabe, che abbiamo lavorato e stiamo lavorando insieme con passione ed entusiasmo è una grandissima soddisfazione. Grazie!


Illustrator Adolf Born – Cbj Verlag
Quando ero piccola adoravo Cappuccetto Rosso perchè era ribelle – disubbidiva alla mamma – coraggiosa, non aveva paura di andare nel bosco da sola, e alla fine usciva intera dalla pancia del lupo, senza nemmeno un graffio. Una specie di super-eroina delle fiabe.
E’ sempre stata la mia fiaba più amata, anche da adulta, quando sono arrivata, o meglio tornata, alle fiabe ed oltre a scriverle le ho studiate.
Nella mia versione, tutta personale, della fiaba, Cappuccetto Rosso ha assorbito la natura selvaggia del lupo; è la sua parte istintuale, la sua forza psichica, perchè la mia Cappuccetto Rosso è una vera donna selvaggia, ( Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi) una donna libera, e lei ed il Lupo sono una coppia inseparabile. Non a caso sono il nostro logo…
Cappuccetto Rosso è una fiaba molto antica che ha tanti, profondi significati, ed è stata interpretata molte volte nelle sue differenti versioni, da Perrault, che la disegnava come una signorina troppo disinibita, che non esita ad entrare nel letto della nonna-lupo, ai Grimm, che la raccontano come la bimba un pò disubbidiente che tutti conosciamo.
Ma il Lupo? In tutte le versioni il lupo è cattivo e viene alla fine ucciso dal taglialegna o dal cacciatore, ma non dimentichiamoci che se questa fiaba è tanto amata è anche per l’attrazione che ognuno di noi prova verso il lupo, cioè il simbolo di quella parte che è pericolosa e scura dentro di noi; Cappuccetto Rosso si fa tentare dal Lupo Cattivo e noi ci facciamo tentare insieme a lei.
Essere mangiati dal lupo ci insegna a conoscere e convivere con quella parte pericolosa dentro di noi, e superarla, crescendo. La sua, è una funzione educativa molto importante, eppure lui, il Lupo, è rimasto ancora oggi, dai tempi dei tempi, solo il lupo cattivo che alla fine viene punito.
Ma cosa ne pensa il Lupo?
“Fin dall’antichità ci hanno fatto conoscere le storie sul lupo cattivo, ci hanno insegnato a temerlo, a combatterlo.
Oggi, nell’anno 2050 l’uomo ha smesso di leggere le fiabe ed è perduto. I protagonisti dei libri dimenticati temono di perdere le loro storie e si rifugiano nella Città delle Fiabe.
Da lì, si alza la voce profonda del Lupo; ora è pronto a raccontare la sua verità…”
Il lupo finalmente ha deciso di parlare…
Entra nella Città delle fiabe, conoscerai la vera storia del lupo.
Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe? Partecipa, sostieni,condividi

Published by The Art Group Limited, London Printed in England – “And away they all flew to never land Disney 4835”
Un bell’articolo ed una bella recensione per Antonella Bastone pedagogista esperta di formazione e nostra formatrice, pubblicata sul sito ilmiolibro, che parla dell’importanza delle fiabe nella formazione, un tema per noi davvero importante, la base del nostro progetto di crowdfunding Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe.a cui la Dott.ssa Bastone ha dato il suo prezioso supporto prefessionale
L’articolo Le belle fiabe non scadono mai. Sei fiabe che tutti gli adulti dovrebbero rileggere
dà una prima lettura di come le fiabe, qui ne sono citate alcune, possono supportare l’uomo nel suo percorso di crescita personale e professionale.
“Ci sono storie che non smettono mai di insegnarci qualcosa. Ci sono fiabe che non hanno età. E ce ne ne sono alcune che andrebbero rilette più volte nella vita, soprattutto in età adulta.
La letteratura psicologica e pedagogica ha ampiamente dimostrato da tempo la funzione educativa della fiaba per la formazione dei bambini. Tuttavia, è solo recentemente che si sta valutando la possibilità di sperimentarne l’applicazione e la funzionalità nella formazione degli adulti. Le fiabe, infatti, non rappresentano semplicemente “uno strumento per addormentare i bambini”, ma tramandano un’antica saggezza capace di risvegliare la coscienza, di accompagnare l’essere umano a riconoscere e superare le sfide quotidiane, di modificare il proprio atteggiamento nei confronti della vita”
Ecco, secondo la pedagogista Antonella Bastone, vincitrice della prima edizione di Keywords – il concorso per autori di saggistica promosso dall’Espresso in collaborazione con ilmiolibro.it – con il libroLe fiabe nella formazione professionale alcune fiabe che dovremmo rileggere anche da adulti per affrontare meglio le esperienze del quotidiano”
Così scopriamo che la fiabe di Alice nel Paese delle meraviglie ci insegna come orientarci nella nostra società complessa, o Peter Pan, l’eterno bambino, ci spiega quali sono le reali paura di un adulto che non vuole crescere.
E ancora, Le avventure di Simbad il marinaio ci racconta l’importanza del viaggio, come metafora del percorso inconscio incontro a ciò che è nuovo, diverso.
Le fiabe non smettono mai di donare i loro preziosi insegnamenti, perchè raccontano da sempre la vita vera dell’uomo. Noi vogliamo far conoscere il grande potere educativo delle fiabe, non solo per i bambini ma anche e soprattutto per la crescita personale e professionale dell’adulto.
Segui il nostro progetto Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe.
Se vuoi maggiori informazioni scrivici : fiabeincostruzione@gmail.com