L’essenziale…

fatina

L’esenziale è invisibile agli occhi. – Il Piccolo Principe

Tu adulto vedi una razza, pesce  della famiglia dei Raidi, pesci cartilaginei.

Se ti soffermi un secondo in più a guardarla e non passi subito ad altro, ti viene da pensare che si muove leggera ed elegante nel fondo marino. Sembra che voli .E’ una nomade del blu, bellissima nel suo volo elegante e leggero.

Poi, se ti concedi qualche minuto in più, vedi il suo sorriso. Ti accorgi che ti guarda.

E forse finalmente, ti lasci incantare.

Emma, 3 anni, mi concede un minuto del suo tempo prezioso, troppo indaffarata a gaurdare il mondo con i suoi occhi da bimba entusiasta e curiosa della vita:

“il pesce”, ride e batte le manine, poi mi dice che  è la principessa del mare, non una fatina, attenzione –   e sorride perchè le stanno facendo una fotografia, o forse  è solo felice di avere accanto il suo fidanzato, la tartaruga.

Le fiabe sono tutte intorno a noi…

Benenuti nella Città delle Fiabe

Scrivilo sui muri!

IL FIGLIOL PRODIGO TAVOLA 6

Patrizia Kovacs

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”

Gianni Rodari

Scrivetelo su tutti i muri!

La paura rende prigionieri, ma noi impareremo a essere liberi…

Una serena Pasqua a tutti.

Dicono di noi…

Stamattina il quotidiano la Stampa, l’importante quotidiano nazionale ci ha dedicato un articolo, raccontando il nosto lavoro, le nostre fiabe e i nostri progetti di formazione con le fiabe.

Inutile dire che per tutte noi di Fiabe, che abbiamo lavorato  e stiamo lavorando insieme con passione ed entusiasmo è una grandissima soddisfazione. Grazie!

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Io sono il lupo

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Illustrator Adolf Born – Cbj Verlag

Quando ero piccola adoravo Cappuccetto Rosso perchè era ribelle – disubbidiva alla mamma – coraggiosa, non aveva paura di andare nel bosco da sola, e alla fine usciva intera dalla pancia del lupo, senza nemmeno un graffio. Una specie di super-eroina delle fiabe.

E’ sempre stata la mia fiaba più amata, anche  da adulta, quando sono arrivata, o meglio tornata, alle fiabe ed oltre a scriverle le ho studiate.

Nella mia versione, tutta personale, della fiaba, Cappuccetto Rosso ha assorbito la natura selvaggia del lupo; è  la sua parte istintuale, la sua forza psichica, perchè la mia Cappuccetto Rosso è una vera donna selvaggia, ( Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi) una donna libera,  e lei ed il Lupo sono una coppia inseparabile. Non a caso sono il nostro logo…

Cappuccetto Rosso è una fiaba molto antica che ha tanti, profondi significati, ed è stata interpretata molte volte nelle sue differenti versioni, da Perrault, che la disegnava come una  signorina troppo disinibita, che non esita ad entrare nel letto della nonna-lupo, ai Grimm, che la raccontano come la bimba un pò disubbidiente che tutti conosciamo.

Ma il Lupo? In  tutte le versioni il lupo è cattivo e viene alla fine ucciso dal taglialegna o dal cacciatore, ma non dimentichiamoci che se questa fiaba è tanto amata è anche per l’attrazione che ognuno di noi prova verso il lupo, cioè il simbolo di  quella parte che è pericolosa e scura dentro di noi; Cappuccetto Rosso si fa tentare dal Lupo Cattivo e noi ci facciamo tentare insieme a lei.

Essere mangiati dal lupo ci  insegna a conoscere e  convivere con quella parte pericolosa dentro di noi, e superarla, crescendo. La sua, è una funzione educativa molto importante, eppure lui, il Lupo, è rimasto ancora oggi, dai tempi dei tempi, solo il lupo cattivo che alla fine viene punito.

Ma cosa ne pensa il Lupo?

Fin dall’antichità ci hanno fatto conoscere le storie sul lupo cattivo, ci hanno insegnato a temerlo, a combatterlo.
Oggi, nell’anno 2050 l’uomo ha smesso di leggere le fiabe ed è perduto. I protagonisti dei libri dimenticati temono di perdere le loro storie e si rifugiano nella Città delle Fiabe.
Da lì, si alza la voce profonda del Lupo; ora è pronto a raccontare la sua verità…”

Il lupo finalmente ha deciso di parlare…

Entra nella Città delle fiabe, conoscerai la vera storia del lupo.

Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe? Partecipa, sostieni,condividi

Cosa insegnano le fiabe?

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Published by The Art Group Limited, London  Printed in England – “And away they all flew to never land Disney 4835”

Un bell’articolo ed una bella recensione per   Antonella Bastone pedagogista esperta di formazione e nostra formatrice, pubblicata sul sito ilmiolibro, che parla dell’importanza delle fiabe nella formazione, un tema per noi davvero importante, la base del nostro progetto di crowdfunding Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe.a cui la Dott.ssa Bastone ha dato il suo prezioso supporto prefessionale

L’articolo Le belle fiabe non scadono mai. Sei fiabe che tutti gli adulti dovrebbero rileggere

dà una prima lettura di come le fiabe, qui ne sono citate alcune, possono supportare l’uomo nel suo percorso di crescita personale e professionale.

Ci sono storie che non smettono mai di insegnarci qualcosa. Ci sono fiabe che non hanno età. E ce ne ne sono alcune che andrebbero rilette più volte nella vita, soprattutto in età adulta.

La letteratura psicologica e pedagogica ha ampiamente dimostrato da tempo la funzione educativa della fiaba per la formazione dei bambini. Tuttavia, è solo recentemente che si sta valutando la possibilità di sperimentarne l’applicazione e la funzionalità nella formazione degli adulti. Le fiabe, infatti, non rappresentano semplicemente “uno strumento per addormentare i bambini”, ma tramandano un’antica saggezza capace di risvegliare la coscienza, di accompagnare l’essere umano a riconoscere e superare le sfide quotidiane, di modificare il proprio atteggiamento nei confronti della vita”
Ecco, secondo la pedagogista Antonella Bastone, vincitrice della prima edizione di Keywords – il concorso per autori di saggistica promosso dall’Espresso in collaborazione con ilmiolibro.it – con il libroLe fiabe nella formazione professionale alcune fiabe che dovremmo rileggere anche da adulti per affrontare meglio le esperienze del quotidiano”

Così scopriamo che la fiabe di Alice nel Paese delle meraviglie ci insegna come orientarci nella nostra società complessa, o Peter Pan, l’eterno bambino, ci spiega quali sono le reali paura di un adulto che non vuole crescere.

E ancora, Le avventure di Simbad il marinaio ci racconta l’importanza del viaggio, come metafora del percorso inconscio incontro a ciò che è nuovo, diverso.

Le fiabe non smettono mai di donare i loro preziosi insegnamenti, perchè raccontano da sempre la vita vera dell’uomo. Noi vogliamo far conoscere il grande potere educativo delle fiabe, non solo per i bambini ma anche e soprattutto per la crescita personale e professionale dell’adulto.

Segui il nostro progetto Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe.

Se vuoi maggiori informazioni scrivici : fiabeincostruzione@gmail.com

 

Il re Bazza di Tordo. Imparare l’amore

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Illustrator Irina Dobrescu – Ed Nord-Sud

Un re aveva una figlia di straordinaria bellezza, ma molto altera e sdegnosa, sicché‚ nessun pretendente le pareva degno di lei, ed ella li respingeva l’uno dopo l’altro, deridendoli per giunta. Una volta il re ordinò una gran festa e invitò quanti desiderassero ammogliarsi. I pretendenti furono messi in fila secondo il grado e il ceto: prima i re, poi i duchi, i principi, i conti e i baroni, e infine i nobili. La principessa fu condotta fra di loro, ma a ciascuno trovava qualcosa da ridire: questo era troppo grasso: -Che botte!- esclamava; quello era troppo lungo: -Lungo, lungo, alto fin là, bella andatura proprio non ha!-; il terzo troppo piccolo: -Così grasso e piccolino, sembra proprio un maialino!-; il quarto troppo pallido: -Terreo come la morte!-; il quinto troppo rosso: -Che tacchino!-; il sesto non era perfettamente diritto: -Legna verde seccata dietro la stufa!-. E così trovava sempre qualcosa da ridire su ciascuno; ma in particolare beffeggiò un buon re che si trovava in prima fila e aveva il mento un po’ ricurvo. -Oh- esclamò ridendo -quello ha il mento come il becco di un tordo!- E da quel momento lo chiamarono Bazza di Tordo. Ma il vecchio re andò in collera vedendo che la figlia non faceva altro che prendersi gioco dei pretendenti là riuniti, sdegnandoli, e giurò di darla in moglie al primo mendicante che bussasse alla sua porta. Qualche giorno più tardi un suonatore si mise a cantare sotto la finestra per avere una piccola elemosina. Quando il re l’udì, disse: -Fatelo salire!-. Entrò un suonatore lurido e cencioso, cantò davanti al re e a sua figlia e, quand’ebbe finito, domandò una modesta ricompensa. Il re disse: -Il tuo canto mi è così piaciuto che voglio darti mia figlia in isposa-. La principessa inorridì, ma il re disse: -Ho fatto giuramento di darti al primo accattone e lo manterrò-. A nulla valsero le proteste: fu chiamato il parroco ed ella dovette sposare il suonatore. Celebrate le nozze, il re disse: -Non si confà che la moglie di un mendicante abiti nel mio castello, non hai che da andartene con tuo marito-.
Il mendicante se ne andò così insieme a lei. Arrivarono in un grande bosco ed ella domandò:-Questo bel bosco a chi appartiene?- -Bazza di Tordo in suo poter lo tiene. Sarebbe tuo non l’avessi rifiutato.- Povera me, or tutto ho ricordato, come vorrei che ciò non fosse stato!-Poi attraversarono un bel prato ed ella chiese ancora:-Questo prato verde a chi appartiene?- -Bazza di Tordo in suo poter lo tiene. Sarebbe tuo non l’avessi rifiutato.- -Povera me, or tutto ho ricordato, come vorrei che ciò non fosse stato!-Giunsero poi in una gran città ed ella tornò a domandare:-Che prospera città! A chi appartiene?- -Bazza di Tordo in suo poter la tiene. Sarebbe tuo non l’avessi rifiutato.- -Povera me, or tutto ho ricordato, come vorrei che ciò non fosse stato!-Allora il suonatore disse: -Non mi garba affatto che tu rimpianga sempre un altro marito; non ti basto io, forse?-. Finalmente giunsero ad una piccola casetta, ed ella disse:-Ah, Dio mio! Che casa piccina! A chi appartiene la povera casina?-Il suonatore rispose: -E’ la mia casa e la tua, dove abiteremo insieme-. -Dove sono i servi?- chiese la principessa. -macché‚ servi!- rispose il mendicante -devi farti da sola ciò che vuoi.”

Ecco come la bella principessa, sdegnosa e difficile, impara che la sua arroganza le sta costando cara. Il re Bazza di Tordo, dei fratelli Grimm racconta, ad una prima lettura , che l’amore non è fatto solo di apparenza e che un re bassetto e “mentone” può con l’astuzia sposare la bellissima principessa, che l’aveva rifiutato e deriso.
L’arrogante principessa, dopo aver provato la povertà e le difficoltà,impostale dal suo pretendente,  scoprirà che il mendicante che ha sposato è proprio il Re Bazza di Tordo:
“Non aver paura- le disse questi -io e il suonatore che abitava con te nella misera casetta siamo la stessa persona: per amor tuo mi sono travestito così: e sono anche l’ussaro che ti ha spezzato le stoviglie. Tutto ciò è accaduto per spezzare il tuo orgoglio e per punire l’arroganza con la quale ti sei presa gioco di me. Ma ora tutto è finito, e adesso festeggeremo le nostre nozze”

Una fiaba classica, che a prima vista,  sembra anche un po’ maschilista, con un padre, il Re, che ripara all’orribile carattere delle figlia imponendole di sposare il primo mendicante che arriva alla porta, e poi anche il re pretendente che, pur amandola, le impone di vivere come una mendicante per darle una lezione.

Ma ad una lettura più attenta la fiaba ci fa vedere il Re Mentone, non come un macho apparentemente forte (con tanto di simbolo fallico – il lungo mento ), ma come un uomo veramente forte, innamorato convinto,  e sicuro del proprio amore, che si dimostra disposto, e non teme, di cambiare la propria posizione  – da Re si trasforma prima in mendicante e poi in ussaro – per crescere.

Non teme di cambiare, (quanto uomini sono disposti a farlo per amore?) per dimostrare il proprio sentimento alla giovane principessa bisbetica, che deve cambiare a sua volta – prima principessa, poi sguattera –  per crescere ed imparare ad amare in modo vero e adulto, il suo Re. Hans Jellouschek – Amori e Incantesimi.

Il re Tozzo di Barda e la sua regina per arrivare a comprendersi, rispettarsi ed amarsi hanno dovuto fare un percorso costellato di difficoltà ed umilizioni, trasformandosi, per imparare ad amare davvero.

Le fiabe insegnano che c’è sempre una via d’uscita da ogni situazione:i problemi, le difficoltà sono uno stimolo ed una sfida necessari per crescere, per compiere il cammino verso la maturazione personale ed approdare così ad un amore adulto.Hans Jellouschek – Amori e Incantesimi

Donne e lupi

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Cappuccetto Rosso e il Lupo – La città delle Fiabe – Illustrator Patrizia Kovacs

Le donne delle fiabe sono giovani fanciulle rinchiuse su una Torre senza porte, per allontanarle dal mondo, come la piccola Raperenzolo,  o sono figlie gentili cedute al diavolo per la stupidità ed ingordigia di un padre,  come Nella ragazza senza braccia.

Sono giovani costrette a vivere fra la cenere di un fuoco, maltrattate e derise dalle sorellastre cattive, come Cenerentola. Oppure sono principesse messe alla porta da un padre egoista e insensibile e costrette a vagare nel bosco con indosso soltanto una pelliccia di topo, proprio come la Principessa Pel di Topo.

O ancora, sono bellissime ragazze date in sposa a qualche bestia mostruosa per riparare all’errore fatto dal Re, come avviene per le Tre Sorelle o Per la Bella e la Bestia.

Oppure sono bimbette capricciose che non vogliono ascoltare  i consigli della mamma e si fermano lugo il bosco ad ascoltare le false lusinghe di un lupo cattivo.. proprio come fa Cappuccetto Rosso.

Di queste donne vogliamo parlare oggi, oggi che è il giorno dedicato alle donne: di tutte le protagoniste delle fiabe, perchè le fiabe raccontano la vita vera ed insegnano che le difficoltà servono a crescere; ognuna di queste antiche storie ci racconta che le donne delle fiabe riescono a superare ogni ostacolo, ad addentrarsi senza paura nel bosco, a superare con astuzia le imposizioni  e le angherie.

Insegnano a non mollare, ad avere la capacità di modificarsi, proprio come fa Alice nel paese delle Merviglie, per adattarsi alle nuove situazioni.

E insegnano a diventare Regine, superando la propria diversità, e a diventare così forti ed autonome da regnare da sole, senza un Re accanto, proprio come la  Elsa di Frozen. Bastone.

O a far innamorare perdutamente il lupo e da bambina disubbidiente diventare la protettrice della Città delle Fiabe, come la nostra Cappuccetto Rosso, il simbolo della vera donna selvaggia che è in noi.

Vogliamo augurare a tutte le donne di essere come le donne delle fiabe, forti, intelligenti e astute; donne che sanno imparare dai propri errori e sono consapevoli del proprio potere interiore,  e senza paura sanno affrontare gli ostacoli e ribaltare le situazioni avverse per poter diventare infine la Regina che è in ognuna di noi…

Per dirla alla Pinkola Estes nel suo Donne che corrono con i lupi, un libro illuminante che vi consiglio di leggere se non l’avete fatto:

Le storie sono disseminate di istruzioni che ci guidano nella complessità della vita:

La donna sana assomiglia molto al lupo; robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale errante. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa si che la personalità delle donne diventi povera spettrale, sottile. Non siamo nate per essere cuccioli spelacchiati, incapaci di balzare in piedi, incapaci di cacciare, incapaci di generare una vita” Pinkola Estes  – Donne che corrono con i lupi

Bisogna ritrovare la propria profonda natura psichica istintiva, chè è la nostra grandissima forza interiore, la nostra parte selvaggia.

molti sono i modi e i mezzi per vivere con la propria natura istintiva, e le risposte cambiano quando voi cambiate… ho cercato di capire come fanno i lupi a vivere così in armonia. Vi suggerirò di cominciare con una voce di questo elenco, per cominciare, consigliando per chi sta lottando, di partire dalla numero 10″ –Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi

1 -mangiare
2 -riposare
3 -vagabondare
4 -mostrare lealtà
5 – amare i piccoli
6 -cavillare al chiaro di luna
7 – accordare le orecchie
8 – occuparsi delle ossa
9 – fare l’amore
10 -Ululare spesso

Auguri a tutte le donne!

 

 

 

Benvenuti, ai nuovi sognatori

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illustrazione Irina Dobrescu . ediz Nord-Sud

La Città delle Fiabe ha accolto nuovi sognatori!
GRAZIE anche oggi, a MARCO di Milano, e MARCO di Verona, GRAZIE ad ARNALDO, e GRAZIE a ROBERTO, e a MATTIA, e GRAZIE a ROSSELLA che ci ha detto che la fiaba preferita della sua bimba è proprio Cappuccetto Rosso.

GRAZIE di cuore, perchè ci state aiutando a realizzare un sogno.

Vuoi far parte anche tu della Città delle fiabe? Partecipa al nostro progetto! Unisciti a noi, clicca sul link,
https://www.produzionidalbasso.com/…/cosa-centra-il-crowdf…/

guarda il video e se il nostro progetto fa sognare anche te, scegli il tasto partecipa.
‪#‎lamagiahainizio‬

Scrivi questa fiaba con noi!

Ieri è partita la nostra campagna di crowdfunding e già nuovi e vecchi amici ci hanno dato il benvenuto con il loro supporto.

Che dire? GRAZIE davvero,
Grazie a Evelyn, grazie a Maurizio Imparato, non perdetevi il suo fantastico libro sul crowdfunding,  grazie a Marlon e grazie a Biancanevesi proprio lei – del resto scriviamo fiabe, e grazie al Re – siamo sempre in tema.

Grazie a Moana, grazie a Patrizia, grazie a Marco, grazie a Marinadimare e grazie a Edy.

Una bellissima avventura che è possibile solo grazie a voi!

Insieme stiamo scrivendo questa nuova fiaba. Unisciti a noi!
Partecipa al nostro progetto.

Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe

 

 

Il crowdfunding di Fiabe in Costruzione

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Sostenere un progetto di Crowdfunding significa partecipare attivamente alla sua realizzazione,  vuol dire supportare la storia delle persona che lo promuovono, e far parte di una grande community.

Vuol dire aiutare la realizzazione di un sogno. Il crowdfunding racconta le storie di uomini, di idee, di sogni, racconta la vita, proprio come fanno le fiabe.

Ecco cosa Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe!

Siamo pronte!

Abbiamo deciso di utilizzare il Crowdfunding, abbiamo scelto Produzioni dal basso, 

e ti vogliamo raccontare il nostro progetto, la nostra storia.

Scrivi questa nuova fiaba con noi! Cosa c’entra il crowdfunding con le fiabe?

Partecipa, sostieni, condividi!