Bella Addormentata e Co…

 

Metti una Bella Addormentata che però si è svegliata, una Fata Madrina un po’ speciale e fuori dal comune, e una cantastorie, che si ritrovano…. Cosa può succedere? Creatività. meraviglia, nutrimento e magiche energie!

L’importante e non prendersi troppo sul serio e saper ridere di sé…

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Messaggi…

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Rossella De Carlo

In un soffio ho terminato questo libro che sa comunicarti situazioni che accomunano tutte noi donne e il rapporto con l’amore. L’autrice è stata in grado di trattare un argomento serio in modo leggero e ironico. Attraverso le fiabe è stata in grado di veicolare tanti messaggi a volte già presenti nel nostro inconscio. Quando li vedi, nero su bianco sono di maggior impatto e ti portano a pensare e riflettere e non mancano i momenti in cui ti trovi a sorridere. Consiglio questa lettura a chi vuole prendere maggiore consapevolezza di sé attraverso le fiabe. Jessica B.

Grazie  a Jessica per il suo bel commento sul sito Ilmiolibro  a Bella Addormentata a Chi?”

A volte, succede che quando viviamo delle situazioni di coppia che ci fanno stare male, sia più facile farsi coccolare dal proprio dolore, che ci rende giustamente vittime e per questo, quello che accade, non  accade per colpa nostra.

Guardarsi dentro, con onestà e rispetto per sé stesse, fa paura, certo. Ma…

“Ti avviso: non sarà semplice, perché continuare la lettura di questo libro vuol dire mettersi nude, di fronte alle più grosse bugie e giustificazioni che ci diciamo ogni volta per continuare relazioni che sappiamo essere sbagliate.

Ma se continui la lettura, alla fine, come ogni vero eroe delle fiabe, dopo aver incontrato orchi e streghe – le tue più grosse paure e debolezze – troverai il tuo tesoro, che prima di un principe con tutte le caratteristiche giuste, è una profonda autostima, una grande  autonomia,  e infinito amore per sé stesse.

Solo così sarai pronta ad incontrare l’uomo giusto per te…” Bella Addormentata a chi?

Puoi acquistare Bella Addormentata a chi? Sul sito ilmiolibro

Il Bello Addormentato

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Sono piacevolmente sorpresa: ho parlato di Bella Addormentata a chi? scrivendo che è un libro per le donne;  ho aggiunto poi che anche gli uomini dovrebbero leggerlo, perché gli errori più comuni in una relazione, si fanno in due.

Mi rendo conto ora che fra i primi lettori del mio libro, ci sono proprio gli uomini e questo, naturalmente, mi fa molto piacere.

Si sbaglia in due, e si cresce in due…

Così giro, molto volentieri, la recensione di un uomo: uno scritto divertente, che racconta il mondo maschile con  intelligente ironia.  Un bello Addormentato , direi illuminato,  che è alla ricerca della sua Principessa Azzurra!

Grazie di cuore, Luigi M.

… ma non è vero …

Eh no, gentilissima Autrice, non sono per niente d’accordo con Lei.

Nella quarta di copertina leggo, tra l’altro:

“Storie di donne, che non riescono ad uscire …”

 Ma io il Suo libro l’ho letto, cosa crede? e sa cosa Le dico? Io non sono così sicuro che Lei abbia scritto storie di donne.

Lei ha scritto, con maestria e leggerezza, storie di sentimenti, ha scritto cose sull’amore.

Quanta letteratura c’è su questo argomento … letteratura rivolta principalmente ad “un pubblico femminile”.

Eh sì, le donne, normalmente, non hanno problemi a parlare d’amore, anche a parlare del “proprio” amore e quindi anche a leggerne.

Gli uomini no, gli uomini sono “animi semplici”, per dire in modo gentile quello che è il comune sentire: gli uomini sono quelle bestiole domestiche un po’ primitive che riconoscono solo le pulsioni più elementari (pappa, cacca, bumba, gnocca), e sono facilmente addomesticabili, ma da cui occorre sapersi difendere. Guai a far prendere loro il sopravvento, se non si vuole soffrire.

Gli uomini non parlano d’amore con gli amici, gli uomini raccontano volentieri le ultime conquiste femminili, vere o inventate.

E io sono un uomo.

E allora perché ho divorato il Suo scritto con tutta quell’avidità che seguita a lasciarmi confuso ed emozionato?

Perché lei mi ha fatto leggere, mi ha fatto ricordare, mi ha fatto razionalizzare sensazioni che fanno parte della mia storia personale. Ma Lei non conosce la mia storia personale.

E quindi … ?

Lei non ha scritto storie di donne! Lei ha tracciato, in un modo assolutamente originale, un percorso di crescita interiore che è valido per le donne, e per gli uomini.

E adesso vado … mi è venuta una voglia  irrefrenabile di guardarmi intorno: in cerca della mia PRINCIPAZZURRA. Luigi M.

 

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Bella Addormentata a chi?

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Annie Spratt

Ma hai guardato con attenzione? Hai guardato, con cura, chi dici di amare?

Dire a qualcuno che lo ami più di qualsiasi cosa…

Dirgli, che lui ti completa…

Che ti rende felice,  e che senza di lui non puoi stare…

Questo non è amore.

Questo, è la rappresentazione del nostro bisogno di amare. È una costrizione.

Una prevaricazione.

Senza di te non posso stare… che cosa terribile da dire ad un’altra persona.

E le parole che diciamo sono importanti, sono semi che piantiamo nel terreno fertile della nostra mente…  Bella Addormentata a chi? – Mariarosa Ventura

 

Diciamocelo… questa faccenda dell’amore è sempre un gran caos.Conoscersi, parlarsi, innamorarsi. Poi non parlarsi più. O parlare, ma non capirsi. Poi, smettere di amarsi. Ma poi  lui, o lei, ti cerca ancora. 

Perché è così difficile trovare la persona giusta Oppure, perché mi capitano sempre questi uomini? Perché è così difficile stare insieme?

Con il mio lavoro, ho raccolto tantissime storie di donne e anche di uomini, che non riescono ad uscire dal labirinto emotivo in cui si trovano da un sacco di tempo, e vagano alla ricerca di una via d’uscita, alla ricerca di qualcuno, di quella persona, l’unica, che può  salvarle.

Tante storie che hanno in comune dinamiche, comportamenti inconsci, e situazioni che si ripetono. Sempre le stesse, tanto che ci ho scritto un libro.

Bella addormentata a chi? Un libro che parla di relazioni e del perché troppo spesso ci troviamo impigliati nei fili di un rapporto sbagliato. Un libro per le donne, ma che anche gli uomini dovrebbero leggere, perché avere relazioni di coppia appaganti ed equilibrate, è il risultato della conoscenza, dell’ascolto e del rispetto reciproco. E tutto questo, prima ancora per l’altro, dobbiamo averlo per noi stessi.

Ma io scrivo fiabe, e non potevo scrivere un libro senza di esse, perché sono una guida fondamentale nel nostro cammino e nella nostra crescita personale.

Fra pochi giorni, Bella Addormentata a chi? sarà pubblicato sul sito Il mio libro.

Un libro che parla dei perché dell’amore, che racconta fiabe e che è anche un percorso di scrittura, un viaggio interiore nel proprio cuore e nei propri sentimenti,  per risvegliarsi dal lungo sonno e scoprire chi è il vero principe azzurro.

 

La verità è che non gli piaci abbastanza…

La verità è che non gli piaci abbastanza... Quanto ci avrebbe fatto bene, in alcune situazioni, sentirsi dire queste parole – riprese da una fortunata sit-com di amori e altre faccende.

Le amiche che ci consolano – magari fa così perchè ha paura, vedrai stasera ti chiama o ci supportano e ci consigliano, demonizzando il maschio cattivo che non si sta comportando come vorremmo – ripagalo con la stessa moneta, sparisci per un po‘ – vogliono farci stare meglio, sono amiche, prendono le nostre difese, comunque sia.

In realtà non stanno realmente ascoltando il nostro problema: consolare e consigliare sono degli ostacoli alla comunicazione:l’ascolto attivo implica una connessione empatica, un’attenzione che è rivolta totalmente al sentire dell’altro e non a cercare di dare soluzioni o consigli. Quelli magari vengono dopo.

Ma le amiche ci vogliono bene e non riescono proprio, non sempre almeno, a dirci che quello che chiamiamo amore, non c’entra nulla con un sentimento, né dalla parte di lui, ma nemmeno dalla nostra: è così facile scambiare il bisogno di attenzione, di sicurezza, di non sentirsi sole, per amore, soprattutto quando queste cose le cerchiamo nello sguardo di un uomo.

Nel mio lavoro incontro molte donne che vivono storie sbagliate, che le fanno stare male, e che non danno loro, nulla, e pur consapevoli di questo non riescono a chiudere il rapporto.

Meglio questo, che niente

Finchè non trovo un altra persona

Non posso stare senza di lui..

Senza sapere che nemmeno il loro, è amore, ma quel vuoto nel cuore deve essere riempito a tutti i costi: di aspettative, di giustificazioni, di inutili parole, e restano in questo equivoco emotivo – magari anche per anni – struggendosi di amore, per qualcuno che, poi, scoprono di non amare davvero.

Un consiglio: quando cominciate ad inciampare nelle vostre emozioni e la vostra storia non ha più capo né coda, provate a raccontarvela, scrivendo. La scrittura è una meravigliosa pratica catartica che connette al nostro inconscio e fa uscire parole che razionalmente non diremmo mai.

Come descrivere, quella che riteniamo la storia più importante della nostra vita, con parole come: farsi compagnia, controllo, comodità, oppure solitudine. Quando Laura – nome di fantasia – ha riletto quello che aveva scritto, è rimasta in silenzio per qualche minuto. Sorpresa. Perché quelle parole del suo inconscio non c’entravano nulla con la passionale storia d’amore che si era costruita, per renderla accettabile.

Amarsi è il traguardo di un percorso di crescita, che parte prima da noi stessi, per arrivare poi all’altro.

Un cammino che possiamo fare insieme: nei percorsi di crescita personale, ho accompagnato, e accompagno, donne che hanno bisogno di uscire da una storia sbagliata, di tagliare legami invisibili ma potentissimi, di ritrovare autostima e consapevolezza di sé. E amore per sé stesse.

Come le principesse delle fiabe abbiamo aiutanti magici preziosi – le nostre risorse e la nostra forza interiore – e possiamo liberarci da altissime torri senza porte – senza via d’uscita – e da sole, e senza paura, possiamo percorrere i sentieri profumati del bosco per trovare la nostra vera strada.

Ricevo on line e possiamo fare un primo incontro conoscitivo, senza impegno. Per fissare un incontro scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com o compila il modulo.

Ammalarsi d’amore

E vissero per sempre felice e contenti non è una semplice frase conclusiva delle fiabe, e non vuole far credere al bambino che ci sia una vita eterna, ma gli  fa capire  che vivere una sana relazione di coppia appagante ed equilibrata  lo aiuta nel distacco dalla famiglia e dalla figura materna – dal cordone ombelicale –   e lo accompagna verso una vita adulta, serena e autonoma.

Quando ci ammaliamo d’amore? Quando la relazione non funziona più,  o quando il nostro – o la nostra – partner non è quello che desideriamo, o ci rendiamo conto che gli atteggiamenti non mostrano amore, quando le azioni sono svalutative — con la mancanza di rispetto – o punitive, con il silenzio, o ingannano con comportamenti ambivalenti – una volta dolce, una volta assente – un gioco sottile e terribile che invece di mettere in allarme apre la strada alla dipendenza affettiva.

Così ci si ammala d’amore. Si scivola, una caduta lenta ma inesorabile che crea un legame indistruttible e consapevole fra aguzzino e vittima. Un equivoco emotivo immenso, che  trascina la vittima nell’inganno delle proprie  giustificazioni, nel proprio disperato bisogno di essere accettato, accolto,  amato da chi non è in grado di provare nessun sentimento.

La storia di Cappuccetto Rosso – abbiamo parlato spesso di questa bellissima fiaba, la nostra preferita, una delle più antiche e interpretate, per i suoi molteplici e profondi significati, nell’interpretazione di  Bruno Bettheleim racconta, nell’incontro tra la bambina e il lupo, un legame malato: il lupo, che non rappresenta solo il maschio seduttore, rappresenta  anche tutte le pulsioni  sessuali e asociali in noi, perchè diventa irresistible per la sua vittima. Bettheleim

Nella versione di PerraultCappuccetto Rosso non è una bambina capricciosa, ma è una giovane, che sta scoprendo i  propri, primi  istiniti sessuali, e, complice, si lascia sedurre dal lupo – in apparenza  gentile –  e si consegna a lui, non scappa. Ma anche  il lupo è sedotto dall’offerta di Cappuccetto Rosso e invece di attaccarla, come farebbe   qualsisi lupo, si intrattiene con lei, in un gioco mortale di attrazione e seduzione.

La fiaba sembra svelare  un aspetto inquietante della realtà: le vittime più appetitose sono quelle  accondiscedenti, quelle che apprezzano il loro cannibale. Enrico Maria Secci- I narcisisti perversi

Secondo Berne,  il padre dell’analisi transizionale, Cappuccetto rosso è complice di un gioco autodistruttivo; chi è sedotto e chi seduce? Chi è vittima e chi è carnefice?

Come uscirne?

come psicoterapeuta la dipendenza affettiva e la malattia d’amore  mi hanno raggiunto atraverso le storie dei pazienti, storie trasfigurate  nelle più varie richieste di aiuto: ansia, attacchi di panico, mal di testa, paranoie, disturbi gastointstinali, depessione, sono il grido acuto di un esercito di Cappuccetto Rosso in psicoterapia” Enrico Maria Secci

Bisogna imparare ad ascoltare i segnali del nostro inconscio, della nostra anima. E’ difficile riconoscere il proprio carnefice, quanto è difficile rendersi conto che si è vittime consenzienti.

Il primo passo? Impariamo a volerci bene!

Singletudine

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Ci vuole giusto, un giorno nazionale per ricordarmi che sono single!  Se qualcuno mi chiede ancora cosa faccio a San Valentino, urlo! Francesca sbuffa avvilita, ma poi le scappa da ridere!

Però non è giusto! Continua. Ovunque mi volto, vedo che si parla di coppie, regali per il tuo lui o la tua lei, offerte per le coppie, sorprese per le coppie. E chi non è in coppia che fa? Non si può eliminare San Valentino dal calendario? Ed ora, Francesca non sorride più...

Fra quattro giorni è San Valentino, è la giornata dedicata all’amore, agli innamorati, alle emozioni, alle offerte speciali, alle coppie, insomma a chi si ama. E, naturalmente chi è sco-ppiato, si sente tagliato fuori; come non essere invitato a una festa, come non poter partecipare ad un gioco.

Come per  far notare che in un mondo di coppie che si guardano con gli occhi a cuore, tu sei l’unica che non ha nessuno da guardare. Certo val la pena di farci sopra una risata ma in realtà per molte persone, la giornata di San Valentino è un vero problema, se non hai una persona speciale con cui condividerlo.

Come dico sempre, noi possiamo fare la differenza per cambiare la nostra realtà, anche quando le situazioni non dipendono da noi: non possiamo cancellare la giornata dell’amore,  dal calendario, come vorrebbe Francesca, ma possiamo vivere questa giornata in maniera diversa. 

Con amore!

E se la persona speciale con cui passare uno splendido San Valentino, fossimo proprio noi stessi, non sarebbe una splendida, diversa modalità di vedere le cose?

Una giornata dedicata all’amore, da dedicare alla persona che amiamo di più, noi – o che dovremmo amare di più, passaggio indispensabile per vivere  poi, un amore di coppia equilibrato e sereno. 

Una giornata in cui dedicarsi del tempo prezioso, in cui farsi un dono speciale, un massaggio, leggere un libro, fare sport, una passeggiata, insomma, qualcosa che ci faccia stare bene. Una giornata da vivere, maturando la consapevolezza che  non abbiamo bisogno di avere accanto una persona, per sentirci amati, per riempire un vuoto, e che solo quando sappiamo essere il migliore compagno di noi stessi, siamo realmente pronti ad incontrare l’amore per l’altro.

L’innamoramento fa stare bene, amare per davvero è un privilegio. Quante cose, persone, animali, passioni, amiamo nella nostra vita?

La singletudine è un passaggio fondamentale che va vissuto, non con l’ansia di trovare qualcuno a tutti i costi, ma come un momento prezioso di elaborazione, anche delle storie passate,  Per comprendere davvero cosa vogliamo e come lo vogliamo; per riflettere e accogliersi.

Ed ora, a chi manderai la tua valentina?