Betlemme

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Patrizia Kovacs

Ormai non seguivano più il sentiero, ma seguivano  la luce che la Stella, magnifica nel cielo, indicava loro.

Maria camminava senza fatica ora, e Giuseppe, senza saperne il motivo e avvolto dal mistero della sua giovane moglie, avanzava con una nuova energia.

Erano arrivati a Betlemme a notte inoltrata. Avevano seguito la luce della Stella incuranti del freddo, finchè erano arrivati ad una piccola stalla, illuminata da una piccola lanterna. Giuseppe aveva aperto piano la porta e aveva visto che il terreno era cosparso di morbido fieno.

All’interno un piacevole tepore. Una mucca ruminava tranquilla in un angolo e dall’altro lato c’era un piccolo asino.

Giuseppe sorrise. Erano arrivati.

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Il pastorello

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Patrizia Kovacs

Il pastorello sedeva vicino ad un albero, distratto e assonnato. Si era alzato prima dell’alba, come sempre, per portare fuori le pecore, ed ora, nel pomeriggio inoltrato aveva mangiato quasi tutto il formaggio e il pane che gli aveva dato la madre, e aveva bevuto il latte caldo di mungitura.

Aveva fame. Ma non voleva mangiare l’ultimo pezzo di formaggio rimasto, era lunga arrivare a sera.  E aveva  sonno.

Le sue pecore pascolavano quiete, quando improvvisamente una di loro, la solita, scappò verso il sentiero. Il pastorello le corse dietro, chiamando, imprecando e ridendo perchè finalmente poteva correre un pò. Era quasi come giocare, e non gli capitava spesso. Raggiunse la pecora che si era fermata vicino alla strada sterrata che andava verso Betlemme, ed era rimasta li immobile a guardare lontano.

Forse fu il silenzio improvviso, o la notte che scese avvolgendolo, ma sentì il proprio cuore sussultare.

Guardò il cielo e vide la stella lucente, magnifica che brillava nel cielo luminoso, e la sua piccola anima semplice si sentì chiamare.

Doveva andare. Prese la pecora e tornò al resto del gregge. Doveva andare a Betlemme.

Il canto del gallo

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Patrizia Kovacs

Il gallo si muoveva altezzoso in mezzo alle sue galline, che leste raccoglievano il poco becchime  sparso per terra.

Era vecchio, quasi sordo, e aveva perso la baldanza degli anni in cui era un giovane galletto sempre pronto alla rissa, ma sapeva tenere a bada le femmine del suo pollaio, e il suo canto all’alba non aveva perso il suo vigore, e la sua potenza.

Era pomeriggio inoltrato, e rimase sopreso quando vide arrivare la coppia che camminava accanto all’asino. L’essere umano in genere non lo interessava, lo riteneva stupido, sempre attaccato ai soldi o alla bottiglia. Ma loro erano diversi. Non vedeva bene da un occhio, perciò piegò la testa e li guardò con l’occhio buono mentre passavano vicino al suo pollaio.

Forse non vide con l’occhio da povero vecchio gallo, ma vide con il cuore di una piccola anima semplice.

E non ebbe dubbi. Quando Maria e Giuseppe gli passarono davanti  furono accompagnati dal suo canto, potente, indiscusso e  maestoso, che continuò fino a sera.

Un canto degno di un re.

Il calendario dell’avvento

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Patrizia Kovacs

La parola Avvento deriva dal latino adventus e significa “venuta” anche se, nell’accezione più diffusa, viene indicato come “attesa”.

Per un periodo di 4 settimane che precede il Natale il popolo cristiano si prepara all’ Attesa del Santo Natale e alla nascita di Gesù. Un momento di preghiera e raccoglimento.

Nei paesi anglossasoni e germanici questa preparazione viene simboleggiata dalla corona dell’avvento, una corona decorata con rami freschi di piante sempreverdi e 4 candele, una per ogni domenica d’avvento che precede il Natale. Si accende la prima candela alla prima domenica di avvento – quest’anno cade il 29 novembre – e la tradizione vuole che sia il più piccolo della famiglia ad accendere le candele.

Anche il calendario dell’avvento nasce dalla tradizione dei paesi nordeuropei, ma è molto diffuso oggi anche in Italia: deliziosi calendari colorati che sotto ogni finestrella nascondono un dolce, o un cioccolatino, per ogni giorno che accompagna al Natale e sono una gioia per ogni bambino, e anche per molti grandi.

Anche noi vogliamo donarvi il nostro Calendario dell’Avvento per accompagnarvi al Natale; un cammino che faremo insieme, ripercorrendo la strada sassosa che fecero Giuseppe e Maria, per far nascere in un posto sicuro, il piccolo Gesù.

Ogni Domenica di Avvento una piccola storia, e per ogni giorno della settimana, un piccolo pensiero, da leggere e raccontare ai più piccoli, per avvicinarli al Natale, ma anche per i più grandi per riflettere sul significato oggi, soprattutto in questi nostri tempi così difficili, e ritrovare la sacralità di questa importante festività religiosa.

Ogni giorno le bellissime illustrazioni della nostra Patrizia Kovacs, che ha saputo interpretare con la sua bellissima sensibilità artistica,  la sua preziosa mano dispettosa, e le sue immancabili tazze di caffè,  il senso profondo di questo periodo di preparazione ed attesa.