Cosa ti porti a casa?

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Cosa ti porti a casa da questa giornata? Una frase di rito, la chiusura degli eventi formativi  per fare insieme, e fare da soli, un piccolo ceck su quanto si è appreso durante la lezione, quanto è rimasto, quanto ci potrà servire e quanto ci potrà cambiare le cose.

Sono sempre molto contenta quando i miei discenti mi dicono che hanno acquisito più consapevolezza delle proprie capacità, abilità e più sicurezza del proprio ruolo.

La prima forma di comunicazione che facciamo è la presentazione di sé: come parliamo, ci muoviamo, guardiamo e ci poniamo verso gli altri. Come ci vestiamo, e che tono di voce usiamo… Come gesticoliamo e che distanza mettiamo fra noi e gli altri.

Quanto siamo sicuri di noi, o al contrario, quando non ci stimiamo abbastanza…

Quando diciamo NO e la nostra fragile energia dice SI.

E’ importante conoscere le proprie abilità e competenze, perché  quando siamo  sicuri di noi stessi e delle nostre  capacità, sappiamo accogliere  le  nostre emozioni, sappiamo gestirle.

Sappiamo riconoscere i nostri bisogni, e se facciamo un buon lavoro empatico con noi stessi, lo potremo fare con gli altri e impareremo a rispettare noi stessi, per prima e poi rispettare gli altri.

L’assertività è il miglior biglietto da visita che puoi mostrare quando presenti te stesso.

Impariamo ad ascoltarci, non lo facciamo  mai, impariamo a cogliere i segnali del nostro corpo e delle nostre emozioni, e a guardare l’altro, per davvero.

Non dimentichiamo mai, il valore dell’auto formazione.  Possiamo imparare tanto, semplicemente   osservando…

Cosa ti porti a casa da questa giornata?

“oggi ho capito cosa significa comunicare, mi ha aiutato! Mi ha fatto capire di credre più in me stesso, perchè tutti noi abbiamo la capacità di diventare ciò che vogliamo, basta crederci!”

il coraggio per trovare la strada giusta, pensare sempre positivo. Un aiuto per decidere quello che voglio fare!

La consapevolezza delle mie capacità, i lati positivi, il saper lasciar andare. L’assertività come valore all’emozioni. Uno sguardo su quello che sono e una traccia su quello che posso fare per migliorare. La certezza di sapere quello che voglio fare”

“#consapevolezza di valere e sapere, #confronto, #destrutturazione #empatia #alleanza educativa #accoglienza #buongiorno, cosa c’è di vivo in te?”

Io mi porto a casa, da ogni giornata di formazione, crescita, condivisione, privilegio, evoluzione, soddisfazione, gratitudine e apprendimento. 

E tu, cosa ti porti a casa da questa giornata?

Comprensione…

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Se non hai comprensione per te stesso, come puoi averla per gli altri?

 

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Errori

 

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“Dovremmo essere felici per il nostro privilegio di fare errori, dovremmo essere felici per la saggezza che ci permette di conoscerli, felici per il potere che ci permette di trasformarli in una luce brillante che illumina il sentiero verso il nostro futuro. Gli errori sono i dolori che portano alla saggezza, senza di loro non ci sarebbe crescita individuale, non ci sarebbe progresso, non ci sarebbe conquista -William Jordan

Quando riusciamo a guardare ai nostri errori senza autocommiserarci e condannarci, e senza giudicarci e riusciamo a capire che abbiamo fatto casino, perché non abbiamo ascoltato un nostro bisogno, ci stiamo facendo il grande dono dell’empatia.

Quando siamo collegati al nostro vero io – quando siamo empatici con noi stessi – in un modo che ci arricchisce la vita – insomma, quando ci amiamo – abbiamo maggior consapevolezza di quali sono i nostri reali bisogni.

“Quando con il nostro comportamento, non abbiamo soddisfatto un nostro bisogno, è molto più probabile che impariamo qualcosa  dalle nostre azioni se riusciamo ad identificare quel bisogno, perché, senza perdere il rispetto per noi stessi, possiamo iniziare a immaginare in quale altro modo avremmo potuto , meglio soddisfarlo” Parlare Pace – Marshall B. Rosenberg

Se non siamo in grado di accettare – accogliere e trasformare – i nostri errori, come potremo comprendere quelli degli altri?Di chi amiamo, del nostro compagno/a, dei nostri figli, di chi ci è vicino, di chi lavora con noi.

Se non siamo empatici con noi stessi, come potremo esserlo con gli altri?

Parlare Pace – Marshall B. Rosenberg