Il diario creativo

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Gabrielle Cole

Ho ricominciato da poco a tenere un diario. Scrivo fiabe, curo un blog e già, questa, è  una forma per raccontare, ad altri e per altri, raccontando di sè. C’ è sempre una parte di noi in quello che scriviamo.

Scrivere per un blog è quasi come tenere un diario. Quasi, perchè l’atto di prendere un taccuino –  può essere un  quaderno, un blocco; l’ importante è che ti piaccia – aprirlo, guardare le pagine che hai scritto nei giorni precedenti – già questo ti regala un senso di appartenenza – e arrivare alla pagina bianca che aspetta solo di essere riempita di parole… E’ già un rito.

Tenere un diario vuol dire scrivere di sè, per sè, ogni giorno, ogni volta che ne abbiamo voglia, due righe o un papiro; ma vuol dire raccontarsi, esprimere le emozioni inconsce che non sappiamo far uscire con le parole e che senza la scrittura restano sparse, in modo disordinato, nella nostra mente, e nel nostro cuore.

Vuol dire fare ordine, fare il punto della situazione, perchè rileggere quanto abbiamo scritto qualche tempo prima ci fa capire a che punto siamo, ci fa comprendere quello di cui abbiamo bisogno per davvero.

La narrazione è la modalità principale con cui, dall’età infantile a quella adulta, si sviluppano la mente e l’identità personale, e la nostra mente, ogni giorno, interpreta la vita, le persone e le situazioni in forma narrativa;  struttura e organizza ogni informazione, ogni evento e grazie a questo meccanismo, si orienta. La nostra mente mette in ordine, altrimenti sarebbe il caos.

George Mandler, psicologo americano  afferma, che ciò che non viene strutturato in forma narrativa, nella memoria, viene dimenticato.

Raccontare, diventa un modo per costruire un pensiero auto-biografico su di sé,   vuol dire dare un senso alla propria vita personale e professionale.  Ci aiuta  a riflettere sulle proprie credenze circa il cambiamento e a riorganizzarle in modo che assumano un significato diverso.

Oltre a questo, scrivere un  diario ha una serie di benefici immediati,  nel breve,   e nel lungo termine, per il nostro benessere: puoi cominciare il tuo diario creativo – via libera a istinto e fantasia –  dalle piccole cose, quelle a cui, normalmente  non facciamo caso:

  • raccontare di qualcosa che ti ha fatto sorridere, o ti ha sorpreso. Scrivere di cosa sei grato – e una volta che inizi a farlo,  ti  rendi conto di quante cose possono farti dire grazie ogni giorno, e inizierai a sentirti meglio;
  • scrivere sul proprio diario  i piccoli insuccessi ci aiuta a elaborarli e rileggendoli ci fa capire come possiamo modificare gli atteggiamenti sbagliati,  ma celebrare le piccole vittorie è una potente gratificazione, una grande motivazione.
  • Puoi scrivere il modo in cui vuoi iniziare la tua giornata, con le convinzioni potenzianti che ti accompagnano nel tuo lavoro, o una parola chiave che ti può supportare con  un nuovo progetto.
  • Puoi fare uno schizzo, un disegno, o scrivere – di getto –  senza pensare per almeno 15 minuti, senza badare alla forma, o alla sintassi. Un vero esercizio catartico – la scrittura espressiva – che aiuta a sciogliere blocchi e aumenta la consapevolezza su di sè.

Potrei continuare questa lista infinita ma la cosa migliore è provarla; se non ti  è naturale scrivere, prendilo come un piccolo allenamento iniziale, che diventerà poi una meravigliosa abitudine.

 

 

 

 

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Breakfast time…

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Giorni frenetici quelli che ci portano al Natale, pieni di impegni e cose da fare. A dispetto di un mese , colmo di colori e luci, che dovrebbe avvicinare, ri-avvicinare, a sentimenti ed emozioni positive, in questo periodo, le persone diventano più nervose e insofferenti: basta passare un paio d’ore nel traffico cittadino per vedere un’interessante casistica dei peggiori comportamenti umani.

Eppure basterebbe davvero poco per vivere più armoniosamente con noi stessi e con gli altri, perchè il nostro atteggiamento alla vita, dipende molto dal nostro atteggiamento verso noi stessi. 

Parte sempre tutto da noi; il cambiamento, l’autostima, la capacità di essere sereni e di fare un sorriso invece di reagire con rabbia e frustrazione ai piccoli , grandi intoppi delle nostre giornate.

Come fare? Cominciamo ad avere cura di noi stessi: ogni volta che ci regaliamo una piccola coccola, ci prendiamo cura della nostra anima. Possiamo partire dal momento più importante: il mattino, il dopo risveglio, quando il resto del nostro tempo dipende da come diamo inizio alla nostra giornata.

Piccoli passi… magari siete quelli che bevono un caffè in fretta e furia, o fate colazione in piedi, o non la fate affatto. Sappiate che la colazione è uno dei momenti fondamentali per dare una buona direzione alla nostra giornata.

Non serve tanto, basta alzarsi 20 minuti, 30 minuti prima del solito e  prepararsi una buona  colazione – dolce, salato, frutta – che sia gratificante per il gusto e per la vista: colori e sapori gustati con calma, mentre si legge, magari, qualche  pagina del libro preferito che aspetta, da mesi, inutilmente sul vostro comodino – naturalmente io vi consiglierei di leggere anche qualche fiaba antica – e non stupitevi se quello che leggete,  suona stranamente adatto a voi, e  risponde alle vostre domande più profonde: quando vi muovete nel flusso armonico dell’universo, l’universo si muove con voi, e arrivano coincidenze e sincronicità.

Quello che all’inizio sarà un pò faticoso – lo so, bisogna rubare preziosi minuti di sonno che però diventeranno preziosi minuti per voi – sarà così gratificante da diventare una nuova meravigliosa abitudine!

Il sorriso con cui inzieremo  la nostra mattina sarà il sorriso che ci porteremo addosso per tutto il giorno. 

Com’è la vostra colazione?