Noi diciamo no!

Una fiaba per parlare di violenza di genere, partendo dai più piccoli: insegnare ai bambini la verità sull’amore vuol dire crescere uomini e donne che sapranno comprendere che amare qualcuno non vuol dire che ti appartiene ma che ti cammina accanto. Vuol dire capire, capire davvero che farti del male in nome di un sentimento non c’entra proprio niente con l’amore.

Un video, girato lo scorso anno che ha coinvolto i ragazzi di un liceo artistico, i loro insegnanti, e altre persone, piccoli e grandi, che vi riproponiamo oggi, giornata mondiale contro la violenza alle donne per dire BASTA!

Un ringraziamento, di cuore, a Eleonora Pucci, insegnante, Sergio Bozzo, vicepreside, e alla classe 5° – A anno 2017/2018 del liceo artistico Canova di Vicenza, a Emma e Andrea, a Rossella, a Federica, a Patrizia, a Davide, a Vittoria – giovanissima illustrator di grande   talento e sensibilità  – che hanno voluto dare un volto e una voce per dire NO alla violenza contro le donne.

Annunci

Ammalarsi d’amore

20180318_175720(3)scrivo_wm

Grimm stories

E vissero per sempre felice e contenti non è una semplice frase conclusiva delle fiabe, e non vuole far credere al bambino che ci sia una vita eterna, ma gli  fa capire  che vivere una sana relazione di coppia appagante ed equilibrata  lo aiuta nel distacco dalla famiglia e dalla figura materna – dal cordone ombelicale –   e lo accompagna verso una vita adulta, serena e autonoma.

Quando ci ammaliamo d’amore? Quando la relazione non funziona più,  o quando il nostro – o la nostra – partner non è quello che desideriamo, o ci rendiamo conto che gli atteggiamenti non mostrano amore, quando le azioni sono svalutative — con la mancanza di rispetto – o punitive, con il silenzio, o ingannano con comportamenti ambivalenti – una volta dolce, una volta assente – un gioco sottile e terribile che invece di mettere in allarme apre la strada alla dipendenza affettiva.

Così ci si ammala d’amore. Si scivola, una caduta lenta ma inesorabile che crea un legame indistruttible e consapevole fra aguzzino e vittima. Un equivoco emotivo immenso, che  trascina la vittima nell’inganno delle proprie  giustificazioni, nel proprio disperato bisogno di essere accettato, accolto,  amato da chi non è in grado di provare nessun sentimento.

La storia di Cappuccetto Rosso – abbiamo parlato spesso di questa bellissima fiaba, la nostra preferita, una delle più antiche e interpretate, per i suoi molteplici e profondi significati, nell’interpretazione di  Bruno Bettheleim racconta, nell’incontro tra la bambina e il lupo, un legame malato: il lupo, che non rappresenta solo il maschio seduttore, rappresenta  anche tutte le pulsioni  sessuali e asociali in noi, perchè diventa irresistible per la sua vittima. Bettheleim

Nella versione di Perrault, Cappuccetto Rosso non è una bambina capricciosa, ma è una giovane, che sta scoprendo i  propri, primi  istiniti sessuali, e, complice, si lascia sedurre dal lupo – in apparenza  gentile –  e si consegna a lui, non scappa. Ma anche  il lupo è sedotto dall’offerta di Cappuccetto Rosso e invece di attaccarla, come farebbe   qualsisi lupo, si intrattiene con lei, in un gioco mortale di attrazione e seduzione.

La fiaba sembra svelare  un aspetto inquietante della realtà: le vittime più appetitose sono quelle  accondiscedenti, quelle che apprezzano il loro cannibale. Enrico Maria Secci- I narcisisti perversi

Secondo Berne,  il padre dell’analisi transizionale, Cappuccetto rosso è complice di un gioco autodistruttivo; chi è sedotto e chi seduce? Chi è vittima e chi è carnefice?

Come uscirne?

come psicoterapeuta la dipendenza affettiva e la malattia d’amore  mi hanno raggiunto atraverso le storie dei pazienti, storie trasfigurate  nelle più varie richieste di aiuto: ansia, attacchi di panico, mal di testa, paranoie, disturbi gastointstinali, depessione, sono il grido acuto di un esercito di Cappuccetto Rosso in psicoterapia” Enrico Maria Secci

Bisogna imparare ad ascoltare i segnali del nostro inconscio, della nostra anima. E’ difficile riconoscere il proprio carnefice, quanto è difficile rendersi conto che si è vittime consenzienti.

Il primo passo? Impariamo a volerci bene!

 

In finale!

Una  grande soddisfazione che vogliamo condividere: due piccole fiabe che portano messaggi importanti e per questo sono state premiate.

Storia di un Porro e di una Farfalla una fiaba contro la violenza di genere con i bellissimi disegni di Vittoria Grazi giovanissima e promettente illustrator che ha saputo interpretare con grande sensibilità il tema terribile dell’amore sbagliato, e

L’ uomo e la tartaruga una favola metropolitana che insegna il rispetto, la cura per l’altro e l’amore per ogni animale. La storia di un uomo buono che salvando un piccolo animale salverà sè stesso. Con i bellissimi disegni metropolitani della nostra Patrizia Kovacs

Entrambe le nostre fiabe sono fra i I finalisti del concorso il miolibro , l’ importante  Concorso promosso dal sito ilmiolibro  Il mio esordio 2017  e siamo fiere e  molto contente di questo risultato che per noi è già una vittoria !

Le fiabe sono risultate fra le più recensite -Storia di un Porro e diuna Farfalla – e fra le più supportate – L’ uomo e la Tartaruga

I più recensiti dagli altri partecipanti

1. Il Mondo dei PO, Matilde Mantero
2. Il sogno di una farfalla, Luciano Cammaroto
3. La storia di un papà e delle sue tre figlie, Samantha Perego
4. Storia di un Porro e di una Farfalla, Mariarosa Ventura
5. Suggestioni fotografiche, Fiorenza Morighi

 I più supportati dalla community

1. Da adesso in poi, Benedetta Spreafico
2. Fiabe e zucchero filato, Sophie Guendalina Thery
3. Laianda di Itsho, Simona Platè
4. L’uomo e la tartaruga, Mariarosa Ventura
5. Poesie d’amore e di altre cose futili, Simone Angelo Ferri

Siamo alla fase finale del concorso e se volete potete ancora votarci! Intanto grazie di cuore a tutti coloro che hanno recensito e supportato!

 

Una fiaba contro la violenza di genere

La Magia dell'Orto (2).JPG

Illustrator Vittoria Grazi

Il Porro mutò la sua elegante corona in un bellissimo fiore colmo di steli e pistilli e la Farfalla innamorata lodava la sua bellezza, ma il Porro era sempre più indispettito dalla sua libertà, perché lui non poteva averla né condividerla con lei.”

Storia di un porro e di una farfalla , una piccola fiaba per raccontare una realtà sempre più cattiva, e terribile: si calcola che, In Italia,  dall’inizio dell’anno si siano verificati 100 femminicidi, uno ogni tre giorni.

Come può l’ amore trasformarsi in morte? Come può la stessa persona che promette di amare e proteggere, diventare un carnefice?

Non bisogna smettere di parlarne e di insegnare, soprattutto ai piccoli e ai  giovani come amare nel modo giusto. Un progetto a cui teniamo molto e pr questo abbiamo scelto una giovane e molto promettente illustrator  Vittoria Grazi  per disegnare la nostra fiaba, una giovane promessa entrata a pieno merito nel nostro staff e che ha saputo interpretare con grande sensibilità l’amore sbagliato; abbiamo scelto una giovane perchè dai giovani possiamo ripartire, dalla loro voglia di cambiare il mondo e di migliorarlo, e la loro grande energia può essere indirizzata per creare cose meravigliose.

Il nostro piccolo progetto partecipa al concorso Il mio esordio e tu puoi farlo crescere supportandoci.

Come?

Vai sul sito ilmiolibro alla pagina dedicata alla nostra fiaba e scegli il tasto supporta.

Poi se ti va leggi le prime pagine della fiaba e lascia un commento

Naturalmente, se vuoi, puoi anche comprarla

La verità sull’amore

1

Fu così che capirono di amarsi, da quella danza leggera; l’orto restò sospeso per un attimo a guardare e ammirare la magia di un nuovo amore che nasceva: lo stelo di un porro e la farfalla, posata sul suo capo, che gli faceva da fiore”

Perché una fiaba per parlare di violenza alle donne? Perché i bambini di oggi saranno gli uomini di domani, e ai bambini è importante insegnare il rispetto; è importante insegnare che l’ amore non è possesso, egoismo, o rabbia. Attraverso il linguaggio semplice e saggio delle fiabe vogliamo raccontare la bellezza dell’amore non la sua meschinità. Vogliamo raccontare ai piccoli, ai giovani ma anche e soprattutto ai grandi la verità sull’amore.

E proprio a una giovane e bravissima artista  ho chiesto di partecipare con me a questa avventura, e di disegnare la fiaba: Vittoria Grazi  – iscritta all’ultimo anno del Liceo Artistico Canova di Vicenza – ha saputo interpretare con grande maestria e sensibilità il delicato tema di un amore malato.

La nostra fiaba Storia di un Porro e di una Farfalla partecipa al concorso Il mio Esordio indetto dal Sito Il mio libro.

Puoi leggere le prime pagine della fiaba, puoi commentarla e fare una recensione. Puoi comprarla se ti va.  E non dimenticare di supportarci