Il Bello Addormentato

copertina def

Sono piacevolmente sorpresa: ho parlato di Bella Addormentata a chi? scrivendo che è un libro per le donne;  ho aggiunto poi che anche gli uomini dovrebbero leggerlo, perché gli errori più comuni in una relazione, si fanno in due.

Mi rendo conto ora che fra i primi lettori del mio libro, ci sono proprio gli uomini e questo, naturalmente, mi fa molto piacere.

Si sbaglia in due, e si cresce in due…

Così giro, molto volentieri, la recensione di un uomo: uno scritto divertente, che racconta il mondo maschile con  intelligente ironia.  Un bello Addormentato , direi illuminato,  che è alla ricerca della sua Principessa Azzurra!

Grazie di cuore, Luigi M.

… ma non è vero …

Eh no, gentilissima Autrice, non sono per niente d’accordo con Lei.

Nella quarta di copertina leggo, tra l’altro:

“Storie di donne, che non riescono ad uscire …”

 Ma io il Suo libro l’ho letto, cosa crede? e sa cosa Le dico? Io non sono così sicuro che Lei abbia scritto storie di donne.

Lei ha scritto, con maestria e leggerezza, storie di sentimenti, ha scritto cose sull’amore.

Quanta letteratura c’è su questo argomento … letteratura rivolta principalmente ad “un pubblico femminile”.

Eh sì, le donne, normalmente, non hanno problemi a parlare d’amore, anche a parlare del “proprio” amore e quindi anche a leggerne.

Gli uomini no, gli uomini sono “animi semplici”, per dire in modo gentile quello che è il comune sentire: gli uomini sono quelle bestiole domestiche un po’ primitive che riconoscono solo le pulsioni più elementari (pappa, cacca, bumba, gnocca), e sono facilmente addomesticabili, ma da cui occorre sapersi difendere. Guai a far prendere loro il sopravvento, se non si vuole soffrire.

Gli uomini non parlano d’amore con gli amici, gli uomini raccontano volentieri le ultime conquiste femminili, vere o inventate.

E io sono un uomo.

E allora perché ho divorato il Suo scritto con tutta quell’avidità che seguita a lasciarmi confuso ed emozionato?

Perché lei mi ha fatto leggere, mi ha fatto ricordare, mi ha fatto razionalizzare sensazioni che fanno parte della mia storia personale. Ma Lei non conosce la mia storia personale.

E quindi … ?

Lei non ha scritto storie di donne! Lei ha tracciato, in un modo assolutamente originale, un percorso di crescita interiore che è valido per le donne, e per gli uomini.

E adesso vado … mi è venuta una voglia  irrefrenabile di guardarmi intorno: in cerca della mia PRINCIPAZZURRA. Luigi M.

 

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La verità è che non gli piaci abbastanza…

La verità è che non gli piaci abbastanza... Quanto ci avrebbe fatto bene, in alcune situazioni, sentirsi dire queste parole – riprese da una fortunata sit-com di amori e altre faccende.

Le amiche che ci consolano – magari fa così perchè ha paura, vedrai stasera ti chiama o ci supportano e ci consigliano, demonizzando il maschio cattivo che non si sta comportando come vorremmo – ripagalo con la stessa moneta, sparisci per un po‘ – vogliono farci stare meglio, sono amiche, prendono le nostre difese, comunque sia.

In realtà non stanno realmente ascoltando il nostro problema: consolare e consigliare sono degli ostacoli alla comunicazione:l’ascolto attivo implica una connessione empatica, un’attenzione che è rivolta totalmente al sentire dell’altro e non a cercare di dare soluzioni o consigli. Quelli magari vengono dopo.

Ma le amiche ci vogliono bene e non riescono proprio, non sempre almeno, a dirci che quello che chiamiamo amore, non c’entra nulla con un sentimento, né dalla parte di lui, ma nemmeno dalla nostra: è così facile scambiare il bisogno di attenzione, di sicurezza, di non sentirsi sole, per amore, soprattutto quando queste cose le cerchiamo nello sguardo di un uomo.

Nel mio lavoro incontro molte donne che vivono storie sbagliate, che le fanno stare male, e che non danno loro, nulla, e pur consapevoli di questo non riescono a chiudere il rapporto.

Meglio questo, che niente

Finchè non trovo un altra persona

Non posso stare senza di lui..

Senza sapere che nemmeno il loro, è amore, ma quel vuoto nel cuore deve essere riempito a tutti i costi: di aspettative, di giustificazioni, di inutili parole, e restano in questo equivoco emotivo – magari anche per anni – struggendosi di amore, per qualcuno che, poi, scoprono di non amare davvero.

Un consiglio: quando cominciate ad inciampare nelle vostre emozioni e la vostra storia non ha più capo né coda, provate a raccontarvela, scrivendo. La scrittura è una meravigliosa pratica catartica che connette al nostro inconscio e fa uscire parole che razionalmente non diremmo mai.

Come descrivere, quella che riteniamo la storia più importante della nostra vita, con parole come: farsi compagnia, controllo, comodità, oppure solitudine. Quando Laura – nome di fantasia – ha riletto quello che aveva scritto, è rimasta in silenzio per qualche minuto. Sorpresa. Perché quelle parole del suo inconscio non c’entravano nulla con la passionale storia d’amore che si era costruita, per renderla accettabile.

Amarsi è il traguardo di un percorso di crescita, che parte prima da noi stessi, per arrivare poi all’altro.

Un cammino che possiamo fare insieme: nei percorsi di crescita personale, ho accompagnato, e accompagno, donne che hanno bisogno di uscire da una storia sbagliata, di tagliare legami invisibili ma potentissimi, di ritrovare autostima e consapevolezza di sé. E amore per sé stesse.

Come le principesse delle fiabe abbiamo aiutanti magici preziosi – le nostre risorse e la nostra forza interiore – e possiamo liberarci da altissime torri senza porte – senza via d’uscita – e da sole, e senza paura, possiamo percorrere i sentieri profumati del bosco per trovare la nostra vera strada.

Ricevo on line e possiamo fare un primo incontro conoscitivo, senza impegno. Per fissare un incontro scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com o compila il modulo.