Il viaggio di un sorriso

Mi piace osservare le persone, da sempre; mi chiedo qual è la loro storia e mi piace immaginarne una per loro. Una sorta di deformazione professionale; dico sempre che le storie sono tutte intorno a noi, basta saper guardare, e davvero, ogni cosa, anche la più piccola, racconta una storia.

Così quando ho visto questo sasso, ho visto il suo sorriso e non ho potuto fare a meno di sorridere a mia volta, perchè lo sapete che il sorriso è contagioso, no?

C’era una volta un piccolo sorriso che nacque  sulla superficie fresca e ruvida di un sasso, che era così fiero di averlo adosso e lo mostrò ad un bambino che lo portò subito alle sue  labbra, e lì, il sorriso, si trovava proprio bene perchè quel bambino lo usava spesso. Ma era un sorriso avventuroso e voleva girare il mondo, così un giorno, vedendo il viso triste di un uomo che camminava per strada, pensò di andare da lui , e salutò il bambino a cui lasciò per sempre il dono del suo potere. Perchè il sorriso non finisce mai, se lo regali, lui si ripete, sempre di più. L’uomo triste restò un pò sorpreso quando si trovò quel sorriso che gli cambiava i tratti del volto, ma poi pensò che era una bella sensazione: gli sembrava che  la giornata fosse più chiara, e anche le persone fossero meno sconosciute. Così sorrise ad una ragazza che gli passò accanto e lei, con un bel sorriso stampato sul viso, guardò   un vecchio, che sorrise al giornalaio, che sorrise al postino, che sorrise alla sigora Marta del 5° piano che normalmente era sempre arrabbiata, ma anche lei sorrise guardando la cassiera del supermercato.  Fu così che il viaggio del piccolo sorrise iniziò, e ancora oggi continua. Se guardi con attenzione, puoi incontrarlo anche tu…

Quando sorridi liberi endorfine che sono responsabili  della sensazione di piacere e del fatto che il cervello ci anestetizzi in fretta quando ci facciamo male.

Quando sorridi e poi magari ti fai una bella risata, produci cortisolo che è l’ ormone dello stress e per questo ti senti subito rilassato e più leggero.

Quando sorridi, sei più produttivo sul lavoro, migliori le tue relazioni sociali, diventi più longevo, riduci la pressione del sangue, rallenti il battito cardiaco e diminuisci l’insorgere di malattie.

Scommetto che proprio ora stai sorridendo… ma ti do un piccolo esercizio che ti può aiutare a sorridere sempre di più: al mattino, quando sei appena sveglio ma ti stai godendo ancora il tepore e la comodità del tuo letto, e gli occhi sono ancora chiusi per allungare queste sensazioni, ecco, proprio in questo momento, prima di pensare a quello che ti aspetta nella tua giornata, fai un sorriso, perchè quando si attivano i muscoli facciali incaricati del sorriso, il cervello inizia subito a produrre dopamina ed endorfine, anche se il sorriso non è spontaneo.

La tua giornata inizierà in modo davvero differente. Vuoi provare?

Il viaggio del piccolo sorriso continua…

 

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Le fiabe, una cura per l’anima

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Un incontro per parlare di fiabe e del loro profondo potere educativo e formativo, una nuova bella collaborazione con chi si occupa di benessere, promuovendo con  professionalità, uno stile di vita sano ed etico. 

Creare rete e condividere  passioni e lavoro  è la continua ricerca per diffondere sempre più uno stile di vita a misura dei reali bisogni dell’individuo, promuovendo evoluzione e crescita.

Mara Gamba Operatore e Trainer olistico in discipline BioNaturali,e coach di cucina vegetale e la sua Miamobioun’associazione culturale che si occupa di alimentazione naturale, ospiteranno nella sede di Desenzano del Garda, le  attività di Fiabe in costruzione rivolte alla crescita personale e alla consapevolezza di sè.

Mercoledì 31 gennaio avrà luogo un primo incontro di presentazione al quale, se siete in zona, siete naturalmente invitati. 

 

 

Il diario creativo

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Gabrielle Cole

Ho ricominciato da poco a tenere un diario. Scrivo fiabe, curo un blog e già, questa, è  una forma per raccontare, ad altri e per altri, raccontando di sè. C’ è sempre una parte di noi in quello che scriviamo.

Scrivere per un blog è quasi come tenere un diario. Quasi, perchè l’atto di prendere un taccuino –  può essere un  quaderno, un blocco; l’ importante è che ti piaccia – aprirlo, guardare le pagine che hai scritto nei giorni precedenti – già questo ti regala un senso di appartenenza – e arrivare alla pagina bianca che aspetta solo di essere riempita di parole… E’ già un rito.

Tenere un diario vuol dire scrivere di sè, per sè, ogni giorno, ogni volta che ne abbiamo voglia, due righe o un papiro; ma vuol dire raccontarsi, esprimere le emozioni inconsce che non sappiamo far uscire con le parole e che senza la scrittura restano sparse, in modo disordinato, nella nostra mente, e nel nostro cuore.

Vuol dire fare ordine, fare il punto della situazione, perchè rileggere quanto abbiamo scritto qualche tempo prima ci fa capire a che punto siamo, ci fa comprendere quello di cui abbiamo bisogno per davvero.

La narrazione è la modalità principale con cui, dall’età infantile a quella adulta, si sviluppano la mente e l’identità personale, e la nostra mente, ogni giorno, interpreta la vita, le persone e le situazioni in forma narrativa;  struttura e organizza ogni informazione, ogni evento e grazie a questo meccanismo, si orienta. La nostra mente mette in ordine, altrimenti sarebbe il caos.

George Mandler, psicologo americano  afferma, che ciò che non viene strutturato in forma narrativa, nella memoria, viene dimenticato.

Raccontare, diventa un modo per costruire un pensiero auto-biografico su di sé,   vuol dire dare un senso alla propria vita personale e professionale.  Ci aiuta  a riflettere sulle proprie credenze circa il cambiamento e a riorganizzarle in modo che assumano un significato diverso.

Oltre a questo, scrivere un  diario ha una serie di benefici immediati,  nel breve,   e nel lungo termine, per il nostro benessere: puoi cominciare il tuo diario creativo – via libera a istinto e fantasia –  dalle piccole cose, quelle a cui, normalmente  non facciamo caso:

  • raccontare di qualcosa che ti ha fatto sorridere, o ti ha sorpreso. Scrivere di cosa sei grato – e una volta che inizi a farlo,  ti  rendi conto di quante cose possono farti dire grazie ogni giorno, e inizierai a sentirti meglio;
  • scrivere sul proprio diario  i piccoli insuccessi ci aiuta a elaborarli e rileggendoli ci fa capire come possiamo modificare gli atteggiamenti sbagliati,  ma celebrare le piccole vittorie è una potente gratificazione, una grande motivazione.
  • Puoi scrivere il modo in cui vuoi iniziare la tua giornata, con le convinzioni potenzianti che ti accompagnano nel tuo lavoro, o una parola chiave che ti può supportare con  un nuovo progetto.
  • Puoi fare uno schizzo, un disegno, o scrivere – di getto –  senza pensare per almeno 15 minuti, senza badare alla forma, o alla sintassi. Un vero esercizio catartico – la scrittura espressiva – che aiuta a sciogliere blocchi e aumenta la consapevolezza su di sè.

Potrei continuare questa lista infinita ma la cosa migliore è provarla; se non ti  è naturale scrivere, prendilo come un piccolo allenamento iniziale, che diventerà poi una meravigliosa abitudine.

 

 

 

 

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