

Finalmente ieri abbiamo scoperto i nomi dei vincitori della prima edizione del Concorso Letterario “ Un paese da Fiaba”; la premiazione è avvenuta nell’ambito dell’evento un Pomeriggio da Fiaba organizzato per accogliere tutti gli ospiti intervenuti: un pomeriggio dedicato alla cultura, alla promozione del nostro bellissimo paese, e, cosa molto importante, dedicato alle fiabe.
Un pomeriggio molto bello, trascorso in compagnia di una strega che ha giocato con le bolle, una fatina che ha fatto magie sui volti dei bambini con magnifici colori, una luna sorridente che ha accolto grandi e piccoli sulla sua scia lucente e ha immortalato con uno scatto i loro sorrisi.
E poi, i bellissimi disegni degli alunni della scuola primaria di Padenghe sul Garda, risate, sorprese e meraviglie, sole, e caldo, tanto caldo, e per questo non sono mancate bibite e gelati e poi il momento della premiazione, i vincitori e le fiabe, lette da una bravissima lettrice – credo che anche lei sia una fata! –
Questa prima edizione del Concorso “Un paese da Fiaba” è stata davvero molto bella e soddisfacente; abbiamo ricevuto tantissime fiabe e la nostra giuria – davvero molto bravi – hanno faticato a scegliere le fiabe migliori.
Per noi di Fiabe in costruzione è stato un evento molto importante, perché organizzare questo evento era un piccolo, grande sogno – riavvicinarsi alle fiabe vuol dire riconnettersi alla nostra parte bambina, che ci consente di guardare al mondo con meraviglia. Un sogno che è diventato realtà, perciò ora devo fare sentiti e doverosi ringraziamenti:
Ed ora vi presento i vincitori, i secondi e terzi classificati del Nostro Concorso, e i noi di chi ha ricevuto una menzione particolare per la propria opera:
Categoria bambini scuola primaria
Categoria scuola media
Categoria Autori
“Il fantasma, la strega e gl’incantesimi tecnologici” – Autore: Lorenza Bianchi
Menzioni:
Nei prossimi giorni, altre fotografie dell’evento e le fiabe citate verranno pubblicate su questo blog e sulla nostra pagine Facebook dedicata al Concorso
Il Concorso “Un paese da Fiaba” continua!

Illustrator Patrizia Kovacs
Le bellissime fiabe di Luigi Capuana, le meravigliose storie dei suoi personaggi: reucci ingiusti , streghe, nani, e bimbe con la testa di rospo; reginotte e principesse e semplici contadine, a volte leggiadre fanciulle e a volte giovani donne “brutte come il peccato” come la piccola Tizzoncino che nonostante questo è sempre di buon umore.
O come Piuma D’Oro, una principessa “bella come la luna e come il sole” ma così capricciosa, irrispettosa come può esserlo solo una bimba che i genitori non sgridano mai.
E per questo viene punita dalla vecchina – in realtà una strega – che ha maltrattato:
“La mattina dopo, nel punto d’andar via, la vecchia trovò sul pianerottolo la Reginotta che l’aspettava: Vecchina, donde venite e dove andate? Vecchina, che ricordo mi lasciate?
E colei rispose, brontolando: Dove vado e donde vengo, C’è la pioggia e soffia il vento. Tu col vento ci verrai, Con la pioggia te n’andrai.
La toccò col bastone, scese le scale e sparì. Da quel giorno, la Reginotta cominciò a scemare di peso. Non dimagriva, non diventava brutta, aveva la giusta crescita, ma da un mese all’altro si sentiva sempre più leggera. Arrivata a diciott’anni, all’apparenza era una ragazza bella, bianca di carnagione, con un mucchio di capelli d’oro, ma pesava meno d’una piuma, e il più lieve soffio la portava via. Figuratevi la disperazione del Re e della Regina. Bisognava tener chiuse tutte le finestre del palazzo reale; non potevano condurla fuori per paura che il vento la trasportasse chi sa dove. E siccome la poverina a star rinchiusa s’annoiava, e il Re e la Regina non volevano che la gente sapesse la disgrazia della loro figliola, così per svagarla passavano le giornate a soffiarle attorno e a farla volare per i corridoi e per gli stanzoni del palazzo.
Ella si divertiva immensamente a sentirsi sballottare per aria, e gridava: – Soffiate, Maestà! Ancora, Maestà! Il Re e la Regina ci rimettevano i polmoni per farla andare in alto. Ma più alto ella saliva, e più forte gridava: – Soffiate, Maestà! Ancora, Maestà! Re e Regina non potevano mica stare tutto il santo giorno a fare da soffietto; e la Reginotta s’imbronciava e piangeva. Vedendola piangere, i poveri genitori tornavano subito a soffiare, il Re da una parte e la Regina dall’altra; e lei, riprendendo subito il buon umore, batteva le mani: – Soffiate, Maestà! Ancora, Maestà! La facevano montare fino al soffitto, le correvano dietro per i corridoi, soffiando, soffiando, soffiando per farla stare allegra, poiché quella povera figliola non poteva avere altro svago; e quando si riposavano, ansimanti dall’aver soffiato troppo, Re e Regina si lamentavano: – Figlia disgraziata, chi ti ha fatto questa malia?”
La vedete anche voi, Piuma D’Oro che volteggia fra le alte stanza del castello? Un’immagine resa incantevole dalla bellissima scrittura di Capuana, che ha reso magiche le storie della nostra tradizione, che non vanno dimenticate!
Piuma D’Oro decide di affidarsi al vento e continua il suo viaggio… continua anche la fiaba… a breve vi faremo una sorpresa

Continua CreaTTivo. Ecco la terza fiaba metropolitana creata dai ragazzi della 3A del Liceo Artistico Canova di Vicenza che, non ci stancheremo mai di dirlo, sono stati davvero grandi e ci hanno regalato delle grandi emozioni.
E ora noi vogliamo fare emozionare voi!
Questa volta i nostri giovani bravissimi autori sono:
Miriam Giavarina, Nikita Ponzin, Tommaso Polito, Susanna Bedin, Caterina Dal Bianco e la loro storia ha come protagonista Timoty, un anti-eroe che fa atti di vandalismo e non rispetta le regole (Bastone) e…
Timoty aveva la reputazione di non rispettare le regole né tantomeno l’ambiente. Era conosciuto da tutti nella sua città, inquinava e si comportava come una persona incivile.
Una vecchietta, apparentemente innocua, vedendolo comportarsi così lo avvertì dicendogli di stare attento alle sue azioni perché ci sarebbero state delle ripercussioni.
Timoty, non dando troppo peso alle parole della signora, non cambiò il suo comportamento.
La sera seguente il ragazzo ebbe una visita inaspettata; mentre imbrattava un muro con delle scritte di poco gusto sentì chiamare il proprio nome alle spalle.
Si voltò e vide la vecchietta del giorno precedente e prendendosi gioco di lei non si rese conto di quello a cui stava andando incontro.
La vecchietta infatti era una maga molto potente che, sentendosi presa in giro, con forza lo spinse verso il muro che lo inghiottì.
Timoty, d’ora in avanti sarebbe stato parte del muro.
La strega prima di lasciarlo gli disse che sarebbe rimasto intrappolato finché, lavorando ogni notte, non avesse ripulito la sua città. La maga infatti gli donò dei poteri magici: con un solo schiocco di dita avrebbe potuto ripulire e piantare alberi dove era necessario.
Passarono i mesi e Timoty capì di aver sbagliato e che quello sarebbe stato il suo compito e la sua missione nella vita.
La vecchietta vedendolo pentito decise di dargli la possibilità di avere un aiutante per continuare a pulire la città.
Allora gli disse di dipingere sul muro la persona che avrebbe voluto come aiutante e lui disegnò una ragazza a suo piacimento.
Da allora, la ragazza prende vita e ogni notte insieme puliscono quello che gli uomini, maleducati come era lui un tempo, sporcano e imbrattano nella città.
Il progetto InsiemePer, di Unicredit in collaborazione con Numix-RCS Mediagroup è un contenitore editoriale dedicato allo small business, che fornisce idee a supporto del cambiamento e della visione imprenditoriale.
Oggi, parla di noi e delle nostre fiabe! Ecco la mia intervista con la brava giornalista Stefania Bernardini.


Il 1° concorso letterario Paese da Fiaba“ ha trovato i suoi vincitori; la nostra bravissima giuria ha scelto – scelta non facile, perché gli elaborati arrivati erano tutti meritevoli – i finalisti. Volete sapere i nomi?
Un po’ di pazienza, intanto la sorpresa: il 25 giugno, giorno della premiazione, avrà luogo l’evento un Pomeriggio da Fiaba, organizzato per per accogliervi nel migliore dei modi, proprio come in una fiaba…
Una strega che fa incantesimi con le bolle di sapone, una fatina che disegna magie sui vostri visi, e la luna sorridente che vi accoglie sulla sua lucente scia
Vi aspettiamo!


Ecco la seconda fiaba metropolitana creata dai ragazzi della 3A del Liceo Artistico Canova di Vicenza nell’ambito del nostro progetto CreaTTivo
Vi presentiamo con grande piacere gli autori di White Feeling :
Anna Luna Bedin, Silvia Carlan, Barbara De Rossi, Micol Munaretto, Carolina Savio, Maya Zulian
Ma non ci stanchiamo mai di donarvi meraviglie?
Un uomo che vaga nella notte, nell’oscurità, interrotta ogni tanto dalla luce tremolante di un lampione.
Qualcuno dice di averlo visto nelle zone del parco della città, altri dicono di averlo avvistato mentre avanzava lentamente lungo il marciapiede. Nessuno sapeva da dove proveniva, ma ogni notte, lui, munito della sua maschera antigas, passeggiava al chiaro di luna. La luce di essa si rifletteva sulla sua bianca tuta a chiusura ermetica. Era come un’ombra candida; non esprimeva e non provava emozioni, era apatico, vuoto, come un ovetto Kinder senza sorpresa all’intero.
Si muoveva lentamente, molto lentamente a causa della mancanza di emozioni che quella sera avrebbe dovuto assorbire ai bambini come ogni altra notte.
Quella sera, però, non si sarebbe mai aspettato che entrando nella terza ed ultima casa avrebbe trovato un bambino sveglio che stava giocando con i suoi peluches, e che vedendolo rimase sorpreso, ma non spaventato e gli chiese di giocare con lui però avrebbe dovuto fare piano per non svegliare i genitori.
L’uomo, inizialmente esitò, poco dopo si avvicinò e si sedette accanto a lui. Giocarono per ore: si travestirono da api, giocarono con i lego e a nascondino. Un po’ alla volta instaurarono un rapporto di amicizia che grazie alle emozioni provate colorò la tuta di tonalità blu, gialle e viola.
L’alba del mattino cominciò a levarsi alta e l’uomo quando la vide salutò il bambino, lo ringraziò e corse via. Tornò da dov’era provenuto, un muro bianco e spoglio. Nel momento in cui attraversò la superficie di pietra essa si colorò di tutte le tonalità che dalla tuta si trasferirono al muro. L’uomo era felice. Finalmente aveva provato delle emozioni.”

CreaTTivo continua, e nel migliore dei modi: vi presentiamo il primo racconto che i bravissimi ragazzi della 3 A del Liceo Canova di Vicenza, hanno creato traendo lo spunto da questa fotografia di un graffito di Berlino: divisi in 5 gruppi hanno saputo unire la loro fantasia, la loro voglia di fare e la voglia di creare qualcosa insieme.
Il risultato: piccole fiabe metropolitane che ci hanno incantato e che vi incanteranno.
L’avevamo detto: i nostri ragazzi hanno menti meravigliose!
Ecco a voi il primo gruppo e il primo racconto: Luca Petrone, Vittoria Grazi, Mateazzi Chiara, Angela Pozzi, Dishnica Najsa sono gli autori de:
“Il ladro di sogni
Il tempo passava; il ticchettio arrugginito degli ingranaggi riecheggiava nella città buia. Solo poche luci, degli alti lampioni, si proiettavano sulle mura abbattute delle città.
Era quasi mezzanotte e nell’aria gelida si poteva percepire qualcosa di magico. Di sicuro stava per accadere qualcosa.
La lancetta si spostò di un colpo e da un muro uscì una figura, non aveva né nome né volto; nella sua vita, quella maschera non aveva mai tolto.
Uscì violentemente, come se stesse scappando da colpi di fuoco e mitragliatrici.
Non era una persona comune: per sopravvivere aveva bisogno di essere in continuo movimento con il proprio corpo.
Questa, era la maledizione a cui era destinato.
Durante la notte passava di casa in casa e con la grande maschera respirava i sogni racchiudendoli dentro di sé.
Una notte, arrivato in una piccola abitazione, fu sorpreso dai meravigliosi sogni di una giovane ragazza.
I suoi sogni erano dolci e soavi e portavano tranquillità nel cuore dell’uomo misterioso.
Lui era penetrato nella sua mente e, nel sogno, nacque l’amore.
Al suo risveglio l’uomo non c’era più ma la ragazza aveva impressa nella mente l’immagine di un muro e, la notte seguente, cercò il luogo che le era apparso nel sogno e capì di essere nel posto giusto quando vide l’uomo misterioso uscire dal muro.
Quando incrociarono gli sguardi le sembrò di essere ancora immersa in quel sogno.
Così, senza pensarci due volte, si immersero in quel mondo racchiuso dentro il muro dove l’uomo aveva custodito i sogni più belli delle persone.
Da quel giorno sul muro non c’era più disegnata la sagoma dell’uomo ma una giovane donna insieme al suo amato.”
CreaTTivo continua…

Adol Born- CBJ verlag
“Rammentate voi, bambini, il racconta-fiabe, colui che vi raccontò le storie di Spera di sole, di Ranocchino, di Cecina, di Testa-di-rospo, e di tant’altra gente meravigliosa?”
Inizia così, la prefazione del libro Tutte le fiabe di Luigi Capuana, scrittore giornalista, teorico del verismo, nato nel 1839 a Mineo in provinica di Catania, che scrisse romanzi e racconti ma come sentenziò lo stesso autore:
“Le fiabe saranno il lavoro nel quale, probabilmente, e vivrà il mio nome”, una considerazione profetica considerando il grande valore della sua produzione letteraria rivolta al mondo infantile.
Le fiabe di Capuana nascono dall’incontro tra il mondo fantastico e l’arte della scrittura, e fanno rivivere leggende, racconti reali, filastrocche che appartengono alla nostra tradizione popolare, tutta italiana, e che l’autore rivede con la sua incredibile capacità narrativa e la sua grande fantasia.
Reginotte, Reucci, Lupi mannari, Draghi e Orchi, e Principesse-serpenti, ranocchini, nani gobbi, ma anche mugnai, pescatori, falegnami; personaggi semplici e fantastici tratteggiati con maestria. Capuana plasma il linguaggio “così semplice, così efficace, così drammatico delle fiabe” per raccontare ai bambini le storie meravigliose e terribili dei suoi personaggi.
Racconti bellissimi che parlano di magie, di terribili incantesimi e di vita vera, quella contadina, quella che fatica e lavora, e di quella ricca, quella privilegiata, spesso ingiusta e scansafatiche. Storie che incantano per la bellezza delle immagini che sanno evocare, come la storia di Piuma d’oro, una reginotta maleducata e irrispettosa, che per la maledizione di una vecchina diventa leggera, leggera, e i suoi genitori, per non farla annoiare, le soffiano addosso tutto il giorno in modo che lei possa volare fra le alte stanze del castello.
Storie dolci come quella del Raccontafiabe che aveva perso le sue fiabe e non riusciva più a raccontarne di nuove:
“Fiabe nuove non ce n’è più; se n’è perduto anche il seme. Ora avvenne che non sapendo egli a qual altro mestier edarsi, rimase lungamente disoccupato. Passava le giornate al sole, davanti l’uscio di casa sua; e spesso pensava a quelle care fiabe, che gli si erano mutate in un pugno di mosche.
I bambini che lo vedevano sbadigliare su la soglia dell’uscio, gli domandavano: O che non ce n’hai più fiabe nuove, raccontafiabe?Egli alzava le spalle, scrollava la testa e non rispondeva. Dove andare a pescarle? Gli strani oggetti che gli erano stati regalati da fata Fantasia, non potevano più servire. Ognuno di essi gli aveva già suggerito la sua fiaba, appena egli l’aveva preso in mano; e dopo non c’era stato verso di cavarne più niente. Tornare da fata Fantasia gli pareva una bella sfacciataggine. E poi, come rintracciare un’altra volta Cenerentola, Cappuccetto rosso, Pelosina, Pulcettino e tutti gli altri che lo avevano condotto alla grotta della Fata e l’avevano pregata di aiutarlo? La fiera delle Fate ricorre una volta ogni mille anni; e il capitarvi in mezzo era stata proprio una rara fortuna. Per ciò egli sbadigliava, e con le mani in mano, godevasi il sole, in mancanza d’altro, su la soglia dell’uscio.
Una notte, non potendo chiuder occhio, gli passò pel capo di cercare il sacchettino dov’erano conservati il ranocchio, la stiacciata, l’arancia d’oro, la serpicina, l’uovo nero, i tre anelli e le altre cosettine regalategli dalla Fata.— Chi sa? Dopo tanto tempo, forse avevano ripreso la loro virtù.
Saltò dal letto, corse a cercare il sacchettino riposto in un armadio, e tentò di fare come soleva. Prese a caso i tre anelli, e disse:
— C’era una volta… Ma una volta, quantunque non sapesse neppure mezza parola di quel che doveva dire, appena aperta la bocca, la fiaba gli usciva filata, quasi l’avesse saputa a mente da gran tempo. Invano ora ripeté:
— C’era una volta…! C’era una volta…! Gli usciva di bocca soltanto il fiato. Stizzito, afferra il mortaio, ci vuota il sacchettino dentro, e poi pesta e pesta; ridusse in polvere ogni cosa. Ne prese un pizzico, e strofinandolo con disprezzo fra le dita, esclamò: — Così non mi verrà più la tentazione di provare, e dire: C’era una volta!…
Ma non aveva ancora finito di pronunziare queste parole, che già su la punta della lingua gli s’agitava una fiaba nuova. E se la raccontò da sé, divertendosi come un bambino.”
Così il Raccontafiabe trova di nuovo la sua magia e può raccontare nuove fiabe ai bambini, fino a che, per disgrazia, perde il suo sacchettino fatato:
“Chi non le ha udite, dalla bocca del raccontafiabe, può leggerle con comodo in questo libro. Sono proprio le ultime. l povero raccontafiabe è accaduta una disgrazia.Una sera, stanco di aver raccontato fiabe tutto il giorno, si buttò sopra un sedile di pietra del giardino pubblico e si addormentò. Allo svegliarsi, cerca e ricerca il sacchettino con la polvere portentosa che gli suggeriva le fiabe, non lo ritrovò più. E lo ricerca tuttavia, poverino!”
LUIGI CAPUANA – Roma, 13 settembre 1893
Non perdetevi le ultime fiabe, le fiabe italiane sono ricche della nostra tradizione popolare un tesoro inestimabile tutto da scoprire, da leggere e da raccontare, che mantengono immutato il loro incanto. E noi vogliamo aiutarvi a scoprirle…