#futuro #crescita #curiosità

 

I goal sono ottimi laboratori  organizzata da Ranstad per lavoratori e studenti, di orientamento attitudinale, auto imprenditorialità, orientamento al lavoro.

Sto incontrando gli studenti  delle quarte classi di licei e istituti tecnici: si parla di competenze, di capacità, di valori, di crescita. Ma anche di sogni, di progetti. Di creatività.

Si aprono prospettive, nuovi orizzonti. Si creano nuove idee, si lanciano start-up: i gruppi collaborano, inventano, fanno conti. Progettano e presentano le loro idee, e chissà che da menti fertili e curiose non possa nascere davvero qualcosa di incredibili e realizzabile; del resto loro sono i protagonisti del mondo di domani e guardandoli all’opera ci si rende conto che basta davvero poco per far brillare il loro oro.

#curiosità #crescita #futuro  #capacità #iniziativa #complicità #carriera #ambizione#sicurezza#novità

 

Metti una cena…

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Ristorante Vignal a castel d’Azzano, Verona. Metti una cena. Allo stesso tavolo con persone che non conosci. Il cibo è conviviale per eccellenza, è facile fare amicizia davanti ad un tavolo imbandito.
Metti che questa cena è al buio e tu entri in una stanza che è davvero al buio, e perdi subito ogni punto di riferimento, di spazio, di tempo.
Quando Alessandro, non vedente, il meraviglioso accompagnatore della serata, ti guida alla tua sedia e ti fa accomodare, ti senti improvvisamente sola, anche se intorno a te, senti rumori, parole, commenti. Poi cominci a guardare con i sensi, tocchi, tasti, le posate davanti a te. Il  tovagliolo. Trovi un grissino e lo annusi senza nemmeno rendertene conto.  I  bicchieri. Segui più volte con un dito il profilo del tavolo. Ma come cavolo è, sto tavolo? Poi passato il primo momento di comprensibile ansia, ti lasci andare. Hai davanti, e vicino a te, altre persone, e non potendo vedere i loro volti, vedi le loro voci, come mai avresti fatto prima. Ti ricordi i loro nomi quasi subito. Come sei fatto? Di che colori hai i capelli? Che lavoro fai? Battute e risate. La bottiglia di vino che non si capisce mai dove finisca.
Alessandro ti dice come versare l’acqua senza inondare il tavolo. Come portare il cibo alla bocca senza fare forchettate  a vuoto – e nei fai comunque un sacco. La cosa più incredibile è che ogni rumore, sapore. sensazione è amplificata  a mille e   ti rendi conto di quante cose dai per scontate. Le portate – tutte ottime – sono accompagnate dai racconti di Alessandro, della sua storia, della sua bellissima autoironia quando racconta le difficoltà di un non vedente, dalla sua forza incredibile.

Quando racconta i suoi viaggi, da solo con il suo  bastone – ben 97 paesi visitati. O ci parla del  suo bellissimo progetto per una start up che diffonda in tutta Italia,  questa intensa esperienza – ogni mese la replica in questo ristorante. Per far conoscere e vedere il mondo di chi non ha più gli occhi per guardarlo ma lo vive e lo sente con grandissima intensità. Fino in fondo.

La sua serenità, quando ti dice che siamo noi; noi rendiamo reale quello che pensiamo e se pensiamo bene e con fiducia, avremo bene e fiducia dagli altri, e questi sentimenti li trova sempre nelle persone che incontra nei suoi viaggi. 

Un prezioso, piccolo pezzo di strada da fare insieme, per poi riprendere ognuno il proprio viaggio della vita, con una nuova ricchezza in più.

Oro

Il giorno del mio compleanno ho ricevuto un dono prezioso. Fragile e bellissimo. Si è rotto quasi subito, spezzandosi in due parti. Davanti alla mia espressione di bambina mortificata, il mio donatore magico mi ha spiegato che il senso del dono era proprio quello: le cose a cui teniamo di più, a volte si rompono. E se proviamo a rimetterle insieme, lasciano segni vistosi a ricordarci il danno.

Succede anche per le situazioni della nostra vita: relazioni, amicizia, famiglia. L’amore ci solleva in alto e poi ci lascia cadere nelle falle delle sue piccole meschinità.

L’amicizia che delude. O tradisce. Il lavoro che non sempre è quello che vogliamo. Obiettivi che non si realizzano. Famiglie che si dividono. 

A volte ci sentiamo insicuri. Soli. Disorientati. Spaventati…

Ma noi andiamo avanti, come piccoli guerrieri che portano sul proprio volto e sulla propria anima i segni delle cicatrici che le esperienze negative ci hanno lasciato. Cicatrici che spesso vogliamo nascondere. Di cui magari ci vergogniamo perché ci fanno sentire fragili.

Il kintsugi è un’antica arte tratta dal pensiero filosofico giapponese e dall’approccio buddista zen alla ceramica: risale al periodo Muramachi, quando un comandante Giapponese ruppe la sua ciotola di ceramica preferita; tale fu la sua costernazione che chiese di farla riparare, ma quando il comandante vide la sua ciotola segnata dai punti metallici che la tenevano unita, e nascondevano le fratture, ordinò di trovare un’altra soluzione, e così fu : la ciotola fu riparata con cura, e ogni taglio fu colorato dall’oro più prezioso – valorizzare anziché nascondere.  La ciotola  divenne un’opera d’arte. A volte le cose danneggiate, usurate dal tempo e consumate dai fatti, hanno ancora più valore perché portano i segni delle loro esperienze.

Kintsugi significa  riparare con l’oro. Possiamo applicare questa antica arte alle nostre cose, alle nostre cicatrici, ai nostri segni. Invece di nasconderli, dobbiamo averne cura, valorizziamoli con l’oro più prezioso, perché rispettando la nostra vulnerabilità e la nostra imperfezione, rispettiamo davvero noi stessi e impariamo a rispettare quella degli altri.

Siamo umanamente fragili, questa è anche la nostra bellezza. Sappiamo riparare le nostre cose rotte, i nostri sentimenti schiacciati  e le nostre aspettative deluse. Ci vuole tempo. Ci vuole pazienza. Ma poi rimettiamo insieme ogni pezzo. E il segno che ci resta è un privilegio. Un tesoro.

Impariamo a colorarlo con l’oro più prezioso.

Risveglio

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Mara Amir

Proprio ora. Quello che nei mesi passati ha perso ogni foglia gentile e ha mostrato solo lo scheletro dei propri rami alzati al cielo, che è rimasto nudo senza il vestito dei suoi fiori colorati. Che è rimasto al freddo, proteggendo i suoi instancabili semi. 

Che sembrava dormire. Che sembrava morto. Che non aveva paura.

Che attendeva.

Ora, proprio ora, sta vivendo la magia della rinascita,  nuova linfa vitale che porta nuovi colori, nuovi germogli, nuova vita.

Noi siamo come la meravigliosa natura che ci circonda. Siamo parte della sua potente energiaOra è il momento di tagliare, senza paura, ogni cosa vecchia, lasciare andare chi non ci appartiene più, chi non ci arricchisce, quello che non ci serve più, che ci appesantisce, che ci soffoca.

Che ci limita.

Ora, proprio ora, è il momento di lasciar spazio ai nostri  nuovi germogli. 

Buon risveglio!

Il creatore

il creatore

Illustrator Eleonora Pea

“Gli archetipi sono immagini primordiali, idee e informazioni psichiche innate e predeterminate dell’inconscio umano; codici di messaggio universali, trasmessi in modo ereditario fino dall’inizio dei tempi.

Ogni individuo porta in sé più archetipi, alcuni consapevoli e altri che ancora non sa di avere, che se gestiti correttamente concorrono alla sua corretta autorealizzazione.

Jung ne individua dodici fondamentali – dodici come i mesi dell’anno, come le ore, come i cavalieri, come le tribù di Israele: il dodici è un numero che rappresenta la dimensione esistenziale – ognuno dei quali ha una natura positiva e una negativa  e una delle due può prevalere quando viene attivata. Gli archetipi sono presenti nell’uomo per tutto il percorso di vita e alcuni prevalgono nei primi anni di vita, come l’innocente o l’orfano; ma poi si attivano a seconda delle esperienze, delle situazioni e dei problemi che incontriamo sulla nostra strada, e ci accompagnano durante il nostro viaggio.  I messaggi delle fiabe”

Capire quali archetipi sono presenti e ci agiscono nei percorsi della nostra vita, ci permetterebbe di comprendere le nostre azioni e le nostre risposte alle situazioni nelle varie situazioni,  nella vita privata, nelle relazioni, nel lavoro.

Ci permetterebbe di indirizzare meglio le nostre risorse, ci guiderebbe nella nostra ricerca. Nel nostro Viaggio…

Gli archetipi da tempo ci accompagnano nel nostro  viaggio dell’Eroe e il nostro cammino  ci ha portato ad incontrare nuovi Viaggiatori, a creare nuove connessioni preziose, a visitare posti davvero speciali.

Dall’incontro con Eleonora Pea,  la magia  della sua cascina didattica Catena Rossa alle porte delle Fate  e  il mistero del suo bellissimo Bosco Fatato, sono nate meravigliose sincronicità e connessioni

Abbiamo unito creatività, fantasia, passione, intenti visionari – devono esserlo per creare –  e progetti.  Abbiamo parlato di archetipi e fiabe – le fiabe ne sono l’espressione pura; li abbiamo studiati, e li abbiamo rappresentati e ci siamo appassionate  a  un nuovo progetto di formazione per gli adulti e nelle aziende: sono nate  quindici carte, bellissime e potenti, che rappresentano gli archetipi fondamentali;  carte nate dal talento e dalla creatività di Eleonora Pea 

Siamo guidate dall’archetipo del Creatore, una forza della natura, la sua parte in luce,  alla continua ricerca della propria evoluzione, alla realizzazione dei propri desideri.

Il suo pensiero  “Noi diventiamo quello che pensiamo“, il suo simbolo è la spirale, simbolo di continuo movimento, crescita ed evoluzione, che indica le infinite possibilità contenute nel suo centro.

Vi portiamo con noi in questo nuovo viaggio…

Per informazioni relative alle nostre proposte per la formazione in azienda: fiabeincostruzione@gmail.com

 

 

 

 

 

 

Sette in un colpo

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Una mattina d’estate, un piccolo sarto sedeva al suo tavolo, davanti alla finestra, e cuciva. Giù per la strada veniva una contadina gridando: -Marmellata buona! Marmellata buona!-. Queste parole suonarono piacevoli all’orecchio del piccolo sarto; sporse la testolina dalla finestra e chiamò: -Quassù, brava donna! Qui spaccerete la vostra merce-. La donna salì e dovette aprire tutta la sua cesta. L’omino ispezionò bene ogni pentola, e infine comprò soltanto un quarto di libbra, cosicché‚ la donna se ne andò di pessimo umore e brontolando. -Che Dio benedica la mia marmellata- disse il piccolo sarto -e mi dia forza e vigore!- Prese del pane, ne tagliò un pezzo per il lungo e ci spalmò sopra la marmellata. -Deve avere un buon sapore- disse -ma prima di morderlo voglio finire il farsetto.- Mise il pane accanto a s‚, riprese a cucire e dalla gioia faceva punti sempre più lunghi. Nel frattempo l’odore della marmellata era salito su per la parete fino ad arrivare a un nugolo di mosche che si precipitarono giù. Ma il piccolo sarto ogni tanto si voltava a guardare il pane, e così scoprì le intruse. -Olà- esclamò -chi vi ha invitato?- e le cacciò via. Ma le mosche, che non capivano la lingua, non si lasciarono respingere e tornarono ancora più numerose. Il piccolo sarto perse la pazienza, prese un pezzo di stoffa dalla sua cassetta e: -Aspettate, ve la darò io!- e giù colpi. Quando la smise e contò, ben sette mosche gli giacevano davanti morte stecchite. -Sei così bravo?- disse ammirato fra se’ e se’. -Deve saperlo tutta la città.- E in fretta e furia si tagliò una cintura, la cucì e vi ricamò sopra a grandi lettere: -Sette in un colpo!-. -macché‚ città!- proseguì -tutto il mondo lo deve sapere!-

Un piccolo evento, una cosa da poco, ma per il piccolo eroe cuorcontento della fiaba “Il coraggioso piccolo sarto” dei fratelli Grimm, , diventa un atto di puro valore ed eroismo.

Attraverso il gesto di uccidere sette mosche con uno straccio, cosa da poco in realtà, il piccolo sarto vivrà il momento magico di un’improvvisa intuizione di sè, del proprio valore, delle proprie qualità -capita a volte di avere una magica visione del proprio eroismo, magari proprio quando ci troviamo davanti ad un problema che sembra irrisolvibile; questi sono momenti preziosi in cui comprendiamo che possiamo fare tutto e tutto può accadere.

Il piccolo sarto non si limita a pensarlo ma lo rende vero, vero per sè e per il mondo, evocandolo in un motto che si scrive sulla cintura “sette in un colpo”, e improvvisamente non sono più solo sette mosche, ma potrebbero essere sette briganti, o sette orchi: la sua forza non sta nella dimensione del nemico ma dal potere del suo motto che diventa una formula magica. Vivere la magia delle fiabe  – Brasey e Debailleul.

Grazie ad esso il piccolo sarto passa dalla dimensione ordinaria di una vita banale a quella straordinaria di una vita magica, che gli consente di combattere giganti, unicorni e cinghiali, e alla fine di diventare persino Re.

Questa storia è la nostra storia: anche noi possiamo avere una visione ispirata di noi stessi ed evocarla in un motto come quello del piccolo sarto “Sette in un colpo” e affiggerlo in chiare lettere – scriverlo sulla cintura – prima di renderlo in atto nel mondo.

Se manteniamo l’adesione alla nostra nuova qualità, se crediamo fermamente al nostro nuovo  eroismo e alla nostra capacità di rendere “Tutto possibile” – gli orchi e i giganti – i nostri ingombranti blocchi e limiti –  che fino ad ora l’avevano tenuta nascosta, saranno eliminati e potremo, finalmente, vedere l’infinito di possibilità che abbiamo a disposizione.

Ogni giorno facciamo piccoli atti eroici – quando troviamo il lato positivo ad un probema , quando sorridiamo davanti ad una difficoltà, o quando sappiamo ringraziare perchè ogni giorno è un giorno nuovo.

Ma il più delle volte non ce ne rendiamo conto e ci lasciamo sfuggire  la consapevolezza di risorse, competenze che sono fondamentali per la nostra crescita, per il nostro viaggio da Eroi nella vita di ogni giorno.

Troviamo la nostra qualità, la nostra forza, affermiamola, scriviamola a caratteri cubitali ovunque possiamo vederla, e ripetiamola come un mantra.

Mostriamola e mostriamoci  al mondo. Ogni giorno siamo Eroi!

Qual è il vostro motto? 

Il viaggio inizia qui…

Ieri ultimo incontro del  laboratorio Il Viaggio dell’Eroe, una lunga serata, intensa, di narrazione, ascolto e bellissima condivisione. Il gruppo ha accolto, accompagnato e supportato, circondato da una potente energia e guidato dalle fiabe e dalle carte della fiabe di Paola Biato, potenti portali per l’anima.
Grazie di cuore ai nuovi speciali viaggiatori 💖 Elena, Claudio, Vanna, Paola, Francesco, Manuela, Silvia, Rossana.
Grazie a MIAMObio per la calda accoglienza.

Ogni Viaggio è un privilegio…

 

 

Archetipi e fiabe

 

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Jr. Korpa

Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero, teorizzava che l’ inconscio alla nascita contenga delle impostazioni psichiche innate, informazioni trasmesse in modo ereditario, fin dall’inizio dei tempi. Queste informazioni – codici di messaggi universali –  appartengono a tutti i popoli e sono definiti archetipi. Secondo Jung gli archetipi hanno sede nell’inconscio collettivo, un sistema psichico più profondo dell’inconscio personale che, invece, raccoglie le esperienze personali dell’individuo.

Le fiabe sono l’espressione degli archetipi, cioè di queste immagini primordiali,  idee innate e predeterminate dell’inconscio umano. Prima c’erano i miti: l’uomo, che non sapeva spiegarsi il mondo intorno a sé,  raccontava storie meravigliose per spiegare la propria esistenza, per comprendere la vita.  Nei miti, l’uomo si rapportava agli Dei, alle divinità che regolavano le leggi, per lui incomprensibili, della natura; i miti erano strettamente legati al sistema sociale e religioso dei popoli e quando questo decadde, decaddero anche i miti e lasciarono il posto alle fiabe: dal divino meraviglioso si passò al magico umano – non più Dei, ma esseri magici, streghe, fate, re e gnomi.

Ma le fiabe hanno continuato a raccontare le storie dell’uomo.

Gli archetipi sono spesso presenti nelle fiabe soprattutto quelle antiche; ad esempio l’archetipo dei riti di iniziazione: nell’antichità  i giovani – nel passaggio dell’infanzia alla età adulta – dovevano superare il rito dell’iniziazione: dovevano abbandonare la propria casa e andare – allontanamento – nelle foreste, per incontrare gli sciamani,superare prove, quasi sempre molto dure, che potevano portarli alla morte. Ma se sopravvivevano, voleva dire che erano passati in una nuova fase di vita, di crescita:  molti protagonisti delle fiabe più conosciute  devono allontanarsi dalla propria casa, o devono iniziare un viaggio,   – andare nel bosco, come Cappuccetto Rosso, – o sono abbandonati nel bosco, come Hansel e Gretel, e devono superare delle prove – affrontare il lupo, o essere catturati e uccidere la strega.

O devono trovare un tesoro, come deve fare il grullo delle le Tre piume dei Fratelli Grimm.

Il viaggio nel bosco rappresenta la metafora della crescita interiore dell’individuo, il bosco è il luogo iniziatico per eccellenza. Nel bosco tutto può succedere, tutto è possibile.

Il linguaggio semplice delle fiabe è accessibile a tutti i livelli e per questo rappresenta l’archetipo nella sua forma più purale fiabe  parlano al profondo dell’uomo e lo aiutano nel processo di crescita e realizzazione, che Jung definisce il Sé, la totalità psichica dell’individuo, la perfetta integrazione fra conscio e inconscio, fra impulsi positivi e negativi, e solo la conoscenza e l’equilibro di queste istanze,  presenti nell’uomo, lo porta al fondamentale processo di individuazione di sé stesso.

Ognuno di noi ha in sé molti archetipi, alcuni consapevoli e altri che non sappiamo di avere, che agiamo, più o meno, a seconda del periodo e delle esperienza che stiamo vivendo: ci accompagnano nel nostro percorso di crescita e di vita – nel nostro viaggio–  e ogni archetipo ha il suo corrispondente positivo e negativo, due parti che esistono singolarmente proprio perché esiste la loro parte opposta corrispondente.

Capire quale archetipo è più presente, o dominante in noi,  può aiutarci meglio a comprendere il percorso che stiamo affrontando.

Ne parliamo insieme? Ai prossimi post…

Il viaggio dell’eroe

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Le fiabe aprono alla ricerca…
Il viaggio dell’eroe è un laboratorio di gruppo, è un percorso che invita alla ricerca, uno stimolo per l’autoconoscenza e il cambiamento interiore. Una chiamata a iniziare il proprio viaggio dell’eroe, l’archetipo fondamentale dell’individuo, la ricerca del sé.
Qual è il tuo intento? Prima della meditazione ognuno pone la propria Domanda, esprime il proprio intento di vita.
La meditazione guidata conduce al risveglio dell’archetipo femminile e maschile, al risveglio delle risorse interiori – l’eroe e la fata – dentro di noi.
La scrittura della propria fiaba interiore ci apre alla connessione con il nostro inconscio, ci libera dalle resistenze delle mente conscia e ci esorta all’evoluzione e alla ricerca. Porta risposte…

Per informazioni e iscrizioni: fiabeincostruzione@gmail.com – 3496501558

metodo Psicofiaba – Paola Biato

 

Le fiabe, una cura per l’anima

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Un incontro per parlare di fiabe e del loro profondo potere educativo e formativo, una nuova bella collaborazione con chi si occupa di benessere, promuovendo con  professionalità, uno stile di vita sano ed etico. 

Creare rete e condividere  passioni e lavoro  è la continua ricerca per diffondere sempre più uno stile di vita a misura dei reali bisogni dell’individuo, promuovendo evoluzione e crescita.

Mara Gamba Operatore e Trainer olistico in discipline BioNaturali,e coach di cucina vegetale e la sua Miamobioun’associazione culturale che si occupa di alimentazione naturale, ospiteranno nella sede di Desenzano del Garda, le  attività di Fiabe in costruzione rivolte alla crescita personale e alla consapevolezza di sè.

Mercoledì 31 gennaio avrà luogo un primo incontro di presentazione al quale, se siete in zona, siete naturalmente invitati.