Incontro

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illustrator Patrizia Kovacs

Era la sera di Natale e la mamma rimboccò le coperte del bambino, che agitato, aspettava l’arrivo di Babbo Natale. 

-Quando arriva Babbo Natale? Posso vederlo? Che regalo mi porta?

-anch’io voglio vedere Babbo Natale – disse la piccola Gemma che non perdeva occasione di esprimere il suo parere.

La nonna continuò sorridendo- la mamma gli rispose che doveva chiudere gli occhi e dormire, perché Babbo natale arrivava proprio quella notte e avrebbe potuto vederlo nei sogni, e per il regalo doveva desiderare forte forte il suo dono, e Babbo Natale  l’avrebbe sentito.

La piccola Gemma ubbidiente chiuse gli occhietti e fece finta di dormire, mentre Keil, la guardava con affettuosa sufficienza – lui era troppo grande per queste cose!

La nonna continuò. Il bambino allora chiuse gli occhi e desiderò, desiderò così forte che strinse i pugni e il suo desiderio puro arrivò fino al cielo, oltre le stelle… e poi si addormentò.

Quella stessa notte Mina arrivò nel villaggio: era una cagnolina dolcissima e, da tempo, non si ricordava più di chiamarsi così. Una volta aveva una casa e qualcuno che le voleva bene, ma poi quel qualcuno l’aveva abbandonata. Una volta aveva un bel pelo morbido colore champagne, e usciva tutti i giorni a fare una bella passeggiata con il suo umano, che l’aveva accudita finché lei era stata una cucciola profumata e coccolona, ma quando Mina  era cresciuta, l’ uomo aveva smesso di amarla;  perché non era più un giocattolo morbido  – a volte l’uomo può essere così stupido – e un giorno l’aveva abbondata nel bosco.

Mina aveva aspettato a lungo, certa che sarebbe tornato a riprenderla, ma poi era diventato buio, e lei era rimasta davvero da sola.  Si era sentita molto triste e, nei giorni seguenti, aveva camminato un sacco per poter tornare a casa, ma non aveva trovato la strada. Aveva imparato che gli umani spesso hanno un odore cattivo e bisognava starne lontani.

Anche Pongo arrivò nel villaggio quella notte; anche lui era un quattro zampe peloso, proprio come Mina, e anche lui si era scordato di chiamarsi Pongo, e di avere avuto una casa, perché da tanto tempo nessuno lo voleva più, ma era un cagnone allegro e giocherellone.

La neve era scesa copiosa e i rami dei grandi pini silvani si piegavano sotto il  suo peso. Le case del villaggio erano tutte illuminate nonostante fosse quasi mezzanotte, perché quella era la notte Santa e ogni famiglia stava seduta davanti al fuoco, in attesa.

Mina, nell’aria annusò un odore buono, che non era quello del cibo che usciva dalle case, nonostante le finestre chiuse, e le faceva brontolare lo stomaco. Era un odore che la faceva stare bene. A testa bassa seguì la traccia odorosa, dimenticando il freddo, la fame e la stanchezza. Fu così che conobbe Pongo, che ascoltando lo stesso buon odore era arrivato fino a lei, naso contro naso, e i due si guardarono stupiti. “Ecco da chi arriva questo buon odore”, pensarono insieme e si guardarono, occhi negli occhi, e sotto quel meraviglioso cielo stellato di dicembre le loro anime pure e semplici si scambiarono e restarono incatenate per sempre. Da quel momento non sarebbero mai più stati soli.

-Ohhh- disse Gemma che era romantica, mentre Keil faceva il duro: l’amore era roba da donne. Ma poi chiese:

-e restarono sempre insieme? –

-Sempre – rispose la nonna con un sorriso – ma non solo. Insieme seguirono un altro buon odore; un odore di coccole, di casa, di amore e fuoco acceso, di amicizia infinita, di corse insieme nei prati a primavera. Seguendo quell’odore meraviglioso arrivarono alla casa del bambino  che li aveva desiderati forte forte, e nel sonno li stava già incontrando.

Mina e Pongo si accucciarono sotto la finestra della camera del bambino e attesero insieme il Natale.

Il violinista

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La notte scese  piano nel bosco silenzioso e come una signora elegante indossò il suo mantello di stelle lucenti; piccoli brillanti che la illuminarono, mentre il gelo della notte si posò sulle case addormentate del vicino villaggio.

L’ uomo camminava piano nei sentieri intricati del bosco,  e senza nessun timore delle ombre buie che lo accompagnavano,  avanzava sicuro verso il villaggio.

Arrivava ogni anno al primo di dicembre; nessuno sapeva chi fosse, nessuno sapeva il suo nome, e nessuno l’aveva mai visto in volto: si raccontava che fosse uno spirito del bosco che tornava a cercare un ricordo; qualcuno diceva  che fosse un angelo che arrivava ad annunciare il Natale. Qualcuno aveva  cercato di spiarlo attraverso i vetri della finestre, opachi di gelo, ma non aveva visto altro che un albero con i rami innalzati al cielo, ma tutti avevano sentito la bellissima musica del suo violino.

Quando le campane della piccola chiesa annunciavano  la mezzanotte,   la musica meravigliosa del violino partiva lenta, come un canto dolcissimo, e  scivolava fra i sentieri del bosco accarezzandole, facendole fremere, le foglie dei castagni secolari, e si perdeva verso la valle che portava al villaggio; si insinuava fra le case, avvolgendole, sfiorandole con le note; si infilava nelle fessure dei muri e delle finestre e invadeva le case e i loro abitanti addormentati, portando la quiete nei cuori.

– Io voglio sentire la musica – urlò la piccola Gemma danzando.

-Io voglio vedere l’uomo con il violino- disse Keil che voleva fare il coraggioso.

Shhh… -disse piano la nonna – la magia si ripete ogni anno per chi sa ascoltare…

 

Una piccola renna

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Illustrator Patrizia Kovacs

C’era una volta  di tanto, tanto tempo fa,  un piccolo villaggio, così piccolo che aveva solo tre case e un fienile.

Erano famiglie con brave donne e uomini lavoratori, e tanti bambini,  tutti molto poveri, ma invece di aiutarsi l’un l’altro, litigavano ogni giorno per ogni cosa: uno era il proprietario del fienile, e una dell’unica mucca e uno era il contadino che aveva tre galline. Il proprietario della mucca voleva mettere il suo animale nel fienile, per scaldarlo e farlo mangiare, e in cambio avrebbe dato un pò di latte, ma il proprietario del fienile voleva più latte in cambio, e dare meno fieno.  Entrambi volevano le uova fresche delle galline del contadino, ma questo voleva troppo latte, e voleva un posto nel fienile,  e così via; ogni giorno queste persone litigavano, e le mogli litigavano insieme a loro.

-E i bambini? – chese la piccola Gemma un pò triste perchè non poteva sopportare i litigi.

-I bambini fanno quello che insegnano i genitori – rispose la nonna, -e anche loro litigavano per ogni sciocchezza.

Quell’anno era stato molto duro, le tre famiglie non avevano quasi nulla da mangiare e invece di dividere il poco a disposizione, litigavano ancora di più. Era la vigilia di natale e aveva iniziato a nevicare,  e i figli del contadino guardavano incantati fuori dalla finestra lo spettacolo del bosco imbiancato, quando la più piccola gridò:

-C’è un animale fuori! –  Uscirono nel grande prato, nonostante il freddo gelido, magari potevano catturarlo e avrebbero avuto qualcosa da mangiare per il loro natale, ma quando arrivarono davanti all’animale si accorsero che era una bellissima, piccola renna, un cucciolo, che li guardava con grandi occhi spaventati; forse si era perso, e doveva essere davvero lontano dal suo branco perchè non si era mai vista una renna da quelle parti.

Anche le altre famiglie, curiose, erano uscite a vedere cosa stesse succedendo, ed ora erano tutti insieme a guardare il cucciolo di renna che sembrava affamato e infreddolito.

– E’ la renna di babbo natale! – dissero i bambini emozionati.

-Avrà fame? – disse una donna.  – E sicuramente avrà freddo – disse un’altra.

-Portiamolo nel fienile – dissero i bambini.

Insieme, entrarono nel fienile e, insieme, sistemarono la mucca, che ebbe un  po’ di fieno, accanto alla piccola renna, che ebbe anche il suo latte. La piccola renna li guardava con i suoi occhi quieti e dolcissimi ed era bello essere lì tutti insieme. I bambini si sedettero attorno a lei per coccolarla e le donne si sorrisero  l’un l’altra.

Il contadino allora decise di portare le poche uova e il vino rosso che aveva in casa per dividerlo con gli altri, e il proprietario della mucca portò il latte tiepido per i bambini; il proprietario del fienile portò il pane che la moglie faceva in casa, e per la prima volta mangiarono tutti insieme, parlando e ridendo come non avevano mai fatto, e quando venne la mezzanotte, e i bambini si erano ormai  addormentati accanto alla piccola renna , si guardarono e si sorrisero: era stata una bellissima vigilia di Natale.

Il focolare

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Illustrator Patrizia Kovacs

La neve aveva imbiancato ogni cosa: il piccolo villaggio, le stradine strette che lo attraversavano, il bosco incantato e la piccola casa con le finestre illuminate.

Tutto sembrava magico, un nuovo mondo candido e silenzioso. Keil e Gemma avevano giocato tutto il pomeriggio con la neve, rotolandosi in essa, buttandosi le palle morbide sul viso, e avevano costruito un piccolo pupazzo vicino al giardino; le loro grida gioiose avevano disturbato  gli scoiattoli che vivevano nel  bosco, ed erano arrivati curiosi a vedere cosa fosse la causa di tanto rumore.

Con il primo buio della sera, la neve aveva ripreso la sua danza e,  candidi, leggeri fiocchi stavano già coprendo le orme disordinate dei loro giochi.

Keil e Gemma tornarono in casa, e la nonna li aiutò a togliersi le giacche bagnate e gli scarponi gelati.

-Mettetevi davanti al fuoco per scaldarvi, presto, presto.-

Keil e Gemma si sedettero per terra con i piedi davanti al fuoco che subito regalò loro il suo prezioso calore.

-Nonna adesso è  Natale?- chiese la piccola Gemma

-Noooo, dobbiamo aspettare- rispose  paziente Keil, che per il suo anno in più, di diritto, sapeva tutto.

-Raccontaci una storia, nonna- chiese ancora Gemma.

E la nonna sorridendo, si sedette sulla vecchia poltrona vicino al fuoco: sulla stessa poltrona in cui si era seduta sua madre, la madre di sua madre, e la nonna di sua madre.

Fuori il buio aveva avvolto ogni cosa, e la neve ora scendeva copiosa. Keil e Gemma erano attenti e con lo sguardo già colmo di meraviglia: la nonna raccontava sempre storie bellissime.

-Dobbiamo aspettare ancora un pò per il Natale mia piccola Gemma. Ma in questa attesa vi racconterò le storie del Natale, ma del mio Natale, di quando ero piccola come voi…-

Si sistemò meglio sulla poltona consunta e un pò sformata, e per un attimo la donna rivide sua nonna, seduta accanto a lei e sentì la sua voce ripetere insieme alla propria.

-C’era una volta… –

 

L’Angelo blu

Oggi 27 novembre è il 1° giorno di Avvento, il tempo liturgico che precede il Santo Natale, un momento prezioso di Attesa, di Riflessione e di Condivisione.

Oggi accendiamo la prima candela della Corona d’Avvento, e apriamo la prima finestrella del nostro Calendario, e come vi abbiamo promesso vogliamo farlo insieme a voi, giorno per giorno.

E ogni nuovo giorno, una nuova sorpresa, una nuova emozione,  per piccoli e grandi, con le bellissime illustrazioni di Patrizia Kovacs e i nostri pensieri, le nostre piccole storie.

Buon Avvento! Il nostro piccolo Angelo blu vi accoglie…

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Illustrator Patrizia Kovacs

 

                                                         -*-*-*-*-

 Un grande mistero, in questa prima notte d’avvento, ci svela l’Angelo Blu.

Egli canta ai nostri cuori

di stare desti,

di aprire la porta della nostra anima,

di iniziare a preparare il Natale

con canti, preghiere, accendendo candele

e con tanta, tanta

Gioia nel cuore.

 

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Un dono per voi

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Oggi abbiamo un dono per voi!

Vi raccontiamo spesso la bellezza di donare una fiaba, un piacere per chi la riceve ma anche per chi la regala; le piccole o grandi storie donate restano indelebili sulla carta e nei cuori, e parlano alle nostre anime , attraverso il potere meraviglioso delle parole e la bellezza eloquente dei disegni.

Ci piace regalare emozioni, sogni e piccole tesori, così abbiamo deciso di farvi un regalo prezioso, a tutti voi che ci seguite, che ci leggete e anche per chi non ci conosce ancora.

Abbiamo preparato per  tutti voi il Calendario dell’ Avvento,  un calendario on line del quale possiamo aprire le finestrelle virtuali, insieme, ogni giorno; da condividere con  i vostri bambini, con la vostra  famiglia, o in ufficio, per iniziare la vostra giornata con una dimensione magica    per accompagnarvi  alla preparazione del Natale, e per dargli il giusto valore di sacralità  e  bellezza, che purtroppo stiamo perdendo sempre di più.                

Con le bellissime illustrazioni della nostra artista Patrizia Kovacs  e i nostri pensieri, le nostre piccole storie; per ritrovare la meraviglia dell’ emozione e della bellezza dell’attesa, per ritornare un pò bambini.

Il 27 novembre è il primo giorno di Avvento: per ricevere il nostro calendario, ogni giorno, direttamente sul vostro pc o sul vostro telefono, basta iscriversi sul nostro blog, inserendo la  vostra mail nel modulo in alto alla destra della Home page.

Vi aspettiamo!

 

Chi legge?

 

Guido Petter, psicologo dell’età evolutiva e psicopedagogista, ha scritto che le fiabe sono un elemento fondamentale nel processo di crescita del bambino, e raccontare le fiabe ai nostri piccoli, dovrebbe essere obbligatorio per i genitori, per gli insegnanti e per tutti coloro che si occupano dell’educazione dei bambini.

L’atto di leggere una fiaba, oltre ad essere un momento fondamentale di amore, di vicinanza e di condivisione, lo aiuta a crescere, perché il bambino impara ad affrontare i temi negativi e le situazioni spiacevoli, come la paura, la morte e l’abbandono: Pollicino si perde nel bosco, ma poi viene ritrovato, e Biancaneve muore avvelenata dall’orribile strega ma poi arriva il principe e la salva con un bacio. I personaggi negativi sono indispensabili perché il bambino, attraverso la loro rappresentazione impara a distinguere il male dal bene, e può affrontare le proprie ansie, rivivendole e drammatizzandole, in una situazione emotivamente controllata, perché protetto dall’adulto.

Il cattivo viene sempre sconfitto, e il messaggio positivo aiuta il bambino ad avere fiducia in sé stesso, e ad imparare che le difficoltà possono essere superate! Inoltre, identificandosi nel protagonista, gli si affeziona e ne vive le emozioni, e questo è importantissimo per il suo sviluppo emotivo ed affettivo; e per quello sociale e morale, perché impara a riconoscere le modalità relazionali positive, come l’altruismo e il coraggio, da quelle negative, come la gelosia, l’inganno e l’invidia, e impara a conoscerne le conseguenze.

Il grandissimo valore pedagogico delle fiabe è utile anche per noi adulti, e sempre più spesso, sono utilizzate anche in contesti formativi per aziende, proprio per i messaggi di crescita e costruzione personale impliciti in ogni storia.

Leggere le fiabe ha un bellissimo effetto terapeutico di catarsi interiore, e dà la possibilità di sognare, per piccoli e grandi, e di concedersi piccoli spazi di tempo preziosi, perché il loro linguaggio arriva a toccare il nostro IO bambino, che spesso noi adulti dimentichiamo.

Non serve spiegare le fiabe, loro parlano al nostro profondo; le fiabe vanno ascoltate, lette, raccontate e donate.

Noi, con le nostre fiabe abbiamo raccontato le storie, le emozioni e i sogni di piccoli e grandi, abbiamo portato messaggi, abbiamo raccontato aziende e abbiamo insegnato a usare la fantasia e la creatività.

Vuoi sapere come? 

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Grazie per la risposta. ✨

 

Un regalo prezioso

Regalare una fiaba personalizzata è un regalo unico e prezioso, creato attorno alla persona a cui è dedicata,
Una fiaba per la tua amica che si sposa, o come bomboniera per il tuo matrimonio, o per raccontare la gioia di diventare genitore, al battesimo del tuo bimbo. Per dire a qualcosa a chi ami, per fare una proposta di matrimonio, o per dire grazie alla maestra che ti ha insegnato a guardare il mondo con occhi diversi. Oppure per l’azienda, che vuole raccontarsi senza numeri e grafici, e non ne può più delle solite brochure che nessuno guarda.
Una fiaba porta messaggi che le semplici parole, a volte, non sanno dire, perchè parla al cuore, al profondo dell’essere umano.
E magari stai già pensando ai regali di Natale, anche se fa ancora caldo e sembra così lontano…
Vuoi saperne di più?
Compila il modulo di seguito, 0 scrivici
fiabeincostruzione@gmail.com

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Grazie per la risposta. ✨

Cosa regali a Natale?

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“La fiaba è un contenitore straordinario di fatti meravigliosi” (Denti).

Le fiabe parlano all’inconscio; il loro messaggio è profondo, diretto, educativo e terapeutico; per i bambini, che si avvicinano alla realtà che li circonda, anche quella negativa, attraverso gli immaginifici filtri della metafora, e tramite il racconto protetto dell’adulto;

e per gli adulti, che, possono mettere in atto modalità di comportamento, per superare difficoltà e paure.

Regalare una fiaba è un gesto bellissimo che racchiude in sè un prezioso messaggio.

Natale è un momento magico, di condivisione e raccoglimento sempre molto atteso dai bambini, che chiedono alle stelle di esaudire i propri desideri; quale regalo migliore di una fiaba che parla proprio di loro?

Una fiaba da regalare alla  migliore amica, per dirle quanto tieni alla vostra amicizia, o una fiaba per i  genitori, per dire loro quanto sono importanti; o una fiaba per la maestra, da parte di tutti suoi alunni, per ringraziarla di tutte le cose meravigliose che sa  insegnare…

Oppure  non avete ancora deciso che regalo fare ai vostri migliori clienti per ringraziarli di aver scelto la vostra azienda? Le fiabe parlano al profondo dell’animo umano e sempre più vengono usate nella comunicazione,  e nella  formazione mangeriale e aziendale, “che oggi è alla ricerca di strumenti e metologie nuove , ma contemporaneamente familiari” (Le fiabe raccontate agli adulti – Antonella Bastone)

Usate lo storytelling,  per raccontarvi e raccontare la vostra storia aziendale. Un regalo diverso, una storia che parla di emozioni, del vostro lavoro, del vostro impegno e dei vostri dipendenti.

Le cose preziose richiedono tempo e cura per la loro preparazione; noi, come piccoli elfi laboriosi siamo già al lavoro per preparare le vostre fiabe da regalare a Natale o per Santa Lucia.

Vi aspettiamo;  raccontateci cosa desiderate e noi lo  creeremo per voi: fiabeincostruzione@gmail.com.