Ti regalo una storia. Cappuccetto Rosso e il Lupo

Ogni mattina la mamma preparava il cestino, abbracciava la bimba e le faceva le solite raccomandazioni: «mi raccomando piccola, fai solo il sentiero e non uscirne, non guardarti in giro, per favore, e non fermarti a raccogliere i fiori o a giocare con gli scoiattoli. Bacia la nonna e raccomandati che beva tutto il brodo». Quando la bambina si stava già incamminando sul sentiero, arrivava l’ultima… la più importante. «Torna a casa prima del buio, e attenta!».

La mamma diceva sempre quell’ultima parola con una tono diverso dal solito. Una sola parola che diceva tutto, una sola parola che era l’essenza di una paura atavica e senza rimedio. E ogni volta la bambina provava un brivido incontrollato.

Anche quella mattina, come ogni mattina, la nostra bimba si incamminò sul sentiero di ginestre e rampicanti rosso-gialli; il cestino carico di cose buone per le nonna, e già lo sguardo distratto dagli scoiattoli che si rincorrevano fra le umide felci. La giornata era bellissima, una perfetta mattina di settembre; il sole alto nel cielo, azzurro e senza nubi. Gli uccellini cinguettavano e le api avevano già iniziato il loro laborioso viaggio tra un fiore ed un altro. Il sentiero sterrato si apriva su una natura rigogliosa e forte che ancora non cedeva alle prime avvisaglie autunnali, anzi sembrava ancora estate piena.

Troppe cose da vedere… La bambina si fermò sul sentiero, si sfilò il cappuccio e cominciò a correre fuori dal sentiero, saltando le grosse radici dei castagni e qualche vecchio tronco caduto.  Ad un certo punto il bosco si apriva su una pianeggiante radura che si affacciava su un piccolo lago, freschissimo, calmo e così invitante! Si sedette subito in riva al lago, in un tratto di terreno scosceso che scivolava pigramente nell’acqua, si sfilò le scarpe facendole volare, una, su una macchia azzurra di piccoli fiori, e l’altra, quasi centrò in pieno un grosso e indaffarato scarabeo dalla grossa corazza verde scintillante.

Con i piedini a mollo nell’acqua cominciò a rilassarsi, le mani incrociate dietro la testa e gli occhi chiusi, quasi si appisolò, cullata dai rumori rassicuranti dalla natura; il fremito delle foglie mosse dal leggero vento, il ronzare incessante degli insetti e l’armonioso cinguettare degli uccelli.

Si stava quasi addormentando, addormentando davvero, quando improvvisamente: nessun rumore, un silenzio totale e gelido. Il bosco si era come… fermato. La bimba smise quasi di respirare, senza aprire gli occhi, e per questo non vide, nell’ombra di un grosso cespuglio di more, i due occhi, due ardenti e terribili bracieri, che la stavano guardando.

Ma li sentì, come un alito di freddo gelido…

La bimba si mise seduta, ora sorridente, quasi impaziente. Improvvisamente il grosso e bellissimo esemplare di giovane lupo saltò fuori dai rami intricati del cespuglio, maestoso nella sua forza, potente nella sua giovinezza, ma con già negli occhi, la conoscenza e l’esperienza di vite passate. Era un cacciatore, e un vero guerriero, e suo padre lo era stato prima di lui; gli aveva insegnato a non avere mai paura, a non avere mai pietà.

Il Lupo annusò l’aria con un fremito delle grosse narici, i denti enormi e affilati, bene in vista, ascoltando. Poi si quietò, si avvicinò alla bimba e piegandosi, appoggiò la sua grossa testa sulle sue ginocchia, e con un dolcezza inaspettata le leccò la mano.

Lei e il lupo erano inseparabili.

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Disegno di Rossana Bossù –  Illustrator – http://www.rossanabossu.blogspot.it/

Fiabe antiche – La Gattina Bianca

 

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Adoro vagare nei mercatini dell’antiquariato e vintage; hanno sempre il sapore della riscoperta di valori  e piccoli tesori antichi, che fortunatamente vengono salvati dall’oblio della memoria. Io prediligo i libri, e mi piace sfogliarli, sentire la loro energia, e immaginarmi le vite dei loro precedenti proprietari.

Così ho trovato: La Gattina Bianca scritto da Marie-Catherine D’Aulnoy, un delizioso libro di fiabe che risale intorno al 1940, in buone condizioni e con bellissimi disegni.

 

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Marie-Catherine, baronessa e scrittrice, nata in Francia nel 1650, andò sposa a 16 anni di un uomo di almeno quarant’anni più vecchio di lei, dal quale ebbe cinque figli; lo odiava e, a quei tempi non esisteva il divorzio, cercò di liberarsene accusandolo di crimini contro Sua Maestà. Fu poi costretta alla fuga e andò in Inghilterra. Descritta come una donna molto bella e briosa, fra un’avventura rocambolesca e l’altra, aprì un circolo letterario e scrisse racconti e poi fiabe –  la prima pubblicata in Francia  fu l’Ile de la Felicitè –  rivolte però ad un pubblico adulto.

La gattina bianca narra la storia di un giovane, che ha due fratelli, e il cui padre, il re, che deve abdicare al proprio ruolo,  vuole lasciarlo al figlio che gli porterà le cose più preziose e rare. Il giovane vagando per il mondo incontrerà il magnifico castello dove vive la bellissima gattina bianca, che lo aiuterà, e poi si rivelerà una bellissima fanciulla, che una strega cattiva aveva trasformato in un gatto.

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“E vissero cento anni d’amore e d’accordo: e sulle loro tombe vollero che figurasse il musino di un leggiadro micio, in memoria del loro caro passato”

Leggiamo una fiaba?

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La vita frenetica di oggi non ci concede troppi spazi; siamo sempre di corsa, indaffarati, e abbiamo sempre poco tempo da dedicare a noi stessi e alla nostra famiglia. Da quanto tempo non leggete una fiaba al vostro bambino? E da quanto tempo non ne leggete una, solo per voi, ormai adulti e pieni di responsabilità e preoccupazioni?

Guido Petter, psicologo dell’età evolutiva e psicopedagogista, ha scritto che le fiabe sono un elemento fondamentale nel processo di crescita del bambino, e raccontare le fiabe ai nostri piccoli, dovrebbe essere obbligatorio per i genitori, per gli insegnanti e per tutti coloro che si occupano dell’educazione dei bambini.

L’atto di leggere una fiaba, oltre ad essere un momento fondamentale di amore, di vicinanza e di condivisone, lo aiuta a crescere, perché il bambino impara ad affrontare i temi negativi e le situazioni spiacevoli, come la paura, la morte e l’abbandono: Pollicino si perde nel bosco, ma poi viene ritrovato, e Biancaneve muore avvelenata dall’orribile strega ma poi arriva il principe e la salva con un bacio. I personaggi negativi sono indispensabili perché il bambino, attraverso la loro rappresentazione impara a distinguere il male dal bene, e può affrontare le proprie ansie, rivivendole e drammatizzandole, in una situazione emotivamente controllata, perché protetto dall’adulto.

Il cattivo viene sempre sconfitto, e il messaggio positivo aiuta il bambino ad avere fiducia in sé stesso, e ad imparare che le difficoltà possono essere superate! Inoltre, identificandosi nel protagonista, gli si affeziona e ne vive le emozioni, e questo è importantissimo per il suo sviluppo emotivo ed affettivo; e per quello sociale e morale, perché impara a riconoscere le modalità relazionali positive, come l’altruismo e il coraggio, da quelle negative, come la gelosia, l’inganno e l’invidia, e impara a conoscerne le conseguenze.

Il grandissimo valore pedagogico delle fiabe è utile anche per noi adulti, e sempre più spesso, sono utilizzate anche in contesti formativi per aziende, proprio per i messaggi di crescita e costruzione personale impliciti in ogni storia.

Leggere le fiabe ha un bellissimo effetto terapeutico di catarsi interiore, e dà la possibilità di sognare, per piccoli e grandi, e di concedersi piccoli spazi di tempo preziosi, perché il loro linguaggio arriva a toccare il nostro IO bambino, che spesso noi adulti dimentichiamo!

Volete provarci?

 

Into the woods

Molto carino questo film di Rob Marshall, del 2014, che si basa sullo spettacolo musicale di Stephen Sondheim che porta lo stesso titolo. Anche questa versione di Into the woods è cantata, ed è una fiaba che racchiude in sè le più famose fiabe dei fratelli Grimm; così nel bosco misterioso e fatato, Cappuccetto Rosso con l’immancabile Lupo, interpretato da Jonny Deep – un bellissimo lupo –  incontra Jack, quello del fagiolo magico, che a sua volta incontra Cenerentola sempre in fuga dal suo principe. Non manca Raperonzolo con i suoi lunghissimi capelli d’oro e nemmeno la strega cattiva, interpretata dalla bravissima Meryl Streep.

Una commedia che stravolge in un modo simpatico e irriverente le fiabe più conosciute ed amate, e non manca il messaggio morale: la storia intreccia i desideri dell’uomo, e i problemi che nascono quando cerca di realizzarli, e fa riflettere sulla  responsabilità delle proprie scelte.

Il film ha vinto diversi premi fra cui: Oscar a Meryl Streep, come attrice non protagonista, oscar per la  miglior scenografia e per i miglior costumi, e il Golden Globe, come miglior film musicale.

Perdetevi un paio d’ore nel bosco insieme a tutti i suoi protagonisti; ne vale sempre la pena.

Maleficent — La Regina della brughiera –

Ieri, mi è capitato di vedere “Maleficent”, la favola della Bella Addormentata nel Bosco,  nella nuova versione del film, con una Malefica edulcorata e addolcita nel carattere;  una fata buona che diventa cattiva perché tradita da un uomo, che le ruba le ali. La storia è molto carina, la brughiera, il regno di Malefica, è fantastica e i suoi abitanti, unici. Vi consiglio di vederlo… Anche se, noi preferiamo la prima, cattivissima e unica Malefica.
Che ne pensate?

TANTI AUGURI!

Siete pronti a festeggiare l’ ultima notte del 2014? Sicuramente si, e in qualsiasi modo la passerete, in famiglia o con amici – manca poco, mentre scrivo, in Australia hanno appena stappato le loro bottiglie – vi auguriamo una fine d’anno bellissima.
Quest’anno abbiamo  scoperto che, scrivere,  leggere, e disegnare  fiabe, ha un incredibile effetto terapeutico: non bisogna mai dimenticare il proprio IO bambino, mai trascurarlo; è una parte fondamentale del nostro essere; coccolatelo, fatelo emergere.
Così il nostro augurio,  per un fantastico 2015,  è proprio quello di non smettere mai di fantasticare, di sognare, e di credere che qualcosa di incredibile possa sempre accadere; vi auguriamo, con il cuore, che nel prossimo anno, nei momenti di vita quotidiana, bella e brutta, di  lavoro,  magari stress, qualche preoccupazione, arrabbiature e piccole, grandi  gioie, troviate sempre un piccolo posticino, per leggere una favola, per lasciarvi andare alla fantasia, per tornare un po’ bambini.
Non perdete mai il vostro sacchetto di pensieri felici, perché come dice Peter Pan : “I pensieri felici: sono quelli a portarti in aria”.

TANTISSIMI AUGURI. Maria, Chiara, Elena, Debora





IL PRANZO DI NATALE

C’era una volta…

e c’e’ ancora, un bosco fatato, Felce odorose, coprono  i sentieri contorti, e le alte piante del bosco si sussurrano i loro segreti. In Inverno, la neve candida e soffice, copre ogni cosa, e quando arriva il giorno di Natale,  gli abitanti del bosco, gli  uccellini colorati, il riccio con la sua famiglia, il tasso Oreste, la marmotta Carlotta, i coniglietti, e i piccoli scoiattoli, si incontrano con gli elfi silvani, nella casa di pietra, nascosta dai fitti cespugli di caprifoglio. E’, in realtà, la casa di Babbo Natale, e sua moglie, la dolce elfa Clara. prepara il pranzo per tutti gli abitanti del suo bosco e per il suo vecchio marito, che torna stanco, dopo aver lavorato tutta la notte, per consegnare i doni a tutti i bambini del mondo.

Anche oggi, l’elfa Silvana Clara è in cucina per preparare il pranzo di Natale e il Babbo, aiutato dagli elfetti, sta caricando la slitta per la lunga notte di lavoro.
Domani sarà tutto pronto per il grande pranzo, Vuoi venire anche tu? Segui il sentiero di felci. e fatti guidare dalle risare degli elfetti dispettosi, e dal fumo profumato che esce dal comignolo della vecchia casa, Ti aspettiamo!

Tanti auguri per un magico NATALE da tutto lo staff di Favole in Costruzione:

Maria, Chiara, Elena e Debora.