Mamma Zucchina racconta le magie dell’orto…

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Domenica 4 ottobre a Padenghe sul Garda avrà luogo la ” Giornata delle associazioni”, in cui le associazioni no profit, attive sul territorio, si presentano per mostrare i loro servizi.

Nell’ambito di questa bella iniziativa, Il Comitato Orti dedica uno spazio ai più piccoli per mostrare, raccontando una fiaba itinerante, il meraviglioso mondo dell’orto e l’importanza del rispetto per i  doni preziosi che ci regala madre natura.

Noi partecipiamo con una delle nostre fiabe… Non mancate!

Salviamo Ferdinando il Toro

imagesFerdinando è un toro dolcissimo che invece di combattere preferisce annusare fiori, e invece di attaccare il torero che gli offre il petto con ardore, gli dà una bella leccata sulla rosa tatuata.

Un cartone animato Walt Disney del 1938, vecchio di 80 anni, un piccolo tesoro, per ricordare che ogni animale va rispettato. Ferdinando il toro non vuole combattere e l’uomo lo riporta a casa fra i suoi fiori.

In Spagna a Tordesillas avviene ogni anno , in settembre, una terribile festa in cui gli abitanti cacciano e massacrano spietatamente un povero toro, che scappa impazzito per le urla e per il  dolore dei colpi inflitti.

Vogliamo combattere, e basta una firma, il massacro di un animale, che ha l’unica colpa di servire alla malvagità e stupidità dell’essere umano.

Dobbiamo fermare questa inutile violenza; potete firmare la petizione:  phttp://rompeunalanza.org/firma.

Nel mondo animale si uccide solo per necessità, per sfamarsi o per difesa. Nel mondo umano si uccide per divertimento, e ogni  giorno, putroppo, ci mostra dove ci sta portando l’assurdità dell’agire umano.

Ci piace pensare che le cose possono cambiare e che ognuno di noi dalla propria piccola posizione nell’universo può fare qualcosa. E non solo per salvare Ferdinando il toro, e permettergli di annusare fiori piuttosto che morire inutilmente nell’arena, ma per combattere  ogni forma di violenza e persecuzione nei confronti dei più deboli, uomini e animali che siano.

Facciamo tornare le fate…

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Gianni Rodari, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta,  rinnovò profondamente la letteratura per ragazzi, con le sue opere che interpretavano il tema del fantastico;  pubblicò la prima edizione della  raccolta  Filastrocche in cielo e in terra nel 1960 con la casa Editrice Einaudi e poi nel 1972 pubblicò una seconda edizione a cui l’autore aggiunse quattordici Storie Nuove.

La filastrocca Le belle Fate fa parte di questa raccolta: l’uomo ormai preda  dei problemi della vita quotidiana, dalle bollette da pagare, della pensione che non arriva, della stupidità umana che vuole la guerra, non si occupa più della povere fate, che senza lavoro – anche le fate sono disoccupate – devono andarsene.

Ma l’uomo se vuole può farle tornare…

E se i sentimenti avessero sentimenti?

 

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Geniale, bellissimo e formativo. La Pixar di Monster eCO e UP (dolcissimo) ha fatto ancora centro con il suo ultimo cartoon Inside Out, che spiega, nel modo più semplice e divertente cosa succede nella nostra testa quando le nostre emozioni prendono il sopravvento: gioia, rabbia, disgusto, paura e tristezza; emozioni che fanno parte della nostra vita e non devono mai essere nascoste, nemmeno ai bambini che guardando questo film capiscono, divertendosi, che si può essere tristi, o spaventati, e non si deve avere paura delle proprie emozioni.

Insegna anche ai grandi, che le emozioni belle o negative fanno parte di noi, ed  è importante assecondarle pittosto che reprimerle.

Una sorta di nuova lezione di psicologia evolutiva, per grandi e piccini, nata dalle domande –   fondamentali, per chi,  come me,  non ha ancora superato la propria fase animista,  – del suo creatore, il regista Pete Docter

“E se i giocattoli avessero sentimenti? E se le macchine avessero sentimenti? E se i sentimenti avessero sentimenti?”

Non perdetevelo!

 

Fiabe in costruzione alla scoperta di nuovi talenti: Il Gufo parlante

Abbiamo scoperto il talento nascosto in un dirigente del Sud di Milano.

Prossimo alla pensione -Sergio Belotti, autosoprannominatosi in arte “il gufo parlante”- è un uomo cortese nei modi e ricco di sorprese e poesia. Per le occasioni più varie, eventi o semplicemente per diletto ha composto versi, canzoni, rime e filastrocche di vera e pura delizia. Che si parli di Befana, Nascite, Calcio, azienda o società fa divertire e riflettere con i suoi componimenti,  nati in gran parte come semplici SMS scritti agli amici in attesa di un volo o durante qualche inutile riunione.

Grazie al suo gentile e un po’ sudato consenso avremo il piacere di condividere qualche suo verso.Grazie Gufo da Fiabeincostruzione.

Ecco a voi il primo di una serie di assaggi.


 

Chiese a Dio un bel dì la zebra:

“Mio Signor vorrei sapere

Se sono nera a strisce bianche o son bianca a strisce nere.”

 

“Sai? Risponderti mi costa

ma io così ti ho fatto apposta

chè ho sbagliato, sarò franco,

a far l’uomo nero o bianco.

 

L’uomo giallo il pellerossa

Che a seconda del colore

Ha da subito pensato:

<<Son diverso, son migliore>>”.

 

-Il gufo parlante-

 

la regina delle nevi

disegni di Elena Ringo

La regina delle nevi è la fiaba di Hans Cristian Andersen da cui è stato tratto il più conosciuto film Frozen prodotto della Walt Disney. Come spesso accade la produzione cinematografica si è  discostata molto dalla fiaba originale che è una delle più lunghe e lette dello scrittore danese, che ha il sottotitolo di ” Una fiaba in sette storie”, ognuna delle quali racconta una vicenda.

Ho letto tutte le fiabe di Andersen quando ero piccola e a differenza di altre non le ho più rilette, ma scopro ora, che le riprendo per lavoro, che mi sono rimaste nel profondo, e alcuni particolari mi hanno fatto sentire le stesse emozioni che avevo provato da bambina.

Vi consiglio di leggere La versiona originale della fiaba; è molto bella e ricca di significati.

I protagonisti  sono due bambini Gerda e Kay che  si vogliono  bene e sono sempre insieme:  un giorno uno specchio maledetto creato da un Troll malvagio si rompe in mille pezzi, ed uno di questi, colpisce  Kay nell’occhio e lo fa diventare freddo e cattivo.

Kay  si allontana da tutti anche da  Gerda, ed un giorno mentre gioca da solo incontra la Regina dei ghiacci, una donna che ha sofferto troppo per amore, ed è diventata gelida nel cuore. La Regina lo prende con sè conducendolo nel suo castello di ghiaccio e  con un gelido bacio lo imprigiona nel suo incantesimo. Gerda, che non accetta di lasciare Kay al suo destino, parte da sola  alla sua ricerca e dopo diverse peripezie – l’incontro con i briganti, con due cornacchie, con due vecchine, con due principini e con una renna –  e  dopo diversi anni di cammino, riesce a ritrovare il suo amico e, con il suo pianto, a smuovere il giaccio che l’incantesimo della regina gli aveva  buttato nel cuore. Kay commosso piange a sua volta e fa uscire il pezzo di specchio maledetto che aveva nell’occhio. I due bambini, ormai adulti si ritrovano per sempre.

Terza storia. Il giardino fiorito della donna che sapeva compiere magie

Nella terza parte Gerda, disperata per la scomparsa di Kay, decide di andare a cercarlo. Sale su una barchetta e chiede al fiume in cambio delle sue scarpette rosse, di portarla da Kay. La barca si arena nei pressi di una casetta in mezzo ad un giardino di fiori, dove vive una vecchia maga. La maga incanta Gerda facendole dimenticare Kay e fa scomparire tutte le rose del giardino sottoterra, affinché queste non le ricordino il suo amico perduto. Ciononostante, dopo qualche tempo Gerda vede una rosa dipinta, si ricorda di Kay e, dopo aver interrogato invano tutti i fiori del giardino, riparte alla sua ricerca. Nel frattempo è arrivato l’autunno”

Gerda parte per un viaggio, alla ricerca di Kay, ch è un viaggio interiore, metafora del passaggio da bambina alla vita da adolescente. Le scarpette rosse, le preferite di Gerda – simbolo che compare anche in altre fiabe di Andersen e che per l’autore, probabilmente, rappresentavano il sentimento negativo dell’autocompiacimento, della seduzione (basta pensare alla fine terribile della protagonista di Scarpette Rosse)-  che la bambina lancia nel  fiume per avere in cambio aiuto, rappresentano l’umiltà di Gerda che è pronta a spogliarsi dell’effimero e del superfluo per raggiungere il suo scopo.

Gerda incontra diversi personaggi nel suo lungo cammino – quasi un viaggio in una dimensione onirica – e  alcuni di questi, come accade spesso nelle fiabe, l’aiutano e le fanno da guida interiore.

La bimba, ormai diventata grande, capisce che la forza per superare i propri ostacoli è dentro di sè, e che il potere dell’amore può cancellare ogni incantesimo.

Molto le differenze con il film Frozen, altrettanto bello e significativo. Le due protagoniste, le principesse Anna ed Elsa sono sorelle, ed Elsa che ha il dono di creare il gelo, diventa la regina del ghiaccio e sceglie la solitudine perchè incapace di controllare il suo potere –  con il quale farà male alla piccola Anna.  Anche in questa storia, alla fine,  il calore dell’amore vero saprà  sciogliere il gelo nei cuori.

Anna è la protagonista, vitale, allegra, innamorata, pasticciona e divertente. Elsa è gelida, controllata e solitaria. Se chiedete ad ogni bambina duenne in su, chi è la preferita del film Frozen, risponderà Elsa.

Ho svolto anch’io la mia piccola e personale indagine, fra nipotina e figlie di amiche, e la risposta è sempre stata la stessa: Elsa è la preferita e questo mi stupisce perchè non solo Anna è la protagonista, ma è simpatica, ed è lei che  si innamora, e che vive l’avventura più bella.

Per la soluzione vi rimando ad un interessante articolo: Frozen da figlia diversa a donna moderna  scritto  della Dott.ssa Antonella Bastone, pedagogista che si occupa di educazione e formazione – ha scritto tra l’altro un bel libro sulla formazione agli adulti con l’utilizzo delle fiabe –

Elsa è una bambina diversa che non sa gestire il proprio potere – le proprie emozioni – e viene isolata dai propri genitori prima, ma sarà lei, poi,  a isolarsi dal mondo per non nuocere a chi ama.

Le vicende che seguono, tra azioni avventurose e slanci di grande divertimento, la porteranno ad un profondo ripensamento della propria diversità e allo struggente desiderio di riscatto personale. La figura che emerge è quella di una donna moderna, complessa, consapevole della sua ambivalenza interiore, ma soprattutto caratterizzata da un’evidente autosufficienza affettiva. Elsa non aspetta nessun Principe Azzurro e l’unica storia d’amore dell’intera vicenda non riguarda lei, ma la sorella Anna, personaggio molto più semplice e prevedibile.

Elsa è una donna matura, introspettiva, che ha imparato a gestire le sue emozioni. E che regna su  Arendelle, da sola.” Bastone

Mondi lontani

Un circo, visionario e meraviglioso. Non usa animali, e incanta per la bellezza, la forza e dei suoi artisti, veri atleti che provengono dalla migliore scuole circensi Le cirque du soleil  è il circo canadese fondato nel 1984 conosciuto in tutto il mondo, che si esibisce con spettacoli che sono vere e proprie rappresentazioni teatrali che riportano a visioni surreali e  fantastiche.

Le cirque du soleil -Mondi lontani è il film girato nel 2012: una giovane viene invitata dal clown di un circo a guardare lo spettacolo di un trapezista. Una storia d’amore vissuta in mondi onirici e lontani, uno spettacolo intenso e davvero da non perdere, che saprà trascinarvi in una dimensione irreale e fiabesca.

Hai voglia di sognare?

L’uomo e la tartaruga, una fiaba metropolitana in concorso

Questa è una fiaba metropolitana, per i piccoli  certo, ma anche per i grandi, che troppo spesso, presi dai problemi e dallo stress della vita quotidiana, si dimenticano di fermarsi, e guardarsi intorno.

1154640_copertina_frontcover_icon140E’ la storia vera, di un uomo buono, che ha salvato una tartaruga dall’ignoranza, e dalla cattiveria dell’essere umano. E le ha regalato una vita migliore.   Perchè nessun animale è un oggetto”

 

 

 

Un mese intenso per noi di Fiabe, creativo e produttivo. Non ci siamo ancora fermate; la nostra nuova fiaba L’uomo e la tartaruga  partecipa al Concorso Fiction e Comics de Il mio libro; con i magici disegni metropolitani di Patrizia Kovacsillustrator, nuova arrivata  nel nostro gruppo di cacciatrici di sogni.

Per leggere le prime pagine della fiaba,  basta andare alla pagina de L’uomo e la Tartatuga

Un commento sarà davvero gradito.

Il regalo più bello

“Ricordare come è cresciuto l’amore, tesse sottili e preziosi legami di seta fra i cuori e li rende indissolubili.”

Un diario degli anni passati insieme, dei momenti condivisi, dei viaggi e delle vacanze, dei giorni “no”, e dei piccoli perfetti accadimenti della vita quotidiana, raccontati dalle fotografie… Quale miglior regalo per festeggiare l’anniversario di una bella storia d’amore?

Consegnata la fiaba a Marco e Maena…

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