Abbracci

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Parliamo di coccole.

Si coccole meravigliose, dolci e che fanno stare bene. Non c’è limite né direzione, né genere, né forma, insomma, le coccole sono democratiche 🙂

Tutti le possono fare e piacciono a tutti.

Parliamo di abbracci.

Stasera, quando rientri a casa, e rivedi tua moglie, o tuo marito, o tua mamma, sorella o fratello, coinquilino/a, o vedi un amico o un amica, oppure domani quando vai in ufficio e incontri la collega con cui sei allo stesso tavolo per 8 ore…

Invece del solito ciao, abbraccia.

Se vai in un bosco abbraccia un albero, loro anime superiori li gradiscono molto.

Diamo così poca importanza agli abbracci, eppure sono una coccola e una cura che ha effetti meravigliosi anche per un lungo periodo… abbraccia chi vuoi e fallo con un sorriso❤️

Vuoi provare?

 

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I “grandi” e le fiabe…

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Illustrator Elena Bertoloni

Lo diciamo sempre: le fiabe non sono solo per i piccoli  e, quest’anno, il nostro calendario dell’Avvento – con nostro grande piacere –  è stato scelto e donato anche  ai”grandi”: mamme e papà, manager, professionisti, impiegati, insegnanti  che, ogni mattina, aprono la finestrella virtuale del nostro calendario, alla magia di una piccola fiaba.
Siamo curiose, per natura, e ci piace condividere e diffondere le piccole, cose preziose, di ogni giorno.
Così, abbiamo chiesto ad alcuni di questi piccoli, grandi sognatori,  di raccontarci com’è,  essere svegliati ogni mattina dalle fiabe  e come li accompagnano  nella loro giornata ricca di impegni e lavoro.
Chiara – che ringraziamo –  ci ha donato la  prima, bella testimonianza – ok, forse   è un pò di parte, già lei sembra una fiaba- è una bellissima Biancaneve…
“Una fiaba al giorno in attesa del Natale è rivivere magie e sentimenti dimenticati… Riscoprire il bambino che c’è in noi e ricordargli che ogni tanto deve farsi sentire.
Un regalo bellissimo che mi fa sorridere!
Pensa che l’altro giorno in metropolitana stavo leggendo una tua fiaba e sorridevo mentre guardavo il cellulare.
In metro a Milano la mattina e la sera quando si va e si torna dal lavoro tutti hanno i capi chini sul cellulare con volti cupi e non interagiscono. Questo mio sorridere così apertamente ha spinto una signora di fronte a me a dirmi:”che bel sorriso, deve aver ricevuto proprio una bella notizia”.
Ho risposto che stavo leggendo una fiaba del calendario dell’avvento e quelli in parte hanno cominciato a parlare dei loro calendari dell’avvento e dei loro bambini, del Natale. Sono scesa alla fermata e stavano ancora parlando!” Chiara P. C.