Nel tempo, in questo spazio, ho parlato spesso delle fiabe. Del loro linguaggio simbolico, della loro capacità di parlare al cuore, della loro forza nel toccare parti profonde dell’essere umano.
Le fiabe non sono semplici racconti. Sono mappe interiori. Sono memoria antica. Sono passaggi di trasformazione.
Nel mio lavoro di formazione con gli adulti utilizzo spesso le fiabe come strumento di ascolto e consapevolezza. Chiedo spesso alle persone quale sia la fiaba che amano di più o quella che ricordano con maggiore intensità.
La risposta ha sempre un grande valore simbolico.
La fiaba che ci abita, quella che ci accompagna fin dall’infanzia o che continua a parlarci nel tempo, racconta qualcosa del nostro cammino interiore, delle nostre sfide, delle nostre ferite e delle nostre risorse.
Ogni volta che entriamo davvero in una fiaba, qualcosa dentro di noi si muove, si ricorda, si trasforma.
Da questo ascolto nasce oggi un nuovo spazio.
Nasce “Le radici delle fiabe” — una rubrica dedicata alle fiabe antiche lette in chiave simbolica ed evolutiva, per riscoprirne il significato profondo e il loro valore per il cammino umano.
In questo viaggio attraverseremo insieme storie originarie, archetipi, immagini e simboli che parlano della crescita, dell’ombra, della trasformazione e della relazione con la vita.
Non sarà un’analisi intellettuale, ma un’esperienza di ascolto.
Un ritorno alle radici. Un incontro con ciò che le fiabe custodiscono da sempre: la conoscenza dell’anima, il linguaggio del simbolo, la saggezza del cammino.
Se senti il richiamo del bosco, se senti che dentro le fiabe vive qualcosa che parla anche a te, questo spazio è per te.
Il viaggio inizia ora.
Qual è la fiaba che vive in te?”
Se questo tema ti ha toccato…
Il lavoro sul simbolo e sull’ascolto interiore è parte anche dei percorsi di crescita e relazione proposti in AnimalREIKI Academy.
“Può inventarne una” disse il bambino “la mamma dice che tutto quello che lei guarda diventa favola, e che da tutto quello che lei tocca ricava una storia.” “Sì, ma quelle storie e quelle favole non valgono nulla! No, quelle vere vengono da sole, mi bussano sulla fronte e dicono: Eccomi qui!” “Non stanno per bussare?” chiese il fanciullo, e la madre rise, mise il tè di sambuco nella teiera e vi versò sopra l’acqua bollente. “Racconti, racconti!” “E già, come se le favole venissero spontaneamente, ma queste fanno le preziose, vengono solo quando hanno voglia. Alt!” disse improvvisamente. “Eccone una: stai attento, adesso si trova sulla teiera!” Il bambino guardò verso la teiera; il coperchio si sollevava sempre più, e i fiori di sambuco uscirono freschi e bianchi, gettarono lunghi e grandi rami, uscirono persino dal becco verso tutti i lati e diventarono sempre più grandi; si era formato un meraviglioso cespuglio di sambuco, un intero albero, che arrivava fino al letto e spostava le tendine di lato; oh, che fiori, che profumo! In mezzo all’albero si trovava una vecchia molto garbata con uno stranissimo vestito addosso: tutto verde, come le foglie dell’albero di sambuco, e ricamato con grandi fiori bianchi di sambuco; al primo momento non si capiva se era stoffa o se era davvero fatto di verde e di fiori. “Come si chiama quella donna?” chiese il bambino. “Be’, i greci e i romani” spiegò il vecchietto “la chiamavano Driade, ma noi questo non lo capiamo; giù al quartiere dei marinai hanno trovato un nome migliore per lei, la chiamano Madre Sambuco, e adesso devi stare attento a lei; ascoltala e guarda quel bell’albero di sambuco.” Madre Sambuco – Hans Cristian Andersen
Sette volte ci si inchina davanti a Madre Sambuco per ringraziarla per i suoi sette doni a noi.
Il sambuco, un tempo, era uno degli alberi medicali più importanti di tutti. Si credeva che lavarsi il viso con la rugiada raccolta dai fiori di sambuco preservasse la bellezza di una donna. Ancora oggi i derivati del sambuco continuano ad essere utilizzati come ingrediente di detergenti per la pelle. Dalle bacche si producono i coloranti blu e viola, mentre dalle foglie si ottengono il giallo e il verde e dalla corteccia il nero.
Capiamo quindi perché il sambuco fosse così importante per la sopravvivenza del clan, tanto da impedire di tagliarlo, pena la morte.
Il sambuco è legato alle fate. Esse amano la musica e adorano particolarmente la musica degli strumenti fatti in legno di sambuco. Questo si presta bene alla realizzazione di fischietti, flauti e altri strumenti musicali. I rami contengono infatti un’anima morbida che i liutai rimuovono per creare tubi cavi. Ancora oggi in Italia con il sambuco si produce la zampogna. fonte
Nella tradizione celtica, a cui sono molto legata, il sambuco è rappresentato con RUIS, il simbolo dell’antico alfabeto ogham , e i druidi lo utilizzavano spesso per invocare l’energia della rinascita e per guidare le persone attraverso i momenti di passaggio. Questo simbolo rappresentava la loro connessione con il divino e la loro comprensione della vita come parte di un ciclo eterno.
Il Sambuco è sempre presente nelle mie fiabe, una pianta saggia e magica che spesso si trova in mezzo a un bivio: quale sentiero prendere? Quante volte ci troviamo nell’incertezza di quale strada scegliere, di quale percorso iniziare? La Driade che vive nelle sue verdi radici, adornata dal bellissimo cappellino bianco dei suoi fiori, è una Madre. Un’antica leggenda danese racconta che Madre Sambuco è una guardiana che perseguita chi abbatte un albero. Ma sa essere saggia e gentile quando riconosce un cuore puro e rispettoso.
Se hai la fortuna di camminare in un bosco, in questi nuovi giorni, potrai incontrarla e ascoltare le sue bellissime storie. E quando sarai pronto, ti indicherà la strada…
Le donne delle fiabe sono giovani fanciulle rinchiuse su una Torre senza porte, per allontanarle dal mondo, come la piccola Raperenzolo, o sono figlie gentili cedute al diavolo per la stupidità el’ ingordigia di un padre, come Nella ragazza senza braccia.
Sono giovani costrette a vivere fra la cenere di un fuoco, maltrattate e derise dalle sorellastre cattive, come Cenerentola. Oppure sono principesse messe alla porta da un padre egoista e insensibile e costrette a vagare nel bosco con indosso soltanto una pelliccia di topo, proprio come la Principessa Pel di Topo.
O ancora, sono bellissime ragazze date in sposa a qualche bestia mostruosa per riparare all’errore fatto dal Re, come avviene per le Tre Sorelle o Per la Bella e la Bestia.
Possono anche essere bimbette capricciose che non vogliono ascoltare i consigli della mamma e si fermano lungo il bosco ad ascoltare le false lusinghe di un lupo cattivo… proprio come fa Cappuccetto Rosso.
Di queste donne vogliamo parlare oggi, oggi che è il giorno dedicato alle donne: di tutte le protagoniste delle fiabe, perchè le fiabe raccontano la vita vera ed insegnano che ledifficoltà servono a crescere; ognuna di queste antiche storie ci racconta che le donnedelle fiabe riescono a superare ogni ostacolo, ad addentrarsi senza paura nel bosco, a superare con astuzia le imposizioni e le angherie.
Insegnano a non mollare, ad avere la capacità di modificarsi, proprio come fa Alice nelpaese delle Meraviglie, per adattarsi alle nuove situazioni.
E insegnano a diventare Regine, superando la propria diversità, e a diventare così forti eautonome da regnare da sole, senza un Re accanto, proprio come la Elsa di Frozen.Bastone.
Le donne delle fiabe cercano l’amore ma fanno innamorare perdutamente il lupo, come nella “Città delle Fiabe”: una bambina disubbidiente diventa la protettrice della Città delle Fiabe, come la nostra Cappuccetto Rosso, il simbolo della vera donna selvaggia che è in noi.
Vogliamo augurarvi di essere un pò streghe, di connettervi con l‘energia vitale della Terra, e finalmente usare la magia buone e potente che ogni donna ha in sè.
Vogliamo augurare a tutte le donne di essere come le donne delle fiabe, forti, intelligenti e astute; donne che sanno imparare dai propri errori e sono consapevoli del proprio potere interiore, e senza paura sanno affrontare gli ostacoli e ribaltare le situazioni avverse per poter diventare infine la Reginache è in ognuna di noi…
Per dirla alla Pinkola Estes nel suo Donne che corrono con i lupi, un libro illuminante che vi consiglio di leggere se non l’avete fatto:
Le storie sono disseminate di istruzioni che ci guidano nella complessità della vita:
“La donna sana assomiglia molto al lupo; robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale errante. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa si che la personalità delle donne diventi povera spettrale, sottile. Non siamo nate per essere cuccioli spelacchiati, incapaci di balzare in piedi, incapaci di cacciare, incapaci di generare una vita”Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi
Bisogna ritrovare la propria profonda natura psichica istintiva, chè è la nostra grandissima forza interiore, la nostra parte selvaggia.
“molti sono i modi e i mezzi per vivere con la propria natura istintiva, e le risposte cambiano quando voi cambiate… ho cercato di capire come fanno i lupi a vivere così in armonia. Vi suggerirò di cominciare con una voce di questo elenco, per cominciare, consigliando per chi sta lottando, di partire dalla numero 10″ –Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi
1 -mangiare 2 -riposare 3 -vagabondare 4 -mostrare lealtà 5 – amare i piccoli 6 -cavillare al chiaro di luna 7 – accordare le orecchie 8 – occuparsi delle ossa 9 – fare l’amore 10 -Ululare spesso
Un consiglio per i Cavalieri: lasciate la mimosa alle sue radici. Donate rispetto e Auguri alle vostre Dame. Ogni giorno!
Dieci anni fa il primo post, la partenza di Fiabe in costruzione, l’inizio di un Sogno, partito leggero quasi per gioco che è diventato, poi, una incredibile realtà. Il testimone allora era il mio Cesar, inconsapevole assistente, che ancora non sapeva quanto era ed è importante per il mio lavoro. Ogni storia scritta lui era, ed è accanto a me.
Non basterebbe un post, ma nemmeno 100 post, per raccontare i Doni, le Fatiche, le Delusioni e gli incredibili Successi di questi 10 anni. Le persone che si sono unite al Viaggio e hanno fatto un tratto di strada insieme a me, hanno lasciato tracce preziose del loro passaggio e io ne sono immensamente grata. Gli incontri, i progetti, la stanchezza a volte. Ma sempre la voglia di raccontare, di scrivere, di emozionare ed emozionarsi.
Siamo entrate piano piano nella Vita delle persone che avevano una storia che chiedeva di essere narrata, ma non trovavano le parole. Che grande privilegio poter trovare il filo prezioso delle loro emozioni.
Ho studiato le fiabe antiche, letto, insegnato e imparato e a ogni passo le fiabe sono sempre state accanto a me, potenti, umili e Maestre di Vita. Mi hanno lasciato andare via quando ho seguito la strada di altri Sogni, di altre Chiamate, e ho scoperto che loro ne facevano parte. Sempre.
Le Fiabe fanno parte della vita dell’uomo e da sempre la raccontano.
Il Viaggio dell’eroe delle Fiabe è anche il Viaggio dell’eroe di AnimalREIKI, e le ho ritrovate su questo sentiero tanto amato che mi ha connesso ai Maestri Animali, anime immense.
Pazienti e amorevoli le fiabe mi sono state accanto anche in questo cammino.
Ma quando è arrivato il momento, si sono ripresentate, nel modo unico e speciale che solo loro sanno avere: una storia ascoltata alla radio – un cantastorie improbabile, perché la stazione è di musica rock – mentre ero in macchina e fuori pioveva, che mi ha fatto riprovare l’emozione di sentire una fiaba narrata. E una chiave, trovata, ritrovata per terra, che mi ha fatto ricordare che da lì tutto era partito.
Per festeggiare e onorare questo anni di incredibile crescita ed evoluzione, voglio ripercorrere i primi passi di Fiabe in Costruzione… proprio come se raccontassi una vecchia fiaba.
Abbiamo bisogno di fiabe, più che mai ora in questo mondo.
“Non avevo aspettative (che gran cosa quando accade!) perciò non era ciò che volevo, in realtà supera di gran lunga ogni vaga idea possa aver avuto ❤️” F.
“Il pacco è stato consegnato! Sara ha subito letto la storia e quando ha capito che si trattava di lei ha aperto i rubinetti 🤣 è stato un momento molto emozionante che porterò sempre nel cuore. Grazie di cuore, fai un lavoro meraviglioso” F.
“Ho letto e riletto la fiaba già 5 volte e ogni volta riesco a trovare qualcosa che mi commuove, che mi fa piangere e mi fa sorridere. “Grazie di cuore. P.
Scrivere fiabe su misura è il bellissimo privilegio di dare voce alle storie che le persone hanno nel cuore ma non trovano parole per raccontarle. Scrivere una fiaba su misura vuol dire crearla e scriverla addosso alla persona alla quale è dedicata. Come creare un abito tessuto con il filo prezioso delle emozioni…
Un dono unico e meraviglioso per chi le riceve. Un dono che resta per sempre.
Un Dono anche per chi le scrive, e i Doni preziosi vanno sempre condivisi.
Vuoi imparare a scrivere fiabe su misura e diventare un Cantastorie di emozioni?
A settembre inizia un nuovo Viaggio…
Scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com oppure compila il modulo di seguito
Il logo di Fiabe in Costruzione è nato più di 10 anni fa, e rappresenta la fiaba che amo da sempre.
Un simbolo per me prezioso.
Rappresenta l’inizio di un Viaggio unico e speciale. Che ancora continua.
Cappuccetto Rosso e il lupo nella mia versione personale della fiaba, da sempre, sono inseparabili. Da quando è arrivata Amali nella mia vita, il lupo della fiaba ha un ridgeback.
Grazie a Rita Angelelli grafica ufficiale di Fiabe in costruzione e Animal REIKI che ha dato un nuovo splendore al nostro logo.
Sabato, caldo intenso che piega le gambe e ti fa sentire spiegazzato e appiccicaticcio anche se ti sei appena fatto una doccia.
Sabato da passare al lago, in montagna. In mezzo al verde. Oppure nella Stanza delle fiabe, perchè la nostra porta è sempre aperta e nella Stanza il tempo è proprio quello che desideri: puoi trovarti sotto la pioggia in mezzo al bosco, a bere cioccolata calda in una baita in mezzo alla neve, o essere in fondo al mare a cercare un tesoro.
Accade così quando si scrive fiabe!
E i nostri bravissimi e instancabili cantastorie non smetterebbero mai di inventare e raccontare nuove storie!
Non poteva mancare il nostro assistente Cesar: anche lui ama ascoltarle…
E così ti ritrovi a raccontare le avventure di Alice, e sei davvero nel suo mondo fantastico fatto di magia, leggerezza e geniale follia. Grazie a Marco Fontana che ha ricreato in modo egregio l’attimo prezioso del tè, un attimo in cui puoi essere davvero te stesso, e guardare dentro di te, senza paura. Grazie al pubblico attento e speciale che ha giocato e ha inseguito il bianconiglio nella sua buca per vivere insieme una nuova avventura.