W la scuola!

imagespeftoa36

Oggi inizia la scuola e anche se, il risultato di una piccola, informale  intervista, condotta fra fieri studenti della scuola primaria, dice che tornare a scuola è bello – dato senz’altro positivo e molto interessante – si sa, torna la scuola e tornano i compiti, le interrogazioni, e le lunghe ore seduti in classe.

C’è una bella tradizione, poco conosciuta in Italia – che risale ai primi dell’800 – diffusa in Austria e Germania: il primo giorno di scuola, i bambini ricevono in dono dai genitori la Schultüte: un cono di cartone  decorato con i personaggi preferiti delle fiabe, o i propri supereroi, che può essere acquistato, o preparato in casa – e nonostante ogni negozio li proponga di ogni misura e colore, sembra sia diffusa la moda del faidate, e ogni mamma sempre più,  lo prepara personalmente per il proprio bambino.

I coni che sono riempiti con dolci – soprattutto – e  penne colorate, gomme, libretti, e  pupazzi, possono essere piccoli o a misura di bimbo, e intendo alti  quanto lui! Ogni bambino porta a scuola la propria Schultüte ed è bello vedere per le strade, il primo giorno di scuola,  gruppi di bambini con il prezioso cono colorato infilato nello zaino.

schultuete-jpg

In Italia non abbiamo la Schultüte, non ancora almeno, così abbiamo pensato di regalarne noi una, a tutti i bambini che oggi iniziano la scuola;  una Schultüte virtuale, naturalmente, ma il bello è, che ogni bambino può immaginare di metterci dentro quello che vuole, e non mi riferisco solo a dolci e piccoli giochi, ma anche qualche bel voto, dei compagni simpatici e dei maestri che non perdono la pazienza – e a volte sappiamo che ne serve tanta –

Anche noi ci mettiamo dentro qualcosa: l’augurio di usare la fantasia, di essere curiosi, di aver voglia di  imparare,   di aver voglia di conoscere, conoscere per davvero, anche chi abbiamo di fronte e, magari,  è tanto diverso da noi.

Vi auguriamo di avere una scuola che rispetta le differenze, e le valorizza, e che vi aiuta a crescere e a scoprire la luce meravigliosa che è dentro ognuno di voi e aspetta solo di poter brillare.

E poi fiabe – non potremmo fare diversamente – fiabe da leggere, da raccontare e da  inventare.

Abbiamo detto più volte di come i nostri ragazzi, piccoli e meno piccoli, con i giusti stimoli possano dare risultati meravigliosi – ad esempio creaTTivo , e il recente bellissimo lavoro fatto dalle maestre della scuola Primaria di Padenghe  con i loro piccoli alunni, nell’ambito del Concorso letterario Un Paese da Fiaba.

Ci auguriamo sempre più che la nostra Scuola  sappia adeguarsi al cambiamento, e che non diventi la solita  sterile occasione di strumentalizzazione politica; che sappia rinnovarsi per  dare la giusta attenzione e  i giusti strumenti agli insegnanti – e ad ogni addetto ai lavori –  per  rispondere adeguatamente al bisogno educativo – fondamentale – di cui hanno bisogni oggi i nostri bambini, i nostri adolescenti,  gli adulti di domani:  saranno loro a portare avanti il mondo!

 

Fiabe in… diretta!

 

Come dire, ci mettiamo la faccia!

Ecco il servizio e la nostra intervista,  con la brava Giulia Nannini inviata Rai per la trasmissione la Vita in Diretta su Rai1, condotta da Cristina Parodi e Marco Liorni.

Si parla sempre più di Fiabe…

Donne e lupi

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Cappuccetto Rosso e il Lupo – La città delle Fiabe – Illustrator Patrizia Kovacs

Le donne delle fiabe sono giovani fanciulle rinchiuse su una Torre senza porte, per allontanarle dal mondo, come la piccola Raperenzolo,  o sono figlie gentili cedute al diavolo per la stupidità ed ingordigia di un padre,  come Nella ragazza senza braccia.

Sono giovani costrette a vivere fra la cenere di un fuoco, maltrattate e derise dalle sorellastre cattive, come Cenerentola. Oppure sono principesse messe alla porta da un padre egoista e insensibile e costrette a vagare nel bosco con indosso soltanto una pelliccia di topo, proprio come la Principessa Pel di Topo.

O ancora, sono bellissime ragazze date in sposa a qualche bestia mostruosa per riparare all’errore fatto dal Re, come avviene per le Tre Sorelle o Per la Bella e la Bestia.

Oppure sono bimbette capricciose che non vogliono ascoltare  i consigli della mamma e si fermano lugo il bosco ad ascoltare le false lusinghe di un lupo cattivo.. proprio come fa Cappuccetto Rosso.

Di queste donne vogliamo parlare oggi, oggi che è il giorno dedicato alle donne: di tutte le protagoniste delle fiabe, perchè le fiabe raccontano la vita vera ed insegnano che le difficoltà servono a crescere; ognuna di queste antiche storie ci racconta che le donne delle fiabe riescono a superare ogni ostacolo, ad addentrarsi senza paura nel bosco, a superare con astuzia le imposizioni  e le angherie.

Insegnano a non mollare, ad avere la capacità di modificarsi, proprio come fa Alice nel paese delle Merviglie, per adattarsi alle nuove situazioni.

E insegnano a diventare Regine, superando la propria diversità, e a diventare così forti ed autonome da regnare da sole, senza un Re accanto, proprio come la  Elsa di Frozen. Bastone.

O a far innamorare perdutamente il lupo e da bambina disubbidiente diventare la protettrice della Città delle Fiabe, come la nostra Cappuccetto Rosso, il simbolo della vera donna selvaggia che è in noi.

Vogliamo augurare a tutte le donne di essere come le donne delle fiabe, forti, intelligenti e astute; donne che sanno imparare dai propri errori e sono consapevoli del proprio potere interiore,  e senza paura sanno affrontare gli ostacoli e ribaltare le situazioni avverse per poter diventare infine la Regina che è in ognuna di noi…

Per dirla alla Pinkola Estes nel suo Donne che corrono con i lupi, un libro illuminante che vi consiglio di leggere se non l’avete fatto:

Le storie sono disseminate di istruzioni che ci guidano nella complessità della vita:

La donna sana assomiglia molto al lupo; robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale errante. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa si che la personalità delle donne diventi povera spettrale, sottile. Non siamo nate per essere cuccioli spelacchiati, incapaci di balzare in piedi, incapaci di cacciare, incapaci di generare una vita” Pinkola Estes  – Donne che corrono con i lupi

Bisogna ritrovare la propria profonda natura psichica istintiva, chè è la nostra grandissima forza interiore, la nostra parte selvaggia.

molti sono i modi e i mezzi per vivere con la propria natura istintiva, e le risposte cambiano quando voi cambiate… ho cercato di capire come fanno i lupi a vivere così in armonia. Vi suggerirò di cominciare con una voce di questo elenco, per cominciare, consigliando per chi sta lottando, di partire dalla numero 10″ –Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi

1 -mangiare
2 -riposare
3 -vagabondare
4 -mostrare lealtà
5 – amare i piccoli
6 -cavillare al chiaro di luna
7 – accordare le orecchie
8 – occuparsi delle ossa
9 – fare l’amore
10 -Ululare spesso

Auguri a tutte le donne!

 

 

 

Il Crowdfunding della Città delle fiabe

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Patrizia Kovacs

Anno 2050. La città delle fiabe è in fermento. L’essere umano è sempre più preda dei problemi di vita, di lavoro, di relazioni, di stress; sta perdendo la capacità di orientarsi in questa società caotica e complessa, sempre più controllata dalla tecnologia e dai media. Non ha tempo di fermarsi, di guardarsi intorno. Non ha tempo per pensare.
Le fiabe sono state abbandonate e nessuno le legge più.
Racconti per bambini che nemmeno i bambini considerano più. Eppure le fiabe, quelle più antiche, hanno raccontato la vita vera dell’uomo, le sue difficoltà, le sue paure. Ci hanno raccontato che solo quando l’essere umano sa affrontare le difficoltà può superarle, perché ha in sé le risorse necessarie per farlo. Ma deve impararlo.
La Città delle Fiabe è in fermento, ogni personaggio delle fiabe è uscito dal proprio libro, e si aggira per le strade colorate della città per trovare un rimedio: l’uomo ha bisogno delle fiabe, della loro saggezza millenaria, dei loro preziosi messaggi, dei loro profondi significati.

Come aiutare l’uomo? Cappuccetto Rosso, e il suo amico inseparabile, il Lupo, sono stati scelti, fin dalla nascita, per difendere il messaggio della città delle Fiabe: solo con l’aiuto e il supporto di ogni abitante della città, dal più piccolo e minuscolo, al più potente e magico potranno trovare il modo di aiutare l’essere umano: dovranno unire le proprie forze: il crowdfunding della Città delle Fiabe sarà la soluzione. E le streghe? Furiose e gelose del potere della Città delle Fiabe useranno ogni incantesimo per scoprire i loro segreti…”

Una nuova storia ha inizio. Seguici!

 

Una fiaba per dire grazie

 

Una fiaba che racconta le giornate insieme, momenti preziosi perchè crescere è una meravigliosa avventura, e una  dedica:

insegnare è toccare una vita per sempre.”

Questo è il regalo che una classe di alunni ha fatto alle proprie maestre per ringraziarle dello splendido lavoro, dei giorni passati insieme, dei momenti difficili condivisi; per essere cresciute con loro, per averli supportati. Per averli anche sgridati, perchè a volte ci vuole! Per averli spronati, quando le cose sembravano tanto difficili, e per avere dedicato loro tempo reso prezioso, per poter rendere prezioso il loro tempo futuro.

Gli anni di scuola elementare sono  fondamentali per la formazione del bambino, e la figura della maestra, dopo la famiglia, è fondamentale per concorrere al suo corretto equilibrio emotivo e psicologico. Un pò come una seconda mamma, che però di bambini ne ha tanti, e se li ricorda tutti, anche quando questi diventano grandi e se ne vanno in giro per il mondo, a vivere la vita, e  magari un pò si dimenticano di lei. Solo un pò…

Così, se state pensando a quale regalo fare per ringraziare la vostra maestra, pensate ad una fiaba; una fiaba che la racconta, e che racconta il vostro anno, o i vostri anni  di scuola insieme.

Un regalo prezioso per una persona preziosa.

Vuoi sapere di più? Scrivici : fiabeincostruzione@gmail.com

 

Curarsi con le fiabe

stelle.jpg

Adolf Borne – Marchen -Goldman Verlag

Verena Kast, psicoterapeuta; insegna all’università di Zurigo, e all’istituto C.G.Jung della stessa città. Nel 1985 presentò durante le Settimane di Psicoterapia di Lindau, le interpretazioni di alcune fiabe in una relazione dal titolo “Il significato delle fiabe nel processo terapeutico”.

Da questo relazione, e stimolata dal grande interesse suscitato da questo argomento, la Dott.ssa Kast scrisse poi un libro ” Le fiabe che curano”: il racconto di alcuni casi clinici e del loro trattamento con le fiabe.

Come abbiamo già detto e non ci stancheremo di ripetere mai, le fiabe parlano al profondo dell’essere umano, attraverso simboli e metafore.

Il semplice ascolto della fiaba, se lasciamo che le sue immagini agiscano su di noi, ha già un effetto terapeutico. Già durante a lettura, ci accorgeremo che alcuni motivi ci toccano e ci colpiscono più di altri. Questi motivi diventano indicatori di un nostro stato psicologico, che non siamo in grado di cogliere in un altro modo. I conflitti che non riusciamo a mettere in parole e che spesso si traducono in un ostato di disagio, possono trovare espressione simbolica nell’immagine di una fiaba.”Verena Kast.

Cappuccetto Rosso dei Grimm, la Regina delle Nevi di Andersen, e La principessa sfortunata, una fiaba italiana – la versione originale è trascritta in dialetto siciliano – e recuperata da Calvino, nella sua ricerca di Fiabe Italiane; queste sono solo alcune delle fiabe impiegate dalla Dott.ssa Kast per  accompagnare  i suoi pazienti verso il recupero da diverse situazione di sofferenza e  disagio.

Un racconto molto bello, umano e  a volte anche sofferto: le fiabe in terapia diventano l’oggetto transizionale, nel senso più conosciuto del termine, e continua la sua funzione di abbraccio e supporto anche dopo la seduta con il terapeuta.

Il contatto con le immagini della fiaba promuove l’esperienza di qualcosa di universale; la storia personale e la sofferenza individuale assumono nuovi significati, perchè visti da un punto di vista più ampio, del patrimonio di esperienze dell’intera umanità.”Kast

Inoltre il paziente che si identifica nell’eroe della fiaba, sente che l’aiuto arriva dal personaggio, piuttosto che dal terapeuta, e trova il coraggio per prendere decisioni importanti e sperimentare nuove soluzione creative.

Questi elementi erano presenti nella maggior parte degli esempi da me riportati.” Kast

Un altro elemento comune nei pazienti trattati con le fiabe e la volontà di plasmare con l’immaginazione i simboli incontrati con le fiabe, perchè esse offrono una struttura libera,  uno spazio sicuro, su cui basare le proprie fantasie.

L’ elaborazione creativa dei processi simbolici rappresentati nella fiaba,  l’autonomia e l’energia emozionale che ne derivano sono elementi essenziali per la psicoterapia.

Verena Kast -Le fiabe che curano – edizioni Red

 

Cosa regali a Natale?

SAMSUNG CSC

“La fiaba è un contenitore straordinario di fatti meravigliosi” (Denti).

Le fiabe parlano all’inconscio; il loro messaggio è profondo, diretto, educativo e terapeutico; per i bambini, che si avvicinano alla realtà che li circonda, anche quella negativa, attraverso gli immaginifici filtri della metafora, e tramite il racconto protetto dell’adulto;

e per gli adulti, che, possono mettere in atto modalità di comportamento, per superare difficoltà e paure.

Regalare una fiaba è un gesto bellissimo che racchiude in sè un prezioso messaggio.

Natale è un momento magico, di condivisione e raccoglimento sempre molto atteso dai bambini, che chiedono alle stelle di esaudire i propri desideri; quale regalo migliore di una fiaba che parla proprio di loro?

Una fiaba da regalare alla  migliore amica, per dirle quanto tieni alla vostra amicizia, o una fiaba per i  genitori, per dire loro quanto sono importanti; o una fiaba per la maestra, da parte di tutti suoi alunni, per ringraziarla di tutte le cose meravigliose che sa  insegnare…

Oppure  non avete ancora deciso che regalo fare ai vostri migliori clienti per ringraziarli di aver scelto la vostra azienda? Le fiabe parlano al profondo dell’animo umano e sempre più vengono usate nella comunicazione,  e nella  formazione mangeriale e aziendale, “che oggi è alla ricerca di strumenti e metologie nuove , ma contemporaneamente familiari” (Le fiabe raccontate agli adulti – Antonella Bastone)

Usate lo storytelling,  per raccontarvi e raccontare la vostra storia aziendale. Un regalo diverso, una storia che parla di emozioni, del vostro lavoro, del vostro impegno e dei vostri dipendenti.

Le cose preziose richiedono tempo e cura per la loro preparazione; noi, come piccoli elfi laboriosi siamo già al lavoro per preparare le vostre fiabe da regalare a Natale o per Santa Lucia.

Vi aspettiamo;  raccontateci cosa desiderate e noi lo  creeremo per voi: fiabeincostruzione@gmail.com.

Un anno di fiabe

x

Un anno fa  abbiamo creato la nostra prima fiaba, donata alla piccola  Vittoria che voleva una storia di principesse. Per mantenere una promessa, e quasi per gioco.

Dal caso, a volte, nascono le cose più belle, ed un anno dopo le nostre fiabe, sono cresciute insieme a noi;  tante persone hanno regalato le nostre fiabe e il loro prezioso messaggio, a grandi e piccoli.

Nuove, creative sognatrici  si sono aggiunte al nostro piccolo gruppo per esaudire nuovi desideri, e come  nel nostro nome,  anche noi siamo  sempre in costruzione e per il nostro compleanno vi stiamo preparando una  bella sopresa.

Intanto grazie per la fiducia,  grazie per averci raccontato le vostre storie e i vostri desideri, grazie a chi ci segue, e a chi ci supporta.

Soffiate con noi sulla candelina? Buon compleanno!