L’uomo e la tartaruga

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“Mentre stavano andando alla porta, Marcus si fermò.

«Ah… Mi stavo dimenticando». Tornò in cucina e con il dito indicò un angolo buio, fra il tavolo e la porta finestra, che dava su un minuscolo terrazzino.

«Quella è la mia tartaruga», indicando quella che sembrava una scatola da scarpe.  «Ma non preoccuparti non ti disturberà». Sorrise, soddisfatto per la battuta, e poi, finalmente, se ne andò.

L’uomo chiuse la porta e vi si appoggiò con un sospiro, l’ennesimo.

Fece mentalmente un rapido resoconto della situazione: ok, non sembrava male. A parte la tartaruga. Ci mancava solo uno stupido animale. Marcus non gli aveva detto di darle da mangiare o altro, e menomale, non aveva certo il tempo di badare a niente e a nessuno.  Ce la faceva a malapena con sé stesso.

Improvvisamente distrutto, andò in camera, si stese sul letto e dopo due minuti dormiva profondamente.

La tartaruga, nella sua scatola, si puntò sulle zampine e tirò in alto il muso annusando l’aria. C’era un odore nuovo: odore di umano ok, misto a quello della paura, della solitudine, e del dolore. Li riconosceva, lei aveva lo stesso odore.

Ma ne sentiva un altro, diverso da tutti gli altri. Era un odore buono.”   L’uomo e la Tartaruga

Quando un animale entra nella nostra vita, anche il più piccolo, non è mai per caso, ma accade perché ha un compito importante da portare a termine con noi.

Quando noi ci prendiamo cura di un animale, anche il più piccolo, forse non sappiamo che ci stiamo prendendo cura anche  della nostra anima.

Puoi acquistare L’ uomo e la Tartaruga , una favola metropolitana con la bella copertina di Elena Bertoloni, pubblicata da  Giovanelli Edizioni, presso FeltrinelliIBSil Libraccio.

 

 

 

Una caduta, una frattura e tre storie

 

 

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Ci ho pensato un po’ prima di fare questo post perché, pur scrivendo per lavoro,  non scrivo molto spesso di me, però voglio condividere gli accadimenti perché hanno portato con sé preziosi insegnamenti.

Qualche giorno fa mentre portavo fuori il mio cane, la mia amatissima Amali,  sono caduta –  non per colpa sua –  ma si è rotto il collare, mentre lei tirava verso un altro cane che le abbaiava furiosamente e io tiravo dall’altra parte; io sono volata, letteralmente – il mio cane pesa 40 kg ed è potente –  all’ indietro e cadendo, ho messo male il polso  destro e  me lo sono fratturata. Un volo di pochi secondi che è stato, per me,  come il volo nel nulla di Alice nella tana del Bianconiglio, e che ha buttato all’aria tutto il mio mondo di certezze e sicurezza: oltre al dolore atroce,   io sono destrorsa,  vivo da sola e  sono libera professionista:  il mio lavoro e la mia autonomia, i miei tempi, sono fondamentali nella mia vita, e mi sono improvvisamente  trovata a dipendere da tutto e da tutti.

Dopo il pronto soccorso,  l ‘ingessatura e  la notizia dell’operazione che farò lunedì,  ho deciso di scrivere questo post,  perché dopo   la prima reazione di totale disagio sconforto e  paura,  nei giorni successivi  ho cominciato a elaborare, accogliere e ascoltare quanto successo,  e dall’ascolto sono nate tre storie.

La prima parla proprio di  Ascolto e Consapevolezza : quello che insegniamo, spesso facciamo fatica a metterlo in atto. Quando succede qualcosa che ci blocca: la macchina che si rompe e avevamo un appuntamento  importantissimo, il computer che non funziona e dobbiamo consegnare un lavoro urgente o peggio, una malattia  o una  frattura: queste situazioni  indicano sempre un fermo obbligato, vuol  dire che il nostro corpo,  l’universo o  qualunque energia che ci circonda e nella quale crediamo,  ci sta indicando che è arrivato il momento di fermarci – nel mio caso, probabilmente  qualche avvisaglia l’avevo avuta prima, e non l’ho ascoltata –  così  il corpo, l’inconscio o l’ universo,  decidono  in modo un po’ energico, che è arrivato il momento di dire basta.

Insegno  sempre che ogni cosa che ci accade è un  privilegio,  una possibilità di imparare qualcosa; ora  so che questo  nuovo viaggio mi  porterà nuova insegnamenti  e che i primi senz’altro stanno già arrivando: ho compreso che pur insegnando sempre agli altri ad amarsi e volersi bene, e l’importanza  di  mettersi al primo posto, forse stavo dedicando poco tempo a me stessa –   e non parlo solo in termini di cure fisiche, ma anche di tempo emotivo,  di tempo  per guardarmi dentro,  per fermarmi e  ascoltarmi. Ora  sono obbligata a farlo e questa,  penso che sia una delle lezioni più importanti. Non voglio fare l’eroina della situazione perché ci sono state molte lacrime, di rabbia e   di frustrazione,  ma poi ho scoperto che  è meglio ridere di sé, perché si fa anche molta fatica a soffiarsi il naso con la mano sinistra.

La seconda storia parla di Autonomia e Cura: si parla tanto di quanto sia importante essere autonomi e indipendenti, ma è altrettanto importante sapere che abbiamo sempre bisogno degli altri. A volte diamo per scontato le persone che abbiamo vicino, e scopriamo nei momenti del bisogno di quanto sia fondamentale e meravigliosa la propria famiglia,   di quanto sia una cura miracolosa  il loro supporto, e  di quanto sia bello e rassicurante,  avere persone intorno che sono disponibili a correre per te,  quando hai bisogno, e non parlo solo dei miei familiari  – che sono stati, e sono meravigliosi sempre –  ma anche di persone che mi sono vicine, amici e amiche, che  mi hanno offerto il  loro aiuto prezioso in qualsiasi modo.

La terza storia parla di Tempo e Risorse: improvvisamente ti rendi conto che tutto quello che non puoi fare perché non hai tempo,  perché non ce la fai,  perché hai troppe cose da fare, e molte cose le  rimandi in continuazione, in realtà sono cose che non vuoi fare.   Il Tempo è un signore gentile e democratico, è lo stesso per tutti. Rimandare e non avere tempo sono giustificazioni che servono a far passare i sensi di colpa, per un lavoro non fatto, per una promessa tradita o per la mancanza di attenzione verso sé stessi o gli altri. E Risorse, che abbiamo e non usiamo mai, ma che saltano fuori nel momento del bisogno: così scopri che quello che non riuscivi a fare, per mille e svariati motivi, ora lo fai, anche con più impegno – perché ora è diventato più difficile – ma lo porti a termine.

Cose che hai relegato nel cassetto del “prima o poi lo farò” che improvvisamente trovano strada e arrivano a destinazione – Più è difficile farlo e più la mente è lucida e creativa. Questa storia parla anche di limiti, quelli che ci creiamo ogni giorni per limitarci e rendere più tortuoso il proprio cammino.

Storie che vanno lette e rilette spesso, anche senza bisogno di una caduta che ce le mostra ben chiare a caratteri cubitali nel proprio cielo. Lezioni importanti e nuove strategie di vita quotidiana, come usare il dentifricio e lavarsi i denti, aprire  una bottiglia, scrivere decentemente con la sinistra, e strappare un foglio di Scottex, con un unico deciso, perfetto,  colpo.

E sorridere, sorridere spesso…

 

 

Abbracci

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Parliamo di coccole.

Si coccole meravigliose, dolci e che fanno stare bene. Non c’è limite né direzione, né genere, né forma, insomma, le coccole sono democratiche 🙂

Tutti le possono fare e piacciono a tutti.

Parliamo di abbracci.

Stasera, quando rientri a casa, e rivedi tua moglie, o tuo marito, o tua mamma, sorella o fratello, coinquilino/a, o vedi un amico o un amica, oppure domani quando vai in ufficio e incontri la collega con cui sei allo stesso tavolo per 8 ore…

Invece del solito ciao, abbraccia.

Se vai in un bosco abbraccia un albero, loro anime superiori li gradiscono molto.

Diamo così poca importanza agli abbracci, eppure sono una coccola e una cura che ha effetti meravigliosi anche per un lungo periodo… abbraccia chi vuoi e fallo con un sorriso❤️

Vuoi provare?

 

Breakfast time…

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Giorni frenetici quelli che ci portano al Natale, pieni di impegni e cose da fare. A dispetto di un mese , colmo di colori e luci, che dovrebbe avvicinare, ri-avvicinare, a sentimenti ed emozioni positive, in questo periodo, le persone diventano più nervose e insofferenti: basta passare un paio d’ore nel traffico cittadino per vedere un’interessante casistica dei peggiori comportamenti umani.

Eppure basterebbe davvero poco per vivere più armoniosamente con noi stessi e con gli altri, perchè il nostro atteggiamento alla vita, dipende molto dal nostro atteggiamento verso noi stessi. 

Parte sempre tutto da noi; il cambiamento, l’autostima, la capacità di essere sereni e di fare un sorriso invece di reagire con rabbia e frustrazione ai piccoli , grandi intoppi delle nostre giornate.

Come fare? Cominciamo ad avere cura di noi stessi: ogni volta che ci regaliamo una piccola coccola, ci prendiamo cura della nostra anima. Possiamo partire dal momento più importante: il mattino, il dopo risveglio, quando il resto del nostro tempo dipende da come diamo inizio alla nostra giornata.

Piccoli passi… magari siete quelli che bevono un caffè in fretta e furia, o fate colazione in piedi, o non la fate affatto. Sappiate che la colazione è uno dei momenti fondamentali per dare una buona direzione alla nostra giornata.

Non serve tanto, basta alzarsi 20 minuti, 30 minuti prima del solito e  prepararsi una buona  colazione – dolce, salato, frutta – che sia gratificante per il gusto e per la vista: colori e sapori gustati con calma, mentre si legge, magari, qualche  pagina del libro preferito che aspetta, da mesi, inutilmente sul vostro comodino – naturalmente io vi consiglierei di leggere anche qualche fiaba antica – e non stupitevi se quello che leggete,  suona stranamente adatto a voi, e  risponde alle vostre domande più profonde: quando vi muovete nel flusso armonico dell’universo, l’universo si muove con voi, e arrivano coincidenze e sincronicità.

Quello che all’inizio sarà un pò faticoso – lo so, bisogna rubare preziosi minuti di sonno che però diventeranno preziosi minuti per voi – sarà così gratificante da diventare una nuova meravigliosa abitudine!

Il sorriso con cui inzieremo  la nostra mattina sarà il sorriso che ci porteremo addosso per tutto il giorno. 

Com’è la vostra colazione?