L’ inchino della montagna

Sulla strada trovarono una montagna impervia. Nemmeno l’asinello sarebbe riuscito ad attraversarla.

Giuseppe si sentì sfinito. “Ti porterò fra le mie braccia se servirà, ma troveremo il modo di passare.”

Maria guardò quell’uomo buono. Sorrise.

La montagna si inchinò alla Regina che portava il piccolo Re nel suo ventre, aprendosi in un lungo sentiero.

Patrizia Kovacs – L’inchino della montagna

Lei porta la vita

Il giorno si levò, e Maria e Giuseppe ripresero il viaggio sulla terra arida e secca. Maria guardò triste il suolo senza vita e fece un sospiro.

Sottili, ma forti, lunghi steli di verde linfa nacquero al suo passaggio…

Lei portava la vita…

Patrizia Kovacs

La stella

Scese la notte cupa e fredda.  “Dobbiamo fermarci, è troppo buio per continuare” . Giuseppe si tolse il mantello e con rispetto coprì le esili spalle di  Maria, e guardò preoccupato i suoi occhi lucidi ammirare il cielo. Vide il suo improvviso, bellissimo sorriso. Si voltò a scrutare la notte e guardarono insieme la lucente Stella.

Patrizia Kovacs

Il dono del fiume

Patrizia Kovacs – il dono del fiume

 

Durante il loro cammino Maria e Giuseppe incontrarono un fiume che non potevano attraversare. Maria era tanto stanca e non potevano nè  continuare nè fermarsi.

Il fiume intenerito si ghiacciò per farli passare…

Il sentiero sassoso verso Betlemme

Patrizia Kovacs -

Patrizia Kovacs –

Oggi è il primo giorno d’Avvento, e il primo giorno del nostro Calendario dell’Avvento.

Aprite la prima finestrella, e ascoltate la storia che parla  di un lungo cammino…

Maria e Giuseppe erano in cammino verso Betlemme. L’asinello trotterellava allegramente davanti a loro. Giuseppe era abituato a camminare e aveva un buon bastone, così poteva camminare di buon passo. Maria, la dolce Madre di Dio, faceva quanto meglio poteva per andare al suo ritmo, ma sulla via i suoi piedi delicati inciampavano spesso contro i sassi scuri e appuntiti. Stringeva i denti per nascondere il dolore. Ma poi si lasciò sfuggire una lacrima, che non riuscì a trattenere. L’asinello non si accorse di nulla e nemmeno Giuseppe che era preoccupato di non perdere la strada. Però l’Angelo che accompagnava i viaggiatori notò che Maria piangeva. Si chinò verso di lei e le disse: “Perché piangi, piccola serva amata dal Signore? Sei in cammino verso Betlemme, dove darai alla luce il Bambino Gesù: non ne sei felice?”. Maria gli rispose: “Il pensiero del Bambino che fra poco nascerà mi riempie di gioia. Ciò che disturba il mio cammino sono questi sassi scuri e appuntiti contro i quali inciampo e mi scortico i piedi”. A queste parole l’Angelo volse il suo sguardo verso le pietre. Le guardò con i suoi occhi chiari, irraggianti luce. Ed ecco: sotto il suo sguardo le pietre si trasformarono; arrotondarono i loro angoli e spigoli e presero dei riflessi colorati. Alcune diventarono addirittura trasparenti come vetro, rilucendo sulla strada illuminate dall’Angelo.
Allora Maria avanzò con passo sicuro. Davanti a Lei la strada scintillava e riluceva di mille luci, e nessuna pena venne più a infastidire la sua marcia verso Betlemme.”

La luce nella lanterna Georg Dreissig

Illustrator – Patrizia Kovacs

 

I doni di Santa Lucia

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Santa Lucia, nacque nel 283 d.C. a Siracusa e fu una martire cristiana, ed è venerata come Santa sia dalla religione cristiana, che da quella ortodossa.

La storia racconta che Lucia era una giovane donna di una buona famiglia, fidanzata ad un ragazzo del suo paese. Quando la madre si ammalò, Lucia andò  in preghiera a Catania, sulla tomba di Sant’Agata, per invocarne la guarigione. Qui la Santa le apparve e le chiese di dedicare la sua giovane vita all’aiuto dei più poveri e deboli, predicendole il martirio.
Lucia tornata  a Siracusa, trovò la madre guarita e decise di rompere il fidanzamento per dedicarsi ai poveri e bisognosi . Il fidanzato lasciato, per vendicarsi, la denunciò accusandola di essere cristiana, e  Lucia che non tradì la sua fede fu condannata a morte. La storia dice che, al momento di portarla via il suo corpo minuto da ragazzina assunse una forza miracolosa e né uomini, né buoi, né il fuoco, né la pece bollente riuscirono  a smuoverla. Morì il 13 dicembre 304 d.C.

Molto amata, e festeggiata in alcune regione d’ Italia, il 13 dicembre è il giorno a lei dedicato. La notte del 12 dicembre, la notte più lunga dell’anno, la Santa arriva, accompagnata dal suo asinello  e porta i doni ai bambini.

Una tradizione antica e molto bella, che è rimasta nei cuori degli adulti, compresa la sottoscritta, che da piccoli attendevano con ansia il suo arrivo durante la notte, e che è ancora forte e molto sentita dai nostri bambini oggi: dopo aver preparato latte e biscotti per l’asinello, tutti a nanna, agitati per i regali che porterà;  con un po’ di timore,  perché Santa Lucia non vuole essere vista, e se incontra qualcuno può gettare una polvere negli occhi.

E poi, la gioia del risveglio, perché la casa è piena di giochi bellissimi. Una meraviglia che si rinnova ogni anno, anche per i genitori che vedono la sorpresa e l’incanto negli occhi dei loro figli.

Ogni bambino deve scrivere una letterina alla Santa per richiedere i doni che desidera, ma se non è stato proprio bravo, Santa Lucia porterà solo carbone nero.

E proprio per capire cosa scrivono, e chiedono i bambini di oggi a Santa Lucia, ho chiesto una consulenza ad un’esperta del settore, preparata e qualificata: Emma, treenne, la mia splendida nipotina; un’adorabile fatina che ha le idee abbastanza chiare, e ha dettato, e firmato con disegno,  la sua letterina di Santa Lucia alla mamma Rossella che l’ha fedelmente trascritta e in qualche caso interpretata.

Una lista troppo divertente e dolce: Emma vorrebbe i Turuc ( i trucchi) – sorprendentemente Stammemen (Spiderman),  e Ucck ( L’incredibile Ulk),  le unghie della mamma, un gioco con le ruote (e qui non sappiamo darvi spiegazione) e qualcosa di blu, lo vuole blu (non sappiamo cosa sia, ma sicuramente Santa Lucia lo sa!), e una fattoria grande come il sole!

Per finire un sacco di dolci e cioccolatini!

E i vostri bimbi hanno preparato la letterina per Santa Lucia? Mandatela a fiabeincostruzione@gmail.com e la pubblicheremo.

I desideri dei bambini sono meravigliosi!

 

Il calendario dell’avvento

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Patrizia Kovacs

La parola Avvento deriva dal latino adventus e significa “venuta” anche se, nell’accezione più diffusa, viene indicato come “attesa”.

Per un periodo di 4 settimane che precede il Natale il popolo cristiano si prepara all’ Attesa del Santo Natale e alla nascita di Gesù. Un momento di preghiera e raccoglimento.

Nei paesi anglossasoni e germanici questa preparazione viene simboleggiata dalla corona dell’avvento, una corona decorata con rami freschi di piante sempreverdi e 4 candele, una per ogni domenica d’avvento che precede il Natale. Si accende la prima candela alla prima domenica di avvento – quest’anno cade il 29 novembre – e la tradizione vuole che sia il più piccolo della famiglia ad accendere le candele.

Anche il calendario dell’avvento nasce dalla tradizione dei paesi nordeuropei, ma è molto diffuso oggi anche in Italia: deliziosi calendari colorati che sotto ogni finestrella nascondono un dolce, o un cioccolatino, per ogni giorno che accompagna al Natale e sono una gioia per ogni bambino, e anche per molti grandi.

Anche noi vogliamo donarvi il nostro Calendario dell’Avvento per accompagnarvi al Natale; un cammino che faremo insieme, ripercorrendo la strada sassosa che fecero Giuseppe e Maria, per far nascere in un posto sicuro, il piccolo Gesù.

Ogni Domenica di Avvento una piccola storia, e per ogni giorno della settimana, un piccolo pensiero, da leggere e raccontare ai più piccoli, per avvicinarli al Natale, ma anche per i più grandi per riflettere sul significato oggi, soprattutto in questi nostri tempi così difficili, e ritrovare la sacralità di questa importante festività religiosa.

Ogni giorno le bellissime illustrazioni della nostra Patrizia Kovacs, che ha saputo interpretare con la sua bellissima sensibilità artistica,  la sua preziosa mano dispettosa, e le sue immancabili tazze di caffè,  il senso profondo di questo periodo di preparazione ed attesa.