La scuola creativa

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Si lavora davanti a un caffè, sommerse di carte e libri per progettare il primo di alcuni  laboratori di scrittura creativa di fiabe  – sul tema della diversità – per i bambini della scuola primaria – la prima sarà Prevalle – in compagnia di Francesca Moscariello, la loro creativa, appassionata ed entusiasta, insegnante di sostegno.

Io spero che il libretto possa essere ugualmente utile a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola. “Tutti gli usi della parola a tutti” mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”

Grammatica della fantasia – Gianni Rodari

Disegna un sole!

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“nel buio, non c’è niente di cattivo, è solo che tutto si colora di nero; il nero è solo un colore e i colori non fanno paura.”
I colori di Sofia.

A volte il buio non è solo fuori, a volte è anche dentro di noi. Ma ognuno può far brillare il proprio bellissimo sole. Colori meravigliosi sono già dentro di noi.

Elena Bertoloni illustrator – Benvenuta nello staff 

 

Le donne della fiabe

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Le donne delle fiabe sono giovani fanciulle rinchiuse su una Torre senza porte, per allontanarle dal mondo, come la piccola Raperenzolo,  o sono figlie gentili cedute al diavolo per la stupidità el’ ingordigia di un padre,  come Nella ragazza senza braccia.

Sono giovani costrette a vivere fra la cenere di un fuoco, maltrattate e derise dalle sorellastre cattive, come Cenerentola. Oppure sono principesse messe alla porta da un padre egoista e insensibile e costrette a vagare nel bosco con indosso soltanto una pelliccia di topo, proprio come la Principessa Pel di Topo.

O ancora, sono bellissime ragazze date in sposa a qualche bestia mostruosa per riparare all’errore fatto dal Re, come avviene per le Tre Sorelle o Per la Bella e la Bestia.

Possono anche essere bimbette capricciose che non vogliono ascoltare  i consigli della mamma e si fermano lungo il bosco ad ascoltare le false lusinghe di un lupo cattivo… proprio come fa Cappuccetto Rosso.

Di queste donne vogliamo parlare oggi, oggi che è il giorno dedicato alle donne: di tutte le protagoniste delle fiabe, perchè le fiabe raccontano la vita vera ed insegnano che le difficoltà servono a crescere; ognuna di queste antiche storie ci racconta che le donne delle fiabe riescono a superare ogni ostacolo, ad addentrarsi senza paura nel bosco, a superare con astuzia le imposizioni  e le angherie.

Insegnano a non mollare, ad avere la capacità di modificarsi, proprio come fa Alice nel paese delle Meraviglie, per adattarsi alle nuove situazioni.

E insegnano a diventare Regine, superando la propria diversità, e a diventare così forti e autonome da regnare da sole, senza un Re accanto, proprio come la  Elsa di Frozen. Bastone.

Le donne delle fiabe  cercano l’amore ma fanno  innamorare perdutamente il lupo, come nella “Città delle Fiabe”:  una bambina disubbidiente   diventa la protettrice della Città delle Fiabe, come la nostra Cappuccetto Rosso, il simbolo della vera donna selvaggia che è in noi.

Vogliamo  augurarvi di essere un pò streghe, di connettervi con l‘energia vitale della Terra, e finalmente usare la magia buone e potente che ogni donna ha in sè.

Vogliamo augurare a tutte le donne di essere come le donne delle fiabe, forti, intelligenti e astute; donne che sanno imparare dai propri errori e sono consapevoli del proprio potere interiore,  e senza paura sanno affrontare gli ostacoli e ribaltare le situazioni avverse per poter diventare infine la Regina che è in ognuna di noi…

Per dirla alla Pinkola Estes nel suo Donne che corrono con i lupi, un libro illuminante che vi consiglio di leggere se non l’avete fatto:

Le storie sono disseminate di istruzioni che ci guidano nella complessità della vita:

La donna sana assomiglia molto al lupo; robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale errante. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa si che la personalità delle donne diventi povera spettrale, sottile. Non siamo nate per essere cuccioli spelacchiati, incapaci di balzare in piedi, incapaci di cacciare, incapaci di generare una vita” Pinkola Estes  – Donne che corrono con i lupi

Bisogna ritrovare la propria profonda natura psichica istintiva, chè è la nostra grandissima forza interiore, la nostra parte selvaggia.

molti sono i modi e i mezzi per vivere con la propria natura istintiva, e le risposte cambiano quando voi cambiate… ho cercato di capire come fanno i lupi a vivere così in armonia. Vi suggerirò di cominciare con una voce di questo elenco, per cominciare, consigliando per chi sta lottando, di partire dalla numero 10″ –Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi

1 -mangiare
2 -riposare
3 -vagabondare
4 -mostrare lealtà
5 – amare i piccoli
6 -cavillare al chiaro di luna
7 – accordare le orecchie
8 – occuparsi delle ossa
9 – fare l’amore
10 -Ululare spesso

Auguri a tutte le donne!

 

 

 

Fiabe e terapia

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In effetti , considerando la fiaba nei suoi tre momenti tipici:

  • della presentazione del problema
  • della crisi
  • della soluzione
  • essa costituisce di per sè un perfetto strumento di problem solving, e può essere applicata, con le dovute e necessarie modifiche, a qualunque ambito e ordine di problemi

Paola Santagostino – Guarire con una fiaba

Le fiabe parlano al bambino di tutte le sue principali paure: i bambini delle fiabe vengono abbandonati nei boschi, rapiti da orribili streghe, incontrano orchi o hanno genitori terribili; le fiabe presentano sempre un problema, una situazione da risolvere.

Ma le  fiabe propongono la soluzione e, attraverso la metafora, il linguaggio simbolico, e il processo di identificazione, consentono lo sviluppo emotivo, relazionale e sociale del bambino.

I personaggi delle fiabe non hanno sfumature: o sono buoni o sono cattivi, o sono belli o sono brutti. O sono fate o sono streghe.

Questo consente al bambino di identificarsi nell’eroe della fiaba e comprendere quale comportamento – positivo –  viene premiato. I bambini delle fiabe, vincono sempre!

Anche i grandi delle fiabe, re, principi,  grulli o eroici cavalieri incontrano difficoltà, vengono trasformati in corvi, o in rane parlanti, devono trovare tesori impossibili seguendo una piuma, o devono salvare una donzella che normalmente è data in pegno al diavolo, o a un orco,  da un padre troppo debole. Oppure  è  chiusa in una torre senza porte.

Le fiabe fanno comprendere anche all’adulto che le difficoltà possono essere superate, e le paure affrontate;  lo orientano verso nuove modalità di comportamento perchè   portano l’individuo, a qualsiasi livello di comprensione,  alla consapevolezza che i problemi possono essere vinti,  grazie alle proprie, preziose,  risorse interiori- gli aiutanti magici. 

Le fiabe sono utilizzate anche nella psicoterapia: la fiabazione – scrivere  la propria fiaba – è uno strumento utilissimo sia per il paziente che per il terapeuta, perchè consente di rappresentare attraverso la storia inventata, i processi profondi in corso, spesso inconsci, e ne facilità così la comprensione e la gestione

“Oltretutto l’immaginario costituisce un meraviglioso campo di esperimento, illimitato  e  innocuo, delle possibili soulzione ai problemi… Il tipo di fiaba, che a seconda del periodo ci inventiamo ci dice ” dove siamo”, in quale fase della nostra vita e quale compito ci troviamo ad affrontare in quel momento”

Guarire con le fiabe – Paola Santagostino 

 

 

Per sempre

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Alice: “Per quanto tempo è per sempre?” Bianconiglio: “A volte solo un secondo.”

Alice nel paese delle meraviglie – Lewis Carrol

Dipende da noi. Dipende da noi rendere immortali attimi preziosi che riempiono la vita come anni. Siamo così prigionieri  del tempo, e troppo volte ci sembra di non averne mai abbastanza, o di non saperlo riempire nel modo giusto.  O di riempirlo troppo, di troppe, inutili cose… L’importante è non fermarsi  a pensare.

O di sprecarlo…

Ma possiamo fermare il tempo quando sappiamo accogliere e riconoscere  le piccole cose preziose, quelle che restano nel cuore, anche quando il loro tempo passa.

Quando sappiamo dare loro, il giusto valore. Quando pochi secondi diventano per sempre.

Uno sguardo, un sorriso, un pensiero, un incontro. Una risata. Un giorno di pioggia. Un abbraccio. Il naso umido del tuo cane che ti soffia addosso, proprio quando ne hai un estremo bisogno.

Pensaci… Quei pochi secondi in cui, quasi distrattamente, hai  pensato ” oh sì, questo è un momento perfetto”.

Qual è il tuo “per sempre“?

 

Leggiamo una fiaba?

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La vita frenetica di oggi non ci concede troppi spazi; siamo sempre di corsa, indaffarati, e abbiamo sempre poco tempo da dedicare a noi stessi e alla nostra famiglia. Da quanto tempo non leggete una fiaba al vostro bambino? E da quanto tempo non ne leggete una, solo per voi, ormai adulti e pieni di responsabilità e preoccupazioni?

Guido Petter, psicologo dell’età evolutiva e psicopedagogista, ha scritto che le fiabe sono un elemento fondamentale nel processo di crescita del bambino, e raccontare le fiabe ai nostri piccoli, dovrebbe essere obbligatorio per i genitori, per gli insegnanti e per tutti coloro che si occupano dell’educazione dei bambini.

L’atto di leggere una fiaba, oltre ad essere un momento fondamentale di amore, di vicinanza e di condivisione, lo aiuta a crescere, perché il bambino impara ad affrontare i temi negativi e le situazioni spiacevoli, come la paura, la morte e l’abbandono: Pollicino si perde nel bosco, ma poi viene ritrovato, e Biancaneve muore avvelenata dall’orribile strega ma poi arriva il principe e la salva con un bacio. I personaggi negativi sono indispensabili perché il bambino, attraverso la loro rappresentazione impara a distinguere il male dal bene, e può affrontare le proprie ansie, rivivendole e drammatizzandole, in una situazione emotivamente controllata, perché protetto dall’adulto.

Il cattivo viene sempre sconfitto, e il messaggio positivo aiuta il bambino ad avere fiducia in sé stesso, e ad imparare che le difficoltà possono essere superate! Inoltre, identificandosi nel protagonista, gli si affeziona e ne vive le emozioni, e questo è importantissimo per il suo sviluppo emotivo ed affettivo; e per quello sociale e morale, perché impara a riconoscere le modalità relazionali positive, come l’altruismo e il coraggio, da quelle negative, come la gelosia, l’inganno e l’invidia, e impara a conoscerne le conseguenze.

Leggere le fiabe ha un bellissimo effetto terapeutico di catarsi interiore, e dà la possibilità di sognare, per piccoli e grandi, e di concedersi piccoli spazi di tempo preziosi, perché il loro linguaggio arriva a toccare il nostro IO bambino, che spesso noi adulti dimentichiamo!

Il grandissimo valore pedagogico delle fiabe è utile anche per noi adulti, e sempre più spesso, sono utilizzate anche in contesti formativi per aziende, proprio per i messaggi di crescita e costruzione personale impliciti in ogni storia. 

Le fiabe sono strumenti per la conoscenza di sè utili per l’approfondimento del proprio mondo interiore… L’utilizzo di fiabe per la formazione degli adulti aiuta il soggetto che ne entra in contatto a familiarizzare con il proprio mondo interno, a codificarlo e attraverso le fiabe, a comprenderne le dinamiche” Lorenzo Pezzoli – Formazione, i metodi – Gian Piero Quaglino 

Vuoi saperne di più? Scrivici: fiabeincostruzione@gmail.com

Leggiamo una fiaba? 

 

La scarpetta d’oro

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Quando fu sera Cenerentola se ne andò; il principe voleva accompagnarla ma ella gli sfuggì. Tuttavia perse la sua scarpetta sinistra… Egli la prese e, con essa, si recò il giorno seguente dal padre di Cenerentola e disse: “Colei che potrà calzare questa scarpina d’oro sarà mia sposa.” Cenerentola – F.lli Grimm

Cosa succede quando finiscono le fiabe?

Storie

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“Se una storia è un seme, noi siamo il suo terreno…  Se ascoltiamo la storia di un lupo, dopo, per qualche tempo, andiamo vagando come un lupo, o come un lupo sappiamo” –

Clarissa Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi.

Le storie sono tutte intorno a noi, dobbiamo solo concederci il meraviglioso privilegio di raccontarle!

L’arte del bacio

 

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Perchè serve un giorno per festeggiare l’amore? Chi si ama, dedica ogni giorno all’amore, anche se non è mai ben chiaro, cosa sia. L’amore intendo.

Anche  i grandi non lo sanno bene, fino in fondo. Anche se non lo ammetterebbero mai.

Sicuramente ha a che fare con i baci, su come sia bello stare insieme. E che a volte può succedere che ci si lascia.

Ce lo spiega un libro delizioso con deliziose illustrazioni, in modo semplice e chiaro perchè così anche i grandi possono capire che a volte l’amore è meno complicato di come sembra, e che baciarsi è una faccenda davvero importante!

Due che si amavano si volevano baciare,
ma proprio non sapevano come fare.
Così in tanti modi affettuosi si salutarono
e risero quando le bocche s’incontrarono…

Un regalo perfetto per il vostro SanValentino!

Due che si amano – Jürg Schubiger | Wolf Erlbruch – edizioni E/O

 

La chiave d’oro

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Un’antica e bellissima fiaba dei fratelli Grimm, La chiave d’oro, racconta di un ragazzo poverissimo che in mezzo alla neve sta cercando un pò di legna per accendere il fuoco.

Con le mani gelate, cerca ovunque finchè trova un piccola chiave dorata. Sorpreso, pensa che se c’ è una chiave ci deve essere per forza anche una serratura.

Scava nella gelida neve e infine trova una piccola scatola di ferro, e pensa che se riesce ad aprirla con la piccola chiave d’oro, troverà sicuramente qualcosa di valore.

Cerca la serratura e poi la trova, piccola piccola

“Così si mise a cercare il buco della serratura, ma non riusciva a trovarlo. Alla fine lo vide, ma era così piccolo che lo si poteva appena vedere. Provò la chiave e questa entrò perfettamente. La girò una volta e… adesso dobbiamo aspettare che sollevi il coperchio per sapere quali grandi meraviglie la scatola contiene.”

La fiaba finisce così, e non possiamo sapere quali tesori contenga  la piccola scatola.

Ognuno di noi ha un tesoro che aspetta solo di essere portato alla luce; a volte è nascosto così profondamente che nemmeno sappiamo di averlo.  A volte siamo troppo pigri per guardare così a fondo, o per faticare nella ricerca.

A volte fa un pò paura perchè l’idea di cambiare qualcosa ci spaventa. A volte la scatola che lo contiene non ha nemmeno la serratura.

E allora, tanta fatica per cercare una scatola che non possiamo nemmeno aprire?

Intanto vi do un indizio: noi siamo la chiave!

Buona ricerca!