Il canto del gallo

racconti avvento fiabe in costruzione (2).JPG

Patrizia Kovacs

Il gallo si muoveva altezzoso in mezzo alle sue galline, che leste raccoglievano il poco becchime  sparso per terra.

Era vecchio, quasi sordo, e aveva perso la baldanza degli anni in cui era un giovane galletto sempre pronto alla rissa, ma sapeva tenere a bada le femmine del suo pollaio, e il suo canto all’alba non aveva perso il suo vigore, e la sua potenza.

Era pomeriggio inoltrato, e rimase sopreso quando vide arrivare la coppia che camminava accanto all’asino. L’essere umano in genere non lo interessava, lo riteneva stupido, sempre attaccato ai soldi o alla bottiglia. Ma loro erano diversi. Non vedeva bene da un occhio, perciò piegò la testa e li guardò con l’occhio buono mentre passavano vicino al suo pollaio.

Forse non vide con l’occhio da povero vecchio gallo, ma vide con il cuore di una piccola anima semplice.

E non ebbe dubbi. Quando Maria e Giuseppe gli passarono davanti  furono accompagnati dal suo canto, potente, indiscusso e  maestoso, che continuò fino a sera.

Un canto degno di un re.

La donna senza amore

 

Patrizia Kovacs

Patrizia Kovacs

Maria aveva sete; avevano camminato a lungo senza fermarsi e durante il cammino non avevano trovato un solo goccio d’acqua.

Arrivarono nel piccolo villaggio e finalmente videro un piccolo pozzo. Giuseppe andò lesto per prendere l’acqua,  e si accorse della donna seduta accanto al pozzo, appoggiata alla pietra, il viso pesantemente truccato e gli occhi accesi che mandavano false promesse.

Lei lo guardò, fermandolo, con il sorriso malizioso che riservava agli uomini da quando era diventata donna;  un sorriso che li attirava ma  nessuno di loro aveva mai visto l’infinita tristezza che vi si celava dietro.

Quella era la sua vita, figlia di mille padri, come lo era stata prima quella di sua madre.

Con una mano tirò il mantello di Giuseppe per chiamarlo, e vide il suo sguardo confuso. Poi vide Maria, minuta ed affaticata,  che si avvicinò a lei, con uno sguardo dolce;  Maria  le si inginocchiò davanti e presole il viso tra le mani le diede un bacio.

La donna non si accorse subito delle proprie  lacrime che le rigarono il viso, ma sentì il calore allo stomaco dell’Amore che non aveva mai provato in vita sua. E pianse, pianse a lungo, lavando via, per sempre, il trucco pesante dal viso.

Baciò le mani di Maria, e prese l’acqua dal pozzo per farla bere.

La ragnatela

ragnatela.jpg

Patrizia Kovacs

Una sera, Maria e Giuseppe avevano trovato rifugio in una caverna per passare la notte. Al loro ingresso, un ragno stava incrociando il loro cammino. Giuseppe volle cacciarlo con il loro bastone, ma Maria gli disse gentilmente: “ Lascia in pace questa creatura, Giuseppe. Quel che Dio crea non può intimorirmi. Dopo tutto la caverna è abbastanza grande per tutti noi.” Poco dopo, si coricarono per dormire.

 

Quella notte, il vento soffiava con violenza. Spolverava le stelle: il cielo doveva luccicare per la nascita del Bambino Gesù. A Natale gli astri dovevano scintillare come oro puro. E così il vento soffiava con tutte le sue forze. Nella caverna, Maria era intirizzita dal freddo e non poteva addormentarsi. Si era avvolta come meglio aveva potuto sul suo mantello trapuntato di stelle, ma il vento s’infilava dappertutto. Giuseppe, steso al suo fianco, era già addormentato da tempo e non si accorgeva di quanto Maria soffrisse.

Ma qualcuno si accorse di quanto stava accadendo: il ragno. Esso portava Maria nel suo piccolo cuore, perché lei aveva pronunciato delle parole tanto benevoli nei suoi confronti. Si mise all’opera e tessé all’ingresso della caverna una meravigliosa e fine tela, che solo lui sarebbe stato in grado di fare così bene. Voi penserete, senza dubbio, che una ragnatela non trattiene il vento. Ebbene, questa era efficace come una grossa tenda. Era tessuta in modo così fitto e solido che il vento non si riversò più all’interno della caverna. Maria ben presto si addormentò.

Quando, al mattino, Maria si svegliò e vide la sottile tela all’ingresso della caverna, comprese chi l’aveva aiutata e ringraziò di cuore il ragno che, nascosto in una fenditura della roccia, era colmo di gioia.

La luce nella lanterna – Georg Dreissig

Illustrator Patrizia Kovacs

La mendicante

 

mendicante

Patrizia Kovacs

 

La mendicante era seduta sul freddo selciato, appoggiata al muro di una vecchia casa. La conoscevano tutti nel piccolo villaggio e spesso rimediava un pezzo di pane e un pò di zuppa calda.

Guardò la coppia che arrivava lenta dal sentiero. Camminavano a fatica, e lui era pallido e serio, lei era stanchissima ma con un viso sereno.

Passarano accanto a lei e l’uomo guardò con inconsapevole insistenza la ciotola con dentro la zuppa che la donna teneva in mano.

-Avete fame?- chiese la mendicante alla coppia.

_ Si – rispose con un filo di voce la donna.

La mendicante guardò la propria misera zuppa  – Ho poco, ma quel poco possiamo dividerlo. E divise con loro il suo poco cibo.

Quando la coppia ringraziandola se ne andò, la mendicante guardò la sua ciotola e vide che era colma di ottima zuppa bollente.

L’ inchino della montagna

Sulla strada trovarono una montagna impervia. Nemmeno l’asinello sarebbe riuscito ad attraversarla.

Giuseppe si sentì sfinito. “Ti porterò fra le mie braccia se servirà, ma troveremo il modo di passare.”

Maria guardò quell’uomo buono. Sorrise.

La montagna si inchinò alla Regina che portava il piccolo Re nel suo ventre, aprendosi in un lungo sentiero.

Patrizia Kovacs – L’inchino della montagna

Lei porta la vita

Il giorno si levò, e Maria e Giuseppe ripresero il viaggio sulla terra arida e secca. Maria guardò triste il suolo senza vita e fece un sospiro.

Sottili, ma forti, lunghi steli di verde linfa nacquero al suo passaggio…

Lei portava la vita…

Patrizia Kovacs

La stella

Scese la notte cupa e fredda.  “Dobbiamo fermarci, è troppo buio per continuare” . Giuseppe si tolse il mantello e con rispetto coprì le esili spalle di  Maria, e guardò preoccupato i suoi occhi lucidi ammirare il cielo. Vide il suo improvviso, bellissimo sorriso. Si voltò a scrutare la notte e guardarono insieme la lucente Stella.

Patrizia Kovacs

Il dono del fiume

Patrizia Kovacs – il dono del fiume

 

Durante il loro cammino Maria e Giuseppe incontrarono un fiume che non potevano attraversare. Maria era tanto stanca e non potevano nè  continuare nè fermarsi.

Il fiume intenerito si ghiacciò per farli passare…

Il sentiero sassoso verso Betlemme

Patrizia Kovacs -

Patrizia Kovacs –

Oggi è il primo giorno d’Avvento, e il primo giorno del nostro Calendario dell’Avvento.

Aprite la prima finestrella, e ascoltate la storia che parla  di un lungo cammino…

Maria e Giuseppe erano in cammino verso Betlemme. L’asinello trotterellava allegramente davanti a loro. Giuseppe era abituato a camminare e aveva un buon bastone, così poteva camminare di buon passo. Maria, la dolce Madre di Dio, faceva quanto meglio poteva per andare al suo ritmo, ma sulla via i suoi piedi delicati inciampavano spesso contro i sassi scuri e appuntiti. Stringeva i denti per nascondere il dolore. Ma poi si lasciò sfuggire una lacrima, che non riuscì a trattenere. L’asinello non si accorse di nulla e nemmeno Giuseppe che era preoccupato di non perdere la strada. Però l’Angelo che accompagnava i viaggiatori notò che Maria piangeva. Si chinò verso di lei e le disse: “Perché piangi, piccola serva amata dal Signore? Sei in cammino verso Betlemme, dove darai alla luce il Bambino Gesù: non ne sei felice?”. Maria gli rispose: “Il pensiero del Bambino che fra poco nascerà mi riempie di gioia. Ciò che disturba il mio cammino sono questi sassi scuri e appuntiti contro i quali inciampo e mi scortico i piedi”. A queste parole l’Angelo volse il suo sguardo verso le pietre. Le guardò con i suoi occhi chiari, irraggianti luce. Ed ecco: sotto il suo sguardo le pietre si trasformarono; arrotondarono i loro angoli e spigoli e presero dei riflessi colorati. Alcune diventarono addirittura trasparenti come vetro, rilucendo sulla strada illuminate dall’Angelo.
Allora Maria avanzò con passo sicuro. Davanti a Lei la strada scintillava e riluceva di mille luci, e nessuna pena venne più a infastidire la sua marcia verso Betlemme.”

La luce nella lanterna Georg Dreissig

Illustrator – Patrizia Kovacs